Matteo Diotallevi, vocazione missionaria per la Costa d’Avorio

    Don Matteo Diotallevi con un bambino ivoriano nel giorno del suo battesimo

    Un sacerdote romano in Costa d’Avorio. Sarà incardinato nella diocesi di Yopougon don Matteo Diotallevi, che verrà ordinato sacerdote il prossimo sabato 19 settembre, alle ore 17, dal vescovo ausiliare don Paolo Ricciardi nella parrocchia di San Timoteo, a Casal Palocco. La stessa dove, all’età di 13 anni, Matteo, classe 1987, quarto di sette fratelli, inizia il Cammino neocatecumenale. Il diploma al liceo scientifico, la laurea magistrale in ingegneria informatica e poi, a 25 anni la scelta di entrare in seminario.

    Decisivo in questo senso, racconta, «un pellegrinaggio speciale a Medjugorje» nel 2011. «All’inizio non volevo assolutamente fare il sacerdote – riflette –. In fondo al cuore avevo un solo desiderio: trovare la donna della mia vita, sposarmi, fare figli e vivere un matrimonio cristiano felice. Ed invece oggi sono diventato diacono e sono a pochi giorni dalla mia ordinazione presbiterale. Sentivo che il Signore mi chiamava ma io rispondevo di no. Però Medjugorje è stata l’occasione per aprire il mio cuore, grazie alla Vergine Maria. Lì ho capito che Dio ti ama, ti vuole bene… ho deciso di fidarmi davvero del Signore. Mi sono sentito finalmente in pace con me stesso e felice. Il Signore mi stava aiutando e ho capito che volevo stare sempre con lui, tutta la vita».

    La formazione presbiterale porta Matteo in seminario in Costa d’Avorio, nella diocesi di Yopougon, un quartiere di Abidjan, la città più estesa e popolata del Paese. «Una cosa che mi ha colpito tantissimo è l’accoglienza che mi hanno riservato gli ivoriani – sottolinea il seminarista –; mi hanno trattato sempre come se fossi un figlio loro. Mi colpiscono sempre i loro sorrisi, la loro gioia, nonostante le condizioni di vita molto povere. Capisci che vale la pena rimanere per loro, per annunciare Gesù Cristo proprio lì».

    Dopo l’esperienza ad Abidjan, nel 2018 Matteo viene assegnato alla missione di Korhogo, ma a seguito dell’ordinazione cambierà di nuovo zona. «Diventerò il prete della nuova équipe responsabile dell’Est del Paese: Abengourou, Bongouanou e Tanda – anticipa il futuro sacerdote –. Abbiamo già il programma per la catechesi, che inizierà già ad ottobre. Per questo motivo dovrò tornare per quella data, rimandando qualche prima Messa che avrei voluto fare a Roma. Farò solo le prime Messe nelle due parrocchie dove sono cresciuto: San Timoteo e Santa Melania Juniore. Spero durante l’anno di tornare a Korhogo per celebrare anche lì e salutare tutte le persone che ho conosciuto in questi due anni e che porterò sempre nel cuore». Del suo futuro in Africa, una certezza: «Cercheremo di vivere il Vangelo come descritto al capitolo 10 di Matteo – dice il diacono –: porteremo l’amore di Gesù Cristo risorto a tutti coloro che hanno perso la speranza, a tutti coloro che cercano un senso alla vita, a tutti coloro che stanno soffrendo e a tutti coloro che vorranno accoglierci come si accoglie Gesù Cristo in persona».

    Ma adesso Matteo è a Roma, in attesa dell’ordinazione. Ci teneva particolarmente che fosse fatta nella sua città, con la sua famiglia: «Vivrò in casa questa festa così speciale, nella parrocchia dove sono stato battezzato e cresciuto nella fede». Emozionato anche monsignor Ricciardi: «Tra noi si è creata subito una sintonia – commenta –. È bellissimo che un prete romano, giovane, stia vivendo un’esperienza missionaria di questo tipo, portando la sua romanità in Costa d’Avorio. Inizialmente si pensava di ordinarlo il 3 ottobre a San Giovanni con gli altri seminaristi dei diversi seminari romani, ma poi si è preferito separare la sua ordinazione».

    Della sua esperienza in Africa, il diacono racconta anche in un blog: https://matteodiotallevi.wordpress.com/.

    di Giulia Rocchi da Roma Sette

    15 settembre 2020