Il cardinale Baldassare Reina ha visitato il Policlinico Tor Vergata, nella luova veste giuridica di Azienda ospedaliera universitaria, incontrando operatori sanitari, docenti, studenti e pazienti. La visita si è svolta il 19 maggio alla presenza del rettore dell’Università di Roma Tor Vergata Nathan Levialdi Ghiron, del direttore generale Ferdinando Romano, del presidente del Consiglio regionale del Lazio Antonio Aurigemma e del presidente del VI Municipio Nicola Franco.
Dopo un primo momento nella galleria principale dell’ospedale, il vicario generale della diocesi di Roma si è recato nella sala dialisi, dove ha salutato il personale e i pazienti accolto dalla responsabile Anna Paola Mitterhofer.
Nel corso degli interventi istituzionali è stato più volte sottolineato il valore dell’integrazione tra università e sanità pubblica. Il rettore Levialdi Ghiron ha definito la nuova Azienda ospedaliera universitaria «testimonianza ed esempio» della collaborazione tra attività clinica, ricerca e formazione, ricordando come il sistema sanitario possa beneficiare dell’innovazione scientifica e della didattica sviluppate all’interno dell’ateneo.
Il direttore generale Ferdinando Romano ha invece richiamato il personale alla centralità del paziente, ringraziando medici, infermieri e operatori per i risultati raggiunti negli ultimi mesi. Tra i dati illustrati, la riduzione dei tempi di attesa in pronto soccorso, l’aumento del 20% dell’attività chirurgica e l’attivazione di 40 nuovi posti letto dedicati alla geriatria e alla medicina d’urgenza.
Il rapporto tra Policlinico e territorio è stato evidenziato dal presidente del VI Municipio Nicola Franco, ringraziando la struttura per la collaborazione nelle iniziative di prevenzione e promozione della salute rivolte a una periferia «difficile e popolosa». Antonio Aurigemma ha invece ribadito il valore universale del servizio sanitario pubblico, sottolineando il ruolo della competenza e della responsabilità professionale nella tutela del diritto alla cura.
Ampio spazio è stato dedicato all’intervento del cardinale Reina, che ha definito il passaggio da Fondazione ad Azienda «non solo una mutazione giuridica ma una professione di fede civile». Secondo il vicario del Papa per la diocesi di Roma, la nuova configurazione del Policlinico rappresenta la conferma che «ricerca, didattica e cura non possano camminare separate».
Il cardinale ha indicato tre direttrici fondamentali della missione del Policlinico universitario: cura, ricerca e formazione. La cura, ha spiegato, resta il fondamento stesso dell’ospedale e trova nella tradizione evangelica del buon samaritano il proprio riferimento umano e culturale. «La dignità di un ospedale si misura sulla qualità della relazione con i più fragili», ha affermato, soffermandosi anche sulle difficoltà vissute dal personale sanitario, tra carichi di lavoro elevati, fuga dei giovani medici e rischio di «stanchezza dell’anima».
Sul fronte della ricerca, il cardinale ha richiamato la necessità di mantenere saldo il legame tra laboratorio e corsia, perché «quando la ricerca perde di vista il letto del malato si avvelena». Infine, rivolgendosi ai docenti universitari, ha sottolineato il valore umano della formazione medica, che non consiste soltanto nella trasmissione di informazioni ma nell’educazione a uno sguardo sul dolore, sull’errore e sulla fragilità della persona.
Nel concludere il suo intervento, il cardinale Reina ha invitato il Policlinico a essere «ospedale da campo», capace di raggiungere i pazienti più fragili e di rendersi accessibile anche a chi fatica a orientarsi nella complessità della burocrazia sanitaria.
20 maggio 2026













