L’accoglienza che trasforma: dieci anni di reti, comunità, promozione

Una risposta comunitaria a una ferita sempre più evidente nel tessuto della città: la crescita della povertà abitativa, l’aumento delle situazioni di fragilità sociale e la progressiva solitudine di molte persone e famiglie. È stato questo il programma di Accoglienza Diffusa promosso dalla Caritas diocesana di Roma nelle parrocchie e negli istituti religiosi. Dall’appello di Papa Francesco nel 2015 ad accogliere le famiglie di profughi nelle comunità, in occasione del Giubileo della Misericordia, è nato un modello che ha coinvolto 114 comunità accogliendo complessivamente 831 persone. Tra queste, 379 sono state persone singole e 104 nuclei familiari, per un totale di 452 persone appartenenti a famiglie, di cui 220 minorenni.

Si tratta di numeri significativi non solo per la quantità, ma soprattutto per la qualità delle relazioni generate e per la capacità delle comunità di sostenere nel tempo percorsi complessi. Un’accoglienza che non è stata soltanto una risposta all’emergenza, ma una scelta pastorale capace di trasformare territori e legami, che ha fatto della prossimità quotidiana e della corresponsabilità comunitaria la sua forza, mostrando come l’incontro possa diventare occasione di crescita reciproca e di rigenerazione sociale.

«L’Accoglienza Diffusa – spiega Giustino Trincia, direttore della Caritas diocesana – rappresenta una scelta che sposta il baricentro dalla logica del “fare per” a quella del “vivere con”, riconoscendo nella fragilità un luogo teologico nel quale la comunità cristiana incontra il Signore. L’ospitalità diventa così una pedagogia ecclesiale che educa alla reciprocità, alla responsabilità condivisa e alla conversione dello sguardo. La persona accolta non è destinataria passiva di aiuto, ma soggetto di relazione, portatrice di una storia che interpella e trasforma la comunità».

Statistiche, testimonianze, analisi e approfondimenti sui primi dieci anni del programma Accoglienza Diffusa sono contenuti del numero monografico della rivista “Sguardi”, il settimo quaderno editoriale che la Caritas propone come strumento di riflessione e formazione alle comunità parrocchiali. La rivista “Accoglienza che trasforma. Dieci anni di reti, comunità e promozione” verrà presentata oggi, giovedì 12 febbraio alle ore 17 nella Sala Raffaello della parrocchia dei Santi Fabiano e Venanzio (in via Terni 92).

Dopo la presentazione del numero da parte degli autori, sono previsti gli interventi del cardinale Baldo Reina, vicario del Santo Padre per la diocesi di Roma; don Marco Pagniello, direttore di Caritas Italiana; padre Camillo Ripamonti sj, presidente del Centro Astalli; Francesca Debbas, Refugees Welcome; Margherita Neri, Piazza Grande di Bologna; Carmelo Bruni, sociologo Università La Sapienza; Francesco Laddaga, presidente Municipio VII, don Concetto Occhipinti, vicario episcopale per il Settore Est; don Paolo Salvini, vicedirettore della Caritas di Roma e Giustino Trincia, direttore Caritas diocesana di Roma.

Ai partecipanti verrà distribuita una copia del quaderno Sguardi, disponibile anche nel sito caritasroma.it

12 febbraio 2026