La pace è possibile

L’incontro conclusivo del Corso di formazione missionaria “La Rivoluzione Mondiale. Mappe, poteri, missione oggi: come orientarsi nel caos globale”, organizzato dal Centro missionario della diocesi di Roma, in collaborazione con Limes, si è tenuto sabato 9 maggio nell’Aula della Conciliazione del Palazzo Lateranense. Il tema centrale della conferenza, intitolata “La pace è possibile”, ha avuto come relatore Lucio Caracciolo, fondatore e direttore della rivista di geopolitica.

A fare gli onori di casa il Cardinale Vicario della diocesi di Roma Baldo Reina, che nel suo saluto iniziale ha rimarcato che compito di ogni cristiano è quello di «annunciare il Vangelo della pace, il desiderio di pace per questa umanità tormentata, poi se qualcuno vuole può attaccare e criticare. Senza paura e con molta fermezza affermiamo il valore della pace e affermiamo il valore della dignità di ogni persona».

Padre Giulio Albanese, direttore del Centro missionario diocesano, ha ribadito che «l’intento di questo corso è stato quello di promuovere una riflessione su quanto sta avvenendo oggi nel mondo, soprattutto in riferimento al ruolo dei grandi attori internazionali. Tenendo conto che la nostra, come diceva Papa Francesco, non è un’epoca di cambiamenti, ma un cambiamento d’epoca, la risposta, dal punto di vista della partecipazione al corso, è stata davvero senza precedenti: animatori missionari, insegnati di religione, agenti pastorali, diplomatici…. Tutto questo ha confermato l’esigenza di annunciare il Vangelo della pace secondo il Magistero di Papa Leone: una “pace disarmata e disarmante”».

Nel suo intervento Caracciolo è partito da una premessa fondamentale: «La crisi della pace è innanzitutto una crisi del dialogo e della parola». Oggi, a causa di un «egocentrismo diffuso che paralizza», si è incapaci di comunicare. La riflessione si è quindi spostata sugli Stati Uniti, Paese attraversato da «una crisi interna» e da sempre «incapace di non essere in guerra anche se dal 1945 non vince una guerra e non riesce a chiuderne nessuna». Spostando lo sguardo sul Medio Oriente, poi, ha osservato che «oggi Israele è entrato in una spirale di tipica guerra senza fine» perché ha «bisogno della guerra per stare insieme». Parallelamente c’è il ruolo che gioca la Turchia, con il Mediterraneo sta diventando «un mare sempre più turco». In conclusione Caracciolo ha richiamato alla responsabilità di «riprendere in mano le parole come strumento di dialogo», per evitare il «rischio di essere governati dalle macchine».

Quello di sabato è stato l’incontro conclusivo del percorso “La rivoluzione mondiale”, che in 5 appuntamenti mensili ha accompagnato la formazione missionaria 2026 della diocesi di Roma.

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Scarica l’introduzione ➤ Le vie della pace del 9 maggio 2026

Scarica la presentazione ➤ La pace è possibile del 9 maggio 2026

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Scarica la ➤ Sintesi dell’incontro con Lucio Caracciolo del 9 maggio 2026

 

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