Sua Eminenza Card. Angelo De Donatis

Vicario di Sua Santità

del Titolo di San Marco
nato a Casarano (LE), Diocesi di Nardò-Gallipoli, il 4 gennaio 1954
ordinato il 12 aprile 1980,
eletto il 14 settembre 2015,
consacrato il 9 novembre 2015
creato Cardinale il 28 giugno 2018

Sit inter vos pax, quae superat omnem sensum.
Amate vos invicem.
Nihil caritate dulcius, nihil pace gratius...

 

Biografia

Ha iniziato a prestare servizio nel 1980 a San Saturnino, dapprima come Collaboratore, poi come Vicario Parrocchiale.

Negli anni successivi è stato Vicario anche alla Santissima Annunziata a Grottaperfetta, fino al 1990, quando viene nominato Direttore Spirituale del Pontificio Seminario Romano Maggiore.
Attività che svolge fino al 2003 quando gli viene assegnata la Parrocchia di San Marco Evangelista al Campidoglio e, contestualmente, l’impegno per la Formazione Permanente del Clero, di cui diventa Incaricato nel 2014.

Nominato Vescovo titolare di Mottola, Motula, il 14 settembre 2015, è stato ordinato Vescovo il 9 novembre 2015 in San Giovanni in Laterano, per l’imposizione delle mani del Santo Padre Papa Francesco, co-ordinanti il Cardinal Vicario S.Em. Agostino Vallini e il Cardinale S.Em. Beniamino Stella, Prefetto della Congregazione per il Clero.

Nominato Vicario Generale della Diocesi di Roma ed Arcivescovo titolare di Mottola, Motula, il 26 maggio 2017.

Creato Cardinale da Papa Francesco il 28 giugno 2018.

 

Il Titolo di San Marco

Il Cardinale Vicario Angelo De Donatis è stato parroco di San Marco al Campidoglio dal 2003 al 2015.
Il Papa gli ha assegnato come “titolo” proprio quello legato alla basilica di piazza Venezia, la chiesa nazionale dei veneti residenti a Roma.
Secondo alcune fonti del medievale “Liber Pontificalis”, in origine i titoli da assegnare ai cardinali erano 25 mentre 7 erano le diaconie.
San Marco fa parte della lista dei 25 titoli originari, non a caso si tratta di una delle più antiche chiese di Roma. Le sue origini risalgono a Papa Marco (… – 7 ottobre 336) che la fece costruire nel 336. Gregorio IV la ricostruì nell’883, mentre l’attuale decorazione barocca risale ai restauri del XVII e XVIII secolo. Secondo il catalogo del cronista e storico Pietro Mallio, il titolo era collegato alla Basilica di San Pietro e i suoi sacerdoti avevano il diritto di celebrarvi Messa a turno.
Quello di San Marco, infine, era il titolo assegnato di consueto al patriarca di Venezia una volta creato cardinale, come accadde con Albino Luciani (futuro Giovanni Paolo I) dopo il Concistoro del 1973.

 

Lo stemma

Interzato in pergola rovesciata:

nel 1° di rosso al leone d’oro, alato e nimbato dello stesso, con la testa posta di fronte, accovacciato, tenente con le zampe anteriori avanti al petto il libro d’oro, scritto delle parole in lettere maiuscole romane di nero, PAX TIBI MARCE nella prima facciata, in quattro righe, ed EVANGELISTA MEUS nella seconda facciata, similmente in quattro righe;
nel 2° d’azzurro alla basilica d’argento;
nel 3° dell’ultimo d’argento alla mela granata al naturale, aperta di rosso, gambuta e fogliata di verde di sei pezzi, posta in sbarra.

 

Il motto

NIHIL CARITATE DULCIUS

Ambrosius “De Officiis ministrorum” Liber 2, Caput XXX, 155
 
Le parole scelte da Don Angelo per il proprio motto episcopale sono tratte dal “De officiis ministrorum” di Sant’Ambrogio laddove dice
Sit inter vos pax, quae superat omnem sensum.

Amate vos invicem. Nihil caritate dulcius, nihil pace gratius…

“Sia tra di voi la pace che supera ogni sentimento. Amatevi gli uni gli altri. Nulla è più dolce dell’amore, nulla più gradevole della pace”