18 Giugno 2026

Atti vandalici a San Paolo della Croce: il vescovo Sparapani chiede di guardare al disagio giovanile

Il vescovo ausiliare di Roma, monsignor Stefano Sparapani, è intervenuto questa sera in merito agli atti vandalici compiuti presso la parrocchia di San Paolo della Croce, nel quartiere di Corviale, nella periferia occidentale di Roma.

«Quanto avvenuto è un’evidente espressione del disagio giovanile che purtroppo interessa il Serpentone di Corviale» ha dichiarato il presule, invitando a non fermarsi allo scandalo del gesto in sé, ma a coglierne le cause più profonde. Dietro la profanazione di uno spazio sacro, ha sottolineato, si celano storie di giovani che crescono in un contesto difficile, segnato da decenni di degrado urbano e mancanza di prospettive. «La parrocchia, proprio perché colpita, rimane forse il luogo più adatto per trasformare questo episodio in un’occasione di dialogo e di recupero» ha concluso monsignor Sparapani.


Ricostruzione dei fatti

Il Vicariato di Roma ritiene necessario rettificare alcune inesattezze diffuse da organi di stampa. L’aula liturgica non è stata contaminata da feci umane: queste sono state rinvenute esclusivamente sui pavimenti dei bagni del complesso parrocchiale. Sull’altare è stato rovesciato un candelabro contenente olio, che ha imbrattato la tovaglia liturgica, sulla quale è stato altresì rilevato uno scarabocchio di forma quadrata tracciato a penna. È stato inoltre danneggiato il vetro di una piccola immagine della Madonna. Alcuni locali destinati al catechismo sono stati imbrattati dai giovani.

Precisazione sul sacerdote Giacobbe Elia

Il Vicariato di Roma precisa che il sacerdote Giacobbe Elia, che ha rilasciato alcune dichiarazioni inesatte in merito all’episodio, non è incardinato nella diocesi di Roma e non riveste alcun incarico di esorcista.

28 maggio 2026

Santa Messa presso la parrocchia Santa Maria della Fiducia; a seguire incontro con gli operatori pastorali

Santa Messa presso la parrocchia Santa Maria della Fiducia; a seguire incontro con gli operatori pastorali

Nasce il progetto “Oltre la soglia” per valorizzare le chiese del centro storico

Particolare di un mosaico nella basilica di Santa Pudenziana

Si propone di unire arte, fede, spiritualità e tecnologia il progetto “Oltre la soglia”, promosso dalla diocesi di Roma con la collaborazione di Orpheo, multinazionale che progetta e realizza soluzioni innovative per la visita di musei e luoghi culturali. L’inaugurazione ufficiale, con la presentazione del progetto (aperta solo alla stampa) ci sarà giovedì 28 maggio, dalle ore 19, nella basilica di Santa Pudenziana (via Urbana, 160), alla quale interverranno il vicegerente della diocesi e vescovo del settore Centro monsignor Renato Tarantelli Baccari; Alessandro Tortorella, prefetto del Fondo Edifici di Culto del Ministero dell’Interno; monsignor Gianfranco Basti, rettore di Santa Pudenziana; Antonio Ciliberti, ceo di Orpheo.

Sarà proprio Orpheo a mettere a disposizione di visitatori e pellegrini una serie di sussidi pastorali e servizi che consentano di conoscere e apprezzare meglio il luogo di culto; il contributo che fedeli e turisti riconosceranno servirà poi per il sostegno della chiesa stessa. In concreto, verranno proposti ai visitatori alcuni percorsi che, ad esempio, uniscano chiese e monumenti – come la basilica di San Pietro, la basilica di Santo Spirito in Sassia, Ponte Elio e Castel Sant’Angelo –, o ancora visite particolari all’interno di alcune chiese, con l’apertura di ambienti normalmente chiusi o la possibilità di assistere a concerti.

«L’obiettivo è trasformare una semplice visita turistica in un’esperienza turistico-religiosa, capace di consentire al visitatore di sapere veder oltre», si legge infatti nel protocollo di intesa firmato dal cardinale vicario Baldo Reina e da Ciliberti. Da qui il nome scelto per il progetto: “Oltre la soglia”, appunto. «Non si tratta soltanto di raccontare monumenti e opere d’arte – si legge ancora –, ma di restituire a questi luoghi la loro profondità spirituale, permettendo al visitatore di cogliere il senso di continuità tra passato e presente, tra preghiera e storia. (…) La visita diviene il tramite attraverso cui si cerca di organizzare l’esperienza del bello e del vero umano come veicoli di Dio».

