3 Maggio 2026

Posticipato al 4 aprile l’incontro con il cardinale Simoni all’ospedale San Giovanni

Era previsto inizialmente per il 29 marzo, ma è stato posticipato a giovedì 4 aprile, l’incontro con il cardinale Ernest Simoni all’ospedale San Giovanni Addolorata. Alle 10.30 il cardinale albanese, a lungo costretto ai lavori forzati, celebrerà la Messa nella cappella ospedaliera; al termine, attorno alle 11.30, porterà la sua testimonianza su “La libertà della fede, la bellezza del Vangelo”, in una intervista al giornalista di Tv2000 Fabio Bolzetta.

L’iniziativa è promossa dalla cappellania dell’ospedale, dai religiosi camilliani, in collaborazione con le associazioni di volontariato dell’ospedale e le Suore Ospedaliere della Misericordia. Sarà presente anche il vescovo ausiliare delegato per la pastorale sanitaria monsignor Paolo Ricciardi.

Per il semplice fatto di essere prete, nel 1963 don Ernest viene arrestato e messo in cella di isolamento. Sottoposto a torture e condannato a morte, si vede commutare la condanna capitale in diciotto anni di lavori forzati, di cui dodici trascorsi in miniera. Durante il periodo della prigionia don Ernest continua a celebrare la messa a memoria, in latino, e a distribuire la comunione di nascosto. Uscito dal carcere, viene nuovamente condannato ai lavori forzati: questa volta è assegnato alla manutenzione delle fogne della città di Scutari. Torna libero nel 1990, quando crolla il regime comunista. Con la libertà di culto, comincia per don Ernest un periodo di intensa attività pastorale volta soprattutto alla riconciliazione. Il sacerdote ha incontrato Papa Francesco a Tirana nel 2014 e gli ha raccontato la sua storia. La biografia del sacerdote è anche al centro di un libro del giornalista di Avvenire Mimmo Muolo, “Don Ernest Simoni”.

28 marzo 2019

Pope Francis’ video message: a widespread and multi-centric event. Presentation of the official logo

It is Pope Francis himself who is presenting the X World Meeting of Families, to be held from June 22-26, 2022. He does so through a video message, released today and available on Vatican News and on the Youtube Channel of the Diocese of Rome. The logo for the event, promoted by the Dicastery for the Laity, Family and Life and organized by the Diocese of Rome is presented along with it as well. The animated video of the logo is available on the Youtube Channel of the diocese of Rome.

The Meeting, initially planned for 2021, will be held from June 22 to 26, 2022, in a time of hope and rebirth. The event, as also emphasized by the Holy Father, will take place in an unprecedented and multi-centered format, with local initiatives in dioceses around the world, similar to those that will take place simultaneously in Rome. While Rome will remain the designated venue, each diocese will be able to be the center of a local Meeting for its own families and communities. This is to allow everyone to feel like protagonists at a time when it is still difficult to travel because of the pandemic.

Family love: a vocation and a path to holiness is the theme of the X World Meeting, which will therefore be carried out in two parallel ways:
1. Rome will remain the main venue, where the Festival of Families and the Theological-Pastoral Congress will be held, both in the Paul VI Hall; and Holy Mass will be held in St. Peter’s Square. In particular, delegates from Episcopal Conferences and international movements involved in family ministry will participate.
2. At the same time, in individual dioceses, the bishops will be able to launch similar initiatives at the local level, starting with the theme of the Meeting and using the symbols that the Diocese of Rome is preparing (logo, prayer, hymn and picture).

«Over the years – underlines Cardinal Kevin Farrell, Prefect of the Dicastery for the Laity, Family and Life – this important ecclesial appointment has observed an ever increasing participation of families. The thousands of people who have participated in the most recent editions, bringing enrichment with their languages, cultures and experiences, have been an eloquent sign of the beauty of the family for the Church and for all humanity. We need to continue on this path, seeking to involve more and more families in this beautiful initiative».

