Chiamati a farci prossimi di chi soffre. La lettera del direttore della Caritas diocesana

    Carissimi,
    innanzitutto permettetemi di riportare un pensiero del nostro cardinale vicario Angelo De Donatis: “In questi giorni, non potremmo nutrirci insieme del Signore nell’Eucaristia; mi consola invece il pensare che possiamo nutrire noi stessi il Signore nella persona dei più piccoli. E sono grato a tutti coloro che vivono questa dimensione e ci aiutano a farlo”. Aggiungo personalmente anche un ringraziamento a ciascuno di voi che ogni giorno si sta spendendo al servizio dei più piccoli della nostra città.

    Come comunità cristiana ancora una volta siamo chiamati a farci prossimi alle sofferenze della città, in modo particolare agli ultimi e agli emarginati. Molte volte, la vicinanza a chi soffre, ci ha portato a essere presenti in situazioni di sofferenza, rispondendo a calamità, crisi e conflitti. L’emergenza sanitaria che stiamo vivendo ci pone di fronte a nuove necessità, rischiando di minare proprio quella che è la principale caratteristica del nostro agire: tessere relazioni e curare le ferite dell’anima.

    Conosco bene e ne sono consapevole che la paura del contagio tende a sacrificare questo tipo di rapporti: si ha timore di incontrare le persone, in modo particolare i poveri, perché in essi vediamo un agente del contagio. È fondamentale, invece, non vedere essi come degli untori, ma fratelli che proprio in questo periodo in cui tutti si chiudono in sé stessi, hanno ancora più bisogno di qualcuno che li ascolti e li aiuti, pur con tutte le attenzioni e precauzioni.

    Allo stesso tempo, le nostre opere – i centri di ascolto, le mense, gli ostelli, gli empori, i servizi su strada, i centri di distribuzione di alimenti e vestiario, le docce – sono chiamate a ripensare alcune procedure operative affinché l’azione caritativa sia più vicina alle esigenze di chi soffre e si svolga in modo sicuro per i volontari e le comunità che li ospitano.

    Per questo, gli operatori della Caritas diocesana in contatto con le autorità competenti, hanno predisposto una nota (che vi allego alla presente) con una serie di consigli su come organizzare i servizi nei diversi centri. Si tratta di indicazioni che in questi giorni sono state sperimentate nelle Opere-Segno promosse dalla diocesi.

    L’invito per tutti, oltre che ad attenersi a tali disposizioni, è anche quello di vivere e promuovere quelle forme di carità della “porta accanto”: un’attenzione particolare a quanti vivono in solitudine, soprattutto gli anziani, e che in questo contesto possono sentirsi ancora più emarginati.

    Per qualsiasi informazione e per un aiuto a recepire nel migliore dei modi tali indicazioni nelle vostre comunità, vi invito a contattare l’Area Promozione Umana al numero 06.88815130 (e-mail: promozioneumana@caritasroma.it).

    Non ci scoraggiamo, il Signore ci sostiene e ci accompagna ogni giorno. Ringraziando ognuno di voi per la preziosa testimonianza, vi saluto assicurandovi vicinanza nella preghiera; nella speranza di vivere questo tempo di Quaresima condividendo le difficoltà e le energie nel nome del Signore.

    Don Benoni Ambarus
    direttore