Missione di pace. Viaggio nello spirito

Le parole di san Francesco, dalla “Preghiera semplice” al Cantico delle creature passando per la canzone di San Damiano, hanno fatto da guida e da ispirazione per la meditazione offerta ieri sera, 26 gennaio, nella veglia “Missione di pace. Viaggio nello spirito”, appunto sul tema della pace, nella basilica di Santa Croce in Gerusalemme. Il primo appuntamento del cammino mensile di preghiera promosso dal Centro missionario diocesano e dall’Ufficio per la pastorale sociale e del lavoro del Vicariato, in collaborazione con il Movimento per la Pace Pax Christi.

incontro di preghiera missione di pace, 26 gennaio 2026«Siamo qui come semi di speranza e di pace», ha detto all’inizio della veglia padre Giulio Albanese, direttore del Centro missionario, richiamando le parole di don Tonino Bello che «nel 1992, alle porte di Sarajevo, invitava a essere sentinelle profetiche che annunciano tempi nuovi e a essere allineati sull’idea della non violenza, certi che le soluzioni dei conflitti non verranno mai attraverso la guerra». Da qui, il monito di Albanese a «coltivare questa nostra utopia anche attraverso questi 4 incontri di preghiera che il cardinale vicario Baldo Reina ha fortemente voluto, accogliendo l’insegnamento di Papa Leone XIV che fin dal giorno della sua elezione ci ha invitato a vivere nella pace disarmata e disarmante». Ancora, il missionario comboniano ha sottolineato che «ogni atto di pace contribuisce a creare terre nuove, cieli nuovi, aria nuova» e per questo ognuno deve «portare nel cuore la forza di questo sogno di pace, perché la pace comincia da ciascuno di noi».

A presiedere il primo dei 4 appuntamenti di preghiera che si svolgeranno nella basilica di Santa Croce in Gerusalemme ogni ultimo lunedì del mese, fino ad aprile, l’arcivescovo Giovanni Ricchiuti, presidente di Pax Christi e vescovo emerito di Altamura – Gravina – Acquaviva delle Fonti. Sull’altare, anche monsignor Antonio Panfili, amministratore parrocchiale della basilica. Nella sua meditazione, il presule ha dapprima ringraziato il cardinale vicario che, «accogliendo il desiderio di preghiera per la pace del Papa, ha voluto invitare tutta la diocesi di Roma a riunirsi in preghiera per 4 mesi». Quindi, Ricchiuti ha messo in luce come il primo appuntamento abbia «posto lo sguardo e l’attenzione sulla nostra Madre Terra e sulle sue ricchezze che i potenti e le multinazionali sfruttano per tenere tanti popoli nell’ingiustizia e nella fame; questa ricerca di gestione delle risorse primarie genera le guerre».

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