«In occasione del 60° anniversario della promulgazione della dichiarazione Nostra Aetate, uno dei frutti del Concilio Ecumenico Vaticano II conclusosi l’8 dicembre 1965, ho avuto modo di ribadire il rigetto categorico di ogni forma di antisemitismo, che purtroppo continua a seminare odio e morte, e l’importanza di coltivare il dialogo ebraico-cristiano, approfondendo le comuni radici bibliche. Nella medesima circostanza commemorativa, l’incontro con i rappresentanti di altre religioni mi ha consentito di rinnovare l’apprezzamento per il cammino fatto negli ultimi decenni lungo la strada del dialogo interreligioso, perché in ogni ricerca religiosa sincera, c’è un “riflesso dell’unico Mistero divino che abbraccia tutta la creazione”».
Le parole pronunciate questa mattina da Papa Leone XIV nel discorso al corpo diplomatico accreditato presso la Santa Sede, ci conducono verso la 37ª Giornata per l’approfondimento e lo sviluppo del dialogo tra cattolici ed ebrei, che si celebrerà sabato 17 gennaio 2026, che avrà per tema “«In te si diranno benedette tutte le famiglie della terra» (GN 12,3). Sessant’anni di Nostra Aetate”. Nella diocesi di Roma, per l’occasione, è in programma un incontro presso la Pontificia Università Gregoriana, promosso dall’Ufficio per l’ecumenismo e il dialogo interreligioso della diocesi con la Comunità ebraica di Roma. L’appuntamento è per mercoledì 14 gennaio, alle ore 18, nell’Aula C008 dell’ateneo di piazza della Pilotta, 4. Introdurrà i lavori il professor Massimo Gargiulo, pro-direttore del Centro Cardinal Bea per gli Studi Giudaici dell’Università Gregoriana; interverranno poi rav Riccardo Di Segni, rabbino capo della Comunità ebraica di Roma, e monsignor Ambrogio Spreafico, vescovo emerito di Frosinone-Veroli-Ferentino-Anagni-Alatri. Modererà l’incontro monsignor Marco Gnavi, responsabile dell’Ufficio per l’ecumenismo, il dialogo interreligioso e i nuovi culti della diocesi di Roma.
«Questo incontro, in un anno così difficile – riflette monsignor Gnavi –, assume un significato profondo a partire dalla volontà congiunta dell’Unione delle Comunità ebraiche italiane e della Conferenza episcopale italiana non solo di proseguire il dialogo, ma di approfondirlo a partire dal tema scelto. La benedizione di Abramo e di tutta la sua discendenza viene letta in maniera sinergica ma distinta, secondo le diverse sensibilità, dalla parte cattolica e da quella ebraica, sentendo la responsabilità di rispondere per il bene comune dei popoli».
Ricordare il sessantesimo anniversario della dichiarazione sulle relazioni della Chiesa con le religioni non cristiane, “Nostra aetate”, conduce «con fiducia e speranza in un tempo carico di domande cogenti – prosegue il responsabile dell’Ufficio diocesano –, ma la radice spirituale comune ci ricorda il dovere e la responsabilità di essere prossimi gli uni agli altri».

9 gennaio 2026