Al momento, i percorsi di visita previsti sono dieci, suddivisi tra le varie zone centrali e meno centrali della città, ma saranno aumentati nel corso del tempo. Attualmente, le chiese coinvolte sono sedici, tra cui anche Santa Maria ad Martyres, il Pantheon. Inoltre, ci saranno degli eventi culturali, come ad esempio concerti di musica sacra. Grazie ad audio o videoguide, totem, multimediali, piattaforme web e app – strumenti forniti da Orpheo – sarà possibile «dare nuova luce a un patrimonio di tesori artistici e archeologici, facilitandone l’accesso e la fruizione consapevole».

Il progetto è nato dal basso, dalla volontà di tanti sacerdoti a cui sono affidate le chiese del centro storico, come racconta il coordinatore Andrea Cristallo: «Siamo partiti da quello che era un vecchio progetto di valorizzazione, coinvolgendo anche delle rettorie che si trovano un po’ fuori dai classici giri turistici, come all’Aventino o all’Esquilino – spiega – cercando di dare una nuova lettura dal punto di vista artistico ma anche religioso».

Per saperne di più e conoscere il programma completo degli eventi: oltrelasoglia.eu

26 maggio 2026

82ª Assemblea Generale della Conferenza Episcopale Italiana

82ª Assemblea Generale della Conferenza Episcopale Italiana

“I Mercoledì della salute”

“I Mercoledì della salute” presso la Sala Conferenze del Seminario Romano Maggiore (Uff. per la Pastorale della salute)

“Dammi da bere – La sete di chi vive il tempo della fragilità” – Incontri di formazione per operatori di pastorale sanitaria al Pontificio Seminario Maggiore (Uff. Pastorale Sanitaria)

“Dammi da bere – La sete di chi vive il tempo della fragilità” – Incontri di formazione per operatori di pastorale sanitaria al Pontificio Seminario Maggiore (Uff. Pastorale Sanitaria)

82ª Assemblea Generale della Conferenza Episcopale Italiana

82ª Assemblea Generale della Conferenza Episcopale Italiana

Incontro di formazione al volontariato diocesano

Incontro di formazione al volontariato diocesano nella Sala Conferenze del Pontificio Seminario Maggiore

Incontro formazione volontariato diocesano

Incontro formazione volontariato diocesano (Uff. Pastorale Familiare)

Giardini d’Inchiostro: incontro con Sandro Bonvissuto

Giardini d’Inchiostro: incontro con Sandro Bonvissuto – Cappella della Sapienza (Uff. per la Pastorale Universitaria)

Il 30 maggio il Meeting del Sovvenire

Sabato 30 Maggio, nella sala Conferenze del Pontificio Seminario Romano Maggiore (piazza San Giovanni in Laterano 4), dalle ore 9.30 alle 12.30 si svolgerà il Meeting Sovvenire dedicato al Sostegno alla Chiesa Cattolica.

Interverranno: padre Giulio Albanese, direttore dell’Ufficio per le comunicazioni sociali e dell’Ufficio per la cooperazione missionaria tra le Chiese della diocesi di Roma; il giornalista Paolo Pagliaro, direttore dell’agenzia 9 Colonne e Autore di “Il Punto” nella trasmissione tv “Otto e Mezzo”; don Fabio Rosini, docente di comunicazione della fede e scrittore; Giustino Trincia, direttore della Caritas diocesana di Roma. Farà da conduttore Enrico Selleri di Tv2000.

Durante il Meeting si svolgerà la premiazione del Concorso “Donare con una firma : l’8xmille!”. Possibilità di parcheggio interno e servizio di coffee break.

25 maggio 2026

“Magnifica Humanitas”, la prima enciclica di Leone XIV

di Giulio Albanese

L’enciclica “Magnifica Humanitas” di Leone XIV affronta la grande questione del nostro tempo: come custodire la persona umana nell’epoca dell’intelligenza artificiale. Non è un testo tecnico, ma un grande atto di discernimento spirituale, culturale e sociale.

Il Papa parte da due immagini bibliche: Babele e la ricostruzione di Gerusalemme con Neemia. Babele è il sogno di una potenza che si chiude a Dio, omologa tutto, sacrifica le persone all’efficienza. Gerusalemme è invece la città ferita che rinasce grazie alla responsabilità condivisa di un popolo che lavora insieme, mettendo Dio al centro. Nel tempo dell’IA, la scelta è la stessa: continuare a costruire torri di dominio o impegnarsi a ricostruire relazioni, istituzioni, economie che permettano a tutti di “fiorire”.

