La testimonianza di Suor Laura Gaeta
Testo della testimonianza di Suor Laura Gaeta, Figlia di Maria Ausiliatrice, durante la Veglia missionaria 2026
Che cosa succede quando lasciamo che una terra, un popolo e Dio cambino la nostra vita?
Sono partita da Roma per portare Gesù fino ai confini del mondo…e ho scoperto di essere io quella che riceveva il centuplo. Quando si parte da giovane suora, come me, si hanno tante aspettative e sogni. Quando nel 1987 sono arrivata a Oyem, piccola città rurale al nord del Gabon,è ascoltando i missionari che vivevano sul posto da molti anni, che ho capito che essere missionaria voleva dire testimoniare un Dio liberatore e salvatore, là dove la religiosià ancestrale dava una grande importanza agli antenati, mediatori tra il mondo visibile e invisibile. Con riti e invocazioni bisogna placare l’ira di Dio fino a ritrovare l’armonia distrutta. Come potere intuire la differenza e’ grande.
Sono rimasta tra Gabon, Camerun e Costa d’Avorio circa 40 anni. Come suora salesiana di Don Bosco ho incontrato tanti giovani alla ricerca di senso, con un grande bisogno di essere ascoltati e amati, molti giovani poveri materialmente, sfruttati, abbandonati. La maggior parte di questi giovani vivevano con una grande dignità le loro difficoltà. Frequentando l’oratorio, la parrocchia, I diversi movimenti cattolici, molti di loro hanno acquistato una nuova consapevolezza e hanno fatto l’esperienza di un-Dio Amore. Questa è la mia più grande soddisfazione! Vivere la speranza cristiana e guidarli verso Gesù liberatore, attraverso la vita sacramentale, è stato il mio cavallo di battaglia. Alcuni di questi giovani sono oggi sacerdotI, religiose e religiosi felici.
Non sono andata in Africa per insegnare ed avere una cattedra. Sono andata per servire ed amare. E ho scoperto che Dio mi aveva preparato in ogni posto una scuola speciale: la scuola della gente che ha fiducia nella chiesa, nelle religiose, la gente della religiosità quotidiana, della solidarietà e della speranza in un domani migliore.
L’Africa è un continenete giovane con tante risorse naturali ed umane. Non mi piace sentire parlare ancora dell’Africa con accenti e connotazioni negative…L’Africa vive, cresce, si sviluppa! Questo continente ha delle potenzialità straordinarie. L’Africa non è solo miseria, malattie, ingiustizie, corruzione. Tutti aspetti negativi purtroppo che un certo tipo di propaganda malsana continua a divulgare a discapito di un continente giovane che cresce e si sviluppa.
Quanti ricordi belli che porto con me!… Vorrei brevemente raccontarvi la Fondazione della missione d’Abidjan, in un quartiere periferico, a fianco della bidonville di Divo. Era il settembre 1994. La ricerca di un terreno si avverava quasi impossibile e un finanziamento per costruire il Centro di promozione femminile altrettanto. La superiora, da Roma, ci diceva che se non ci fosse stato un segno dall’alto entro gennaio, avremmo dovuto abbandonare l’impresa. Ecco che Maria Ausiliatrice nell’arco di qualche giorno ci fa conoscere una persona molto, molto influente che convince in 24 ore il sindaco a concederci gratuitamente un terreno adibito a discarica, dicendogli testualmente cosi’: “Ceda questo terreno alle Figlie di Maria Ausiliatrice, pensi che i giovani abbandonati di oggi saranno domani delle bombe. Se le suore non se ne occupano chi lo farà?” Il giorno dopo era cosa fatta! Dopo il terreno arrivo’ il finanziamento e la costruzione della nuova missione. La Madonna ci voleva proprio là dove nessuno aveva osato, dove la gente ci diceva :“Cosa c’è di buono qui a Divo?.. Allora il Signore non si è scordato di noi!”
Di ricordi belli ne avrei tanti altri da condividere con voi, ma il tempo a disposizione è poco.
Termino ringraziando la Chiesa di Roma, il Centro Missionario che mi ha invitato a dare la mia tesimonianza, a tutti voi presenti a questa Veglia Missionaria.
Oggi non siamo tutti chiamati a partire per l’Africa, ma tutti siamo chiamati a lasciarci raggiungere dall’altro. Perchè la missione comincia quando il volto dell’altro smette di essere uno sconosciuto e diventa fratello. Invito tutti voi a costruire ponti. Grazie
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