Il vescovo Valenti: «Vivere la Chiesa come missionaria»

Con un monito e un invito a «farsi piccoli, servire gli altri e accogliere i deboli», il vescovo Marco Valenti, coordinatore dell’ambito della Chiesa ospitale e “in uscita”, ha aperto ieri sera, 1° ottobre, il mese missionario, presiedono alle 18.30 la Messa nella chiesa di San Giuseppe dei Falegnami al Foro Romano, sede del Centro missionario diocesano. Guardando dapprima alla figura di santa Teresa di Gesù Bambino, patrona dei missionari, di cui ieri ricorreva la memoria liturgica e che «ci invita a vivere la Chiesa come missionaria», il presule ha poi considerato come nel Vangelo del giorno di Matteo «Gesù compie un gesto profetico: pone al centro un bambino», ossia chi «all’epoca non godeva di grande attenzione e considerazione». Così facendo, ha spiegato Valenti, «Gesù sta insegnando che il primo deve farsi ultimo e anche l’accoglienza dei piccoli», a dire che «dobbiamo imparare la piccolezza dal nostro Maestro, quella che santa Teresa ha incarnato», sebbene «per la società odierna a contare siano altri valori, quelli del più forte» mentre «il Vangelo ci indica la logica dei piccoli e dei deboli», sono le parole del vescovo.

Ancora, la sottolineatura di Valenti su come «tornare a essere come i bambini non equivale a essere infantili» bensì a «recuperare la fiducia nell’amore di Dio e la disponibilità a vivere la semplicità, rimettendo la nostra vita nelle mani del Padre, senza cercare meriti e ricompense». Anche padre Giulio Albanese, direttore del Centro missionario diocesano e rettore della chiesa intitolata a San Giuseppe che sorge sopra il carcere mamertino, ha invitato a essere «araldi del Vangelo», sull’esempio di santa Teresa di Gesù Bambino, «contemplativa e, come diceva don Tonino Bello, “contempl-attiva” poiché l’esperienza di preghiera nell’accudimento del monastero le consentiva pure di andare oltre le mura, per prendersi cura».

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