12 Giugno 2026

82ª Assemblea Generale della Conferenza Episcopale Italiana

82ª Assemblea Generale della Conferenza Episcopale Italiana

Incontro di formazione al volontariato diocesano

Incontro di formazione al volontariato diocesano nella Sala Conferenze del Pontificio Seminario Maggiore

Incontro formazione volontariato diocesano

Incontro formazione volontariato diocesano (Uff. Pastorale Familiare)

Giardini d’Inchiostro: incontro con Sandro Bonvissuto

Giardini d’Inchiostro: incontro con Sandro Bonvissuto – Cappella della Sapienza (Uff. per la Pastorale Universitaria)

Il 30 maggio il Meeting del Sovvenire

Sabato 30 Maggio, nella sala Conferenze del Pontificio Seminario Romano Maggiore (piazza San Giovanni in Laterano 4), dalle ore 9.30 alle 12.30 si svolgerà il Meeting Sovvenire dedicato al Sostegno alla Chiesa Cattolica.

Interverranno: padre Giulio Albanese, direttore dell’Ufficio per le comunicazioni sociali e dell’Ufficio per la cooperazione missionaria tra le Chiese della diocesi di Roma; il giornalista Paolo Pagliaro, direttore dell’agenzia 9 Colonne e Autore di “Il Punto” nella trasmissione tv “Otto e Mezzo”; don Fabio Rosini, docente di comunicazione della fede e scrittore; Giustino Trincia, direttore della Caritas diocesana di Roma. Farà da conduttore Enrico Selleri di Tv2000.

Durante il Meeting si svolgerà la premiazione del Concorso “Donare con una firma : l’8xmille!”. Possibilità di parcheggio interno e servizio di coffee break.

25 maggio 2026

“Magnifica Humanitas”, la prima enciclica di Leone XIV

di Giulio Albanese

L’enciclica “Magnifica Humanitas” di Leone XIV affronta la grande questione del nostro tempo: come custodire la persona umana nell’epoca dell’intelligenza artificiale. Non è un testo tecnico, ma un grande atto di discernimento spirituale, culturale e sociale.

Il Papa parte da due immagini bibliche: Babele e la ricostruzione di Gerusalemme con Neemia. Babele è il sogno di una potenza che si chiude a Dio, omologa tutto, sacrifica le persone all’efficienza. Gerusalemme è invece la città ferita che rinasce grazie alla responsabilità condivisa di un popolo che lavora insieme, mettendo Dio al centro. Nel tempo dell’IA, la scelta è la stessa: continuare a costruire torri di dominio o impegnarsi a ricostruire relazioni, istituzioni, economie che permettano a tutti di “fiorire”.

Per leggere questa trasformazione, Leone XIV ricollega l’IA alla Dottrina sociale della Chiesa. Ricorda i suoi fondamenti: la persona umana immagine di Dio, la dignità uguale di tutti, l’altissimo valore dei diritti umani. E rilancia i grandi principi: bene comune, destinazione universale dei beni (oggi estesa anche a dati, algoritmi, piattaforme), sussidiarietà, solidarietà, giustizia sociale, sviluppo umano integrale ed ecologia integrale. L’IA non è un capitolo a parte: tocca tutti questi punti, e per questo chiede un aggiornamento profondo del pensiero sociale cristiano.

L’intelligenza artificiale, spiega il Papa, è un aiuto potenzialmente prezioso, ma non è neutra né “intelligente” come un essere umano. Non ha corpo, non fa esperienza, non ama, non soffre, non ha coscienza morale. I suoi esiti dipendono dai dati e dalle scelte di chi la progetta e la controlla. Per questo non basta chiedersi “a che cosa serve”, ma anche “come è costruita, chi la governa, a vantaggio di chi”.