«It has to do with seizing a precious and unique opportunity for relaunching family ministry with renewed missionary drive and creativity, starting from the indications given to us by the Holy Father in the Exhortation Amoris Laetitia, that is, getting spouses, families and pastors involved all together», commented the Cardinal Vicar, Angelo De Donatis.

2nd July 2021

Pontificio Seminario Romano Maggiore – Convegno di Musica sacra per cori diocesani

Pontificio Seminario Romano Maggiore – Convegno di Musica sacra per cori diocesani

Ponte Mammolo, parrocchia «comunità di cura»

Nei giorni antecedenti la festa, lunedì e mercoledì pomeriggio, il cardinale vicario Baldo Reina ha visitato la parrocchia intitolata al Sacro Cuore di Gesù, a Ponte Mammolo. La solennità legata a santa Margherita Maria Alacoque, la monaca visitandina cui apparve Gesù, ricorre infatti il venerdì dopo il Corpus Domini. Sono state «giornate importanti per la nostra comunità – racconta il parroco don Franz Refalo – in cui il cardinale ci ha ricordato come una parrocchia non è e non deve essere un centro di servizi ma una comunità di cura, che favorisce un clima di accoglienza, ponendo al centro la fede e l’abbandono totale nelle mani di Dio». Il porporato, nelle due giornate ha incontrato i membri del Consiglio pastorale e gli operatori dei diversi gruppi attivi in parrocchia.

Inoltre mercoledì sera «ha inaugurato il nuovo oratorio intitolato a San Domenico Savio, che è stato ripristinato e riavviato», aggiunge il sacerdote che guida la comunità di Ponte Mammolo da 5 anni. In quest’occasione «i giovani hanno realizzato anche un momento di festa con canti e animazione», sono ancora le parole di don Refalo, che racconta di come gli stessi adolescenti abbiano curato «un torneo di calcetto in questi giorni di festa patronale». Si tratta dei giovani, dai 13 ai 19 anni, del gruppo del post-Cresima, animato da Ciro, che descrive una realtà «piccola ma che si è consolidata nel tempo, ripartendo dopo la pandemia, ed è oggi vivace, molto attiva e partecipe». Ogni anno la proposta rivolta ai ragazzi «prevede l’approfondimento di un tema – spiega il referente che cura le attività settimanali con il parroco -: quest’anno abbiamo trattato del Giubileo, ripercorrendone l’evoluzione dalle origini ad oggi». Il gruppo ha anche partecipato «alla celebrazione del Giubileo dedicato ad aprile – afferma Ciro – così come ai pellegrinaggi notturni alle basiliche organizzati a livello diocesano». L’educatore fa sapere che i giovani, che «non si tirano mai indietro, la domenica animano la Messa delle 10 con la lettura della Parola e le preghiere dei fedeli».

Un altro fronte su cui la parrocchia è molto attiva «è quello dell’animazione della carità», dice il parroco, guardando in particolare alla «scuola di italiano per stranieri, cui partecipano circa 100 persone, molto inclusiva» laddove «circa il 40% delle persone sono di origine bengalese e di religione musulmana». Nei locali della parrocchia, «con la Comunità di Sant’Egidio, 2 volte al mese, il secondo e il quarto sabato, offriamo il servizio doccia per i senza fissa dimora, dando anche il cambio del vestiario». C’è poi il centro di ascolto Caritas e anche «il progetto di dedicarne uno dentro il vicino carcere di Rebibbia. Un’altra realtà è quella dell’ «accompagnamento dei genitori che chiedono per i loro figli il sacramento del Battesimo», spiega Mario, che con la moglie Marilena in questi ultimi 15 anni ha incontrato «circa 80 famiglie in parrocchia o nelle loro case per due incontri di riflessione, il primo sul significato del Battesimo e sull’impegno di educare il figlio alla vita cristiana, il secondo più legato ai momenti del rito della celebrazione». Questo servizio, osserva il referente, «in questi anni di confronto con diverse situazioni e realtà, anche di famiglie straniere, ha arricchito pure noi, che portiamo sempre il nostro vissuto e la nostra esperienza concreta di famiglia». (di Michela Altoviti da Roma Sette)

