Iniziato il pellegrinaggio di speranza in Terra Santa: l’incontro con il custode padre Ielpo

Il Giubileo della speranza è appena finito ma il cammino della speranza per la diocesi di Roma è ripartito immediatamente. Destinazione: Gerusalemme. L’Opera Romana Pellegrinaggi è ripartita con un primo gruppo di operatori dei media e di sacerdoti diretta ai luoghi santi, «per tornare a portare l’abbraccio e la testimonianza di un popolo in cammino. All’insegna della comunione e della fraternità», spiega suor Rebecca Nazzaro, direttrice dell’Ufficio per la pastorale del pellegrinaggio del Vicariato di Roma – Opera Romana Pellegrinaggi.

«Questa terra aspetta voi», le parole intrise di gratitudine con cui l’operatore locale ha dato il benvenuto al gruppo. I cristiani a Gerusalemme sono rimasti in 6mila, da un milione, e la maggior parte lavora nel settore dei pellegrinaggi e del turismo, riferisce. «Qui si viene a cercare la Grazia ma senza di voi restiamo aridi. Voi siete il ponte tra i fratelli che sono in lotta qua. Grazie perché ci avete creduto».

Fa caldo, a Gerusalemme. E il traffico restituisce la dimensione di una quotidianità tornata a essere normale. All’interno della Custodia, padre Francesco Ielpo racconta che per aiutare questa terra la prima cosa, oltre alla preghiera, è «ritornare pellegrini. Non solo perché il pellegrinaggio è l’attività principale di sostentamento, e non solo per i cristiani, ma soprattutto perché i gruppi che arrivano generano speranza. Vivere in questo contesto, in alcuni luoghi, non è facile – prosegue -. Soprattutto nei territori palestinesi. E noi assistiamo a un grande flusso migratorio, anche da parte ebraica. Basti pensare che sono circa 70mila gli ebrei che hanno lasciato questa terra».

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7 gennaio 2026