Come sappiamo, “pace a voi” sono le prime parole di Gesù risorto ai discepoli chiusi nel cenacolo, in preda alle paure del momento. Papa Leone XIV nel suo primo messaggio per la Giornata mondiale della pace, ci ricorda che la pace nasce proprio lì dove la paura sembra prendere il sopravvento. Non possiamo dimenticare a questo proposito che Dio si incarna nella storia, mentre i pastori vegliavano di notte, e l’evento della resurrezione avverrà quando ancora era buio. La paura, la notte, accompagnano il cammino della umanità in ogni stagione della sua storia, ma la luce di Cristo illumina la storia e apre a sempre nuove possibilità di riconciliazione e di nuovi cammini. Cristo nostra Pace ha realizzato in sé stesso le condizioni per costruire la pace.
La pace che viene da Cristo, ricorda Leone XIV, è disarmata: non impone, non domina, non minaccia; è disarmante: perché tocca il cuore, cambia lo sguardo sull’altro, rende possibile ciò che sembrava impossibile. In un mondo segnato da conflitti, il Papa ci invita a non rassegnarci alla violenza come destino inevitabile. La pace non è un’utopia, ma una vocazione, che inizia da scelte quotidiane: parole che non feriscono, gesti che riconciliano, decisioni che cercano il bene comune. Accogliere la pace di Cristo significa diventare artigiani di pace, testimoni credibili di una speranza che non delude e che al termine del Giubileo deve ora incarnarsi nelle scelte dei singoli e delle comunità.
Spesso invece il nostro sistema per stare in piedi deve identificare il nemico, lo deve quasi produrre. Questo è vero anche in alcune scelte pseudo-educative che, veicolate scientemente da alcuni media, fanno passare il messaggio della paura dell’altro, dello straniero che è già nemico per definizione. Anche la Chiesa, ci hanno alcune volte malamente insegnato, ha dei nemici e quindi occorre difenderla: dal relativismo, dal soggettivismo, dal laicismo e così via, Gesù però non si è mai difeso. C’è tutta una storia di nemici che abbiamo combattuto mentre il male era interno a noi: il potere, il denaro, la paura di perdere posizione dominante.
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