12 Maggio 2026

Servizio civile con la Caritas, 52 posti disponibili

«Stare accanto partendo dai bisogni per provare ad aggiustare il mondo» è l’obiettivo comune dei cinque progetti, per un totale di 52 posizioni in 19 sedi operative, di Servizio Civile Universale promossi dalla Caritas di Roma presenti nel Bando pubblicato lo scorso 22 dicembre dal Dipartimento per le Politiche giovanili e il Servizio Civile Universale.

Per i giovani interessati, ci sono 6 posti per il progetto “Nonviolenza in cammino”; 8 per “Coltivare l’inclusione”; 4 per “Generazioni in movimento”; 20 per “Nessuno è lasciato indietro” e 14, infine, per “Safety Net: rete per l’inclusione di migranti, richiedenti asilo e protetti internazionali”.

Possono partecipare i giovani senza distinzione di sesso che, alla data di presentazione della domanda, abbiano compiuto i 18 e non superato i 28 anni di età, abbiano cittadinanza italiana oppure di uno degli altri Stati membri dell’Unione europea ma anche di un Paese extra Unione europea purché siano regolarmente soggiornante in Italia. I candidati inoltre non devono aver riportato condanna, anche non definitiva, alla pena della reclusione superiore a un anno per delitto non colposo o a una pena della reclusione anche di entità inferiore per un delitto contro la persona o concernente detenzione, uso, porto, trasporto, importazione o esportazione illecita di armi o materie esplodenti, o per delitti riguardanti l’appartenenza o il favoreggiamento a gruppi eversivi, terroristici o di criminalità organizzata.

Gli aspiranti operatori volontari dovranno presentare la domanda di partecipazione entro e non oltre le ore 14del 15 febbraio 2024 esclusivamente attraverso la piattaforma Domanda On Line. Prima di presentare la domanda, dopo aver letto le schede sintetiche dei progetti, consigliamo di mettersi in contatto con l’Area Educazione, Volontariato, Cittadinanza Attiva (Andrea Guerrizio) – cittadinanza.attiva@caritasroma.it – 06.855.15.155, per informazioni e chiarimenti.

5 gennaio 2024

Incontro di formazione dei responsabili laici dei centri filippini – Basilica di Santa Pudenziana (Uff. Migrantes)

Incontro di formazione dei responsabili laici dei centri filippini – Basilica di Santa Pudenziana (Uff. Migrantes)

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Incontro con Benanti su pace e intelligenza artificiale

I progressi tecnico-scientifici come via verso la pace. È questo il tema al centro del convegno “Intelligenza artificiale e pace” organizzato dall’Ufficio per la pastorale sociale, del lavoro e della custodia del creato della diocesi di Roma, in programma martedì 9 gennaio alle ore 18.30, nella chiesa di Santa Maria ai Monti. Un titolo che fa eco a quello utilizzato da Papa Francesco nel suo messaggio per la 57ª Giornata mondiale della Pace, dove pone l’accento sulle grandi opportunità e sui rischi etici connessi a un uso non responsabile dell’intelligenza artificiale.

«Papa Francesco ha messo insieme due tematiche all’apparenza lontane, invece l’intelligenza artificiale potrebbe dare un contributo fondamentale per la tutela della pace. Ma è strumento molto delicato e dipende da come si usa. La storia ci dimostra che la pace è da costruire ogni giorno e noi cristiani siamo chiamati da Cristo a dare il nostro contributo, non solo come dovere ma come vocazione», osserva monsignor Francesco Pesce, direttore dell’Ufficio.

Relatore dell’incontro sarà padre Paolo Benanti, teologo francescano ed esperto di etica, bioetica ed etica delle tecnologie. Oltre ad essere membro della task force “Intelligenza artificiale” per coadiuvare l’Agenzia Italia digitale, Benanti dal 26 ottobre 2023 è stato nominato dal segretario dell’Onu António Guterres come membro del “New artificial intelligence advisory board”, per valutare rischi, opportunità e governance in vista del summit sul futuro previsto per il 2024.

4 gennaio 2024

E’ entrato nella luce della Resurrezione Vincenzo, padre di don Scordamaglia

Il Cardinale Vicario Angelo De Donatis,
il Consiglio Episcopale e il Presbiterio della Diocesi di Roma,

sono vicini al dolore di Don Domenico Scordamaglia,
Vicario cooperatore presso la Parrocchia San Martino I Papa,
Professore straordinario presso l’Istituto Superiore
di Scienze Religiose Ecclesia Mater
per la morte del suo caro papà

Vincenzo
di anni 86

e, assicurando preghiere di suffragio, invocano Dio Padre,
ricco di misericordia, perché conceda a Vincenzo
il premio della vita eterna e dia conforto ai suoi familiari.

