19 Giugno 2026

A Don Bosco due incontri sui Promessi Sposi

La comunità dei Salesiani di Roma Don Bosco, in collaborazione con Letterevive, progetto che dal 2014 porta i classici della letteratura nelle scuole e nei teatri, continua ad aprirsi al territorio organizzando due incontri dedicati alla figura di Renzo Tramaglino nel ciclo intitolato “I Promessi Sposi, con Renzo sulle strade dei nostri giorni”.

I due incontri, il 21 e 28 febbraio sempre alle 20.30, avranno luogo presso la basilica parrocchiale di San Giovanni Bosco, nell’omonima piazza. Ogni appuntamento sarà focalizzato sulla vicenda interiore e pratica del protagonista manzoniano: la prima parte di sabato 21 racconterà “Renzo a Lecco” e corrisponde ai primi otto capitoli del romanzo, mentre la seconda parte, sabato 28, sarà incentrata sul resto del racconto, ambientato prevalentemente a Milano.

«Il viaggio di Renzo alla scoperta del mondo, dal piccolo paesino alla grande città, tra amore e sofferenza, ingenuità e saggezza, grandi ideali e meschinità, diventa paradigma della vita di ogni uomo, animato da una costante sete di felicità, ma messo alla prova dagli eventi, smarrito alla ricerca di risposte che diano un senso all’esistenza». Con queste parole don Giorgio Mocci, parroco della basilica di Don Bosco, spiega perché la vicenda del giovane promesso sposo parla di Dio per gli uomini e i giovani d’oggi.

La presentazione dell’opera di Alessandro Manzoni è affidata a Riccardo Moratti, ideatore del progetto Letterevive e docente di lettere dal 2001 nella scuola dei salesiani di Treviglio, che leggerà e commenterà una serie di passi scelti. Il monologo sarà supportato da proiezioni, luci e le musiche originali di Gabriele Bazzi Berneri, compositore e orchestratore, nonché dalle fotografie di Marco Bottani.

«La proposta è quella di letture che siano al tempo stesso incontri, narrazioni, monologhi teatrali» dice don Mocci, dedicate in particolare «ad allievi e docenti per riscoprire il senso della ricchezza della cultura italiana che con i suoi valori orienta alla vita».

Gli incontri saranno aperti alle scuole e tutti quelli che desiderano partecipare.

13 febbraio 2026

Catechesi e iniziazione cristiana: un laboratorio per i sacerdoti della diocesi di Roma

L’Ufficio per la catechesi della diocesi di Roma, in collaborazione con l’Istituto di Catechetica dell’Università Pontifica Salesiana, propone l’iniziativa “Catechesi & Iniziazione Cristiana”, un ciclo di appuntamenti che si terrà presso il Vicariato di Roma.

Il percorso, un vero e proprio laboratorio sull’iniziazione cristiana che si articolerà in quattro date (25 febbraio, 11 marzo, 25 marzo e 15 aprile, sempre dalle 11 alle 13), è stato pensato per offrire ai sacerdoti uno spazio di riflessione sui modi in cui tessere prassi e teoria, immaginando un programma catechistico che trovi attuazione a livello parrocchiale, prefettizio e diocesano, all’interno del contesto specifico della chiesa di Roma.

Lo scopo è accompagnare i presbiteri a non perdere la ricchezza dell’esperienza maturata negli anni, quindi a tenere insieme il lavoro pastorale e la conoscenza teologica, valorizzandole in una prospettiva progettuale.

Alla fine di ogni incontro ci sarà la possibilità di condividere il pranzo con tutti i partecipanti. Per aiutare l’organizzazione degli incontri e del momento conviviale, è richiesta la segnalazione della presenza scrivendo a: ufficiocatechistico@diocesidiroma.it.

