Reina: «Nell’unità e nella comunione, il cuore missionario della Chiesa»

Nell’unità e nella comunione si racchiude il senso dell’«animare una Chiesa missionaria» e dell’«avere un cuore missionario». A questa stessa dimensione della condivisione profonda, con e in Cristo, il cardinale vicario Baldo Reina ha guardato proponendo «una intenzione di preghiera per il Santo Padre», rivolgendo a Prevost il ricordo e la vicinanza della sua diocesi in occasione della veglia missionaria diocesana che ha avuto luogo ieri sera, 15 ottobre, nella basilica di San Lorenzo fuori le Mura. «La Chiesa per sua natura è missionaria e in questa specifica vocazione si inseriscono tutte le altre dimensioni della Chiesa – ha sottolineato il porporato -: se mancassero questo respiro universale e uno sguardo attento e orante sul mondo, la Chiesa perderebbe la sua identità. In particolare come Chiesa di Roma, che ha nel suo dna un’impronta missionaria, abbiamo la responsabilità rilevantissima dell’anelito alla comunione».

Proprio “Uno in Cristo, uniti nella missione” è il tema scelto da Papa Leone XIV per questo ottobre missionario e alla luce di questo monito «siamo chiamati a vivere questa unione» riconoscendo e valorizzando «ciò che ci accomuna», sono ancora le parole di Reina; allora, occorre chiedersi se davvero «siamo uniti nella stessa opera, avendo un sentire comune e una vera attenzione alla dimensione missionaria della Chiesa», quella che «è richiesta e non preclusa a chi non parte ma rimane a Roma», laddove «essere missionari significa portare nel cuore tutta quanta la Chiesa, portare nella preghiera quanti soffrono o sono costretti a scappare dalle loro terre». Ancora, ha ammonito il cardinale vicario, occorre «avere a mente il mappamondo, anche se oggi basta un click per girare il mondo», perché «lì ci sono i nostri fratelli ed è lì che ci manda il Signore quando ci dice “Andate in tutto il mondo”». Solo «uniti in Cristo – ha quindi evidenziato Reina – possiamo camminare insieme nella missione».

Anche padre Giulio Albanese, direttore dell’Ufficio missionario del Vicariato, nel suo saluto iniziale rivolto ai tanti fedeli che gremivano la basilica a due passi dal Verano, aveva ricordato «la responsabilità dell’universalità della Chiesa di Roma» e come «la missione non parte da noi ma viene da Cristo: a noi è chiesto di servirla». Ancora, il comboniano ha ricordato che quella che si celebrerà questa domenica è la centesima Giornata mondiale missionaria, «voluta infatti da Papa Pio XI nel 1926», e come, «pregando sulla tomba di un martire come san Lorenzo, stiamo guardando anche alla testimonianza che continua oggi sul palcoscenico della storia in tanti che annunciano la Buona Novella nel mondo».

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