Non c’è maggioranza né opposizione. Nella basilica dei Santi Ambrogio e Carlo al Corso c’è il cordoglio di un’Italia unita nel dolore per le 40 giovani vittime, sei delle quali italiane, della strage di Capodanno nel bar Le Constellation di Crans-Montana. I nomi e le storie del sedicenne romano Riccardo Minghetti, dei coetanei Giovanni Tamburi, Achille Barosi, Emanuele Galeppini, Chiara Costanzo e della quindicenne Sofia Prosperi, hanno scosso la coscienza del Paese.
Nel giorno del lutto in Svizzera, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, seduta in prima fila, ha invitato per questo pomeriggio, 9 gennaio, la squadra di governo, capigruppo parlamentari e leader delle opposizioni a partecipare a un momento di “unità nazionale” con una messa presieduta dal cardinale vicario Baldo Reina, il quale ha subito sottolineato che si tratta di un lutto che travalica i confini privati. «Ci sentiamo vicini alle loro famiglie – ha affermato nell’omelia – e li consideriamo parte delle nostre famiglie, in un dolore che patisce tutto il nostro Paese, facendoci sentire un’unica grande famiglia che soffre».
Tra i banchi una ventina di familiari tra i quali Massimo e Carla, i genitori di Riccardo. Il pensiero è rivolto anche ai 116 feriti, 14 dei quali connazionali. Poco più che adolescenti, da nove giorni lottano «per la vita e la guarigione – ha affermato il porporato -, aiutati da soccorritori, e assistiti da medici, infermieri, psicologi, nell’ospedale Niguarda di Milano e in tutti gli altri centri sanitari, che ci hanno mostrato, loro per primi, e ci mostrano con lacrime e sudore, che sono tutti figli nostri».
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9 gennaio 2026













