Il Vangelo della festa della Presentazione del Signore «ci parla di Gesù che, nel Tempio, è riconosciuto e annunciato come il Messia da Simeone e Anna. Ci presenta l’incontro tra due movimenti d’amore: quello di Dio che viene a salvare l’uomo e quello dell’uomo che attende con fede vigile la sua venuta». Lo ha detto Papa Leone XIV nell’omelia della Messa celebrata ieri, 2 febbraio, in occasione della XXX Giornata mondiale della vita consacrata. Una celebrazione iniziata nell’atrio della basilica di San Pietro con il rito della benedizione delle candele seguita dalla processione verso l’altare della Confessione. Una «festa della luce», come sottolineavano non solo le candele nelle mani dei fedeli e delle centinaia di cardinali, vescovi e religiosi concelebranti ma anche quelle che adornavano la base delle colonne del baldacchino del Bernini.
«Da parte di Dio – ha spiegato il pontefice – l’essere Gesù presentato come figlio di una famiglia di poveri nel grande scenario gerosolimitano ci mostra come Egli si offra a noi nel pieno rispetto della nostra libertà e nella piena condivisione della nostra povertà. Nel suo agire non c’è infatti nulla di costringente, ma solo la potenza disarmante della sua disarmata gratuità. Da parte dell’uomo, nei due vegliardi, Simeone e Anna, l’attesa del popolo d’Israele è rappresentata al suo zenit, come apice di una lunga storia di salvezza» segnata «da luci e ombre, cadute e riprese, ma sempre percorsa da un unico vitale desiderio: ristabilire la piena comunione della creatura con il suo Creatore».
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3 febbraio 2026













