4 Maggio 2026

Apostolato biblico. Corso di formazione biblica “L’utilizzo dell’Antico Testamento nella catechesi” II incontro online (Uff. per la Catechesi)

Apostolato biblico. Corso di formazione biblica “L’utilizzo dell’Antico Testamento nella catechesi” II incontro online (Uff. per la Catechesi)

Incontra i referenti di prefettura di pastorale giovanile presso la parrocchia di Santa Marcella

Incontra i referenti di prefettura di pastorale giovanile presso la parrocchia di Santa Marcella

Presso la parrocchia dei Santi Fabiano e Venanzio introduce l’Incontro Caritas per i 10 anni di accoglienza nelle comunità della Diocesi

Presso la parrocchia dei Santi Fabiano e Venanzio introduce l’Incontro Caritas per i 10 anni di accoglienza nelle comunità della Diocesi

L’accoglienza che trasforma: dieci anni di reti, comunità, promozione

Una risposta comunitaria a una ferita sempre più evidente nel tessuto della città: la crescita della povertà abitativa, l’aumento delle situazioni di fragilità sociale e la progressiva solitudine di molte persone e famiglie. È stato questo il programma di Accoglienza Diffusa promosso dalla Caritas diocesana di Roma nelle parrocchie e negli istituti religiosi. Dall’appello di Papa Francesco nel 2015 ad accogliere le famiglie di profughi nelle comunità, in occasione del Giubileo della Misericordia, è nato un modello che ha coinvolto 114 comunità accogliendo complessivamente 831 persone. Tra queste, 379 sono state persone singole e 104 nuclei familiari, per un totale di 452 persone appartenenti a famiglie, di cui 220 minorenni.

Si tratta di numeri significativi non solo per la quantità, ma soprattutto per la qualità delle relazioni generate e per la capacità delle comunità di sostenere nel tempo percorsi complessi. Un’accoglienza che non è stata soltanto una risposta all’emergenza, ma una scelta pastorale capace di trasformare territori e legami, che ha fatto della prossimità quotidiana e della corresponsabilità comunitaria la sua forza, mostrando come l’incontro possa diventare occasione di crescita reciproca e di rigenerazione sociale.

«L’Accoglienza Diffusa – spiega Giustino Trincia, direttore della Caritas diocesana – rappresenta una scelta che sposta il baricentro dalla logica del “fare per” a quella del “vivere con”, riconoscendo nella fragilità un luogo teologico nel quale la comunità cristiana incontra il Signore. L’ospitalità diventa così una pedagogia ecclesiale che educa alla reciprocità, alla responsabilità condivisa e alla conversione dello sguardo. La persona accolta non è destinataria passiva di aiuto, ma soggetto di relazione, portatrice di una storia che interpella e trasforma la comunità».

Statistiche, testimonianze, analisi e approfondimenti sui primi dieci anni del programma Accoglienza Diffusa sono contenuti del numero monografico della rivista “Sguardi”, il settimo quaderno editoriale che la Caritas propone come strumento di riflessione e formazione alle comunità parrocchiali. La rivista “Accoglienza che trasforma. Dieci anni di reti, comunità e promozione” verrà presentata oggi, giovedì 12 febbraio alle ore 17 nella Sala Raffaello della parrocchia dei Santi Fabiano e Venanzio (in via Terni 92).

Dopo la presentazione del numero da parte degli autori, sono previsti gli interventi del cardinale Baldo Reina, vicario del Santo Padre per la diocesi di Roma; don Marco Pagniello, direttore di Caritas Italiana; padre Camillo Ripamonti sj, presidente del Centro Astalli; Francesca Debbas, Refugees Welcome; Margherita Neri, Piazza Grande di Bologna; Carmelo Bruni, sociologo Università La Sapienza; Francesco Laddaga, presidente Municipio VII, don Concetto Occhipinti, vicario episcopale per il Settore Est; don Paolo Salvini, vicedirettore della Caritas di Roma e Giustino Trincia, direttore Caritas diocesana di Roma.

