9 Maggio 2026

Indicazioni circa l’esposizione e le esequie del papa emerito BenedettoXVI

Come si apprende da una comunicazione della Sala Stampa della Santa Sede, le spoglie del Papa Emerito Benedetto XVI riposeranno presso il Monastero Mater Ecclesiae fino alla prima mattina di lunedì 2 gennaio; non sono previste visite ufficiali o preghiere pubbliche. Nello stesso giorno, a partire dalle ore 9, la salma verrà esposta per la visita dei fedeli nella Basilica di San Pietro. Lunedì la Basilica resterà aperta dalle 9 alle 19, martedì e mercoledì dalle 7 alle 19. I funerali presieduti dal Santo Padre verranno celebrati in Piazza San Pietro giovedì 5 gennaio alle ore 9.30. Per la partecipazione non sono previsti biglietti. Chi desidera concelebrare potrà rivolgersi all’Ufficio delle Celebrazioni Liturgiche del Sommo Pontefice. Le Delegazioni ufficiali presenti saranno quelle della Germania e dell’Italia

Il 5 gennaio 2023, alle ore 9.30, sul Sagrato della Basilica di San Pietro, il Santo Padre Francesco presiederà la Santa Messa esequiale per il defunto Sommo Pontefice Emerito Benedetto XVI

Al termine della Celebrazione Eucaristica avranno luogo l’Ultima Commendatio e la Valedictio. Il feretro del Sommo Pontefice Emerito sarà portato nella Basilica di San Pietro e quindi nelle Grotte Vaticane per la tumulazione.

Leggi il comunicato stampa

31 dicembre 2022

Benedetto XVI: il cordoglio della diocesi di Roma

Di seguito il testo della lettera che il cardinale vicario Angelo De Donatis ha scritto ai sacerdoti, ai diaconi, alle religiose, ai religiosi e a tutto il popolo di Dio della diocesi di Roma

Carissimi fratelli e sorelle,
ho appreso con grande dolore, questa mattina, del ritorno alla Casa del Padre del nostro amato Papa emerito Benedetto XVI. Vi scrivo esprimendo il cordoglio mio e dell’intero Consiglio episcopale, unito ai sentimenti di gratitudine e amore per la sua persona e per il suo ministero. Proprio ieri sera ci siamo riuniti nella nostra cattedrale per accompagnarlo con la nostra preghiera e per sostenerlo con il nostro affetto. Da sacerdote, da teologo, da vescovo, da Papa, Benedetto XVI ha espresso, allo stesso tempo, la fortezza e la dolcezza della fede, l’essenzialità e la semplicità. Nella vecchiaia e nella malattia ha continuato a sostenere l’umanità con l’offerta di sé stesso, divenendo segno del volto bello della Chiesa che riflette la luce del volto di Cristo.

Vogliamo pensare che questa mattina, Dio si è avvicinato a questo nostro fratello nel sonno della morte, Cristo e sua Madre sono venuti a prenderlo con loro e a condurlo nel Paradiso, dove il sogno di una vita è già diventato la realtà dell’eternità.

Continuiamo a pregare in tutte le comunità aggiungendo l’intenzione della preghiera dei fedeli, che troverete nel documento in allegato, da rivolgere al Signore nella santa Messa della solennità di Maria Santissima Madre di Dio. Sarà opportuno, inoltre, nei prossimi giorni celebrare la messa in suffragio del papa emerito Benedetto XVI. Si può utilizzare uno dei formulari proposti dal Messale Romano per le Messe dei defunti «Per il Papa» (pp. 976-977). Nei testi si dovrà aggiungere la dicitura «il Papa emerito Benedetto XVI». Nella colletta dello schema B e nell’orazione sulle offerte dello schema A si dovrà dire «il tuo servo, il Papa emerito Benedetto XVI».

Il corpo del Papa emerito sarà nella Basilica di San Pietro in Vaticano per il saluto dei fedeli dal 2 gennaio 2023. Vi invito a partecipare ai funerali, presieduti da Papa Francesco, che si terranno giovedì 5 gennaio 2023 alle 9.30 in piazza San Pietro. Nei prossimi giorni vi indicheremo le modalità di partecipazione.

