9 Maggio 2026

Celebra la Messa presso la Parrocchia Sacra Famiglia del Divino Amore

Celebra la Messa presso la Parrocchia Sacra Famiglia del Divino Amore.

«Benedetto, che la tua gioia sia perfetta!»: il funerale di Benedetto XVI

Foto di Cristian Gennari

La bara di cipresso, sopra il Vangelo aperto. La nebbia che avvolge piazza San Pietro. I fedeli, migliaia, composti, in silenzio. Qualcuno regge in mano uno striscione, qualcuno si asciuga gli occhi umidi. Sono le immagini del funerale del Papa emerito Benedetto XVI, celerato questa mattina da Papa Francesco. Con lui il cardinale Giovanni Battista Re, decano del collegio cardinalizio, 130 cardinali, 400 vescovi e quasi 3.700 sacerdoti. In prima filma il segretario personale di Ratzinger, monsignor Georg Gänswein, che ha posto il Vangelo sulla bara prima dell’inizio del rito.

«Anche noi – ha detto il Santo Padre nell’omelia – saldamente legati alle ultime parole del Signore e alla testimonianza che marcò la sua vita, vogliamo, come comunità ecclesiale, seguire le sue orme e affidare il nostro fratello alle mani del Padre: che queste mani di misericordia trovino la sua lampada accesa con l’olio del Vangelo, che egli ha sparso e testimoniato durante la sua vita». Un’omelia tutta incentrata sulle ultime parole pronunciate da Gesù sulla croce, ascoltate nel Vangelo letto poco prima: «Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito». Quindi la citazione di San Gregorio Magno: «In mezzo alle tempeste della mia vita, mi conforta la fiducia che tu mi terrai a galla sulla tavola delle tue preghiere, e che, se il peso delle mie colpe mi abbatte e mi umilia, tu mi presterai l’aiuto dei tuoi meriti per sollevarmi».

«Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito – ha proseguito Papa Francesco citando le ultime parole di Gesù – è l’invito e il programma di vita che sussurra e vuole modellare come un vasaio il cuore del pastore, fino a che palpitino in esso i medesimi sentimenti di Cristo Gesù. Dedizione grata di servizio al Signore e al suo Popolo che nasce dall’aver accolto un dono totalmente gratuito: “Tu mi appartieni… tu appartieni a loro”, balbetta il Signore; “tu stai sotto la protezione delle mie mani, sotto la protezione del mio cuore. Rimani nel cavo delle mie mani e dammi le tue”. È la condiscendenza di Dio e la sua vicinanza capace di porsi nelle mani fragili dei suoi discepoli per nutrire il suo popolo e dire con Lui: prendete e mangiate, prendete e bevete, questo è il mio corpo che si offre per voi. Dedizione orante, che si plasma e si affina silenziosamente tra i crocevia e le contraddizioni che il pastore deve affrontare e l’invito fiducioso a pascere il gregge».

«È la condiscendenza di Dio – sono ancora parole del Santo Padre – e la sua vicinanza capace di porsi nelle mani fragili dei suoi discepoli per nutrire il suo popolo e dire con Lui: prendete e mangiate, prendete e bevete, questo è il mio corpo che si offre per voi. Dedizione orante, che si plasma e si affina silenziosamente tra i crocevia e le contraddizioni che il pastore deve affrontare e l’invito fiducioso a pascere il gregge. Come il Maestro, porta sulle spalle la stanchezza dell’intercessione e il logoramento dell’unzione per il suo popolo, specialmente là dove la bontà deve lottare e i fratelli vedono minacciata la loro dignità. In questo incontro di intercessione il Signore va generando la mitezza capace di capire, accogliere, sperare e scommettere al di là delle incomprensioni che ciò può suscitare. Fecondità invisibile e inafferrabile, che nasce dal sapere in quali mani si è posta la fiducia. Fiducia orante e adoratrice, capace di interpretare le azioni del pastore e adattare il suo cuore e le sue decisioni ai tempi di Dio».

