La Giornata mondiale dei nonni e degli anziani: l’omelia del cardinale Reina

Pubblichiamo il testo integrale dell’omelia pronunciata dal cardinale vicario Baldo Reina nella Messa celebrata questa mattina, domenica 26 luglio 2026, nella basilica di San Saba, all’Aventino, in occasione della Giornata mondiale dei nonni e degli anziani. La celebrazione è stata trasmessa in diretta dalla Rai

Continua la catechesi di Gesù sul Regno di Dio, sulla sua presenza salvifica e misteriosa in mezzo a noi. Le immagini utilizzate dal Maestro sono semplici e molto efficaci; le ricava dalla vita di tutti i giorni e dall’esperienza di uomini e donne che molto hanno imparato dall’esperienza quotidiana.

Dopo la parabola del seminatore e del seme e quella ascoltata domenica scorsa della zizzania che cresce insieme al frumento oggi siamo raggiunti dai gesti di tre lavoratori attenti e saggi: l’agricoltore che trova un tesoro e vende tutto per acquistare il campo dove esso è riposto, il mercante che va in cerca della perla preziosa e i pescatori che dopo una pesca abbondante mantengono soltanto i pesci buoni e gettano via i cattivi.

La presenza di Dio è paragonata a quella di un tesoro, di un bene prezioso, a un oggetto di grande valore ricercato e desiderato da qualche tempo. I tre brevi racconti sono accomunati dal discernimento che aiuta a capire ciò che vale davvero e dal dinamismo di coloro che sono all’opera; è intraprendente l’agricoltore che non esita a vendere quello che ha per comprare il campo dove ha trovato il tesoro, è alla ricerca il mercante di perle preziose e sono all’opera i pescatori che non si accontentano del pescato abbondante ma valutano attentamente quei pesci che valgono davvero. Unendo i tasselli del racconto emerge un modello prezioso per descrivere il nostro rapporto con Dio e la visione che abbiamo di Lui. Non un Dio legato al dovere e all’osservanza di norme ma un Padre tenero che ama farsi cercare non per mettere a dura prova la nostra fatica ma per misurare il desiderio che abbiamo di Lui. Tutto è all’insegna della gioia. Potremmo dire che è una fede che nasce dalla gioia e conduce alla vera gioia. Nessuno pensa al sacrificio o alla rinuncia perché la fede non è rinuncia o sacrificio. La fede è esperienza di gioia. In ogni istante, in ogni situazione, anche in quelle più difficili e dolorose.
Le persone che incontriamo nelle parabole pensano a ciò che guadagnano più che a quello che lasciano, al fatto che hanno trovato ciò che ha reso piena e completa la loro vita. È il realizzarsi di quanto abbiamo ascoltato nella prima lettura. Il giovane re Salomone davanti a Dio che si rende disponibile a dargli ciò che serve per il governo del popolo non esita a chiedere un “cuore che ascolta”, un “cuore docile e intelligente”; potremmo dire, alla luce del Vangelo “un cuore che scopre in Dio il vero tesoro e abbandona tutto il resto”.

“…Per questo ogni scriba divenuto discepolo del Regno è simile a un padrone di case che estrae dal suo tesoro cose antiche e cose nuove”. La parabola arriva a noi, chiamati a diventare “discepoli del Regno”, esattamente come l’agricoltore e il mercante. Allora ci chiediamo: ma Dio per noi è davvero un tesoro da ricercare? È davvero una perla preziosa rispetto a cui “tutto il resto è una spazzatura”? Che cosa tiriamo fuori quotidianamente dallo scrigno della nostra vita?

Il ricordo annuale dei nonni e degli anziani s’incastona molto bene nella cornice di quanto abbiamo ascoltato. A quanti sono avanti negli anni e magari fanno i conti con la malattia e la fragilità tutti riconosciamo un bagaglio di saggezza e di esperienza. Le varie stagioni che hanno attraversato permettono loro di discernere ciò che vale e ciò che è inutile. Accogliendo il messaggio del Santo Padre – “Io invece non ti dimenticherò mai” – vogliamo rinnovare l’impegno a renderci prossimi alle persone anziane, andandole a trovare, mettendoci in ascolto della loro saggezza, dedicando loro tempo e attenzione. Usando le immagini del Vangelo di oggi potremmo dire che loro, gli anziani e i nonni, sono dei veri tesori nascosti e preziosi; ma come ogni tesoro sarebbe un peccato non valorizzare le potenzialità di bene e di sapienza che contengono; non possiamo e non dobbiamo mai metterli da parte!
In un tempo in cui i rapporti si stanno indebolendo a tutti i livelli e le persone più fragili spesso vivono nella solitudine questa giornata ci stimola a recuperare la forza delle relazioni familiari dando la giusta importanza ai nonni e ai più anziani.

Intercedano per noi i Santi Gioacchino e Anna e ci donino la loro lungimiranza e la loro forte speranza per avere un cuore attento e vigile che si lega solo a Dio, Tesoro per eccellenza, e per accompagnare i passi dei più giovani e di quanti hanno smesso di considerarsi preziosi e di considerare un bene grande la vita stessa. Amen