29 giugno 2025

Policlinico Gemelli: il Papa «è grave ma non è in pericolo di vita»

Foto Diocesi di Roma / Gennari

Papa Francesco «non è attaccato a nessun macchinario, quando serve mette i naselli, ma se la domanda è se sia fuori pericolo la risposta è no. Non è fuori pericolo perché è un’infezione importante» contratta da «un uomo di 88 anni» con patologie croniche. «Lui si rende conto che alla sua età la situazione è grave ma non è in pericolo di vita». Sergio Alfieri, capo dell’equipe medica che ha in cura Papa Francesco, con estrema chiarezza ha illustrato il quadro clinico del Pontefice durante un briefing organizzato nel pomeriggio di oggi, 21 febbraio, nell’atrio del Policlinico Gemelli nel quale Bergoglio è ricoverato dallo scorso 14 febbraio. A Francesco è stata prima riscontrata una infezione polimicrobica e in seguito una tac ha rivelato l’insorgenza di una polmonite bilaterale.

«Il Papa ha sempre voluto che dicessimo la verità», ha affermato Alfieri, affiancato dal dottor Luigi Carbone, vicedirettore del reparto Sanità e Igiene dello Stato della Città del Vaticano e medico referente del Santo Padre. Quest’ultimo ha rimarcato che si tratta di «un paziente fragile che anche per impegni istituzionali e privati ha ritenuto opportuno di farsi curare a casa Santa Marta con l’ausilio anche di specialisti», fino a quando non è stato necessario il ricovero.

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Piena solidarietà a don Antonio Coluccia: la dichiarazione del vicegerente monsignor Reina

Il vescovo Baldo Reina (foto DiocesiDiRoma/Gennari)

«A nome della Diocesi di Roma esprimo a don Antonio Coluccia e agli uomini della sua scorta piena solidarietà per quanto avvenuto ieri, 29 agosto, nel quartiere di Tor Bella Monaca. Don Antonio ormai da diversi anni svolge il suo servizio pastorale mettendosi accanto ai giovani che vivono il disagio delle dipendenze da droghe, facendo sentire la sua voce contro coloro che continuano a seminare morte e a spacciare l’inganno. Atti intimidatori come quello consumato ieri non scoraggeranno don Antonio nella sua delicata missione. Tuttavia, quanto accaduto, interpella in modo forte la comunità civile e l’impegno dei singoli credenti. È bene che da parte di tutti si alzi un grido coraggioso contro ogni scelta che minaccia la vita dei nostri ragazzi. Il tempo che stiamo per vivere, con la diffusione sempre più dilagante di sostanze tossiche richiede uno sforzo corale affinché sia affermata la dignità della vita umana, ai ragazzi siano garantiti contesti sani e sicuri e sia presa sul serio la sfida educativa, consapevoli del tesoro immenso dei giovani per il presente e per il futuro della nostra società».

Così dichiara il vicegerente della diocesi di Roma, il vescovo Baldo Reina. Don Coluccia, ieri, stava partecipando a una marcia per la legalità a Tor Bella Monaca quando è stato affiancato da un uomo in scooter che, dopo averlo riconosciuto, ha tentato di investirlo. È stato invece colpito un agente della sua scorta. Nella concitazione la Polizia ha esploso un colpo di pistola che ha ferito l’aggressore a un avambraccio.

30 agosto 2023

Piano freddo: Caritas e Municipio X attivano tre tensostrutture

Dal 18 gennaio è attivo un rifugio di emergenza per persone senza dimora negli spazi della parrocchia Santa Maria Regina Pacis a Ostia (piazza Regina Pacis, 13). La struttura, composta da tre tensostrutture attrezzate e riscaldate messe a disposizione da Croce Rossa Italiana, può ospitare ogni notte 15 persone garantendo anche la cena, la colazione e attività di animazione sociale.