Poi ha concluso: «Benedetto, fedele amico dello Sposo, che la tua gioia sia perfetta nell’udire definitivamente e per sempre la sua voce!». Il feretro del Papa emerito è stato poi portato nelle Grotte Vaticane per la tumulazione. Dalla piazza, dove c’erano oltre cinquantamila fedeli, un forte applauso e il grido: «Santo subito!».

5 gennaio 2023

La Peregrinatio delle reliquie del beato Livatino

Saranno a Roma dal 14 al 21 gennaio le reliquie del “giudice ragazzino”, il beato Rosario Livatino, martire della lotta alla mafia. Si tratta della prima solenne Peregrinatio Beati Rosarii Livatino – Fidei et Justitiae Martyris, un’iniziativa voluta dalla Venerabile Arciconfraternita di Santa Maria Odigitria dei Siciliani in Roma e organizzata dal Comitato Peregrinatio Beati Rosarii Livatino presieduto dal Primicerio dell’Arciconfraternita, per rendere omaggio a questa esemplare e contemporanea testimonianza di figura unificante.

La Peregrinatio riguarda una particolare reliquia, la camicia che il giudice indossava ed è impregnata del suo sangue. Sarà esposta e venerata nei luoghi delle massime istituzioni del Paese tra i quali Camera e Senato, Suprema Corte di Cassazione, Consiglio Superiore della Magistratura, Ministero di Grazia e Giustizia, Comune di Roma, Comando Generale della Guardia di Finanza, università, scuole superiori, parrocchie.

Nella settimana dedicata a Rosario Livatino saranno inoltre organizzati due convegni: il primo a cura dal Centro Studi Rosario Livatino, dal titolo “L’attualità del Beato Rosario Livatino”, che si terrà mercoledì 18 gennaio alle 15 presso la Biblioteca del Senato della Repubblica – Sala Capitolare di Santa Maria sopra Minerva (piazza della Minerva, 38) alla presenza del cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato di Sua Santità. Il secondo importante momento di confronto è invece intitolato “Beato Rosario Livatino: l’universale esempio del giusto. Dialoghi tra economia, fede e giustizia”; avrà luogo giovedì 19 gennaio alle 10.15 presso la sede nazionale di Confindustria (viale dell’Astronomia, 30), in occasione dell’ostensione della reliquia.

Inoltre dal 16 al 23 gennaio, nella Sala Capitolare del convento di Santa Maria sopra Minerva sarà possibile vistare la mostra “Sub Tutela Dei: il Giudice Rosario Livatino”, un’occasione per conoscere la storia dell’uomo Servo di Dio la cui credibilità fu per lui coerenza piena e invincibile tra fede cristiana e vita. Nel corso dell’intera settimana si svolgeranno tavole rotonde e simposi sempre dedicati al beato.

A rendergli omaggio anche il poeta pittore Tahar Ben Jelloun e l’artista Pizzi Cannella, con quattro grandi tele che verranno esposte nella navata della basilica di Stato di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri dove si terranno le celebrazioni conclusive. Venerdì 20 gennaio (ore 20.30), avrà luogo il concerto dal titolo: “Beatus vir – Vespri per un martire”, mentre sabato 21 verrà celebrata la Messa alla presenza dei rappresentanti delle istituzioni civili, militari ed ecclesiastiche.

2 gennaio 2023

A Sant’Ignazio di Loyola preghiera per Benedetto XVI

Oggi, mercoledì 4 gennaio, nella chiesa di Sant’Ignazio di Loyola, il pomeriggio e la serata saranno dedicati al Papa emerito Benedetto XVI. A partire dalle 18 sono in programma una veglia di preghiera, una celebrazione e un concerto. Si esibirà la corale di 200 bambini della Cattedrale di Salt Lake City, proponendo canti religiosi.

La celebrazione eucaristica sarà presieduta dal cardinale Garcìa Rodrìguez, arcivescovo de La Habana, ospite nella comunità in questi giorni. La veglia sarà incentrata su tre brevi testi di Benedetto XVI su famiglia, giovani e comunità, intervallati da essenziali introduzioni e ritornelli cantati. I tre temi corrispondono all'”orizzonte pastorale” nella chiesa di Sant’Ignazio.

