Consiglio Diocesano Affari Economici
Quattro nuovi vescovi ausiliari per la diocesi di Roma
Il Santo Padre ha nominato vescovi ausiliari di Roma: don Stefano Sparapani, parroco di San Basilio e vicario episcopale per il Settore Nord dell’Urbe, assegnandogli la sede titolare di Bisenzio; don Alessandro Zenobbi, parroco di Santa Lucia e vicario episcopale per il Settore Ovest dell’Urbe, assegnandogli la sede titolare di Biccari; don Andrea Carlevale, parroco di San Giovanni Battista de Rossi, assegnandogli la sede titolare di Atella; e don Marco Valenti, parroco della Trasfigurazione di Nostro Signore Gesù Cristo, assegnandogli la sede titolare di Arpi. L’annuncio è stato dato dal cardinale vicario Baldo Reina questa mattina, alle ore 12, nell’Aula della Conciliazione. A consacrarli vescovi sarà Papa Leone XIV, sabato 2 maggio alle ore 17 nella basilica di San Giovanni in Laterano. «Era una notizia che aspettavamo e siamo grati perché sono quattro presbiteri della nostra diocesi stimati da tutto il clero e da tutto il popolo – ha detto il cardinale vicario –. Mi sento di ringraziare i nostri quattro fratelli per la disponibilità che hanno dato a servire la Chiesa, sempre con spirito di servizio».
Nel decreto di nomina del Santo Padre a ciascun nuovo ausiliare viene affidato un settore territoriale della diocesi: a monsignor Sparapani il settore Ovest; a monsignor Zenobbi il settore Est; a monsignor Carlevale il settore Sud; a monsignor Valenti il settore Nord. Al vescovo Renato Tarantelli Baccari, vicegerente della diocesi di Roma, viene contestualmente affidato il settore Centro.
Don Stefano Sparapani è nato a Roma il 24 luglio 1956; si è formato all’Almo Collegio Capranica e ha studiato Teologia morale all’Accademia Alfonsiana di Roma. Ordinato sacerdote il 4 ottobre 1991, nella diocesi di Roma ha ricoperto diversi incarichi. Dal 2010 è parroco di San Basilio; dal 2015 è padre spirituale dell’Almo Collegio Capranica e dal 2025 è vicario episcopale per il settore Nord della diocesi. «Mi rendo conto che il Signore non sceglie i migliori per fare le Sue cose – ha detto –, ma l’importante è che facciamo le sue cose, confidando nel Suo aiuto e andando avanti per il bene di questa Chiesa di Roma, continuando a essere segno e luce».
Don Alessandro Zenobbi, nato a Roma il 10 novembre 1969, ha frequentato il Pontificio Seminario Maggiore ed è stato ordinato sacerdote il 28 aprile 1996. Dal 1996 è stato a San Policarpo, prima come vicario parrocchiale e poi come parroco; dal 2017 è parroco a Santa Lucia e dal 2025 vicario episcopale per il settore Ovest. «Vi consegno quelli che sono i miei stati d’animo, l’intreccio di sentimenti – ha esordito –. C’è la gioia, perché sono contento di essere prete, delle esperienze fatte, a San Policarpo e Santa Lucia, belle esperienze di presbiterio, di vita sacerdotale, e con le persone che il Signore mi ha voluto mettere accanto. C’è anche la confusione, perché so cosa lascio ma non so cosa trovo. Ma mi fido di Dio. E oggi mi ritrovo a vivere quest’ora, in questo momento, direbbe san Policarpo, con la grazia di Dio».