31 gennaio 2022

Benedetto XVI, vescovo di Roma

Da quando lasciò l’arcidiocesi di Monaco, Joseph Ratzinger visse a Roma come prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede. Un legame profondo con la città eterna che si rinsaldò ulteriormente una volta eletto Vescovo di Roma. Sono numerosi i momenti che si potrebbero ricordare in merito al legame tra Benedetto XVI e la sua diocesi, in particolare le numerose visite nelle parrocchie. Ma forse due eventi spiccano sugli altri.

Il primo è la presa di possesso della cattedra nella Basilica di San Giovanni in Laterano. L’insediamento ebbe luogo il 7 maggio 2005. Nell’omelia, parlando della centralità di Cristo (quel sabato era la vigilia, per la Chiesa italiana, dell’Ascensione), Benedetto ricordò che «il compito di tutti i Successori di Pietro» è «essere la guida nella professione di fede in Cristo, il Figlio del Dio vivente. La Cattedra di Roma è anzitutto Cattedra di questo credo. Dall’alto di questa Cattedra il Vescovo di Roma è tenuto costantemente a ripetere: Dominus Iesus – Gesù è il Signore». E concluse così il suo discorso: «Cari Romani, adesso sono il vostro Vescovo. Grazie per la vostra generosità, grazie per la vostra simpatia, grazie per la vostra pazienza! In quanto cattolici, in qualche modo, tutti siamo anche romani. Con le parole del salmo 87, un inno di lode a Sion, madre di tutti i popoli, cantava Israele e canta la Chiesa: “Si dirà di Sion: L’uno e l’altro è nato in essa…”. Ugualmente, anche noi potremmo dire: in quanto cattolici, in qualche modo, siamo tutti nati a Roma. Così voglio cercare, con tutto il cuore, di essere il vostro Vescovo, il Vescovo di Roma. E tutti noi vogliamo cercare di essere sempre più cattolici – sempre più fratelli e sorelle nella grande famiglia di Dio, quella famiglia in cui non esistono stranieri. Infine, vorrei ringraziare di cuore il Vicario per la Diocesi di Roma, il Cardinale Camillo Ruini, e anche i Vescovi ausiliari e tutti i suoi collaboratori. Ringrazio di cuore i parroci, il clero di Roma e tutti coloro che, come fedeli, offrono il loro contributo per costruire qui la casa vivente di Dio».

Il secondo è l’indimenticabile incontro con il clero romano tre giorni dopo l’annuncio della sua rinuncia, il 14 febbraio. Un appuntamento tradizionale, all’inizio della Quaresima, in cui il Pontefice incontra i sacerdoti della sua diocesi, che assunse un risvolto speciale. «È per me un dono particolare della Provvidenza che, prima di lasciare il ministero petrino, possa ancora vedere il mio clero, il clero di Roma. È sempre una grande gioia vedere come la Chiesa vive, come a Roma la Chiesa è vivente; ci sono Pastori che, nello spirito del Pastore supremo, guidano il gregge del Signore. È un clero realmente cattolico, universale, e questo risponde all’essenza della Chiesa di Roma: portare in sé l’universalità, la cattolicità di tutte le genti, di tutte le razze, di tutte le culture. Nello stesso tempo, sono molto grato al Cardinale Vicario (Vallini, ndr) che aiuta a risvegliare, a ritrovare le vocazioni nella stessa Roma, perché se Roma, da una parte, dev’essere la città dell’universalità, dev’essere anche una città con una propria forte e robusta fede, dalla quale nascono anche vocazioni. E sono convinto che, con l’aiuto del Signore, possiamo trovare le vocazioni che Egli stesso ci dà, guidarle, aiutarle a maturare, e così servire per il lavoro nella vigna del Signore». Come disse lo stesso Benedetto, non si trattò di un discorso ma di una «piccola chiacchierata sul Concilio Vaticano II». Cominciata con un aneddoto (il motivo per cui il cardinal Frings lo volle come suo esperto), fu in realtà una memorabile lezione sull’ermeneutica conciliare, concluso con la celebre affermazione secondo cui ci furono due Concili, quello dei Padri, vero, e quello “virtuale” dei media, che vedeva l’assise conciliare come una lotta di potere. «Sappiamo come questo Concilio dei media fosse accessibile a tutti. Quindi, questo era quello dominante, più efficiente, ed ha creato tante calamità, tanti problemi, realmente tante miserie: seminari chiusi, conventi chiusi, liturgia banalizzata … e il vero Concilio ha avuto difficoltà a concretizzarsi, a realizzarsi; il Concilio virtuale era più forte del Concilio reale. Ma la forza reale del Concilio era presente e, man mano, si realizza sempre più e diventa la vera forza che poi è anche vera riforma, vero rinnovamento della Chiesa. Mi sembra che, 50 anni dopo il Concilio, vediamo come questo Concilio virtuale si rompa, si perda, e appare il vero Concilio con tutta la sua forza spirituale». Detto dall’ultimo Papa che ha partecipato personalmente al Vaticano II, appare come una potente dichiarazione profetica.