4 gennaio 2023

Benedetto XVI: il rito del funerale

Roma 2/1/2023 Basilica Vaticana San Pietro Papa Benedetto XVI esposizione della salma Ph: Cristian Gennari/Siciliani

Sarà simile a quello di un pontefice regnante il funerale del Papa emerito Benedetto XVI, come ha chiarito il direttore della Sala Stampa vaticana Matteo Bruni durante un incontro con i giornalisti, nel pomeriggio di ieri (3 gennaio 2023). È stato infatti diffuso il libretto delle esequie preparato dall’Ufficio per le celebrazioni liturgiche, scaricabile on line. La Messa esequiale avrà inizio alle ore 9.30 di giovedì 5 gennaio, sul sagrato della basilica di San Pietro; sarà presieduta da Papa Francesco, il quale terrà l’omelia e i riti di commiato, e celebrata dal cardinale Giovanni Battista Re, decano del Collegio cardinalizio. Concelebranti oltre 120 cardinali, più di 400 vescovi e quasi quattromila sacerdoti. Più di 60 mila i fedeli previsti dalla Prefettura di Roma. Per volere dello stesso Papa emerito Benedetto XVI, saranno due le delegazioni ufficiali presenti ai funerali: quella della Germania, Paese natale di Joseph Ratzinger, e dell’Italia.

Il feretro con le spoglie di Benedetto XVI sarà portato sul sagrato alle 8.45 di giovedì, per la recita del Rosario di tutti i fedeli. Al termine della celebrazione delle esequie avverrà la sepoltura nelle Grotte vaticane, nello stesso luogo dove è stato sepolto Giovanni Paolo II prima che la sua tomba venisse spostata nella parte superiore della basilica, dopo la canonizzazione. Il rito della sepoltura comincerà con una fettuccia che verrà avvolta intorno alla bara di cipresso, con i sigilli della Camera apostolica, della Casa Pontificia e dell’Ufficio per le celebrazioni liturgiche. La bara di cipresso verrà poi collocata in una cassa di zinco, appositamente chiusa e sigillata, e infine in una terza cassa, di legno.

Questa sera, mercoledì 4 gennaio, dopo le 19 e la chiusura della basilica all’omaggio dei fedeli, verrà chiusa la bara di cipresso nella quale riposerà il Papa emerito, inserendo, come da tradizione, le medaglie e le monete coniate durante il pontificato, i pallii da arcivescovo metropolita di Monaco e di Roma, e poi il rogito, il testo che descrive in breve il suo pontificato, in un cilindro di metallo.

Intanto continua, incessante, l’omaggio dei fedeli nella basilica di San Pietro: leggi l’articolo su Romasette.it.

4 gennaio 2023

“In nome del Padre”, musica e preghiera nelle chiese del centro

Roma, Auditorium Parco della Musica 05 01 2018. Ambrogio Sparagna e la OPI Orchestra Popolare Italiana. ©Musacchio&Ianniello / Fondazione Musica Per Roma ************************************************************************ La seguente foto può essere utilizzata esclusivamente per l'avvenimento in oggetto o per pubblicazioni riguardanti la Fondazione Musica per Roma ************************************************************************

La musica, la preghiera e alcune delle più belle chiese di Roma si ritrovano, unite, nel progetto “In nome del Padre”, dal 6 gennaio al 16 aprile, promosso dal Municipio I in collaborazione con il Vicariato di Roma. In tutto dodici diversi appuntamenti, con una parte dedicata alla riflessione e alla preghiera e poi un concerto di musiche di ispirazione religiosa, per un ventaglio di stili che va dal popolare al colto.

