Alle Stimmate un libro su Papa Francesco

(foto: diocesi di Roma/Gennari)

C’è un legame che attraversa i secoli e arriva fino al nostro tempo: quello tra san Francesco d’Assisi e Papa Francesco, entrambi segni vivi di una Chiesa che riparte dal Vangelo, dalla povertà e dalla vicinanza agli ultimi. In questo orizzonte si colloca la presentazione del volume “Francesco, il papa dai cantieri aperti” (Edizioni Messaggero Padova) di Luca Vitali, teologo e formatore esperto in spiritualità e pastorale missionaria, in programma giovedì 7 maggio alle ore 19 presso la Sagrestia della chiesa delle Sacre Stimmate di San Francesco, nel cuore di Roma, a largo di Torre Argentina.

La serata si aprirà con una visita guidata alla rettoria a cura di Flavia De Nicola, storica dell’arte e docente di arte liturgica e architettura presso la sede di Roma della Catholic University of America. A seguire, la presentazione del volume con l’autore. Interverranno padre Giulio Albanese, direttore dell’Ufficio per le Comunicazioni Sociali e dell’Ufficio per la Cooperazione Missionaria tra le Chiese del Vicariato di Roma, e padre Salvatore Maurizio Sessa, biblista e rettore della Chiesa delle Sacre Stimmate. Modera monsignor Andrea Lonardo, direttore dell’Ufficio della Cultura del Vicariato di Roma.

La scelta del luogo non è secondaria. Nella sagrestia si conserva un prezioso reliquiario che custodisce il sangue delle Sacre Piaghe di san Francesco. L’iniziativa, promossa dall’associazione Terra e Missione APS in collaborazione con l’Ufficio per la Cultura del Vicariato di Roma ed Edizioni Messaggero Padova, si inserisce nel primo anniversario della morte di Papa Francesco, avvenuta il 21 aprile 2025.

«Papa Francesco – afferma monsignor Lonardo – ha insistito molto su di una Chiesa che riscoprisse i suoi tratti popolari, di comunità attenta non solo a chi ha una fede forte e conosce la teologia, ma a tutti i fedeli delle nostre parrocchie, con uno sguardo che si allarghi ancora oltre: non possiamo archiviare tale chiamata che il Signore ci ha rivolto tramite di lui. E lo dobbiamo fare in comunione con il cammino della Chiesa che oggi prosegue sotto la guida di Papa Leone».

A sottolineare il valore del luogo è padre Sessa: «Custodire le reliquie delle stimmate di san Francesco significa ricordare ogni giorno che il Vangelo passa attraverso la carne, attraverso ferite che diventano luce. Accogliere qui la memoria di Papa Francesco vuol dire riconoscere una continuità: una Chiesa che si lascia segnare dall’amore di Cristo e si fa vicina alle sofferenze dell’umanità».

5 maggio 2026