Per leggere questa trasformazione, Leone XIV ricollega l’IA alla Dottrina sociale della Chiesa. Ricorda i suoi fondamenti: la persona umana immagine di Dio, la dignità uguale di tutti, l’altissimo valore dei diritti umani. E rilancia i grandi principi: bene comune, destinazione universale dei beni (oggi estesa anche a dati, algoritmi, piattaforme), sussidiarietà, solidarietà, giustizia sociale, sviluppo umano integrale ed ecologia integrale. L’IA non è un capitolo a parte: tocca tutti questi punti, e per questo chiede un aggiornamento profondo del pensiero sociale cristiano.

L’intelligenza artificiale, spiega il Papa, è un aiuto potenzialmente prezioso, ma non è neutra né “intelligente” come un essere umano. Non ha corpo, non fa esperienza, non ama, non soffre, non ha coscienza morale. I suoi esiti dipendono dai dati e dalle scelte di chi la progetta e la controlla. Per questo non basta chiedersi “a che cosa serve”, ma anche “come è costruita, chi la governa, a vantaggio di chi”.

Qui entra in gioco il tema del potere digitale: oggi enormi quantità di dati, infrastrutture e capacità di calcolo sono concentrate nelle mani di pochi attori privati transnazionali, spesso più forti degli Stati. Questo genera nuove forme di disuguaglianza, dipendenza e manipolazione. L’enciclica chiede regole chiare, responsabilità tracciabili, trasparenza degli algoritmi, partecipazione reale delle comunità alle scelte che le riguardano. Il Papa parla di “disarmare l’IA”: sottrarla alla corsa agli armamenti (anche militari), spezzare i monopoli, riportarla dentro una logica di bene comune.

Sul piano concreto, Leone XIV indica tre ambiti decisivi. Anzitutto la verità come bene comune: l’IA e le piattaforme possono moltiplicare disinformazione, odio, polarizzazione, indebolendo la democrazia. Servono un’ecologia della comunicazione, una maggiore responsabilità dei grandi attori digitali, una forte alleanza educativa tra scuola, famiglia e istituzioni, in particolare a tutela dei minori.

Il secondo ambito è il lavoro. La rivoluzione digitale rischia di aumentare disoccupazione, precarietà, disuguaglianze tra pochi iperqualificati e molti lavoratori sostituibili. Il Papa ribadisce che la tecnologia va progettata “centrata sulla persona”: la tutela del lavoro dignitoso, la riqualificazione, la partecipazione dei lavoratori devono diventare criteri per giudicare l’innovazione. Non è ammissibile sacrificare sistematicamente posti di lavoro e famiglie per aumentare profitti.

Terzo nodo: la libertà. Modelli di business basati sulla dipendenza, la raccolta massiva di dati, la sorveglianza e la profilazione minacciano la libertà interiore e sociale. L’enciclica denuncia le “nuove schiavitù” nascoste dietro il mondo digitale: sfruttamento di lavoratori invisibili, bambini nelle miniere, vittime di tratta controllate attraverso strumenti tecnologici, colonialismo dei dati. Qui la Chiesa riconosce anche il proprio ritardo storico nel condannare la schiavitù e lo trasforma in un appello a non tacere oggi.

Infine, l’IA viene messa in relazione con la guerra. L’automazione di sistemi d’arma, la guerra cibernetica, la manipolazione informativa rendono i conflitti più rapidi, impersonali, opachi nelle responsabilità. Leone XIV rifiuta con decisione l’idea di affidare a macchine decisioni letali, denuncia la cultura della potenza e della Realpolitik, rilancia il Vangelo della pace, la diplomazia, il multilateralismo e il dialogo tra popoli e religioni.

La risposta cristiana non è paura della tecnica, ma un nuovo umanesimo radicato nell’Incarnazione e nell’Eucaristia: una “civiltà dell’amore” in cui l’IA sia davvero al servizio di una “magnifica umanità”, limitata e fragile, ma chiamata a una pienezza che nessun algoritmo potrà mai calcolare.

Una cosa è certa: il vero problema è che siamo entrati nel post umanesimo. Questo in sostanza cosa significa? Siamo di fronte all’ibridazione uomo macchina. A dire il vero, questo è già iniziato da tempo. Il fatto stesso che stiamo comunicando con un cellulare che ci consente di svolgere tutta una serie di operazioni, un tempo inimmaginabili, la dice lunga… Le preoccupazioni del Santo Padre dunque sono più che fondate ed eseguono una decisa assunzione di responsabilità da parte del consenso delle nazioni: serve una governance. Le nostre classi dirigenti a livello planetario sono consapevoli di tutto questo?

Leggi l’Enciclica

 

25 maggio 2026

Articoli recenti