Si parte nella chiesa di Santa Maria in Vallicella (Chiesa Nuova), per passare alle basiliche di Santa Maria degli Angeli, Santa Maria in Trastevere e Santa Maria dei Martiri Pantheon, e via via alle chiese di Santa Maria Liberatrice, Santa Lucia, Santa Maria delle Grazie al Trionfale, Sant’Eusebio, Santa Sabina, San Francesco Saverio Oratorio del Caravita, Santa Maria in Traspontina, la Cappella della Divina Sapienza.

Tra i protagonisti ci saranno artisti quali Ambrogio Sparagna e l’Orchestra Popolare Italiana, il griot senegalese Badara Seck, il cantante arabo Alì Mahag, il cantante Romanì Santino Spinelli, la voce armonica mongola di Xue Hulan, la cantante cilena Monserrat Balmaceda e il Coro Gospel Seven Hills, il gruppo musicale Jemma, la cappella Gregoriana del Pantheon di Padre Loda e le Orchestre barocche e Cori di Europa InCanto e del Conservatorio Casella dell’Aquila.

E ancora il cardinale Enrico Feroci, il 22 gennaio a Santa Maria Liberatrice; il vescovo ausiliare Benoni Ambarus, domenica 8 alle 16.30 con la Messa Criolla di Santa Maria degli Angeli; don Marco Gnavi, parroco di Santa Maria in Trastevere, con la Messa Romanì del 19 febbraio alle 17. Sono tanti i sacerdoti coinvolti nei diversi incontri del progetto, tra i quali padre Rocco Camillò, don Alessandro Zenobbi, padre Ottavio De Bertolis, padre Antonio Raimondo Fois, monsignor Daniele Micheletti.

«La progettualità interculturale di “In nome del Padre” – spiega il suo ideatore Oscar Pizzo – si coniuga con un pensiero profondamente spirituale per offrire alla città motivi per un vero dialogo inclusivo in vista del prossimo giubileo. Unire musica e parola, rappresentando valori quali il rispetto, la comprensione e l’armonia, con le tradizioni culturali colte e multietniche vuol dire preparare e dar valore a una società aperta».

Collaborano al progetto Istituzione Universitaria dei Concerti, Federcori, Conservatorio Casella – L’Aquila, Europa InCanto e Langshining, Radio Vaticana, che trasmetterà tutti questi momenti di musica e spiritualità in tutto il mondo. Tutti gli appuntamenti sono a ingresso libero e gratuito.

3 gennaio 2022

E’ entrato nella luce della Resurrezione padre Lorenzo Rossi

Il Cardinale Vicario Angelo De Donatis,
il Consiglio Episcopale e il Presbiterio della Diocesi di Roma,

annunciano che ieri, 2 gennaio,
è entrato nella luce della Resurrezione

il Rev.do
Padre Lorenzo Rossi, C.R.I.C.
di anni 85

Collaboratore parrocchiale presso la Parrocchia della Natività di Maria
dal 2013 e Parroco della stessa Parrocchia dal 1981 al 2013

e, ricordandone il generoso e fecondo servizio pastorale,
lo affidano all’abbraccio misericordioso di Dio
e alla preghiera di suffragio dei fedeli,
invocando la pace e la gioia del Signore.

I funerali, presieduti da S.E. Mons. Benedetto Tuzia,
si svolgeranno mercoledì 4 gennaio 2023, alle ore 15.00,
presso la Parrocchia della Natività di Maria
(Via di Bravetta, 633)

 

