La comunità di San Giulio accoglie Papa Francesco

    Torna nella sua chiesa, rinnovata e consolidata, la comunità di San Giulio, dopo tre anni trascorsi in una tensostruttura a causa di un cedimento del solaio: a celebrare la prima Messa nell’aula liturgica, al termine dei lavori, sarà Papa Francesco, domenica 7 aprile, che presiederà il rito di dedicazione dell’altare. Ad accoglierlo, attorno alle 15.45 in via Francesco Maidalchini, 17, ci saranno il cardinale vicario Angelo De Donatis, il vescovo ausiliare del settore Ovest monsignor Paolo Selvadagi, il parroco padre Dario Frattini e padre Rinaldo Guarisco, superiore generale dei Canonici Regolari dell’Immacolata Concezione, ai quali è affidata la parrocchia.

    Prima della Messa, il Santo Padre incontrerà i vari gruppi che compongono la comunità parrocchiale: innanzitutto gli ammalati, in una sala al piano terra. Quindi al piano superiore, nella canonica, si fermerà con quanti hanno contribuito alla realizzazione del presepe vivente, che negli ultimi due anni è stato allestito dai fedeli di San Giulio a Porta Asinaria, proprio con lo scopo di raccogliere fondi per i lavori. Papa Francesco vedrà poi i novelli sposi e quanti stanno frequentando i corsi di preparazione al matrimonio. Ancora, la realtà della Caritas, tra volontari e assistiti: tra questi, anche quattro senza dimora accolti dalla parrocchia durante l’emergenza freddo.

    Il Pontefice si sposterà poi in oratorio: «Sotto il gazebo – anticipa il parroco padre Dario Frattini – incontrerà i membri dell’Ufficio edilizia di culto del Vicariato di Roma con l’impresa che ha portato avanti i lavori di ricostruzione e consolidamento e tutte le maestranze». Nella tensostruttura che per più di tre anni ha accolto i fedeli lo aspetteranno, invece, i gruppi di catechismo, per il Battesimo, la Comunione e la Cresima, con i familiari dei bambini, per un totale di oltre trecento persone. Poi saluterà i sacerdoti, confesserà alcuni fedeli e infine presiederà la Messa, con il rito di dedicazione dell’altare.

    «Abbiamo preparato un dono speciale per il Papa, ricordando le parole che ha pronunciato all’incontro con il clero dello scorso 7 marzo – sottolinea il parroco –: tutte le offerte di queste domeniche di Quaresima verranno destinate al progetto della Caritas diocesana “Come in cielo così in strada” per i senza dimora. Consegneremo la somma raccolta direttamente nelle mani del Santo Padre».

    Risale al 1956 il progetto originario della parrocchia di San Giulio. Ma nel 2015 il solaio di copertura della chiesa «ha manifestato un’accentuata inflessione – spiegano dall’Ufficio edilizia di culto del Vicariato di Roma –, tale da renderne necessaria l’immediata messa in sicurezza. In seguito alle indagini svolte sulle strutture in cemento armato della chiesa, è stato redatto un articolato progetto di ristrutturazione e adeguamento sismico, che ha comportato il consolidamento di tutti i 24 pilastri, il rinforzo di alcune travi esistenti e la demolizione e realizzazione ex novo di due travi e del solaio della parte centrale dell’aula ecclesiale. L’intervento, nella sua organicità, garantisce i necessari margini di sicurezza e resistenza anche in occasione di eventuali fenomeni sismici». A seguito dell’intervento sulle strutture portanti, l’interno dell’aula ecclesiale è stata riqualificato anche per gli impianti e le finiture architettoniche. Il progetto degli arredi liturgici fissi è stato curato dall’architetto Emanuele Pozzilli. Per tutta la durata dei lavori, la parrocchia ha svolto le sue attività in una tensostruttura temporanea collocata sull’area dell’oratorio. La realizzazione di un progetto così esteso è stato possibile grazie al contributo dell’ottox1000 curato dall’Ufficio nazionale per i beni culturali e l’edilizia di culto della Conferenza episcopale italiana, del Vicariato di Roma e della parrocchia stessa, grazie all’iniziativa del presepe vivente a Porta Asinaria.

    4 aprile 2019