Da quando a fine gennaio si è diffusa la notizia della visita di Papa Leone XIV nella parrocchia del Sacro Cuore di Gesù a Ponte Mammolo, molti parrocchiani hanno iniziato a contare i giorni. «Qualcuno anche le ore», dice con il sorriso Serena indicando il figlio Antonio. Oggi pomeriggio, 15 marzo, alle 16, l’emozione accumulata si è sciolta in un lungo applauso nel momento in cui il vescovo di Roma ha varcato la porta dell’oratorio per la sua quinta visita pastorale in tempo di Quaresima in altrettante parrocchie romane. Circa 600 i presenti nel cortile dove il vento muove le bandierine bianche e gialle, i colori del Vaticano, e lo striscione con scritto a caratteri cubitali “Benvenuto Papa Leone”. Ad attenderlo il cardinale vicario Baldo Reina e il parroco don Francis Refalo, per tutti don Franz.
Ringraziando per la calorosa accoglienza ricevuta, il Papa ha elogiato i fedeli che come parrocchia, hanno creato una comunità che «veramente sa accogliere e questo è davvero un segno di speranza in un mondo dove tante volte il dolore, la sofferenza, le difficoltà sono troppo grandi». Poco prima di lasciare il Vaticano, ha spiegato, ha sentito in tv la testimonianza di una signora che sta soffrendo a causa della guerra e per questo ritiene che «nel mondo non ci sono più segni di speranza. Ma noi che crediamo in Gesù Cristo – ha detto il vescovo di Roma – viviamo come fratelli e sorelle uniti, possiamo essere quel segno di speranza anche in un mondo dove non si trovano più questi segni. Voi rappresentate questo amore infinito. Grazie per essere qui e grazie per questo gesto, questa vita di compromesso, di impegno per la fede, di vivere così l’amore di Dio».
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15 marzo 2026













