I quaresimali a San Giovanni in Laterano dedicati a San Francesco d’Assisi

Franco Nembrini (foto Diocesi di Roma / Gennari)

Saranno dedicati a san Francesco d’Assisi i quaresimali promossi dalla diocesi di Roma e realizzati da Francesco Nembrini e don Fabio Rosini. Una tradizione ormai consolidata vede, infatti, il saggista e il biblista protagonisti di una serie di incontri, nei mercoledì di Quaresima, dalle ore 19 fino alle 20.30, nella basilica di San Giovanni in Laterano. Ogni appuntamento verrà concluso dalle riflessioni del cardinale vicario Baldo Reina.

“Francesco. Il dito e la luna” è il titolo pensato per questo itinerario, che prenderà il via il 25 febbraio, è promosso in coincidenza con gli ottocento anni del transito del poverello di Assisi e pensato per riscoprirne la figura e il pensiero, a partire dai suoi scritti. «Vorremmo riuscire a dare un taglio per cui sia facile, per la gente, riprendere in mano quei testi e trovare un san Francesco che non è per niente quella che abbiamo in mente», annuncia Nembrini. Ad aprire le serate sarà don Fabio Rosini, che offrirà «delle osservazioni sulla situazione della Chiesa dell’epoca, il contesto storico, la storia della famiglia francescana – prosegue il professore –; io documenterò a partire dai testi quel che don Fabio dirà».

Tra i brani proposti, ci saranno il testamento del santo, la “Lettera a un ministro”, il brano sulla perfetta letizia e naturalmente il “Cantico delle creature”, a cui sarà dedicato l’incontro dell’11 marzo. «Si tratta di letteratura – sottolinea Nembrini – perché, piaccia o non piaccia, per credenti e per atei, il “Cantico delle creature” è il primo testo ufficiale della letteratura italiana. Francesco è il primo che scrive qualcosa utilizzando il volgare, quindi il suo testo ha un’importanza fondamentale anche dal punto di vista letterario». Per concludere, il 25 marzo, Nembrini si soffermerà sul Canto XI del Paradiso della Divina Commedia, dedicato proprio al santo, definito da Dante come un sole spirituale.

«Ho un legame particolarissimo con san Francesco per diversi motivi – spiega Nembrini –. Innanzitutto mi chiamo Francesco all’anagrafe, anche se tutti mi chiamano Franco. Mia mamma era ben consapevole di quale santo fosse san Francesco d’Assisi e mi parlava spesso di lui. Sono legato alla sua figura fin da bambino». Quando aveva tra i 15 e i 17 anni, in piena ribellione adolescenziale, lo studioso si era distaccato dalla Chiesa ed è stato grazie al patrono d’Italia che si è riavvicinato alla fede. «Durante l’adolescenza, per un certo periodo, ho vissuto una crisi di fede importante e per un po’ di tempo non sono più andato in chiesa – racconta –. Avevo comunque fisso in testa un concetto che mi aveva sempre colpito, cioè la parte finale del “Cantico delle creature”, dove il santo parla di “sorella morte”. Mi dicevo che se esisteva davvero una persona così, che sapeva considerare la morte in questo modo, avrei voluto incontrarla. Avrei voluto chiedergli il suo segreto, come si fa a chiamare la morte “sorella”».

La partecipazione agli incontri a San Giovanni è libera e gratuita; verranno trasmessi in diretta streaming sul canale YouTube della diocesi di Roma e sulla pagina Facebook di Franco Nembrini.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

20 febbraio 2026