«Comprendere le metafore aiuta a rendere il pensiero agile, intuitivo, flessibile, acuto. Chi ha immaginazione non si irrigidisce, ha il senso dell’umorismo, gode sempre della dolcezza della misericordia e della libertà interiore». Sono queste parole di Papa Francesco, da “Viva la Poesia!” a ispirare il tema della 67ª Settimana di Spiritualità al Teresianum, che quest’anno è “Per vedere l’invisibile. Spunti per una spiritualità dell’immagine”.
L’iniziativa, pensata come un vero e proprio percorso interdisciplinare sulla teologia dell’immagine nella tradizione cristiana, si svolgerà dall’1 al 5 marzo, coincidente quindi con la seconda settimana di Quaresima, e prevede incontri quotidiani dalle 17.30 alle 19.30, presso la sede della Pontificia Facoltà Teologica Teresianum–Pontificio Istituto di Spiritualità, in piazza di San Pancrazio 5/A.
Ad aprire la settimana, domenica primo marzo, sarà il gesuita Nicolas Steeves, teologo e professore di teologia fondamentale presso la Pontificia Università Gregoriana di Roma, con la sua prolusione inaugurale intitolata “Sale e luce: immaginare una teologia sapienziale”.
Lunedì 2 marzo è previsto l’intervento sull’immaginazione ed evangelizzazione “Come se vedesse l’invisibile (Eb 11,27)” di padre Luigi Maria Epicoco, teologo e filosofo insegnante alla Pontificia Facoltà Teresianum, seguito da una rappresentazione di Gran Teatro Bernini, sull’estasi di Santa Teresa, drammaturgia e regia di Francesco d’Alfonso dell’Ufficio per l’Università del Vicariato di Roma.
Il terzo giorno, martedì 3 marzo, è affidato a Chiara Bordino, del Ministero degli Affari Esteri, ricercatrice accademica specializzata in studi bizantini e arte medievale, e a Lisa Giombini, docente associato del dipartimento di Filosofia, Comunicazione e Spettacolo dell’Università Roma Tre. Bordino proporrà una riflessione sulle rappresentazioni iconografiche antiche: “Immagini e icone nel cristianesimo antico fino al secondo concilio di Nicea”, mentre il discorso di Giombini sarà sul valore della veridicità nell’esperienza artistica: “Ciò che l’occhio non coglie. Sul valore dell’autenticità nell’esperienza dell’arte”
Mercoledì 4 marzo è dedicato a un approfondimento della spiritualità carmelitana, grazie a padre Iain Matthew e padre Emilio Martínez, entrambi dell’ordine dei Carmelitani Scalzi e professori straordinari al Teresianum, che offriranno i loro contributi rispettivamente su “Giovanni della Croce, maestro nel vedere l’invisibile” e Teresa di Lisieux “Guarda il suo volto adorabile: Teresa di Lisieux”.
Concluderà, giovedì 5 marzo, don Giuseppe Lorizio, professore ordinario di Teologia fondamentale della Pontificia Università Lateranense, con l’intervento “Dall’idolo all’icona. Una metamorfosi teo-logica”, seguito da Americo Miranda, della Comunità di sant’Egidio, che apporterà un contributo derivante dalla sua esperienza parlando di “Vedere gli invisibili. Povertà e santità nelle Dilexi te e nei discorsi al popolo di Agostino.”
Un programma ricchissimo che, come riporta il sito del Teresianum nell’invito alla Settimana di Spiritualità, metterà a disposizione dei partecipanti «solo alcuni degli spunti di una “spiritualità dell’immagine” che rimane un orizzonte immenso di esplorazione per la nostra riflessione teologica e per la nostra chiamata alla santità, orizzonte da contemplare – come tenteremo di fare nel susseguirsi delle giornate e dei relatori – secondo variegate angolature: quella dell’integrazione dell’immaginazione in una teologia sapienziale; quella della pastorale della carità e dell’evangelizzazione; quella della storia dell’arte e della filosofia; nonché infine quella carmelitana».
L’evento sarà solo in presenza e, in caso di necessità, è possibile, per chi venisse da fuori Roma, prenotarsi presso la foresteria del Teresianum.
Per eventuali informazioni scrivere a: iadarola@teresianum.net
24 febbraio 2026