Don Andrea Carlevale è nato a Roma l’8 aprile 1971; ha frequentato il Pontificio Seminario Romano Maggiore ed è stato ordinato sacerdote il 3 maggio 1998. Tra i vari incarichi ricoperti, anche quelli di assistente del Pontificio Seminario Romano Maggiore (2009-2015) e parroco di Santa Maria di Loreto a Castelverde-Lunghezza (2015-2025). In questo periodo è stato anche eletto prefetto dai sacerdoti della Prefettura di appartenenza. Dal 2025 è parroco di San Giovanni Battista de Rossi in zona Appio-Latino. «Ringrazio Papa Leone per la fiducia che ha riposto in me – ha detto commosso –, una fiducia che ancora non smette di sorprendermi. Chiedo pazienza ai preti, in particolare di quelli del settore a cui farò riferimento. Ci metterò poco a comprendere la loro fatica ei loro impegno per la chiesa di Roma a cui vogliamo tanto bene».
Don Marco Valenti è nato il 28 febbraio 1961 a Cantalupo in Sabina, provincia di Rieti; ha frequentato prima il Pontificio Seminario Romano Minore e poi il Maggiore. Ha ottenuto il Baccalaureato in Filosofia nella Pontificia Università Lateranense di Roma e quello in Teologia nella Pontificia Università Gregoriana di Roma. Ha conseguito inoltre la Laurea in Storia dell’Arte presso la Facoltà di Lettere dell’Università La Sapienza di Roma. È stato ordinato sacerdote il 26 aprile 1986. Tra i vari incarichi ricoperti nella diocesi di Roma, anche quelli di parroco di San Giuseppe Artigiano (1996-2010) e di parroco di San Saturnino (2010-2024). Dal 2024 è parroco della Trasfigurazione di nostro Signore Gesù Cristo. Nelle sue parole, il ricordo e il ringraziamento del «cardinale Ugo Poletti che mi ha ordinato, don Carlo Graziani che è stato di grande aiuto, i tanti parroci che ho incontrato quando ero viceparroco, tanti confratelli e amici. Chiedo sempre al Signore che mi mantenga la mano in testa per saper fare la sua volontà».
25 febbraio 2026
Il nuovo Avviso per i finanziamenti agli oratori
È stato pubblicato il nuovo Avviso per la Concessione dei Finanziamenti a fondo perduto relativi alla Legge Regionale 13 giugno 2001, n. 13, “Riconoscimento della Funzione Sociale ed Educativa degli Oratori”. La novità importante di questo Bando per attività Spesa Corrente della Regione Lazio consiste nel fatto che la domanda di richiesta di finanziamento (per un massimo di € 30.000,00 e per un minimo di € 5.000,00 comprensivi dell’IVA) dovrà essere presentata utilizzando le credenziali SPID, CNS, ecc. del legale rappresentate o di un suo delegato, esclusivamente attraverso la seguente piattaforma:bandiavvisi.regione.lazio.it “Avviso pubblico attività di Oratorio spesa corrente anno 2026”.
La compilazione e l’invio online della domanda dovranno essere completati a partire dal 2 marzo 2026, alle ore 6, ed entro il 16 marzo 2026 ore 12.
Ricordiamo che al momento della presentazione della domanda non dovrà essere allegato nulla accedendo con l’identità digitale. Qualora si deleghi qualcuno per la presentazione della domanda andrà allegata solamente la delega stessa e le copie dei documenti di entrambi. Successivamente, e solo per i progetti dichiarati idonei e finanziabili, si riaprirà il portale e andrà allegato l’Atto d’impegno, la fidejussione e ancora successivamente la rendicontazione con la relazione finale.
Ma quali sono le “spese correnti” che finanzia questo Bando? Sono quelle che riguardano le attività e non le opere edilizie, come riportato nell’Avviso. La loro individuazione è sotto la responsabilità del legale rappresentante dell’Ente che può avvalersi di un tecnico di fiducia.
Dunque saranno considerate ammissibili, ad esempio, le spese correnti che siano espressamente e strettamente riconducibili al progetto presentato; relative a contribuzioni a favore di educatori, tutoraggio, doposcuola, attività svolte anche da enti a ciò dedicati; congrue, quindi ragionevoli rispetto ai prezzi di mercato ove applicabili; giustificate da fattura o da documento contabile di valore probatorio equivalente; essere pagate con mezzi di pagamento tracciabili.