13 febbraio 2026

Consiglio Episcopale e Commissione per le ordinazioni sacerdotali

Consiglio Episcopale e Commissione per le ordinazioni sacerdotali

Apostolato biblico. Corso di formazione biblica “L’utilizzo dell’Antico Testamento nella catechesi” II incontro online (Uff. per la Catechesi)

Apostolato biblico. Corso di formazione biblica “L’utilizzo dell’Antico Testamento nella catechesi” II incontro online (Uff. per la Catechesi)

Incontra i referenti di prefettura di pastorale giovanile presso la parrocchia di Santa Marcella

Incontra i referenti di prefettura di pastorale giovanile presso la parrocchia di Santa Marcella

Presso la parrocchia dei Santi Fabiano e Venanzio introduce l’Incontro Caritas per i 10 anni di accoglienza nelle comunità della Diocesi

Presso la parrocchia dei Santi Fabiano e Venanzio introduce l’Incontro Caritas per i 10 anni di accoglienza nelle comunità della Diocesi

L’accoglienza che trasforma: dieci anni di reti, comunità, promozione

Una risposta comunitaria a una ferita sempre più evidente nel tessuto della città: la crescita della povertà abitativa, l’aumento delle situazioni di fragilità sociale e la progressiva solitudine di molte persone e famiglie. È stato questo il programma di Accoglienza Diffusa promosso dalla Caritas diocesana di Roma nelle parrocchie e negli istituti religiosi. Dall’appello di Papa Francesco nel 2015 ad accogliere le famiglie di profughi nelle comunità, in occasione del Giubileo della Misericordia, è nato un modello che ha coinvolto 114 comunità accogliendo complessivamente 831 persone. Tra queste, 379 sono state persone singole e 104 nuclei familiari, per un totale di 452 persone appartenenti a famiglie, di cui 220 minorenni.

Si tratta di numeri significativi non solo per la quantità, ma soprattutto per la qualità delle relazioni generate e per la capacità delle comunità di sostenere nel tempo percorsi complessi. Un’accoglienza che non è stata soltanto una risposta all’emergenza, ma una scelta pastorale capace di trasformare territori e legami, che ha fatto della prossimità quotidiana e della corresponsabilità comunitaria la sua forza, mostrando come l’incontro possa diventare occasione di crescita reciproca e di rigenerazione sociale.

«L’Accoglienza Diffusa – spiega Giustino Trincia, direttore della Caritas diocesana – rappresenta una scelta che sposta il baricentro dalla logica del “fare per” a quella del “vivere con”, riconoscendo nella fragilità un luogo teologico nel quale la comunità cristiana incontra il Signore. L’ospitalità diventa così una pedagogia ecclesiale che educa alla reciprocità, alla responsabilità condivisa e alla conversione dello sguardo. La persona accolta non è destinataria passiva di aiuto, ma soggetto di relazione, portatrice di una storia che interpella e trasforma la comunità».

Statistiche, testimonianze, analisi e approfondimenti sui primi dieci anni del programma Accoglienza Diffusa sono contenuti del numero monografico della rivista “Sguardi”, il settimo quaderno editoriale che la Caritas propone come strumento di riflessione e formazione alle comunità parrocchiali. La rivista “Accoglienza che trasforma. Dieci anni di reti, comunità e promozione” verrà presentata oggi, giovedì 12 febbraio alle ore 17 nella Sala Raffaello della parrocchia dei Santi Fabiano e Venanzio (in via Terni 92).

Dopo la presentazione del numero da parte degli autori, sono previsti gli interventi del cardinale Baldo Reina, vicario del Santo Padre per la diocesi di Roma; don Marco Pagniello, direttore di Caritas Italiana; padre Camillo Ripamonti sj, presidente del Centro Astalli; Francesca Debbas, Refugees Welcome; Margherita Neri, Piazza Grande di Bologna; Carmelo Bruni, sociologo Università La Sapienza; Francesco Laddaga, presidente Municipio VII, don Concetto Occhipinti, vicario episcopale per il Settore Est; don Paolo Salvini, vicedirettore della Caritas di Roma e Giustino Trincia, direttore Caritas diocesana di Roma.