L’iniziativa della Caritas di Roma in collaborazione con il Municipio X di Roma, vede coinvolti anche i volontari delle parrocchie nelle prefetture 26 – 27 – 28 della diocesi di Roma coordinati da operatori sociali professionali. Sono oltre dieci le parrocchie impegnate con gruppi di volontari per garantire anche i pasti e l’animazione sociale per le persone accolte.

Alla struttura è possibile accedere direttamente oppure attraverso i centri di ascolto parrocchiali e i servizi sociali del Municipio.

La Caritas di Roma ha inoltre attivato il Servizio itinerante notturno: per segnalare situazioni di fragilità e pericolo si può scrivere all’indirizzo servizioitinerante [at] caritasroma.it o chiamare il numero 366.6349003.

Per far fronte alle numerose richieste, inoltre, si invitano le parrocchie e tutti i cittadini alla donazione di coperte e sacchi a pelo. È un gesto semplice ma può salvare una vita. Il punto di raccolta unico per tutta la città è l’Ostello “Don Luigi Di Liegro” in via Marsala, 109, aperto tutti i giorni 24 ore su 24.

24 gennaio 2023

Piano freddo della Caritas: appello per la raccolta di coperte e sacchi a pelo

La Caritas di Roma dal primo dicembre ha attivato il Piano freddo diocesano in collaborazione con le parrocchie. Attività di accoglienza straordinaria, formazione per i volontari, sensibilizzazione della cittadinanza e una campagna di comunicazione che avrà per tema «Come in cielo, così in strada» che si svilupperà fino ad aprile 2020. Ma soprattutto, la Caritas invita tutti i romani alla donazione di coperte e sacchi a pelo da distribuire alle persone in difficoltà. La raccolta avverrà presso l’ostello Don “Luigi Di Liegro” (via Marsala, 109), alla Cittadella della Carità “Santa Giacinta” (via Casilina vecchia, 19), al Centro di Accoglienza “Gabriele Castiglion” di Ostia (Lungomare Toascanelli, 176).

Domenica 15 dicembre, terza del tempo di Avvento, inoltre, nelle chiese di Roma si celebrerà la Giornata della carità: la colletta delle Messe contribuirà a sostenere le iniziative del Piano Freddo nelle parrocchie. Il Piano prevede infatti l’attivazione di 200 posti di accoglienza straordinaria per i senza dimora che si aggiungono ai 600 posti che la Caritas offre durante tutto l’anno in collaborazione con Roma Capitale.

Alla Cittadella della carità Santa Giacinta di Ponte Casilino è stato allestito un centro di emergenza con 74 posti letto. Altri 130 posti sono stati messi a disposizione dalle parrocchie di Roma che partecipano all’iniziativa. Sono più di 30 le comunità attive nell’accoglienza e con gruppi di volontariato. È stato inoltre intensificato il Servizio notturno itinerante con sei equipe di operatori e volontari che, a partire dalle ore 20, ogni sera andranno a presidiare le zone in cui i senza dimora rischiano di rimanere isolati ed emarginati.

La Caritas attiva inoltre un centralino telefonico al numero 06.88815201 e la casella email servizioitinerante@caritasroma.it a disposizione di chiunque intenda segnalare situazioni di particolare disagio e grave emarginazione su cui intervenire o che voglia impegnarsi come volontario nei gruppi notturni.

13 dicembre 2019

Permessi i funerali ma ancora niente Messe: il disaccordo della Cei

Dal 4 maggio sì ai funerali con un numero massimo di partecipanti fissato a 15 persone, ma ancora nessuna decisione per quanto riguardo la partecipazione dei fedeli alle Messe. Si tratta di alcune disposizioni contenute nel Dpcm presentato nella conferenza stampa di ieri sera dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte, in cui sono state annunciate riaperture immediate di alcune attività produttive e altre che seguiranno in maggio e giugno. Per quanto riguarda i funerali, nel decreto si parla di «funzione da svolgersi preferibilmente all’aperto, indossando protezioni delle vie respiratorie e rispettando rigorosamente la distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro».