Ancora, le spese tecniche e la fidejussione per una spesa massima pari al 7% dell’importo richiesto: spese tecniche si intendono quelle per il supporto alla presentazione della istanza; per la fidejussione bancaria o assicurativa (inerente all’intero importo del progetto finanziabile), da trasmettere per i soli beneficiari idonei e finanziabili solo dopo la valutazione della Commissione e la comunicazione dell’ufficio. Considerate ammissibili anche le forniture di attrezzature e altri beni materiali connessi e funzionali esclusivamente alla realizzazione delle attività in progetto per un importo massimo del 23% dell’importo richiesto.
Non è richiesta autorizzazione canonica previa per la partecipazione al Bando ma tutte le attività negli spazi parrocchiali, legate a enti terzi (ad es. comodati d’uso gratuito), dovranno seguire l’iter autorizzativo ordinario.
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25 febbraio 2026
Incontro di formazione al volontariato diocesano
Incontro di formazione al volontariato diocesano nella Sala Conferenze del Pontificio Seminario Maggiore
A Tv2000 commenta l’incontro del Santo Padre con i presbiteri romani
A Tv2000 commenta l’incontro del Santo Padre con i presbiteri romani
Sapienza, Diocesi di Roma e Sant’Egidio insieme per l’accoglienza di giovani palestinesi
È stato siglato oggi dalla rettrice della Sapienza Antonella Polimeni, dal cardinale vicario Baldo Reina e dal presidente della Comunità di Sant’Egidio Marco Impagliazzo il protocollo di intesa che prevede una serie di agevolazioni per le studentesse e gli studenti di Gaza. I ragazzi e le ragazze potranno studiare alla Sapienza, alloggiare nelle residenze universitarie della diocesi di Roma e frequentare le scuole di italiano per stranieri della Comunità di Sant’Egidio.
«Sin dall’inizio dell’escalation militare su Gaza, Sapienza ha ritenuto di non potersi limitare a prese di posizione formali. Di fronte a una crisi umanitaria che colpisce in modo drammatico la popolazione civile, e in particolare bambine e bambini, un’università pubblica – ha dichiarato la rettrice Polimeni – ha il dovere di agire, mettendo a disposizione competenze, strutture e comunità. In questi mesi abbiamo scelto di prenderci cura delle persone: offrendo assistenza sanitaria ai piccoli pazienti provenienti da Gaza attraverso il Policlinico Umberto I, garantendo continuità alla formazione di studentesse, studenti e docenti palestinesi, attivando borse di studio e percorsi di accoglienza perché il diritto allo studio non venga cancellato dalla guerra. L’accordo che firmiamo oggi rafforza questo impegno e lo fa attraverso una rete fondata sulla responsabilità condivisa, insieme alla Diocesi di Roma e alla Comunità di Sant’Egidio, che ringrazio per la collaborazione e la sensibilità dimostrate. È un’ulteriore azione concreta a favore dei giovani di Gaza: prendersi cura, per Sapienza, significa coltivare futuro, e farlo insieme è l’unico modo per renderlo possibile”.
“La Chiesa di Roma è lieta di mettere a disposizione le sue strutture per i giovani palestinesi che cercano di costruire un futuro diverso dalla guerra – ha dichiarato il cardinale Reina – ed è lieta di collaborare così fruttuosamente con Sapienza e con la Comunità di Sant’Egidio. Distruggere è un’operazione molto veloce, ricostruire richiede pazienza. Abbiamo ascoltato tantissime cattive notizie nei mesi passati. Oggi finalmente una buona notizia. La buona notizia è che le istituzioni qui convenute abbiano scelto di stare dalla parte di chi ricostruisce. Insieme si può ripartire».
In particolare, Sapienza Università di Roma ha già stanziato borse di studio per tutte le studentesse e tutti gli studenti palestinesi risultati idonei nel bando a loro dedicato per l’a.a. 2025-2026; li sosterrà altresì per tutto il corso di studi con attività di orientamento e tutorato accademico garantirà, tramite DISCOLazio, l’accesso gratuito alle mense universitarie e fornirà supporto e servizi tra cui il Centro di Counselling di Ateneo.