Ai partecipanti verrà distribuita una copia del quaderno Sguardi, disponibile anche nel sito caritasroma.it

12 febbraio 2026

Le stazioni quaresimali della prossima settimana

Comincia la Quaresima e, con questa, torna il rito delle stazioni quaresimali nelle chiese del centro storico di Roma. La prima, il Mercoledì delle Ceneri, come tradizione, sarà la chiesa di Santa Sabina, alle ore 16.30, dove la celebrazione sarà presieduta da Papa Leone XIV. Il giorno seguente, giovedì 19 febbraio, la statio sarà alle ore 18 a San Giorgio al Velabro; mentre venerdì 20, sempre alle 18, i fedeli potranno ritrovarsi nella chiesa dei Santi Giovanni e Paolo al Celio. Ancora, sabato 21, alle ore 18, appuntamento a Sant’Agostino in Campo Marzio (San Trifone), mentre nella prima domenica di Quaresima, il 22, alle 17.15, la liturgia si terrà a San Giovanni in Laterano.

11 febbraio 2026

Dieci anni di accoglienza diffusa nella diocesi di Roma

Dieci anni di volti, relazioni e percorsi condivisi. Dieci anni in cui l’accoglienza non è stata soltanto una risposta all’emergenza, ma una scelta pastorale capace di trasformare territori e legami. È questo il cuore dell’incontro “Accoglienza che trasforma. Dieci anni di reti, comunità e promozione”, dedicato all’esperienza della Chiesa di Roma sull’accoglienza diffusa, in programma giovedì 12 febbraio alle ore 17 nella Sala Raffaello della parrocchia dei Santi Fabiano e Venanzio (in via Terni 92).

Promosso dalla Caritas diocesana di Roma, il convegno vuole rileggere un cammino che ha intrecciato parrocchie, famiglie, volontari, operatori e persone accolte in un tessuto di relazioni capaci di restituire dignità e futuro. Dall’appello di Papa Francesco nel 2015 di accogliere le famiglie di profughi nelle parrocchie e negli istituti religioni, in occasione del Giubileo della Misericordia, è nato un modello che ha coinvolto 114 comunità e ha fatto della prossimità quotidiana e della corresponsabilità comunitaria la sua forza, mostrando come l’incontro possa diventare occasione di crescita reciproca e di rigenerazione sociale.

Nel tempo, l’accoglienza diffusa ha contribuito a costruire reti solidali nei quartieri, a rafforzare il senso di appartenenza e a promuovere una cultura dell’inclusione che parla alla città intera. L’incontro sarà un’occasione per dare voce a questa storia collettiva, fatta di scelte concrete e di umanità condivisa, ma anche per riflettere sul valore ecclesiale e civile di un’esperienza che continua a generare comunità.

Dopo la presentazione dell’esperienza, della raccolta dati, delle riflessioni e testimonianze del numero del quaderno editoriale “Sguardi”, il dialogo proseguirà con: il cardinale Baldo Reina, vicario del Santo Padre per la diocesi di Roma; don Marco Pagniello, direttore di Caritas Italiana; padre Camillo Ripamonti sj, presidente del Centro Astalli; Francesca Debbas, Refugees Welcome; Margherita Neri, Piazza Grande di Bologna; Carmelo Bruni, sociologo Università Sapienza; Francesco Laddaga, presidente Municipio VII, don Concetto Occhipinti, vicario episcopale per il Settore Est; don Paolo Salvini, vicedirettore della Caritas di Roma e Giustino Trincia, direttore Caritas diocesana di Roma.

Ai partecipanti verrà distribuita una copia del Quaderno Sguardi.

9 febbraio 2026

Visita l’Istituto Tecnico Agrario Giuseppe Garibaldi

Visita l’Istituto Tecnico Agrario Giuseppe Garibaldi

Giornata mondiale del malato, il cardinale Reina: «Gli ammalati parte viva della comunità»

(foto: diocesi di Roma/Gennari)

Gli ammalati devono essere messi «al centro dell’azione pastorale della Chiesa», la quale deve farli sentire «parte viva, preziosa della comunità», tenendo ben presente che «quelli che la società considera “gli ultimi”, gli “scartati”, come diceva Papa Francesco, sono i primi agli occhi di Dio e devono esserlo anche per noi». L’appello a non dimenticare chi soffre nella solitudine è stato rivolto dal cardinale vicario Baldo Reina che ieri sera, mercoledì 11 febbraio, ha presieduto la Messa nella parrocchia di Nostra Signora di Lourdes a Tor Marancia per la XXXIV Giornata mondiale del malato, che si celebra proprio nella memoria liturgica della Beata Vergine di Lourdes.