Ma una nota della Cei esprime disaccordo con quanto stabilito nel decreto governativo. «I vescovi italiani – si legge nella nota – non possono accettare di vedere compromesso l’esercizio della libertà di culto. Dovrebbe essere chiaro a tutti che l’impegno al servizio verso i poveri, così significativo in questa emergenza, nasce da una fede che deve potersi nutrire alle sue sorgenti, in particolare la vita sacramentale».

Ancora, i vescovi ricordano «alla Presidenza del Consiglio e al Comitato tecnico-scientifico il dovere di distinguere tra la loro responsabilità – dare indicazioni precise di carattere sanitario – e quella della Chiesa, chiamata a organizzare la vita della comunità cristiana, nel rispetto delle misure disposte, ma nella pienezza della propria autonomia».

Il governo intanto ha già risposto: «La presidenza del Consiglio prende atto della comunicazione della Cei e conferma quanto già anticipato in conferenza stampa dal Presidente Conte. Già nei prossimi giorni – si legge in una nota – si studierà un protocollo che consenta quanto prima la partecipazione dei fedeli alle celebrazioni liturgiche in condizioni di massima sicurezza».

27 aprile 2020

Periferie: la presentazione della ricerca e l’incontro nel Palazzo del Vicariato

Proporre percorsi di sviluppo locale che rendano protagonisti della trasformazione socio-economica le reti di mutualismo territoriale e le economie solidali presenti sul territorio. Questo l’obiettivo dell’incontro promosso – per lunedì 17 aprile alle ore 17.30 nella Sala Cardinale Poletti del Palazzo del Vicariato – dall’Ufficio per la pastorale sociale, del lavoro e della custodia del creato della diocesi di Roma, durante il quale sarà presentata un’indagine su modelli diversi di comunità e di cura dei beni comuni, realizzata grazie alla collaborazione tra LabSU – Laboratorio di Studi Urbani “Territori dell’abitare” Dicea – Sapienza Università di Roma, e Fairwatch, a disposizione tramite un ebook edito da Comune-info.

“Reti di mutualismo e poli civici a Roma. Osservatorio delle reti romane di mutualismo e sperimentazione di centri civici a supporto dello sviluppo locale integrale delle periferie” è il tema dell’appuntamento, che sarà aperto dal saluto del vescovo Riccardo Lamba, ausiliare della diocesi di Roma, e vedrà l’introduzione di monsignor Francesco Pesce, incaricato dell’Ufficio diocesano per la pastorale sociale, del lavoro e della custodia del creato. Interverranno i curatori della ricerca: Carlo Cellamare, Dicea, Sapienza Università di Roma; Monica Di Sisto, economista, associazione Fairwatch; Riccardo Troisi, economista, associazione Fairwatch; Serena Olcuire, Dicea, Sapienza Università di Roma; Stefania Mancini, Fondazione Charlemagne.

Facendo riferimento anche a diverse esperienze italiane e internazionali – come le “case di quartiere” o le “neighbourhood houses”, gli “ateneos cooperativos” e “les tiers-lieux” – sono stati analizzati qualitativamente ventuno contesti territoriali romani dove si stanno sperimentando, con intensità diverse, percorsi generativi che praticano un nuovo modello di welfare di comunità e la cura dei beni comuni.