La Diocesi di Roma ospiterà gratuitamente tutti gli studenti in residenze universitarie dal momento del loro arrivo in Italia fino al 31 marzo 2029, con possibilità di estensione per altri 12 mesi per la discussione della tesi di laurea; si impegna inoltre a orientare alle attività extra-accademiche e coordinare azioni di supporto per l’inclusione sociale, tramite anche la Cappellania della Sapienza.
La Comunità di Sant’Egidio offrirà ai giovani studenti la frequenza di un corso di lingua italiana presso la propria sede di piazza Santa Maria in Trastevere o presso altra sede che si possa configurare come più conveniente per i beneficiari del progetto.
«Con la firma di questo protocollo si offre un’opportunità di futuro a 18 studenti e studentesse palestinesi. Per loro realizzeremo quello stesso percorso dei corridoi umanitari che coniuga accoglienza e integrazione ed è già riuscito a portare in Italia oltre 8mila persone da diversi Paesi in guerra. Ma la firma di oggi è anche un segnale di speranza e di pace, che risponde in maniera concreta a un sentimento diffuso nella società italiana, che di fronte alla sofferenza di Gaza ha espresso solidarietà alla popolazione palestinese». Così ha dichiarato Marco Impagliazzo, presidente della Comunità di Sant’Egidio.
24 febbraio 2026
La Settimana di Spiritualità al Teresianum
«Comprendere le metafore aiuta a rendere il pensiero agile, intuitivo, flessibile, acuto. Chi ha immaginazione non si irrigidisce, ha il senso dell’umorismo, gode sempre della dolcezza della misericordia e della libertà interiore». Sono queste parole di Papa Francesco, da “Viva la Poesia!” a ispirare il tema della 67ª Settimana di Spiritualità al Teresianum, che quest’anno è “Per vedere l’invisibile. Spunti per una spiritualità dell’immagine”.
L’iniziativa, pensata come un vero e proprio percorso interdisciplinare sulla teologia dell’immagine nella tradizione cristiana, si svolgerà dall’1 al 5 marzo, coincidente quindi con la seconda settimana di Quaresima, e prevede incontri quotidiani dalle 17.30 alle 19.30, presso la sede della Pontificia Facoltà Teologica Teresianum–Pontificio Istituto di Spiritualità, in piazza di San Pancrazio 5/A.
Ad aprire la settimana, domenica primo marzo, sarà il gesuita Nicolas Steeves, teologo e professore di teologia fondamentale presso la Pontificia Università Gregoriana di Roma, con la sua prolusione inaugurale intitolata “Sale e luce: immaginare una teologia sapienziale”.
Lunedì 2 marzo è previsto l’intervento sull’immaginazione ed evangelizzazione “Come se vedesse l’invisibile (Eb 11,27)” di padre Luigi Maria Epicoco, teologo e filosofo insegnante alla Pontificia Facoltà Teresianum, seguito da una rappresentazione di Gran Teatro Bernini, sull’estasi di Santa Teresa, drammaturgia e regia di Francesco d’Alfonso dell’Ufficio per l’Università del Vicariato di Roma.
Il terzo giorno, martedì 3 marzo, è affidato a Chiara Bordino, del Ministero degli Affari Esteri, ricercatrice accademica specializzata in studi bizantini e arte medievale, e a Lisa Giombini, docente associato del dipartimento di Filosofia, Comunicazione e Spettacolo dell’Università Roma Tre. Bordino proporrà una riflessione sulle rappresentazioni iconografiche antiche: “Immagini e icone nel cristianesimo antico fino al secondo concilio di Nicea”, mentre il discorso di Giombini sarà sul valore della veridicità nell’esperienza artistica: “Ciò che l’occhio non coglie. Sul valore dell’autenticità nell’esperienza dell’arte”
Mercoledì 4 marzo è dedicato a un approfondimento della spiritualità carmelitana, grazie a padre Iain Matthew e padre Emilio Martínez, entrambi dell’ordine dei Carmelitani Scalzi e professori straordinari al Teresianum, che offriranno i loro contributi rispettivamente su “Giovanni della Croce, maestro nel vedere l’invisibile” e Teresa di Lisieux “Guarda il suo volto adorabile: Teresa di Lisieux”.
