Samuel (il nome è di fantasia) è un ragazzo di 21, arrivato in Italia per motivi di studio. È nato in una famiglia in cui convivono due fedi diverse, in un ambiente in cui la preghiera era un gesto quotidiano e condiviso, ma Samuel non trovava mai un vero coinvolgimento interiore. Le cose cambiano quando giunge nel nostro Paese e viene accolto in una comunità religiosa, che gli fa conoscere una Chiesa diversa da quella a cui era abituato, capace di ascolto e fraternità. Elena (anche questo è un nome di fantasia) pure ha 21 anni ed è cresciuta in una famiglia non cristiana. Poco tempo fa ha iniziato un servizio di volontariato presso un centro per persone con disabilità. Accompagnando i ragazzi a Messa, ha iniziato ad ascoltare la Parola di Dio quasi per caso, lasciandosi toccare da ciò che sentiva. Un’esperienza spirituale vissuta ad Assisi le ha permesso di rileggere la propria storia alla luce della fede.
Samuel ed Elena sono due degli ottanta catecumeni che, nella notte di Pasqua, riceveranno i sacramenti dell’iniziazione cristiana, dopo due anni di cammino in parrocchia e accompagnati dall’Ufficio diocesano per la catechesi, il catecumenato e l’apostolato biblico. Cinque di loro saranno battezzati nella basilica di San Pietro durante la Veglia presieduta da Papa Leone XIV, insieme ad altri cinque provenienti da altre diocesi del mondo. Altri cinque riceveranno i sacramenti nella basilica di San Giovanni in Laterano, durante la celebrazione presieduta dal cardinale vicario Baldo Reina. Gli altri settanta saranno battezzati «nelle loro parrocchie, accompagnati dai loro parroci e dalle comunità che li hanno sostenuti in questo cammino», spiega suor Rosaria Carpentieri, dell’Ufficio diocesano per il catecumenato.
«Si tratta di uomini e donne di età, provenienze e storie diverse – racconta la religiosa alcantarina –, accomunati da un desiderio profondo: incontrare Cristo e diventare parte viva della comunità cristiana. Per due anni hanno partecipato a incontri di catechesi, momenti di preghiera, celebrazioni e tappe liturgiche che li hanno accompagnati nella riscoperta della fede e nella maturazione di una scelta libera e consapevole». Per tutta la diocesi, allora, quella di Pasqua «sarà una notte di grande festa – conclude –: la nascita di nuovi cristiani rinnova la fede di tutti e testimonia la forza sempre viva del Vangelo».
31 marzo 2026