di Andrea Acali

31 dicembre 2022

Benedetto XVI: la biografia

Joseph Aloisius Ratzinger era nato il 16 aprile 1927, Sabato Santo, a Marktl, in Baviera. Terzogenito di Maria Rieger e Joseph Ratzinger senior, fu battezzato lo stesso giorno. I due fratelli maggiori erano Maria (1921-1991) e Georg (1924-2020), a cui fu particolarmente legato fino alla fine, tanto che l’ultimo viaggio da Papa emerito fu per andare a trovare il fratello ormai in fin di vita.

Nel 1939 si iscrisse al seminario di Traunstein, chiuso nel 1942. Fu costretto a iscriversi alla Gioventù hitleriana per non ricevere sanzioni nelle tasse scolastiche ma grazie a un insegnante di matematica riuscì a non partecipare alle riunioni. A 16 anni fu arruolato nell’esercito tedesco, da cui disertò nelle ultime settimane di guerra, senza aver mai partecipato ad alcuna battaglia. Nel 1947 si iscrisse al seminario interdiocesano di Monaco. Il 29 giugno 1951, fu ordinato presbitero assieme al fratello Georg dal cardinale Michael von Faulhaber, arcivescovo di Monaco e Frisinga.

Professore universitario, partecipò al Concilio Vaticano II prima come consulente teologico del cardinale di Colonia Frings, poi come perito. Il 24 marzo 1977 fu nominato arcivescovo di Monaco e Frisinga da papa Paolo VI. Fu consacrato il 28 maggio. Come motto episcopale scelse l’espressione Cooperatores veritatis.

Il 27 giugno 1977 Paolo VI lo creò cardinale, del titolo presbiterale di Santa Maria Consolatrice al Tiburtino.

Nel 1978 partecipò ai due conclavi che elessero Giovanni Paolo I e Giovanni Paolo II. Quest’ultimo il 25 novembre 1981 lo nominò prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede. Il 27 novembre 2002 fu eletto decano del Sacro Collegio.

Fu eletto Pontefice il 19 aprile 2005. L’11 febbraio 2013, durante il concistoro per alcune canonizzazioni, annunciò la sua libera rinuncia al ministero petrino. Il 28 febbraio alle 20 si ritirò nel palazzo apostolico di Castelgandolfo, dando inizio alla sede vacante che portò all’elezione di Francesco.

31 dicembre 2022

La Chiesa piange Benedetto XVI

«Con dolore informo che il Papa Emerito, Benedetto XVI, è deceduto oggi alle ore 9.34, nel Monastero Mater Ecclesiae in Vaticano». Il direttore della Sala stampa vaticana Matteo Bruni informa con queste parole della scomparsa del pontefice emerito, le cui condizioni di salute si erano aggravate nei giorni scorsi.

La comunità diocesana, che proprio ieri pomeriggio si era riunita in preghiera per lui con il cardinale vicario Angelo De Donatis, continua a pregare insieme alle Chiese di tutto il mondo per l’anima dell’amato vescovo emerito papa Benedetto XVI, ricordandolo con le parole pronunciate dal cardinale Angelo De Donatis.