Concluderà, giovedì 5 marzo, don Giuseppe Lorizio, professore ordinario di Teologia fondamentale della Pontificia Università Lateranense, con l’intervento “Dall’idolo all’icona. Una metamorfosi teo-logica”, seguito da Americo Miranda, della Comunità di sant’Egidio, che apporterà un contributo derivante dalla sua esperienza parlando di “Vedere gli invisibili. Povertà e santità nelle Dilexi te e nei discorsi al popolo di Agostino.”
Un programma ricchissimo che, come riporta il sito del Teresianum nell’invito alla Settimana di Spiritualità, metterà a disposizione dei partecipanti «solo alcuni degli spunti di una “spiritualità dell’immagine” che rimane un orizzonte immenso di esplorazione per la nostra riflessione teologica e per la nostra chiamata alla santità, orizzonte da contemplare – come tenteremo di fare nel susseguirsi delle giornate e dei relatori – secondo variegate angolature: quella dell’integrazione dell’immaginazione in una teologia sapienziale; quella della pastorale della carità e dell’evangelizzazione; quella della storia dell’arte e della filosofia; nonché infine quella carmelitana».
L’evento sarà solo in presenza e, in caso di necessità, è possibile, per chi venisse da fuori Roma, prenotarsi presso la foresteria del Teresianum.
Per eventuali informazioni scrivere a: iadarola@teresianum.net
24 febbraio 2026
Firma della convenzione per l’apertura di un corridoio universitario per 18 studenti provenienti da Gaza presso l’Università “La Sapienza”
Firma della convenzione per l’apertura di un corridoio universitario per 18 studenti provenienti da Gaza presso l’Università “La Sapienza”
E’ entrato nella luce della Resurrezione padre Michele Mazzone
Il Cardinale Vicario Baldassare Reina,
il Consiglio Episcopale, il Presbiterio
e i Diaconi della Diocesi di Roma,
annunciano che il 23 febbraio 2026
è entrato nella luce della Resurrezione
Padre Michele Mazzone (O.F.M. Conv.)
di anni 90
Collaboratore parrocchiale della Parrocchia Santi Pietro e Paolo
dal 2001
e, ricordandone il generoso e fecondo servizio pastorale,
lo affidano all’abbraccio misericordioso di Dio
e alla preghiera di suffragio dei fedeli,
invocando la pace e la gioia del Signore.
I funerali saranno celebrati mercoledì 25 febbraio 2026, alle ore 11.00,
presso la Parrocchia Santi Pietro e Paolo
(Piazzale dei Santi Pietro e Paolo, 8)
Adotta un seminarista, l’invito del Centro missionario
Sostenere la formazione dei seminaristi, dei novizi e delle novizie delle Chiese di missione. Il Centro missionario della diocesi di Roma invita a fare un gesto di solidarietà in occasione della Quaresima e “adottare a distanza” un seminarista proveniente da un Paese in via di sviluppo. «Le vocazioni sacerdotali – sottolinea il direttore padre Giulio Albanese – delle Chiese di Africa, Asia, America Latina e Oceania provengono in gran parte da contesti economicamente modesti e le famiglie non sono in grado di sostenere le spese della formazione al sacerdozio». A questi giovani manca tutto, dall’acquisto dei libri alle cure mediche.
