Nuovo dpcm, precauzioni sanitarie per le parrocchie

    Catechesi a distanza, stop ai pellegrinaggi e alle uscite di gruppo, limitare le feste patronali. Il decreto del presidente del Consiglio dei ministri (dpcm) del 13 ottobre – in vigore fino al 13 novembre – contiene misure urgenti volte a fronteggiare l’emergenza epidemiologica da Covid-19 e diversi punti del provvedimento sono dedicati alle attività degli enti religiosi e delle parrocchie. Per questo l’Ufficio giuridico del Vicariato di Roma ha preparato una nota (clicca qui per il testo integrale) con alcune precisazioni e integrazioni.

    Innanzitutto, le misure di protezione finalizzate alla riduzione del contagio (distanziamento fisico, igiene costante e accurata delle mani, scrupolosa sanificazione degli ambienti e delle relative dotazioni) «restano invariate e prioritarie». Per il resto, sulla raccomandazione che invita a evitare di «ricevere persone non conviventi di numero superiore a sei», contenuta nel dpcm, la nota della diocesi spiega che va «riferita, evidentemente, anche alle canoniche e agli analoghi spazi di monasteri e conventi». Si ricorda inoltre che l’accesso ai luoghi di culto deve avvenire con misure organizzative tali da evitare assembramenti di persone, tenendo conto delle dimensioni e delle caratteristiche dei luoghi, e tali da garantire ai frequentatori la possibilità di rispettare la distanza tra loro di almeno un metro.

    «Ragioni di prudenza inducono, per ora – si legge ancora – , a limitare i programmi afferenti lo svolgimento di feste patronali alle celebrazioni liturgiche – da condurre nel pieno rispetto delle indicazioni sopra richiamate – e ad altri eventi, che sia possibile organizzare in forma esclusivamente statica».

    Per quanto riguarda le attività di catechesi e di oratorio e le altre attività pastorali, si richiamano le indicazioni contenute nella “Nota sullo svolgimento delle attività del nuovo anno pastorale nel rispetto delle precauzioni sanitarie” dell’8 settembre scorso. «Stante la delicatezza dell’attuale situazione epidemiologica – precisa il nuovo documento –, tali indicazioni andranno rispettate con il massimo scrupolo e la necessaria costanza. Nell’effettuazione delle attività di catechesi, ragioni di prudenza inducono, ove possibile, ad avvalersi di modalità “a distanza”, eventualmente associate a ridotti incontri “in presenza”». Poiché, inoltre, in ambito scolastico sono sospesi i viaggi d’istruzione, le iniziative di scambio o gemellaggio, le visite guidate e le uscite didattiche comunque denominate, si ritiene – in via analogica – di sospendere pellegrinaggi e uscite di gruppi ecclesiali di qualsiasi natura.

    Quanto allo sport, è consentito naturalmente svolgere attività sportiva o motoria all’aperto e al chiuso, anche presso aree ecclesiali, «purché nel rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di almeno due metri per l’attività sportiva e di almeno un metro per ogni altra attività (salvo che non sia necessaria la presenza di un accompagnatore per i minori o le persone non completamente autosufficienti)». Sono però vietate, ai sensi del dpcm del 13 ottobre scorso, «tutte le gare, le competizioni e tutte le attività connesse agli sport di contatto aventi carattere amatoriale».

    16 ottobre 2020