“Benedetto XVI ha sempre mostrato una grande fiducia nella Provvidenza. Da sacerdote, a teologo, da vescovo, da papa, ha espresso, allo stesso tempo, la fortezza e la dolcezza della fede, l’essenzialità e la semplicità di chi sa che, quando si sogna con Dio, i sogni diventano realtà. Come san Giuseppe, il nostro vescovo emerito ha sempre sottolineato il primato della Parola di Dio sulle nostre parole umane, ricordando il grande valore del silenzio e dell’ascolto. Anche lui ci ha fatto gustare, nel suo pontificato, il vino nuovo e buono dell’Amore. Pensiamo ad esempio alle prime parole dell’Enciclica “Deus Caritas est’. dove è scritto che all’inizio dell’essere cristiano non c’è una decisione etica o una grande idea, bensi l’incontro con un avvenimento, con una Persona, che dà alla vita un nuovo orizzonte Benedetto XVI, umile operaio nella vigna del Signore, è testimone di questo Incontro. Rivestito di sentimenti di tenerezza, di bontà, di umiltà, di mansuetudine, in profonda comunione con papa Francesco, il papa emerito è segno del volto bello della Chiesa che riflette la luce del volto di Cristo”.

Tutte le comunità parrocchiali, religiose e le cappellanie sono invitate a celebrare una santa Messa in suffragio dell’anima del papa emerito. Nella mattina del 2 gennaio, informano dalla Santa Sede, il corpo del Papa emerito sarà esposto nella basilica vaticana per ricevere l’ultimo saluto dei fedeli.

 

31 dicembre 2022

In preghiera per Benedetto XVI da San Giovanni in Laterano: «La gratitudine di tutta la diocesi che ha servito con disinteressato amore»

Foto di Cristian Gennari

«La festa della Santa Famiglia, quest’anno, si caratterizza dall’abbandono fiducioso dello Sposo di Maria e, con lui, di Benedetto XVI, il cui nome di battesimo è Giuseppe, in questo momento particolare della sua vita. Noi siamo qui per accompagnarlo con la nostra preghiera fiduciosa, per sostenerlo con tutto il nostro affetto, per esprimere a Dio la gratitudine di questa diocesi che lui ha amato tanto e servito con disinteressato amore». Il cardinale vicario Angelo De Donatis ha spiegato, con semplici e toccanti e parole, il senso della celebrazione che ha presieduto ieri pomeriggio, 30 dicembre, nella basilica di San Giovanni in Laterano, dedicata in particolar modo a sostenere il Papa emerito Benedetto XVI, le cui condizioni di salute non sono buone.

Era stato proprio Papa Francesco, nei giorni scorsi, a chiedere a tutti di pregare per il suo predecessore. «Vorrei chiedere a tutti voi – aveva detto al termine dell’udienza generale – una preghiera speciale per il Papa emerito Benedetto, che nel silenzio sta sostenendo la Chiesa. Ricordarlo, è molto ammalato, chiedendo al Signore che lo consoli, che lo sostenga in questa testimonianza di amore alla Chiesa, fino alla fine». Il Santo Padre si era anche recato al monastero Mater Ecclesiae, dove Joseph Ratzinger risiede, per visitarlo.

Un invito prontamente accolto dalla diocesi di Roma. «Benedetto XVI ha sempre mostrato una grande fiducia nella Provvidenza – ha detto anche il cardinale De Donatis nell’omelia della Messa di ieri –. Da sacerdote, da teologo, da vescovo, da papa, ha espresso, allo stesso tempo, la fortezza e la dolcezza della fede, l’essenzialità e la semplicità di chi sa che, quando si sogna con Dio, i sogni diventano realtà. Come san Giuseppe, il nostro vescovo emerito ha sempre sottolineato il primato della Parola di Dio sulle nostre parole umane, ricordando il grande valore del silenzio e dell’ascolto. Anche lui ci ha fatto gustare, nel suo pontificato, il vino nuovo e buono dell’amore».

La celebrazione, animata dal Coro della Diocesi di Roma, si è conclusa con l’atto di affidamento del Papa emerito a Maria.

31 dicembre 2022

E’ entrato nella luce della Resurrezione padre Luigi Maria D’Alessio

Il Cardinale Vicario Angelo De Donatis,
il Consiglio Episcopale e il Presbiterio della Diocesi di Roma,

annunciano che ieri, 29 dicembre,
è entrato nella luce della Resurrezione

il Rev.do
Padre Luigi Maria (Galdino) D’Alessio, O.S.M.
di anni 93

Ha svolto il suo ministero presso la Parrocchia Santi Sette Fondatori
dal 1988 al 2021 prima come Vicario parrocchiale
e poi come Collaboratore parrocchiale

e, ricordandone il generoso e fecondo servizio pastorale,
lo affidano all’abbraccio misericordioso di Dio
e alla preghiera di suffragio dei fedeli,
invocando la pace e la gioia del Signore.