Qui entra in gioco il tema del potere digitale: oggi enormi quantità di dati, infrastrutture e capacità di calcolo sono concentrate nelle mani di pochi attori privati transnazionali, spesso più forti degli Stati. Questo genera nuove forme di disuguaglianza, dipendenza e manipolazione. L’enciclica chiede regole chiare, responsabilità tracciabili, trasparenza degli algoritmi, partecipazione reale delle comunità alle scelte che le riguardano. Il Papa parla di “disarmare l’IA”: sottrarla alla corsa agli armamenti (anche militari), spezzare i monopoli, riportarla dentro una logica di bene comune.

Sul piano concreto, Leone XIV indica tre ambiti decisivi. Anzitutto la verità come bene comune: l’IA e le piattaforme possono moltiplicare disinformazione, odio, polarizzazione, indebolendo la democrazia. Servono un’ecologia della comunicazione, una maggiore responsabilità dei grandi attori digitali, una forte alleanza educativa tra scuola, famiglia e istituzioni, in particolare a tutela dei minori.

Il secondo ambito è il lavoro. La rivoluzione digitale rischia di aumentare disoccupazione, precarietà, disuguaglianze tra pochi iperqualificati e molti lavoratori sostituibili. Il Papa ribadisce che la tecnologia va progettata “centrata sulla persona”: la tutela del lavoro dignitoso, la riqualificazione, la partecipazione dei lavoratori devono diventare criteri per giudicare l’innovazione. Non è ammissibile sacrificare sistematicamente posti di lavoro e famiglie per aumentare profitti.

Terzo nodo: la libertà. Modelli di business basati sulla dipendenza, la raccolta massiva di dati, la sorveglianza e la profilazione minacciano la libertà interiore e sociale. L’enciclica denuncia le “nuove schiavitù” nascoste dietro il mondo digitale: sfruttamento di lavoratori invisibili, bambini nelle miniere, vittime di tratta controllate attraverso strumenti tecnologici, colonialismo dei dati. Qui la Chiesa riconosce anche il proprio ritardo storico nel condannare la schiavitù e lo trasforma in un appello a non tacere oggi.

Infine, l’IA viene messa in relazione con la guerra. L’automazione di sistemi d’arma, la guerra cibernetica, la manipolazione informativa rendono i conflitti più rapidi, impersonali, opachi nelle responsabilità. Leone XIV rifiuta con decisione l’idea di affidare a macchine decisioni letali, denuncia la cultura della potenza e della Realpolitik, rilancia il Vangelo della pace, la diplomazia, il multilateralismo e il dialogo tra popoli e religioni.

La risposta cristiana non è paura della tecnica, ma un nuovo umanesimo radicato nell’Incarnazione e nell’Eucaristia: una “civiltà dell’amore” in cui l’IA sia davvero al servizio di una “magnifica umanità”, limitata e fragile, ma chiamata a una pienezza che nessun algoritmo potrà mai calcolare.

Una cosa è certa: il vero problema è che siamo entrati nel post umanesimo. Questo in sostanza cosa significa? Siamo di fronte all’ibridazione uomo macchina. A dire il vero, questo è già iniziato da tempo. Il fatto stesso che stiamo comunicando con un cellulare che ci consente di svolgere tutta una serie di operazioni, un tempo inimmaginabili, la dice lunga… Le preoccupazioni del Santo Padre dunque sono più che fondate ed eseguono una decisa assunzione di responsabilità da parte del consenso delle nazioni: serve una governance. Le nostre classi dirigenti a livello planetario sono consapevoli di tutto questo?

Leggi l’Enciclica

 

25 maggio 2026

Santa Messa in occasione della Solennità di San Filippo Neri presso la parrocchia Santa Maria in Vallicella (Chiesa Nuova)

Santa Messa in occasione della Solennità di San Filippo Neri presso la parrocchia Santa Maria in Vallicella (Chiesa Nuova)

E’ entrato nella luce della Resurrezione padre Augusto Frateschi

Il Cardinale Vicario Baldassare Reina,
il Consiglio Episcopale, il Presbiterio
e i Diaconi della Diocesi di Roma,

annunciano che
è entrato nella luce della Resurrezione

Padre Augusto Frateschi, S.F.
di anni 85

Vicario Parrocchiale della Parrocchia Sacra Famiglia di Nazareth a Centocelle dal 1993 al 2005
Parroco della Parrocchia di Santa Bibiana dal 2005 al 2020

e, ricordandone il generoso e fecondo servizio pastorale,
lo affidano all’abbraccio misericordioso di Dio
e alla preghiera di suffragio dei fedeli,
invocando la pace e la gioia del Signore.