È allora possibile “adottare” qualcuno di loro, attraverso la Pontificia Opera di San Pietro Apostolo, che oggi sostiene circa 75.000 giovani che si preparano al sacerdozio in circa 800 seminari del Sud del mondo con donazioni volontarie. L’Opera è l’organismo tramite il quale la Chiesa cattolica sostiene questi aspiranti presbiteri, suore e religiosi; in Italia è rappresentata dalla Fondazione Missio. «L’adozione missionaria – spiegano dall’Opera – si concretizza in una particolare forma di sostegno spirituale e materiale a favore dei seminaristi delle Chiese di missione. Sul piano spirituale consiste nell’accompagnare con la preghiera, fino all’ordinazione sacerdotale, il cammino vocazionale di un seminarista del quale l’Opera provvede a comunicare una volta l’anno l’andamento del percorso formativo. Sul piano materiale consiste nel contribuire economicamente, anche con somme minime secondo le proprie possibilità, alle spese sostenute dai seminari per garantire ai candidati al sacerdozio il necessario percorso scolastico e formativo».
Ecco, allora, l’appello del Centro missionario diocesano: «Vogliamo sentirci chiamati al supporto a distanza di questi giovani che si impegnano nello studio per essere la Chiesa del nostro futuro e possiamo farlo contribuendo anche con importi minimi ad una borsa di studio per un seminarista».
Si possono donare:
– 50 euro/anno: contributo parziale al mantenimento quinquennale di un seminarista: € 250
– 520 euro/anno: totale mantenimento quinquennale di un seminarista: € 2.600
– È possibile fare anche una Borsa di Studio permanente: si attiva donando una sola volta la somma di almeno € 7.750 la cui rendita annuale concorre permanentemente al mantenimento di un seminarista.
Per contribuire:
IBAN: IT79Q0306909606100000010159
Intestato a VICARIATO DI ROMA
causale: “POSPA – adozione parziale/totale/permanente” (a seconda del contributo scelto)
Le offerte raccolte saranno versate alla Fondazione MISSIO – Pontificie Opere Missionarie. Sarà cura del Centro missionario diocesano, al termine di ogni anno, contattare i donatori per aggiornarli dell’andamento del percorso formativo.
Per maggiori informazioni: 06.69886443; cmdroma@diocesidiroma.it
24 febbraio 2026
Le indicazioni per la celebrazione del Triduo pasquale
Garantire la dimensione della comunità parrocchiale. Rispettare la visione unitaria del Triduo pasquale. Assicurarsi che la celebrazione si tenga solo in luoghi di culto. In vista del Triduo della Passione e della Risurrezione del Signore, il cardinale vicario Baldo Reina scrive ai sacerdoti della diocesi di Roma per ribadire che «restano in vigore le disposizioni che furono date dal Consiglio Episcopale il 1º marzo 2019» (allegate alla lettera).
Nel documento si invita a riscoprire la centralità della parrocchia in quanto «casa di famiglia» e «comunità di fede», e far convergere nelle chiese parrocchiali le celebrazioni per il Triduo pasquale. Bisogna inoltre evitare che la «la Veglia Pasquale sia riservata a gruppi particolari» e si punta a valorizzare il sacramento della Riconciliazione. Ma sono solo alcune delle disposizioni sintetizzate dal Consiglio episcopale della diocesi di Roma nel documento, che raccoglie alcuni criteri teologici e pastorali che guidano le celebrazioni per il Triduo pasquale, formulate in vari testi dal Concilio Vaticano II a oggi.
L’Ufficio per la formazione liturgica della diocesi, allo stesso tempo, invita a una particolare cura della celebrazione «anche nella sua dimensione musicale, perché il canto accompagni con dignità i santi misteri». Per questo l’Ufficio diocesano organizza, presso il Pontificio Seminario Maggiore, alcuni incontri di formazione liturgico musicale che saranno guidati dall’incaricato diocesano per la musica sacra, don Massimo De Propris. In particolare, venerdì 6 marzo, dalle 18.30 alle 20, è in programma un incontro per i diaconi; mentre martedì 10 marzo, dalle 10 alle 12.30, si terrà quello per i presbiteri.
La lettera del cardinale vicario con le disposizioni allegate
La lettera dell’Ufficio liturgico diocesano
24 febbraio 2026














