PROPRIUM

CALENDARIO PROPRIO DELLA DIOCESI DI ROMA

Ai Parroci, ai Rettori delle Chiese,
Ai Superiori degli Istituti Religiosi della Diocesi di Roma

 

Carissimi, nel gennaio 2018 ho nominato una Commissione che si dedicasse alla revisione del Calendario Proprio della Diocesi di Roma e redigesse anche il Proprio delle Messe, «per aiutare il popolo di Dio a vivere le feste e le memorie dei santi e dei beati dell’Urbe»[1]. Il mio desiderio era proporre ai fedeli la memoria e l’esempio di eminenti figure che hanno seguito le orme di Cristo e hanno caratterizzato la storia della Chiesa a Roma. Accanto a questo era mia intenzione proporre un nuovo richiamo alla comune vocazione alla santità, come ha affermato papa Francesco nell’Esortazione Apostolica Gaudete et exsultate: «Far risuonare ancora una volta la chiamata alla santità, cercando di incarnarla nel contesto attuale, con i suoi rischi, le sue sfide e le sue opportunità. Perchéè il Signore ha scelto ciascuno di noi “per essere santi e immacolati di fronte a Lui nella carità” (Ef 1,4)»[2]. Sin dalla sua costituzione il gruppo di lavoro ha seguito un percorso di studio e di ricerca, in dialogo con il Dicastero per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti. Sono stati tenuti in particolare considerazione i criteri seguiti per la precedente revisione del Calendario di Roma, compiuta nel 1972: sobrietà, interesse universale, riconosciuta devozione del Santo o Beato, celebrazione del culto di qualche Santo o Beato solo in chiese e parrocchie particolari. Per la nuova redazione – che oggi vi consegno – si sono adottati tali criteri, peraltro già apprezzati lungo gli anni anche dallo stesso Dicastero, ma si è tenuto conto anche di alcune indicazioni normative e di particolari circostanze, che desidero richiamare brevemente.

  • La scelta di usare lo schema romano come base per il Calendario Universale, operata dopo il Concilio di Trento con l’edizione del Messale e del Breviario, ha determinato che molte figure di santità eminenti per la vita della Diocesi di Roma siano già celebrate nel Calendario Universale. Alla luce di ciò per l’Urbe si è elaborato non tanto un vero Calendario Proprio (come accade per le altre Diocesi), ma piuttosto una integrazione particolare, locale, al Calendario Romano che in essa si è costituito e ha preso forma lungo i secoli.
  • Le dimensioni della Diocesi, la presenza e la sepoltura nel suo territorio di numerosissimi santi e beati che hanno svolto il ministero a Roma, la presenza di tanti organi di governo degli Istituti di Vita Consacrata avrebbero determinato l’inserimento di molteplici figure nel Calendario Proprio. Tuttavia, appare evidente l’impossibilità di contenere nell’arco dell’anno i nomi di tutti coloro che nell’Urbe lungo i secoli hanno vissuto un servizio di apostolato e di carità, hanno fondato una Congregazione o vi sono stati sepolti.
  • Le Norme generali per l’ordinamento dell’anno liturgico, pubblicate nel Messale Romano, prevedono che sia obbligatoria in una Diocesi solo la memoria di quei santi che hanno particolare importanza per tutti coloro che abitano in essa (n. 53b) e non solo per un gruppo particolare o una comunità specifica. Pertanto è sembrato opportuno limitare le memorie solo a quelle figure il cui culto è diffuso e riconosciuto in tutta la Diocesi, evitando di rendere obbligatorie celebrazioni di quei santi o beati che sono conosciuti e venerati solo in determinate realtà pastorali.
  • Per gli altri santi o beati la celebrazione è possibile in tutti quei luoghi che hanno con essi un rapporto stretto o dove si conserva il loro corpo (cfr. n. 53c), evitando di appesantire il Calendario. Si garantisce così che gli Istituti di Vita Consacrata e le singole parrocchie o chiese rettorie possano ricordare nella liturgia quelle figure a cui sono particolarmente legati.

Desidero infine segnalare alcune celebrazioni di nuova introduzione, rispetto al Calendario finora in uso. È stata evidenziata la Solennità del 25 ottobre, per celebrare la Dedicazione in quelle Chiese in cui non si conosce la data. Come memoria mariana per la Diocesi è stata scelta la memoria di Santa Maria «Salus Populi Romani», da celebrare il 4 giugno. Per comprendere meglio questa scelta desidero richiamare brevemente la storia. Il 24 aprile 1944, mentre l’Urbe viveva l’incubo dalla devastazione nazista, papa Pio XII rivolse al popolo romano una paterna esortazione perchéé si affidasse a colei che era onorata col titolo di Salus populi Romani. In risposta a questo invito del Pontefice alcuni sacerdoti e fedeli laici proposero di chiedere ai romani di pronunciare un voto cittadino. Il voto venne pronunciato nella chiesa di Sant’Ignazio il 4 giugno 1944. Nel pomeriggio del 5 giugno, rivolgendo la parola alla grande folla che si era radunata spontaneamente in piazza San Pietro il papa disse: «Con indicibile riconoscenza noi veneriamo la Ss.ma Madre di Dio e Madre nostra, Maria, che al titolo e alle glorie di Salus populi Romani ha aggiunto una nuova prova della sua benignità materna, che rimarrà in perenne memoria negli annali dell’Urbe»[3]. La domenica successiva, 11 giugno 1944, il voto fu ripetuto in tutte le parrocchie di Roma. Otto giorni dopo la Solennità dei Santi Apostoli Pietro e Paolo, il 7 luglio, si è scelto di celebrare in un’unica memoria tutti i Pontefici, sotto il titolo di Ss. Vescovi della Chiesa di Roma, conservando per quelli ricordati nel Calendario Generale il loro grado di celebrazione. L’8 novembre – per sottolineare il legame con la Solennità di Tutti i Santi – si è proposta la Festa di Tutti i Santi della Chiesa di Roma, da celebrare con particolare rilievo in quelle chiese in cui sono conservati corpi o reliquie insigni di santi romani. Infine, rispetto alla redazione del Calendario del 1972 tutte le memorie obbligatorie sono state trasformate in facoltative, perchéé celebrano alcune delle figure che sono maggiormente legate alla Diocesi e che già erano state inserite nella revisione del Proprio del 1972. Già allora era stata riconosciuta la viva devozione dei fedeli; tuttavia, poichéé il loro culto non è diffuso allo stesso modo in tutta la Diocesi, i pastori valuteranno nei singoli casi dove sia opportuno dare particolare rilievo alla loro celebrazione. L’unica memoria facoltativa di nuova introduzione è fissata al 25 novembre, per celebrare i beati coniugi Beltrame Quattrocchi, che specialmente a Roma sono conosciuti e considerati modello di sposi cristiani e verso cui c’è culto e devozione. Nella solennità dei Santi Apostoli Pietro e Paolo desidero consegnare idealmente a tutta la Diocesi il nuovo Calendario Proprio. L’ufficio competente sta predisponendo la stampa delle Messe proprie della Diocesi, che sarà disponibile dopo l’estate; cliccando sul link riportato nella mail è possibile scaricare il lezionario e il formulario per la memoria dei Ss. Vescovi della Chiesa di Roma, prevista per il 7 luglio. L’aiuto e l’intercessione dei santi Patroni di Roma e di tutti i santi ci accompagnino nel cammino della vita cristiana.

Angelo Card. De Donatis Vicario – Generale di Sua Santità per la Diocesi di Roma

 

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