I funerali si svolgeranno domani, venerdì 5 gennaio 2024, alle ore 10.30,
presso la Parrocchia Santa Maria Immacolata di Lourdes
(Via S. Bernadette, 23)

Il settantesimo compleanno del cardinale vicario: gli auguri di tutta la diocesi

In occasione del settantesimo compleanno del cardinale vicario Angelo De Donatis, insieme ai membri del Consiglio Episcopale e a tutti i fedeli della diocesi di Roma, ringraziamo il Signore per il dono della sua vita e ci impegniamo a pregare per lui affinché continui a manifestare i tratti del Buon Pastore e a donare la vita per il Vangelo. Auguri di cuore

4 gennaio 2024

Campagna Cei Uniti nel dono: le storie di due parrocchie romane

Don Stefano Meloni (foto della campagna Cei)

Due comunità parrocchiali della periferia sud di Roma – Magliana e Ottavo Colle – che vivono la loro quotidianità con criticità e risorse differenti, esprimendo delle risposte generative che le rendono due modelli virtuosi di quella solidarietà creativa che avvicina le persone e rende un servizio prezioso al territorio.

La parrocchia di San Gregorio Magno alla Magliana vive le difficoltà di un quartiere complesso e abitato da oltre 40mila persone di estrazione popolare, afflitto da anni di speculazione edilizia, e funestato da una situazione economica complicata per molte famiglie. Complicazioni acuite anche dalla presenza di insediamenti – sia abusivi che autorizzati – di campi rom. Una situazione di potenziale conflitto che l’amore di don Stefano Meloni e dei suoi volontari ha trasformato in ricchezza e valore per l’intera comunità parrocchiale.
“Cerchiamo di essere vicini a tutte quelle realtà di povertà che ci sono nel quartiere – spiega don Stefano a Cristian Gennari nel video “Preparate la via del Signore… (Mc 1,3)” che si può vedere al link https://www.youtube.com/watch?v=L9QFPoD6arw&t=221s – seguendo in particolare i rom. E lo riteniamo un processo particolarmente importante perché a volte subiscono dei pregiudizi, invece chiedono solo di essere ascoltati e così è nato un rapporto che supera le richiesti materiali e diventa conoscersi e stare assieme”.

Per don Stefano Meloni, 69 anni, operare con le comunità nomadi è una necessità dettata dalla volontà di ribaltare quei luoghi comuni che s’insinuano come ombre nella storia di queste popolazioni. Da ragazzo, prima di prendere la via del seminario, era stato volontario delle suore di Madre Teresa, poi sacerdote nel 1999 e da subito impegnato nel supporto alle famiglie del campo rom di via Luigi Candiani, alla Magliana Vecchia, che ospita circa 800 persone in grande difficoltà. Uno spirito di supporto che ha portato con sé a San Gregorio Magno, la parrocchia che guida dal 2019, dove ha trovato una grande risposta dai suoi volontari.

Dai corsi di alfabetizzazione, cinque professoresse volontarie e tre suore che fanno da insegnanti – come testimoniato da Deborah Foglia, responsabile del progetto e del centro di ascolto Caritas parrocchiale, su unitineldono.it -, all’ascolto, passando per il disbrigo pratiche che include anche l’iscrizione a scuola dei bambini fino ai beni materiali (vestiario, pacchi alimentari, persino le bombole del gas). Un’amicizia tra culture che viene celebrata con la Festa dei popoli che consente alle popolazioni romanì di rappresentare, con danze e canti, le loro tradizioni. “La nostra porta è sempre aperta a tutto il quartiere che aiutiamo in molti modi – conclude il don – però credo che sia molto importante sapere che quello che si fa all’esterno viene poi ritrovato in parrocchia, i volontari sono gli stessi che poi vengono da noi a condividere la gioia di aiutare gli altri”.

E un modo creativo di aiutare gli altri lo hanno sperimentato nella parrocchia di San Vigilio, zona di Ottavo Colle, una periferia decisamente diversa della Capitale rispetto alla Magliana. Ottomila abitanti, ceto medio o elevato, età media abbastanza alta, e grande vocazione ambientale manifestata da un ambiente curato e ricco di verde. La comunità, guidata da don Alfio Tirrò, 47 anni, che è qui dal 2017, sacerdote diocesano dal 2000, incarna alcuni degli inviti espressi da Papa Francesco nell’enciclica Laudato si’ dedicata alla cura del Creato.

“L’emergenza ambientale si avverte nella quotidianità, a noi, ad esempio, succede che la pioggia, trovandoci al di sotto del livello della strada, allaghi qualche locale della parrocchia – spiega don Alfio a Cristian Gennari nel video “Non vi trovi addormentati (Mc 13,36)” che si può vedere al link https://www.youtube.com/watch?v=ozQQINxLQmo&t=263s – e questo ci ha dato uno spunto di riflessione nella nostra comunità, pertanto ci è sembrato naturale far corrispondere una produzione di una energia sana e pulita con gli aspetti vantaggiosi dal punto di vista economico”.

