Don Luigi Di Liegro: una vita spesa per i piccoli e i poveri

Sono le parole scolpite sulla lapide della sua sepoltura nella basilica dei Santi XII Apostoli, a due passi da piazza Venezia, a riassumere il senso dell’operato e i valori che hanno orientato la vita di don Luigi Di Liegro, il fondatore e primo direttore della Caritas diocesana di Roma e il simbolo dell’impegno cattolico accanto agli ultimi nella Capitale, di cui Papa Leone ha annunciato alla diocesi di Roma riunita in assemblea nella basilica lateranense l’aperura della causa di beatificazione. «Non c’è carità senza giustizia», si legge sulla tomba che custodisce le spoglie traslate dal cimitero del Verano il 1° ottobre del 2025. Un’idea di carità rivoluzionaria perché non fatta di elemosina o di assistenzialismo, ma improntata al fare rete per garantire primariamente giustizia sociale.

A Di Liegro si devono infatti i primi incontri tra associazioni con finalità simili come la Comunità di Capodarco, l’Esercito della Salvezza, la Comunità di Sant’Egidio, le suore Missionarie della Carità di Madre Teresa, per combattere insieme l’emergenza sociale. Tutte le opere di accoglienza oggi attive a Roma, ma non solo, sono state volute e create da don Luigi, il prete degli ultimi: l’Ostello di via Marsala alla stazione Termini, il Poliambulatorio per immigrati senza permesso di soggiorno aperto nel 1983 a Ostia e oggi attivo sempre a via Marsala, a ridosso del binario 1 della stazione Termini. E ancora, l’Emporio della solidarietà inaugurato nel 2008 a Ponte Casilino, le mense, le case-alloggio, i centri di ascolto.

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19 settembre 2026