Ordinato vescovo don Gianpiero Palmieri

    Si è svolta ieri, domenica 24 giugno, in una affollatissima basilica di San Giovanni in Laterano, la cerimonia di ordinazione episcopale di don Gianpiero Palmieri. A presiederla, l’arcivescovo vicario Angelo De Donatis; con lui sono stati conconsacranti l’arcivescovo Luis Francisco Ladaria Ferrer, prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, monsignor Giuseppe Marciante, vescovo di Cefalù e predecessore di don Palmieri come ausiliare del settore Est, e tutti i vescovi presenti. Don Benoni Ambarus, vicedirettore della Caritas di Roma, e don Eugenio Bruno sono i due sacerdoti assistenti che hanno presentato il vescovo eletto all’ordinante principale. La celebrazione è stata animata dal Coro della diocesi di Roma, diretto da monsignor Marco Frisina.

    Presenti, oltre a tutti i vescovi ausiliari di Roma, il cardinale Marc Ouellet, prefetto per la Congregazione dei vescovi; gli arcivescovi Filippo Iannone, presidente del Pontificio Consiglio per i Testi Legislativi; Claudio Maria Celli, presidente del Consiglio di amministrazione del Centro Televisivo Vaticano; Antonio Mennini, officiale della Segreteria di Stato; Francesco Giovanni Brugnaro (Camerino); i vescovi Enrico dal Covolo, rettore uscente della Lateranense; Antonio Napolioni (Cremona), Anton Leichtfried, ausiliare della diocesi di Sankt Pölten (Austria).

    «Gianpiero, da vescovo – l’auspicio di monsignor De Donatis espresso durante l’omelia – aiuta le persone che ti sono affidate – preti e consacrati compresi – a ridiventare un popolo che si rallegra nello scoprire la grazia che c’è… e che non si piange addosso come se il Signore lo avesse lasciato in balia della sterilità! Educa alla gioia per la misericordia ricevuta ancor prima di programmare, organizzare, progettare di tutto su tutto».

    Don Palmieri è stato nominato da Papa Francesco ausiliare per il settore Est della diocesi di Roma lo scorso 18 maggio e gli è stata affidata la sede titolare di Idassa. Le parole scelte per il suo motto episcopale sono tratte dal capoverso 10 della Misericordiae Vultus, la Bolla di indizione del Giubileo Straordinario della Misericordia promulgata dal Santo Padre l’11 aprile 2015: “Architrave della Chiesa è la misericordia”. Come stemma ha scelto invece uno scudo di foggia gotica, e una croce trifogliata in oro, gemmata con cinque pietre rosse che richiamano le cinque piaghe di Cristo.

    Leggi l’omelia completa di monsignor De Donatis

    Leggi il saluto del vescovo Palmieri

    25 giugno 2018