Burkina Faso: «Continuate a pregare per questa porzione di umanità!»

«Di fronte all’efferatezza di questa mattanza che si perpetua ancora in questa porzione di umanità già fortemente provata da secoli di dittature, restiamo senza parole e sgomenti. Il mese scorso 500 persone. L’altra notte 600 persone. Sono avvenimenti così forti e così crudeli che non ci sappiamo calmare, non sappiamo trovare una spiegazione possibile. Ci arriva il conforto del Santo Padre per le vittime di questo Paese e di quest’Africa così bistrattata. Continuate a sostenerci, Chiesa di Roma, e a pregare per questa porzione di umanità!». È l’accorato appello di Paola Garbini Siani, missionaria laica della diocesi di Roma, che opera da anni in Burkina Faso prendendosi cura degli orfani e dei bisognosi, dopo le stragi dei giorni scorsi, ricordate anche da Papa Francesco all’Angelus di domenica primo settembre.

Padre Giulio Albanese, direttore dell’Ufficio per la cooperazione missionaria tra le Chiese della diocesi di Roma e giornalista missionario, riflette: «Purtroppo vi è un’algida classificazione per quanto riguarda le aree di conflitto a livello planetario: guerre di serie A e guerre di serie B. Un inganno istigato dal sistema massmediale mainstream per cui alcune aree del pianeta sono coperte dalla stampa internazionale, altre finiscono nel dimenticatoio». Emblematico è il caso del Burkina Faso, prosegue, «dove una nostra missionaria laica, Paola Garbini Siani, opera da diversi anni in questo tormentato paese dell’Africa Saheliana. Questa donna, fondatrice del Centre Wend Daabo – Ziniaré, ci ha inviato delle immagini strazianti dell’ennesimo massacro perpetrato in quella terra dimenticata da tutto e da tutti. D’altronde basta leggere i report di Human Rights Watch – una organizzazione statunitense che monitora le violazioni di diritti umani – per rendersi conto della gravità della situazione».

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