«L’Eucaristia non è il sacramento della distanza ma dell’assimilazione». Il miracolo della transustanziazione «attende un altro miracolo: che la nostra vita cambi». È stato un forte richiamo alle coscienze quello del cardinale vicario Baldo Reina durante la celebrazione della Messa nella solennità del Corpus Domini, ieri, domenica 7 giugno, nella basilica di San Giovanni in Laterano. Dal porporato il monito a «evitare il rischio di fare l’abitudine alla celebrazione eucaristica o al momento in cui si riceve l’Eucaristia». La festa diventa dunque «una sosta necessaria e utile per fare memoria, riflettere e rilanciare l’amore per Gesù Eucaristia» ma anche un’opportunità per «ribadire con forza il valore della comunione ecclesiale, qualche volta lacerata da divisioni, invidie, discordie, sentimenti che nulla hanno a che fare con il Vangelo».
Al termine della Messa il vicario ha presieduto la processione eucaristica fino alla basilica di Santa Croce in Gerusalemme: una «testimonianza pubblica» nel cuore di Roma per riaffermare che «viviamo con Cristo ogni giorno». Suggestivo il passaggio in via Carlo Felice tra due ali di folla che si inginocchiava alla vista di Gesù Eucaristia. Oltre duemila i partecipanti alla liturgia, animata dal Coro della diocesi di Roma diretto da monsignor Marco Frisina. Nelle prime file, tra gli altri, i membri dell’Ordine equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme, gli Araldi del Vangelo, la confraternita della Santissima Trinità dei pellegrini e convalescenti e numerose religiose di varie congregazioni. Presenti anche il consiglio episcopale, il capitolo lateranense e oltre sessanta sacerdoti.
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8 giugno 2026