3 gennaio 2023

Il cammino di Pietro, il via a Santa Cecilia

In una Roma opulenta, corrotta e sfrontata, giunge l’apostolo Pietro per compiere il volere di Gesù fino a subire il martirio per decisione di Nerone, ma non prima di realizzare la sua missione: la fondazione della Roma cristiana. I luoghi che recano nell’Urbe un segno tangibile delle vicende umane e spirituali del Pescatore di Galilea disegnano una vera e propria geografia con le tappe della sua permanenza e del suo ministero. Il parroco della basilica di San Pietro in Vaticano, fra Agnello Stoia, sostenuto dalla volontà di camminare insieme all’insegna dell’apostolo Pietro dei due vicari del Santo Padre, l’uno per la diocesi di Roma, il cardinale De Donatis, l’altro per il Vaticano, il cardinale Gambetti, ha sviluppato con la collaborazione di altri confratelli presbiteri della diocesi un pellegrinaggio in sette tappe dal titolo “Il Cammino di Pietro”. Obiettivo del percorso, che è iniziato il 29 dicembre scorso nella basilica di Santa Cecilia in Trastevere, è quello di riscoprire le tracce dell’apostolo e, come suggerito da monsignor Marco Frisina, di «restituire alla nostra epoca, e soprattutto ai romani, una maggiore consapevolezza della figura di Pietro per ispirare una vera e propria identificazione nel suo messaggio e nella sua vicenda umana».

Monsignor Frisina, che di Santa Cecilia è rettore, ha così spiegato il senso dell’evento: «Pietro arrivò a Roma con la nave al Porto di Ripa Grande, a pochi passi da Santa Cecilia, in un quartiere all’epoca abitato dagli ebrei. Abbiamo voluto ricostruire il significato che Pietro ha avuto per la Città Eterna, come patrono e come martire insieme a san Paolo, ma anche ciò che l’apostolo visse nella Capitale. Un legame miliare per tutta la Chiesa».

Ha poi proseguito: «I due brani di Matteo 16 e di Giovanni 21 ci aiutano a comprendere il legame tra l’Apostolo e la sua Chiesa, in essi possiamo vedere tematiche fra loro complementari: da una parte la radicalità della sequela di Cristo, dall’altra l’amore assoluto nei suoi confronti. Nello stesso tempo questi temi ci allontanano da una visione trionfalistica della Chiesa per sottolineare invece il significato dinamico del suo cammino, di cui Pietro è segno di unità e fondamento; egli infatti è chiamato a sostenere la fede dei credenti e a testimoniare con il suo amore la risurrezione di Gesù».

«Il pellegrinaggio chiede ai fedeli e a chiunque desideri avvicinarsi alla Chiesa di mettersi in cammino per scoprire la volontà di Dio – ha concluso monsignor Frisina –, nel rispetto del cammino sinodale della Chiesa». Le tappe successive di questo straordinario percorso, suggellato dalla lettera scritta a quattro mani dai due cardinali, toccheranno il 29 gennaio alle 19.30 la basilica di San Giovanni in Laterano, martedì 28 febbraio la basilica di Santa Francesca Romana, mercoledì 29 marzo la chiesa di San Giuseppe dei Falegnami al Carcere Mamertino, sabato 29 aprile la basilica di Santa Pudenziana, lunedì 29 maggio la chiesa del Domine Quo Vadis sull’Appia Antica e infine mercoledì 28 giugno, alla vigilia della solennità degli Apostoli Pietro e Paolo, piazza San Pietro per la preghiera della veglia finale.

di Onelia Onorati

3 gennaio 2023

Ebrei e cristiani, il cammino comune per riscoprire la Parola di Dio

Prosegue, in questo 2023, il cammino di fraternità per riscoprire la Parola di Dio, partito lo scorso novembre e organizzato da Comunità Ebraica di Roma e diocesi di Roma, grazie a un’idea del vescovo ausiliare per il settore Centro monsignor Daniele Libanori e al rabbino capo della Comunità ebraica di Roma rav Riccardo Di Segni.

“Comprendere il tempo alla luce della bibbia ebraica” è il tema che fa da filo conduttore ai diversi incontri in programma; il prossimo si terrà lunedì 9 gennaio dalle ore 18 alle ore 19.15 nella Sala Baldini di piazza Campitelli 9. Interverranno il rav Ariel Di Porto e il cardinale José Tolentino de Mondonça, che si confronteranno su “Particolarismo – Universalismo: insieme, ma diversi”.