In una chiesa gremita di fedeli, ammalati, cappellani ospedalieri, religiose, volontari di varie associazioni, tra le quali l’Unitalsi, il porporato si è soffermato sulla speranza riposta nella fede legata al mistero della sofferenza e della malattia, che «supera le forze umane e della ragione». Come la sofferenza dei bambini, che «interroga e interpella». Nei momenti più bui non bisogna dimenticare che «Dio è con noi – ha affermato Reina -. La sua carezza nei nostri confronti non è consolatoria, per darci quasi l’illusione di qualcosa che passa. È un Dio che si fa carico delle nostre sofferenze, le fa sue. Un Dio appassionato che piange con noi». Ha quindi chiesto una preghiera particolare per gli ammalati che «hanno perso o rischiano di perdere la speranza».

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12 febbraio 2026

La visita di Papa Leone XIV alla parrocchia di Santa Maria Regina Pacis a Ostia Lido

La parrocchia di Santa Maria Regina Pacis a Ostia Lido sarà la prima a ricevere la visita pastorale di Papa Leone XIV: domenica prossima, infatti, il Santo Padre sarà nella comunità al civico 13 della piazza omonima, affidata alla Congregazione della Società dell’Apostolato Cattolico (Padri Pallottini). Arriverà alle ore 16 e subito incontrerà i bambini del catechismo e i giovani, per un totale di circa 400 ragazzi, che lo accoglieranno nel campo dietro la chiesa. Sarà poi la volta di anziani, ammalati, poveri e volontari della Caritas (400 persone in tutto), che lo aspetteranno in palestra.

Alle 17, poi, Papa Leone presiederà la Santa Messa, che sarà concelebrata dal cardinale vicario Baldo Reina, dal vescovo del settore Sud e vicegerente della diocesi monsignor Renato Tarantelli Baccari, dal parroco don Giovanni Vincenzo Patanè. Tra gli altri, ci saranno anche i parroci di Ostia, il cappellano della Guardia di Finanza don Francesco Chiantera e i prefetti del settore Sud. Alla fine della celebrazione eucaristica, il Pontefice incontrerà il consiglio pastorale in una sala della parrocchia. Quindi, prima di fare ritorno in Vaticano, si fermerà a salutare i fedeli rimasti fuori, che avranno seguito la Messa dal maxischermo montato per l’occasione.

«È significativo che la prima parrocchia scelta dal Santo Padre per le sue visite pastorali sia dedicata a Maria Regina della Pace – osserva il parroco –; fin dall’inizio del suo pontificato, infatti, Papa Leone ha mostrato molta attenzione al tema e parlato della “pace disarmata e disarmante”. Ostia, poi, pur essendo parte della diocesi di Roma, ha la particolarità di avere un suo proprio patrono, che è sant’Agostino, molto caro al nostro Papa che è agostiniano». La notizia di questa visita pastorale, racconta ancora don Patanè, è stata accolta con grande emozione da tutta la comunità parrocchiale. «Per non fare disparità, abbiamo distribuito i biglietti tramite sorteggio», spiega. «Viviamo come un privilegio il fatto di essere la prima comunità che il Santo Padre visita… è anche una buona occasione per fare pulizia dei locali e sistemare un po’ di cose! – scherza il sacerdote – È il Papa ma per noi è innanzitutto il nostro vescovo, il pastore che visita la sua chiesa».

12 febbraio 2026

Udienze

Udienze

La III edizione della Giornata delle arti

La Giornata delle Arti, promossa dal Vicariato di Roma e giunta alla terza edizione, sarà quest’anno dedicata a Gaza, ferita aperta e domanda rivolta alle coscienze. Nei saloni del Palazzo Apostolico Lateranense – che per l’occasione sarà accessibile gratuitamente per l’intero pomeriggio, a partire dalle 16 di sabato 14 febbraio – le allieve e gli allievi dell’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio d’Amico”, dell’Accademia Nazionale di Danza, dell’Accademia di Belle Arti di Roma e del Conservatorio “Santa Cecilia” porteranno in scena la forza del gesto, della parola e della musica. Sarà inoltre presentata un’installazione di Edoardo Tresoldi, frutto di un laboratorio progettato da Caritas Roma. Voci, corpi, immagini e suoni daranno forma a un racconto corale, dove l’arte diventa ascolto e responsabilità. Le esibizioni saranno ripetute in successione in quattro turni, alle 16, alle 17, alle 18 e alle 19.