I funerali saranno celebrati oggi 25 maggio 2026, alle ore 14:00
presso la Parrocchia Santa Bibiana
(Via Giovanni Giolitti, 154)

Caritas: la “Tenda del Buon Gioco” arriva a Santa Maria del Soccorso

Domenica 31 maggio, dalle 9 alle 13, presso la parrocchia Santa Maria del Soccorso (via Debussy 3), la Caritas diocesana di Roma aderisce alla “Tenda del Buon Gioco”, iniziativa inserita nel percorso nazionale di Caritas Italiana condiviso dalla rete delle Caritas diocesane impegnate nel progetto “Vince chi smette”.

Protagonisti della giornata saranno gli operatori diocesani insieme alle Caritas parrocchiali della Prefettura XII, che animeranno tende e gazebo aperti al quartiere per raccontare le attività e i percorsi che la Caritas porta avanti sul territorio contro l’azzardo. Le tende non saranno soltanto punti informativi, ma spazi accoglienti e riconoscibili, pensati per favorire il dialogo, l’ascolto e la condivisione di esperienze. Durante la mattinata sono previste anche attività ludiche e momenti di animazione per promuovere una cultura del gioco sano e responsabile.

L’appuntamento nasce «come occasione di riflessione, incontro e sensibilizzazione per denunciare la vera natura dell’azzardo – sottolineano i promotori –: non un semplice passatempo, ma una forma di dipendenza che ferisce le persone, impoverisce le famiglie e indebolisce le comunità».

Caritas Roma aderisce al progetto attraverso diversi percorsi rivolti agli istituti superiori di secondo grado, alle parrocchie e ai centri anziani. Si tratta di «occasioni di confronto – proseguono – che permettono di affrontare il fenomeno dell’azzardo insieme ai giovani e alla comunità, ascoltandone punti di vista ed esperienze e osservando il tema da prospettive differenti, per favorire una conoscenza più ampia e una maggiore consapevolezza nelle scelte quotidiane. I percorsi approfondiscono temi diversi: dal gioco alla sua degenerazione, dalle dipendenze all’azzardo, dalle slot machine ai gratta e vinci, fino al marketing e al tema della probabilità».

«Dietro l’apparente normalità di gratta e vinci, scommesse online, slot machine e giochi digitali – sottolineano dalla Caritas – si nascondono infatti storie di solitudine, fragilità economica, dipendenza e sofferenza familiare. Sempre più spesso l’azzardo viene percepito come una possibile via d’uscita dalle difficoltà economiche e dalla precarietà, alimentando l’illusione di un guadagno facile e immediato. Una promessa che, nella realtà, rischia di trasformarsi in indebitamento, perdita di controllo e impoverimento, aprendo talvolta la strada anche a usura, violenza e criminalità».

“La tenda” vuole allora diventare il simbolo opposto all’isolamento prodotto dall’azzardo: un luogo di relazione e vicinanza, dove riscoprire il valore del tempo condiviso, della gratuità e della comunità.

Per maggiori informazioni è possibile contattare l’Ufficio No Azzardo al numero 06 88815780 oppure scrivere a noazzardo@caritasroma.it.

26 maggio 2026

Adoratori, si conclude il percorso formativo

A conclusione del percorso formativo per gli adoratori permanenti, è in programma una Messa al Santuario del Divino Amore, sabato 13 giugno, alle ore 10.30. La celebrazione sarà presieduta dal cardinale Baldo Reina. Seguirà, al termine della Messa, un breve tempo di adorazione e – a conclusione – la benedizione e la distribuzione del “pane della carità”.

24 maggio 2026

82ª Assemblea Generale della Conferenza Episcopale Italiana

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