«Una Chiesa in uscita – riflette monsignor Pesce – è chiamata a vivere la pazienza dell’ascolto e la fiducia dell’incontro. Le esperienze che intercettano la vita, soprattutto là dove è più difficile scoprirle, sono quei “segni dei tempi” che richiedono una presenza che sia testimonianza e che alimenti la speranza. Per questo motivo riteniamo doveroso aprirci al dialogo con tutti coloro che hanno a cuore il bene comune. Insieme a loro potremo condividere itinerari di ricerca e raccogliere quelle esperienze che favoriscono le buone prassi e che indicano le vie per costruire relazioni dignitose capaci di giustizia e di fiduciosi sguardi nel futuro. L’invito di Papa Francesco ad avviare processi con costanza, pazienza e coraggio prende forma proprio attraverso queste connessioni e matura in esse la profonda e consapevole convinzione che non potremo salvarci da soli». Quella delle periferie è «una tematica un po’ abusata – prosegue –. Ma in un senso profondo la periferia non è un problema, bensì una risorsa, perché è dal basso che vive la Chiesa, è dal basso che il Signore ha cominciato il suo ministero, ed è trovando delle risorse dal basso che è possibile costruire la Casa comune più dignitosa per tutti».

«La necessità di incontrare la vita va costruita attraverso esperienze concrete – spiega Oliviero Bettinelli, vice direttore dell’Ufficio per la pastorale sociale, del lavoro e della custodia del creato della diocesi di Roma –. Lunedì incontreremo dei ricercatori che hanno lavorato sulle periferie e hanno individuato dei percorsi civici estremamente interessanti e importanti, che donano ai territori spazi comuni dove poter convivere. Questa mappa ci dà la possibilità di conoscere meglio la nostra città, di capire che ci sono spazi dove è possibile interagire, comunicare e crescere insieme. Per la politica è un segnale chiaro: bisogna essere attenti alle persone nella loro integrità».

13 aprile 2023

Periferie, cinque nuove chiese con il progetto Cei

Nelle periferie romane ci sono comunità parrocchiali vive, impegnate nella crescita spirituale, attive nella carità, ma da anni in attesa di un complesso parrocchiale. Celebrazioni liturgiche e attività pastorali vengono svolte in garage, locali o piccoli appartamenti. Per cinque di queste il tempo dell’attesa sta per finire. Grazie anche ai fondi dell’8 per mille alla Chiesa cattolica e al cofinanziamento della diocesi di Roma saranno presto costruiti gli edifici di culto per le comunità di Santa Brigida di Svezia a Palmarola e San Giovanni Nepomuceno Neumann a Montespaccato per il settore Ovest, per Sant’Anselmo alla Cecchignola e San Vincenzo de’ Paoli sul lungomare di Ostia (entrambe nel quadrante sud di Roma) e per Sant’Anna a Morena, periferia est. Per quest’ultima previsti lavori di ampliamento.

Il 20 gennaio sarà infatti lanciato l’avviso pubblico per la manifestazione di interesse per individuare sul territorio nazionale i progettisti che potranno partecipare al concorso per la costruzione dei 5 complessi parrocchiali. L’annuncio è stato fatto questa mattina, 13 gennaio, nel corso della conferenza stampa di presentazione del “Programma nuove chiese” svoltasi nella sede della Conferenza episcopale italiana e moderata da padre Giulio Albanese, direttore dell’Ufficio Comunicazioni Sociali del Vicariato di Roma.

Un lavoro «frutto di un dialogo iniziato un paio di anni fa con la Cei» ha spiegato il cardinale vicario Baldo Reina. Durante le visite pastorali nelle comunità parrocchiali prive di un edificio di culto, ha percepito «chiaramente come la comunità stessa sia in sofferenza» ha affermato. È stata adottata una «strada nuova» che presta «maggiore attenzione alla sostenibilità ambientale ed economica – le parole del porporato -. Si è pensato a edifici più leggeri, più contenuti negli spazi, realizzati con materiali che consentano un risparmio energetico». La Diocesi, ha osservato «è da sempre molto attenta alla costruzione di nuovi edifici specie nelle zone periferiche, in quartieri molto popolosi dove i fedeli attendono da anni un luogo consono per le celebrazioni».

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Percorso formativo per l’animazione liturgica parrocchiale – Auditorium delle Pie Discepole – Comunità Regina Apostolorum (Uff. form. liturgica)

Percorso formativo per l’animazione liturgica parrocchiale – Auditorium delle Pie Discepole – Comunità Regina Apostolorum (Uff. form. liturgica)

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