“Se ci fosse acqua” è il tema scelto per questa edizione. Spiega don Gabriele Vecchione, vicedirettore dell’Ufficio per la pastorale universitaria e cappellano dell’Università La Sapienza: «L’arte è il contrario della narcosi, dell’assuefazione. Arte è svelamento, è imperitura memoria. L’oblio genera mostri, l’assuefazione genera cinismo. Così abbiamo chiesto alle Accademie dell’Alta Formazione artistica, musicale e coreutica di lavorare su quello che le nostre orecchie hanno ascoltato nei mesi scorsi: 64.000 morti, di cui 18.000 bambini. Non bisogna dimenticare Gaza. Il titolo “Se ci fosse acqua”, tratto da un poema di T.S. Eliot, è il desiderio di ogni crocifisso, non dimenticare cioè la sete di chi non ha più nulla».

In particolare, nell’Aula della Conciliazione verrà presentata la drammaturgia “Gaza. Prima del silenzio”, di Francesco d’Alfonso, con gli allievi del primo anno di recitazione dell’Accademia “Silvio d’Amico” Giulio Aymonino, Alberto Deflorian, Emma Fasano, Alice Orlando, Michela Palazzo, Lorenzo Romanazzi, Susanna Tommasi e l’allieva regista Tuva Engblad, diretti da Andrea Giuliano. «“Gaza. Prima del silenzio” è una drammaturgia che racconta in modo struggente il dolore, la distruzione e la resistenza della popolazione di Gaza – dichiara d’Alfonso –. Attraverso la poesia e la musica di autori palestinesi, ma anche attraverso la cronaca internazionale e alcuni estratti del libro “Sudari” di Paola Caridi, i nomi e i volti delle vittime, i loro sudari bianchi e i numeri della tragedia diventano simboli di memoria e responsabilità collettiva. Un invito a guardare, ascoltare e testimoniare: tra silenzi e sospiri, tra perdita e speranza, la parola si fa strumento per fermare la strage e ricordare ciò che il mondo rischia di dimenticare».

Si prosegue nella Sala degli Imperatori con “Holm (Sogno)”, progetto a cura di Dino Verga e Francesca Penzani, con gli studenti del primo biennio della Scuola di coreografia dell’Accademia Nazionale di Danza – Asia Cei, Zhu Chenxi, Chiara Corradi, Laura De Stefano, Giada Guzzo, Gaia Mutalipassi, Chen Zhiheng – e musica di Emel Mathlouthi. Si tratta di un lavoro, spiegano dall’Accademia, che «integra dimensione coreografica e dimensione video, offrendo un contributo originale e consapevole a una riflessione collettiva su una questione di estrema rilevanza per il mondo contemporaneo, quale quella palestinese, affidando al linguaggio della danza e dell’immagine il compito di aprire uno spazio di pensiero, ascolto e responsabilità».

Nella Sala di David sarà invece possibile ammirare “Chi sei tu? Bella domanda”, installazione degli studenti dell’Accademia di Belle Arti di Roma. L’opera, fatta di parole e immagini che raccontano la realtà, si inserisce nel campo dell’arte relazionale, una pratica artistica che nasce dall’incontro tra le persone. Non si limita alla creazione di un oggetto, ma prende forma attraverso le relazioni e la partecipazione del pubblico che diventa parte attiva dell’esperienza artistica. A differenza dell’arte tradizionale, l’arte relazionale esiste in un momento e in uno spazio precisi, invitando i visitatori a partecipare e a contribuire alla costruzione o, come in questo caso, alla decostruzione dell’opera. Gli spettatori sono invitati a prendere i fogli che compongono l’opera per mantenere la memoria di quanto sta accadendo.

Ancora, la Sala degli Apostoli ospiterà il Conservatorio di Musica Santa Cecilia: Senka Slipać al violino e Vehbija Hodžić alla fisarmonica, entrambi originari di Sarajevo, proporranno brani di Vivaldi, Kosorić e Monti.

Il percorso proposto nella Giornata delle arti si concluderà nella Sala di Daniele, con l’installazione “Fuoco”, a cura della Caritas diocesana di Roma, realizzata dal laboratorio “Immaginare e costruire lo spazio” con Edoardo Tresoldi, a cura di di Chiara Pietropaoli, nell’ambito di “ArtBeat: il cuore della Periferia”, progetto di Caritas Roma rivolto ai giovani per contrastare l’emarginazione sociale e culturale attraverso la pratica artistica. I partecipanti sono stati accompagnati in un percorso di ideazione, progettazione e realizzazione di un’opera collettiva in rete metallica, concepita site-specific attraverso attività concrete, per immaginare nuovi modi di abitare lo spazio, esplorando il legame tra arte, luogo e comunità.

10 febbraio 2026

Celebra la S. Messa presso la parrocchia di Nostra Signora di Lourdes a Tor Marancia in occasione della XXXIV Giornata Mondiale del Malato

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