I funerali si svolgeranno oggi, venerdì 30 dicembre 2022, alle ore 16.00,
presso la Parrocchia dei Santi Sette Fondatori
(Piazza Salerno, 4)

30 dicembre 2022

Il cardinale vicario invita alla preghiera per Benedetto XVI

«Accogliendo la richiesta di Papa Francesco al termine dell’udienza generale di ieri, invito tutte le comunità di Roma a unirsi in preghiera per Benedetto XVI, le cui condizioni di salute si sono aggravate, a motivo dell’avanzare dell’età». Inizia così la lettera inviata dal cardinale vicario Angelo De Donatis alla diocesi di Roma.

Nella celebrazione delle Messe di oggi e dei prossimi giorni, scrive ancora il cardinale, «accompagniamo il nostro caro vescovo emerito nel momento della sofferenza e della prova, invocando il Signore perché “lo consoli e lo sostenga in questa testimonianza di amore alla Chiesa fino alla fine”».

Con questa intenzione sarà celebrata anche la Messa di domani, 30 dicembre, alle 17.30 nella basilica di San Giovanni in Laterano, cattedrale di Roma, che sarà presieduta dal cardinale vicario Angelo De Donatis. La celebrazione sarà trasmessa in diretta su Telepace (canale 75) e in streaming sulla pagina Facebook della diocesi di Roma.

29 dicembre 2022

La comunità diocesana si stringe in preghiera attorno a Benedetto XVI

ROMA 01-04-2010 IL SANTO PADRE PAPA BENEDETTO XVI CELEBRA LA MESSA DEL GIOVEDI SANTO IN CENA DOMINI CON IL RITO DELLA LAVANDA DEI PIEDI PH: CRISTIAN GENNARI

Accogliendo l’invito del nostro vescovo Papa Francesco al termine dell’udienza generale di questa mattina, 28 dicembre, come comunità diocesana di Roma con affetto ci stringiamo in preghiera attorno a Papa Benedetto XVI, le cui condizioni di salute si sono improvvisamente aggravate, a motivo dell’avanzare dell’età.

Le comunità parrocchiali, le cappellanie, le religiose e i religiosi: tutti i fedeli della diocesi e tutti gli uomini e le donne di buona volontà che vivono in Roma, ricordando con gratitudine il tratto di strada percorso insieme al nostro vescovo emerito, lo accompagnano in questo momento di sofferenza e di prova, pregando il Signore perché «lo consoli e lo sostenga in questa testimonianza di amore alla Chiesa fino alla fine», come ha chiesto questa mattina Papa Francesco.

28 dicembre 2022

Nella Basilica di San Giovanni in Laterano preside la Messa capitolare nel Natale del Signore

Nella Basilica di San Giovanni in Laterano preside la Messa capitolare nel Natale del Signore.

Nella Basilica di San Giovanni in Laterano presiede la celebrazione liturgica della Natività del Signore

Nella Basilica di San Giovanni in Laterano presiede la celebrazione liturgica della Natività del Signore.

“Caso Rupnik”: le dichiarazioni del cardinale vicario Angelo De Donatis

La Diocesi di Roma, fedele alla sua missione di presiedere nella carità, confortata dal discernimento del suo Pastore Supremo, sente doveroso pronunciarsi su un caso, ormai conclamato, di accusa a livello mediatico ad un chierico, P. Marko Ivan Rupnik S.J., membro della Compagnia di Gesù, Istituto Religioso di Diritto Pontificio, incolpato di pesanti abusi di vario genere, protratti nel tempo, a danno di diverse persone, a partire dall’inizio degli anni Novanta, in Slovenia e in Italia.

L’attuale pronuncia del Vicariato di Roma si deve intendere rispettosa delle competenze e decisioni dei legittimi Superiori di P. Rupnik, nonché delle determinazioni di tutte le Istanze che si sono occupate del suo caso, soprattutto negli ultimi mesi, in particolare del Dicastero per la Dottrina della Fede. Invero, il chierico finora ha avuto un rapporto di carattere pastorale a più livelli con la Diocesi di Roma, ma non si trova in una posizione di sottomissione gerarchica al Cardinale Vicario a livello disciplinare ed eventualmente penale.