Per il vescovo Libanori, è importante «restituire al popolo di Dio la Parola del suo Signore. Viviamo in un tempo nel quale è assolutamente urgente rimettere al centro la Parola, perché è dalla Parola la fede, ed è la Parola che convoca la comunità dei credenti. Ci sono dei millenari custodi della Parola che vivono in mezzo a noi: gli ebrei, nostri “fratelli maggiori nella fede”. Per questo è importante mettersi in ascolto del loro modo di leggere il messaggio di Dio nella storia».

3 gennaio 2023

Benedetto XVI: il testamento spirituale

Scritto il 29 agosto 2006, è stato diffuso dopo la morte del Papa emerito il suo testamento spirituale. Un testo che pubblichiamo integralmente.

Il mio testamento spirituale

Se in quest’ora tarda della mia vita guardo indietro ai decenni che ho percorso, per prima cosa vedo quante ragioni abbia per ringraziare. Ringrazio prima di ogni altro Dio stesso, il dispensatore di ogni buon dono, che mi ha donato la vita e mi ha guidato attraverso vari momenti di confusione; rialzandomi sempre ogni volta che incominciavo a scivolare e donandomi sempre di nuovo la luce del suo volto. Retrospettivamente vedo e capisco che anche i tratti bui e faticosi di questo cammino sono stati per la mia salvezza e che proprio in essi Egli mi ha guidato bene.

Ringrazio i miei genitori, che mi hanno donato la vita in un tempo difficile e che, a costo di grandi sacrifici, con il loro amore mi hanno preparato una magnifica dimora che, come chiara luce, illumina tutti i miei giorni fino a oggi. La lucida fede di mio padre ha insegnato a noi figli a credere, e come segnavia è stata sempre salda in mezzo a tutte le mie acquisizioni scientifiche; la profonda devozione e la grande bontà di mia madre rappresentano un’eredità per la quale non potrò mai ringraziare abbastanza. Mia sorella mi ha assistito per decenni disinteressatamente e con affettuosa premura; mio fratello, con la lucidità dei suoi giudizi, la sua vigorosa risolutezza e la serenità del cuore, mi ha sempre spianato il cammino; senza questo suo continuo precedermi e accompagnarmi non avrei potuto trovare la via giusta.

Di cuore ringrazio Dio per i tanti amici, uomini e donne, che Egli mi ha sempre posto a fianco; per i collaboratori in tutte le tappe del mio cammino; per i maestri e gli allievi che Egli mi ha dato. Tutti li affido grato alla Sua bontà. E voglio ringraziare il Signore per la mia bella patria nelle Prealpi bavaresi, nella quale sempre ho visto trasparire lo splendore del Creatore stesso. Ringrazio la gente della mia patria perché in loro ho potuto sempre di nuovo sperimentare la bellezza della fede. Prego affinché la nostra terra resti una terra di fede e vi prego, cari compatrioti: non lasciatevi distogliere dalla fede. E finalmente ringrazio Dio per tutto il bello che ho potuto sperimentare in tutte le tappe del mio cammino, specialmente però a Roma e in Italia che è diventata la mia seconda patria.

A tutti quelli a cui abbia in qualche modo fatto torto, chiedo di cuore perdono.

Quello che prima ho detto ai miei compatrioti, lo dico ora a tutti quelli che nella Chiesa sono stati affidati al mio servizio: rimanete saldi nella fede! Non lasciatevi confondere! Spesso sembra che la scienza — le scienze naturali da un lato e la ricerca storica (in particolare l’esegesi della Sacra Scrittura) dall’altro — siano in grado di offrire risultati inconfutabili in contrasto con la fede cattolica. Ho vissuto le trasformazioni delle scienze naturali sin da tempi lontani e ho potuto constatare come, al contrario, siano svanite apparenti certezze contro la fede, dimostrandosi essere non scienza, ma interpretazioni filosofiche solo apparentemente spettanti alla scienza; così come, d’altronde, è nel dialogo con le scienze naturali che anche la fede ha imparato a comprendere meglio il limite della portata delle sue affermazioni, e dunque la sua specificità. Sono ormai sessant’anni che accompagno il cammino della Teologia, in particolare delle Scienze bibliche, e con il susseguirsi delle diverse generazioni ho visto crollare tesi che sembravano incrollabili, dimostrandosi essere semplici ipotesi: la generazione liberale (Harnack, Jülicher ecc.), la generazione esistenzialista (Bultmann ecc.), la generazione marxista. Ho visto e vedo come dal groviglio delle ipotesi sia emersa ed emerga nuovamente la ragionevolezza della fede. Gesù Cristo è veramente la via, la verità e la vita — e la Chiesa, con tutte le sue insufficienze, è veramente il Suo corpo.