Ai partecipanti verrà distribuita una copia del quaderno Sguardi, disponibile anche nel sito caritasroma.it

12 febbraio 2026

Le stazioni quaresimali della prossima settimana

Comincia la Quaresima e, con questa, torna il rito delle stazioni quaresimali nelle chiese del centro storico di Roma. La prima, il Mercoledì delle Ceneri, come tradizione, sarà la chiesa di Santa Sabina, alle ore 16.30, dove la celebrazione sarà presieduta da Papa Leone XIV. Il giorno seguente, giovedì 19 febbraio, la statio sarà alle ore 18 a San Giorgio al Velabro; mentre venerdì 20, sempre alle 18, i fedeli potranno ritrovarsi nella chiesa dei Santi Giovanni e Paolo al Celio. Ancora, sabato 21, alle ore 18, appuntamento a Sant’Agostino in Campo Marzio (San Trifone), mentre nella prima domenica di Quaresima, il 22, alle 17.15, la liturgia si terrà a San Giovanni in Laterano.

11 febbraio 2026

Dieci anni di accoglienza diffusa nella diocesi di Roma

Dieci anni di volti, relazioni e percorsi condivisi. Dieci anni in cui l’accoglienza non è stata soltanto una risposta all’emergenza, ma una scelta pastorale capace di trasformare territori e legami. È questo il cuore dell’incontro “Accoglienza che trasforma. Dieci anni di reti, comunità e promozione”, dedicato all’esperienza della Chiesa di Roma sull’accoglienza diffusa, in programma giovedì 12 febbraio alle ore 17 nella Sala Raffaello della parrocchia dei Santi Fabiano e Venanzio (in via Terni 92).

Promosso dalla Caritas diocesana di Roma, il convegno vuole rileggere un cammino che ha intrecciato parrocchie, famiglie, volontari, operatori e persone accolte in un tessuto di relazioni capaci di restituire dignità e futuro. Dall’appello di Papa Francesco nel 2015 di accogliere le famiglie di profughi nelle parrocchie e negli istituti religioni, in occasione del Giubileo della Misericordia, è nato un modello che ha coinvolto 114 comunità e ha fatto della prossimità quotidiana e della corresponsabilità comunitaria la sua forza, mostrando come l’incontro possa diventare occasione di crescita reciproca e di rigenerazione sociale.

Nel tempo, l’accoglienza diffusa ha contribuito a costruire reti solidali nei quartieri, a rafforzare il senso di appartenenza e a promuovere una cultura dell’inclusione che parla alla città intera. L’incontro sarà un’occasione per dare voce a questa storia collettiva, fatta di scelte concrete e di umanità condivisa, ma anche per riflettere sul valore ecclesiale e civile di un’esperienza che continua a generare comunità.

Dopo la presentazione dell’esperienza, della raccolta dati, delle riflessioni e testimonianze del numero del quaderno editoriale “Sguardi”, il dialogo proseguirà con: il cardinale Baldo Reina, vicario del Santo Padre per la diocesi di Roma; don Marco Pagniello, direttore di Caritas Italiana; padre Camillo Ripamonti sj, presidente del Centro Astalli; Francesca Debbas, Refugees Welcome; Margherita Neri, Piazza Grande di Bologna; Carmelo Bruni, sociologo Università Sapienza; Francesco Laddaga, presidente Municipio VII, don Concetto Occhipinti, vicario episcopale per il Settore Est; don Paolo Salvini, vicedirettore della Caritas di Roma e Giustino Trincia, direttore Caritas diocesana di Roma.

Ai partecipanti verrà distribuita una copia del Quaderno Sguardi.