P. Rupnik finora aveva prestato numerosi e preziosi servizi di carattere ministeriale alla Chiesa di Roma: tra i tanti, che hanno segnato la sua diuturna collaborazione, il cui inizio risale a molti anni orsono, spiccano in particolare l’attività di predicatore di ritiri ed esercizi, soprattutto al Clero romano, e l’attività artistica che lo ha portato fra l’altro a decorare anche la Cappella del Seminario Romano Maggiore.

Tutta la Diocesi, di fronte a questa sconcertante comunicazione, soprattutto mediatica, che disorienta il Popolo di Dio, sta vivendo con preoccupazione e sgomento queste ore, consapevole dell’estrema delicatezza della situazione, che – va ribadito – è stata ampiamente trattata in sedi giudiziali che esulano del tutto dalla competenza del Cardinale Vicario, e che ora viene gestita autonomamente dai legittimi Superiori di P. Rupnik, come ci è stato comunicato in data 16 dicembre u.s., Prot. DIR-SOLI 22/006, a firma del Delegato DIR, P. Johan Verschueren S.J.

La Diocesi di Roma, che non era consapevole fino a tempi recenti delle problematiche sollevate, non può entrare nel merito delle determinazioni assunte da altri, ma assicura, anche a nome del suo Vescovo, ogni supporto necessario per l’auspicabile soluzione positiva del caso, che risani le ferite inferte alle persone e al corpo ecclesiale, portando per quanto possibile a fare piena luce e verità sull’accaduto: quella verità che sola ci rende liberi (Gv 8,32).

È dovere della Chiesa applicare i criteri della verità, che sono quelli di Dio, con i quali Lui ci guarda e ci giudica. Essa ha due mandati inalienabili che sono al contempo anche doveri: stare vicino a chi soffre e attuare i criteri di verità e di giustizia desunti dal Vangelo. Nel caso che la sta scuotendo è bene si proceda secondo una strada certa: noi ministri di Cristo non possiamo essere meno garantisti e caritatevoli di uno Stato laico, trasformando de plano una denuncia in reato. I giudizi che vediamo diffondersi da parte di molti con particolare veemenza, non sembrano manifestare né un criterio evangelico di ricerca della verità, né un criterio di base su cui si fonda ogni stato di diritto, a verbis legis non est recedendum.
La Chiesa che è in Roma in questo momento ritiene primario e fondamentale accogliere con profondo rispetto il dolore e la sofferenza di tutte le persone coinvolte in questa vicenda, soprattutto in questo tempo liturgico dell’anno che chiama tutti a riconoscere in Cristo Salvatore l’unico in grado di guarire le ferite del cuore dell’uomo.

In particolare, la Diocesi di Roma assicura tutta la collaborazione necessaria alla Compagnia di Gesù e alle Superiori Istanze per l’attuazione del Decreto Prot. DIR-SOLI 22/005 del 16 dicembre u.s., a firma del Delegato DIR, P. Johan Verschueren S.J., nei termini di legge canonica. Questo comporterà verosimilmente, tra l’altro, anche una serie di provvedimenti rispetto agli uffici canonici diocesani – gli unici direttamente soggetti all’autorità del Cardinale Vicario – di cui P. Rupnik è investito tutt’ora, in particolare quello di Rettore della Chiesa S. Filippo Neri all’Esquilino e di Membro della Commissione Diocesana per l’Arte Sacra ed i Beni Culturali.

La Diocesi di Roma è altresì consapevole di dover riflettere ed eventualmente prendere provvedimenti rispetto ad un’attività che già da molti anni è stata avviata da P. Rupnik e dai suoi Collaboratori anche nel nostro ambito diocesano: si tratta del noto “Centro Aletti”, avviato nei primi anni Novanta, poi sviluppatosi e cresciuto sotto l’autorità della Compagnia di Gesù e finalmente diventato, il 5 giugno 2019 (cf. Decreto Prot. n. 349/19), Associazione Pubblica di Fedeli della Diocesi di Roma, della quale è attualmente Direttrice la Dott.ssa Maria Campatelli.

Affidiamo tutto alla misericordia del Signore e al prudente discernimento di chi è chiamato a prendere decisioni sulle persone coinvolte.

Angelo Card. DE DONATIS
Vicario Generale di Sua Santità
per la Diocesi di Roma

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