Per chi ha vissuto anni da solo per strada, essere accolto in Casa Santa Giacinta «non significa solo avere un tetto sulla testa o un letto. Significa ritrovare una dignità, avere qualcuno che ti guarda negli occhi e ti dice: “Per me sei importante”». Le parole di Roberto, uno dei 99 ospiti del centro di accoglienza della Caritas diocesana di Roma nella Cittadella della carità, racchiudono il senso dell’inaugurazione della struttura restituita alla città dopo due anni di complessi lavori di ristrutturazione. Finanziati da Roma Capitale, proprietaria dell’immobile concesso all’organismo pastorale, e sostenuti da diverse realtà filantropiche, gli interventi hanno riguardato il rifacimento del tetto, la riqualificazione degli interni e il recupero delle facciate.
Il taglio del nastro si è tenuto ieri sera, lunedì 14 settembre. Per Roberto è un ritorno a casa. Parlando a nome di tutti gli ospiti, per lo più persone senza dimora, anziane e malate, ha sottolineato commosso che non si è trattato solo di un restyling degli ambienti ma è stata ricostruita «la speranza e dato un futuro a chi pensava di non averne più». La struttura di via Casilina Vecchia, attiva dal 1990, torna quindi a pieno regime con 43 stanze, due ampi spazi comuni, tre postazioni per gli operatori, un locale infermeria, due lavanderie e due depositi per bagagli.
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15 settembre 2026