Vantaggi economici che poi si declinano nella possibilità di poter aiutare, di più e meglio gli assistiti dalla parrocchia, oltre che prendersi cura della casa comune. L’elenco è particolarmente composito: c’è il risparmio derivato dall’installazione dei pannelli fotovoltaici – costi dell’energia abbattuti del 35% -, la sostituzione delle lampade alogene con quelle a Led, e poi ancora l’orto urbano di zona con le sue verdure fresche che vengono devolute alla struttura di accoglienza “Casa Betlemme” e il giardino parrocchiale con gli alberi da frutto e gli ulivi. Elementi che legano la comunità nell’arte della cura del creato in una dimensione materiale e spirituale con il coinvolgimento di tanti adolescenti e anche dei ragazzi del catechismo che in questi spazi verdi vengono a fare lezione.

Un messaggio di condivisione e di speranza che poi è anche un modello di sostenibilità economica, oltre che ambientale, che si può esportare. “Tutto questo – conclude don Alfio – non è solo un privilegio che si possono permettere parrocchie in una situazione economica più serena, perché per fare questo basta essere persone ed è sufficiente imparare dalla natura che quando ognuno si mette a disposizione dell’altro, tutti insieme fioriscono e formano bellezza”.

Questa sono solo due delle tantissime storie di salvezza e aiuto portate avanti sul territorio da sacerdoti, impegnati in prima linea, e dalle loro comunità. A sostegno delle offerte per i sacerdoti sarà programmata, fino a Natale, la campagna della Conferenza Episcopale Italiana, realizzata da Casta Diva Group e articolata tra spot tv, radio, web, social. Gli spot raccontano la “missione” dei sacerdoti, ripresi nella loro quotidianità all’interno delle comunità, luoghi in cui tutti noi possiamo sentirci accolti.

3 gennaio 2024

A Santa Maria Maggiore la reliquia della Sacra Culla

Fino al 6 gennaio sarà esposta alla venerazione dei fedeli la reliquia della Sacra Culla, normalmente custodita nella cripta dell’Altare della Confessione nella basilica di Santa Maria Maggiore.

La reliquia è custodita in una teca di cristallo sorretta da quattro putti dorati e chiusa da un coperchio, riproducente un giaciglio di paglia, sul quale è adagiato il piccolo Gesù con la mano destra alzata e benedicente. Il reliquiario fu realizzato da Giuseppe Valadier nei primi anni del 1802 in sostituzione del precedente del 1600 trafugato dalle truppe napoleoniche. Si possono ammirare cinque assicelle in legno di acero rosso, tipico della zona di Betlemme risalenti proprio al tempo in cui nacque Gesù.

Su commissione di Papa Pio IX (1846–78), l’architetto romano Virginio Vespignani realizzò la Confessio (1861–64) collocata davanti all’Altare Papale. Vespignani utilizzò circa settanta tipi diversi di marmo, estratti per la maggior parte dai coevi scavi svolti a Roma e Ostia. La Confessio rinvia all’importanza di Santa Maria Maggiore quale Betlemme dell’Occidente e basilica natalizia di Roma. A partire dal pontificato di Teodoro (642–649), oriundo di Gerusalemme, essa fu anche denominata Sancta Maria “ad Praesepem”. Il titolo si riferisce alle cinque asticelle in legno di sicomoro (ficus sycomorus), parte della mangiatoia in cui è stato adagiato il bambinello Gesù.

In Basilica è custodita anche un’altra reliquia, il panniculum, un piccolo pezzo di stoffa – custodito in una teca donata da Pio IX – che secondo la tradizione costituisce un lembo delle fasce con cui fu avvolto il Bambino Gesù.

3 gennaio 2024

La Messa per i giornalisti il 24 gennaio

Per il terzo anno consecutivo il Consiglio dell’Ordine dei Giornalisti del Lazio, in collaborazione con l’Ufficio per le Comunicazioni Sociali della Diocesi di Roma, organizza la Santa Messa nella memoria liturgica di San Francesco di Sales, patrono dei giornalisti.

La celebrazione eucaristica sarà presieduta dal vescovo Baldo Reina, vicegerente della Diocesi di Roma e si svolgerà mercoledì 24 gennaio 2023 alle ore 11 nella Chiesa di San Giuseppe dei Falegnami, presso il Clivo Argentario sopra al Carcere Mamertino. Al termine della Messa sarà possibile partecipare a una visita guidata al sito. La Chiesa, realizzata sotto la supervisione di Giacomo Della Porta, sorge sopra il Carcere dove furono detenuti anche i Santi Apostoli Pietro e Paolo.