Infine, chiedo umilmente: pregate per me, così che il Signore, nonostante tutti i miei peccati e insufficienze, mi accolga nelle dimore eterne. A tutti quelli che mi sono affidati, giorno per giorno va di cuore la mia preghiera.

Benedictus PP XVI

Benedetto XVI: le indicazione per i sacerdoti che desiderano concelebrare i funerali

Giovedì 5 gennaio 2023, alle ore 9.30, in Piazza San Pietro, il Santo Padre Francesco presiederà la Messa esequiale per il defunto Sommo Pontefice Emerito Benedetto XVI.

L’Ufficio delle Celebrazioni Liturgiche del Sommo Pontefice ha comunicato che i presbiteri potranno concelebrare muniti di apposito biglietto da richiedere sul sito biglietti.liturgiepontificie.va/ e si dovranno trovare, entro le ore 8.30, direttamente nel settore loro riservato in Piazza San Pietro, dove indosseranno l’amitto, il camice, il cingolo e la stola rossa che avranno portato con sé.

Per tutti gli altri fedeli l’accesso in Piazza San Pietro sarà libero non essendo previsto un biglietto.

2 gennaio 2023

Al Te Deum la «gratitudine» per Benedetto XVI e l’elogio della «gentilezza»

Foto di Cristian Gennari

Gratitudine e gentilezza. Due parole chiave hanno caratterizzato il Te Deum di fine anno di Papa Francesco, questo pomeriggio (31 dicembre). La gratitudine va al suo predecessore, il Papa emerito Benedetto XVI, morto a 95 anni questa mattina nel Monastero Mater Ecclesiae, in Vaticano.

Riferendosi della virtù della gentilezza, «come stile di vita che favorisce la fraternità e l’amicizia sociale», il Santo Padre ha affermato: «Parlando della gentilezza, in questo momento, il pensiero va spontaneamente al carissimo Papa emerito Benedetto XVI, che questa mattina ci ha lasciato. Con commozione ricordiamo la sua persona così nobile, così gentile (…). Sentiamo nel cuore tanta gratitudine», ha proseguito Papa Francesco: «Gratitudine a Dio per averlo donato alla Chiesa e al mondo; gratitudine a lui, per tutto il bene che ha compiuto, e soprattutto per la sua testimonianza di fede e di preghiera, specialmente in questi ultimi anni di vita ritirata».

«Questa sera vorrei riproporre la gentilezza anche come virtù civica, pensando in particolare alla nostra diocesi di Roma», ha detto ancora Papa Francesco. «La gentilezza – ha spiegato – è un fattore importante della cultura del dialogo, e il dialogo è indispensabile per vivere in pace, da fratelli, che non sempre vanno d’accordo – è normale – ma che però si parlano, si ascoltano e cercano di comprendersi e di venirsi incontro».

Ha poi proseguito: «Pensiamo solo a che cosa sarebbe il mondo senza il dialogo paziente di tante persone generose che hanno tenuto unite famiglie e comunità», l’invito del Papa: «Il dialogo perseverante e coraggioso non fa notizia come gli scontri e i conflitti eppure aiuta discretamente il mondo a vivere meglio». E ancora: «La gentilezza fa parte del dialogo. Non è solo questione di galateo; non è questione di etichetta, di forme galanti… No, non è questo che intendiamo qui parlando di gentilezza. Si tratta invece di una virtù da recuperare e da esercitare ogni giorno, per andare controcorrente e umanizzare le nostre società».

31 dicembre 2022

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