9 febbraio 2026

Visita l’Istituto Tecnico Agrario Giuseppe Garibaldi

Visita l’Istituto Tecnico Agrario Giuseppe Garibaldi

Giornata mondiale del malato, il cardinale Reina: «Gli ammalati parte viva della comunità»

(foto: diocesi di Roma/Gennari)

Gli ammalati devono essere messi «al centro dell’azione pastorale della Chiesa», la quale deve farli sentire «parte viva, preziosa della comunità», tenendo ben presente che «quelli che la società considera “gli ultimi”, gli “scartati”, come diceva Papa Francesco, sono i primi agli occhi di Dio e devono esserlo anche per noi». L’appello a non dimenticare chi soffre nella solitudine è stato rivolto dal cardinale vicario Baldo Reina che ieri sera, mercoledì 11 febbraio, ha presieduto la Messa nella parrocchia di Nostra Signora di Lourdes a Tor Marancia per la XXXIV Giornata mondiale del malato, che si celebra proprio nella memoria liturgica della Beata Vergine di Lourdes.

In una chiesa gremita di fedeli, ammalati, cappellani ospedalieri, religiose, volontari di varie associazioni, tra le quali l’Unitalsi, il porporato si è soffermato sulla speranza riposta nella fede legata al mistero della sofferenza e della malattia, che «supera le forze umane e della ragione». Come la sofferenza dei bambini, che «interroga e interpella». Nei momenti più bui non bisogna dimenticare che «Dio è con noi – ha affermato Reina -. La sua carezza nei nostri confronti non è consolatoria, per darci quasi l’illusione di qualcosa che passa. È un Dio che si fa carico delle nostre sofferenze, le fa sue. Un Dio appassionato che piange con noi». Ha quindi chiesto una preghiera particolare per gli ammalati che «hanno perso o rischiano di perdere la speranza».

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12 febbraio 2026

La visita di Papa Leone XIV alla parrocchia di Santa Maria Regina Pacis a Ostia Lido

La parrocchia di Santa Maria Regina Pacis a Ostia Lido sarà la prima a ricevere la visita pastorale di Papa Leone XIV: domenica prossima, infatti, il Santo Padre sarà nella comunità al civico 13 della piazza omonima, affidata alla Congregazione della Società dell’Apostolato Cattolico (Padri Pallottini). Arriverà alle ore 16 e subito incontrerà i bambini del catechismo e i giovani, per un totale di circa 400 ragazzi, che lo accoglieranno nel campo dietro la chiesa. Sarà poi la volta di anziani, ammalati, poveri e volontari della Caritas (400 persone in tutto), che lo aspetteranno in palestra.

Alle 17, poi, Papa Leone presiederà la Santa Messa, che sarà concelebrata dal cardinale vicario Baldo Reina, dal vescovo del settore Sud e vicegerente della diocesi monsignor Renato Tarantelli Baccari, dal parroco don Giovanni Vincenzo Patanè. Tra gli altri, ci saranno anche i parroci di Ostia, il cappellano della Guardia di Finanza don Francesco Chiantera e i prefetti del settore Sud. Alla fine della celebrazione eucaristica, il Pontefice incontrerà il consiglio pastorale in una sala della parrocchia. Quindi, prima di fare ritorno in Vaticano, si fermerà a salutare i fedeli rimasti fuori, che avranno seguito la Messa dal maxischermo montato per l’occasione.

«È significativo che la prima parrocchia scelta dal Santo Padre per le sue visite pastorali sia dedicata a Maria Regina della Pace – osserva il parroco –; fin dall’inizio del suo pontificato, infatti, Papa Leone ha mostrato molta attenzione al tema e parlato della “pace disarmata e disarmante”. Ostia, poi, pur essendo parte della diocesi di Roma, ha la particolarità di avere un suo proprio patrono, che è sant’Agostino, molto caro al nostro Papa che è agostiniano». La notizia di questa visita pastorale, racconta ancora don Patanè, è stata accolta con grande emozione da tutta la comunità parrocchiale. «Per non fare disparità, abbiamo distribuito i biglietti tramite sorteggio», spiega. «Viviamo come un privilegio il fatto di essere la prima comunità che il Santo Padre visita… è anche una buona occasione per fare pulizia dei locali e sistemare un po’ di cose! – scherza il sacerdote – È il Papa ma per noi è innanzitutto il nostro vescovo, il pastore che visita la sua chiesa».

12 febbraio 2026

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