2 gennaio 2024

“Il Vaticano II nell’era dei Millennials”

“Il Vaticano II nell’era dei Millennials. Perché è ancora attuale il Concilio che ha cambiato la Chiesa”. Questo il tema del convegno organizzato dalla Primaria Associazione Cattolica Artistico-Operaia, con il patrocinio del Dicastero dell’Evangelizzazione e del Vicariato di Roma in programma per venerdì 12 gennaio, a partire dalle 15 nell’Aula Paolo VI della Pontificia Università Lateranense.

I lavori saranno aperti dall’introduzione di monsignor Rino Fisichella, pro-prefetto del Dicastero dell’Evangelizzazione; seguirà una riflessione storica affidata al professor Filippo Forlani, docente di Storia della Chiesa alla Pontificia Università della Santa Croce. Spazio poi agli interventi di diversi relatori: Beatrice Serra, docente di Diritto canonico ed ecclesiastico all’Università La Sapienza, su “La Dei Verbum e le radici conciliari del diritto alla riservatezza”; padre Maurizio Botta, prefetto dell’Oratorio secolare San Filippo Neri, su “La Gaudium ed Spes: la dignità, la persona e il lavoro nel secolo dell’innovazione”; Elisabetta Gavasci Scala, vicepresidente del Moige, su “La Lumen Gentium: anche i laici possono essere santi”; infine monsignor Andrea Lonardo, direttore dell’Ufficio per la pastorale universitaria del Vicariato di Roma, su “La Sacrosantum Concilium e le altre costituzioni: la nuova prospettiva personalistica”. Previsto pure il contributo di Niccolò Reale, direttore del blog “Summa Cognitio”, che rifletterà sul tema: “La fede dei millennials passa per i social?”. Quindi le conclusioni di monsignor Giuseppe Lorizio, direttore dell’Ufficio Cultura del Vicariato. Il convegno sarà moderato dalla giornalista Chiara Garzilli.

2 gennaio 2024

Convegno Concilio 12 gennaio Lateranense

«Si compia in noi il mistero del Natale»

«In questa notte di Natale si accenda in noi la luce della contemplazione silenziosa e adorante di questo Mistero che si rivela al nostro sguardo: Dio in un bambino. In questa notte, infatti, noi vogliamo, prima ancora che riflettere, entrare nello stupore di chi ammira con occhi nuovi questa scena che il Vangelo di Luca ci annuncia: per noi, per ciascuno di noi nasce un Salvatore, che si nasconde e insieme si rivela nel segno di un bambino avvolto in fasce, adagiato in una mangiatoia».

Il cardinale vicario Angelo De Donatis ha esordito così, nell’omelia pronunciata nella Messa della Notte di Natale, celebrata nella basilica di San Giovanni in Laterano. Il porporato ha ricordato anche «l’ottavo centenario della raffigurazione della Natività, che san Francesco ha realizzato nel primo presepe di Greccio».

Ha invitato tutti i fedeli ad accostarsi al mistero del Natale «facendoci piccoli». «Accostiamoci a questo mistero facendoci piccoli, “come indegni servitorelli, con tutto il rispetto e la riverenza possibili”, ci direbbe Sant’Ignazio. Contempliamo con umiltà l’abbassamento di Dio che viene “vestito da amante” (Tagore), che scende per stare con me senza farmi paura, che mi desidera fino al punto di volersi comunicare completamente alla mia umanità, per farsi vedere, udire e toccare, al punto da rendere anche me annunciatore, come dice Giovanni, affinché sia vero per tutti noi che “ciò che noi abbiamo udito, ciò che
noi abbiamo veduto con i nostri occhi, ciò che noi abbiamo contemplato e ciò che le nostre mani hanno toccato, ossia il Verbo della vita, noi lo annunziamo” (1 Gv 1, 1.3). Egli viene a dare se stesso per noi (Tito 2,14) perché noi possiamo appartenergli, viene per stabilire con noi un legame d’amore, che moltiplichi la nostra gioia e aumenti la nostra letizia (cfr. Is 9, 2). Dio viene come un bambino per ricevere da noi l’amore che daremmo a un figlio: Lui viene a chiedere il nostro amore mentre ce lo dona per primo.».

«Si compia il noi il mistero del Natale – ha concluso –: avvenga quello “scambio di doni” tra la nostra povertà e la sua grandezza. Ciò che è nostro sia tutto assunto da Lui e ciò che è Suo divenga veramente nostro. Allora sarà veramente Natale».

Il testo integrale dell’omelia

2 gennaio 2024

Evento “800 anni del presepe” – parrocchia Santa Croce in Gerusalemme (Uff. past. tempo libero, turismo e sport)

Evento “800 anni del presepe” – parrocchia Santa Croce in Gerusalemme (Uff. past. tempo libero, turismo e sport)

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