
Il Cardinale Vicario Angelo De Donatis,

Il Cardinale Vicario Angelo De Donatis,
Posizionare banchi e sedie in modo da garantire le distanze di sicurezza tra le persone, isolare le aree della chiesa non necessarie per la celebrazione, evitare gli spostamenti di persone al momento della comunione (sarà il presbitero a raggiungere i fedeli e a porgerla sulle loro mani). Anche se l’uso del termo-scanner o del termometro digitale non è vincolante, si indichi espressamente il divieto di partecipare alla celebrazione per tutti coloro che hanno una temperatura corporea superiore a 37,5. Sono alcune delle disposizioni contenute in una «Nota per le Celebrazioni esequiali» inviata ieri, 5 maggio, ai sacerdoti di Roma dal Segretario generale del Vicariato, monsignor Pierangelo Pedretti.
Da lunedì 4 maggio, il Ministero dell’Interno, di concerto con la Conferenza Episcopale Italiana, ha dato il via libera alla celebrazione dei funerali a determinate regole. Con la nota diocesana di ieri, l’intenzione è quella di «offrire alcune semplici indicazioni di carattere pratico e comportamentale – si legge nel documento – riguardante la Liturgia esequiale». In base alle possibilità contemplate dal Rituale, «spetta al discernimento pastorale di colui che presiede, valutare quale soluzione adottare sapendo che è auspicabile la celebrazione all’aperto». In ogni caso, «chi presiede l’azione liturgica – prosegue la nota – abbia cura che comunque si eviti la formazione di assembramenti e di cortei per accompagnare il feretro».
Circostanziate (la nota è correlata da due schede tecniche) le indicazioni rispetto alla sanificazione e igienizzazione degli ambienti, con particolare attenzione ai luoghi di culto con opere rilevanti per il patrimonio storico e artistico. Per questi ultimi, valgono le linee guida elaborate per il trattamento del patrimonio archivistico e librario dall’Istituto centrale per la patologia degli archivi e del libro del Mibact, in occasione della Pandemia Covid-19. Per quanto riguarda la sanificazione, la nota precisa comunque che non è necessario «venga effettuata da una ditta specializzata, a meno che non si utilizzino prodotti PMC (Presidio medico chirurgico) per esclusivo uso professionale».
Scarica la locandina per le chiese
Leggi la nota del Ministero dell’Interno
6 maggio 2020

«La prova della pandemia da coronavirus ci ha richiamati ulteriormente all’importanza di farci prossimi ad ogni uomo segnato dal dolore del corpo e dalla sofferenza dell’anima. In ogni comunità ci sono, tutti i giorni dell’anno, tanti malati che hanno bisogno del nostro sostegno». Lo sa bene il vescovo Paolo Ricciardi, delegato diocesano per la Pastorale sanitaria. In questo periodo segnato dall’emergenza sanitaria globale, il Centro per la pastorale sanitaria della diocesi di Roma moltiplica le iniziative a sostegno dei malati e di chi si occupa di loro, dai medici, agli infermieri, agli operatori sanitari. In particolare, rilancia la Giornata mensile del malato, che da settembre si celebra l’11 di ogni mese. Non solo. «Da questo mese di maggio – annuncia il presule – almeno duecento persone, tra coppie di sposi, famiglie e singoli, si sono impegnate a dedicare, in un giorno assegnato, un Rosario al mese per i malati di Roma, per i sacerdoti cappellani, per le religiose, per gli operatori sanitari, per i volontari e per quanti a Roma si prendono cura di chi soffre».
Per quanto riguarda la Giornata mensile, è un’iniziativa che dilata le celebrazioni per la Giornata mondiale del malato, introdotta da san Giovanni Paolo II. «Dal 1993 si celebra sempre l’11 febbraio, memoria della Beata Vergine Maria di Lourdes – ricorda monsignor Ricciardi – diventando un giorno speciale di preghiera e di condivisione, di sensibilizzazione delle comunità sui temi relativi ai malati. Nell’ambito del cammino diocesano, nell’anno in cui siamo chiamati ad “abitare con il cuore la città” e ad ascoltare il grido di tante persone che sono nella sofferenza, il Centro diocesano ha proposto, a settembre 2019, la Giornata mensile del malato da vivere l’11 di ogni mese. È un invito, alle cappellanie ospedaliere, alle comunità parrocchiali e religiose, a dedicare un momento di preghiera e la Messa, generalmente la sera, mettendo l’intenzione per tutti i malati della zona e per chi si prende cura di loro».
L’ospedale San Giovanni Addolorata ha ospitato la Messa nella prima Giornata mensile, l’11 settembre; il vescovo Ricciardi si è recato poi, nei mesi successivi, nelle parrocchie di Sant’Ugo, San Vigilio, Santa Chiara, San Giulio, Santa Bernadette Soubirous, San Martino, Santa Maria Immacolata a Grottarossa. Il prossimo appuntamento, previsto per lunedì 11 maggio, si terrà invece nella comunità di San Luca Evangelista al Prenestino. Alle ore 15.30 Rosario, sul canale YouTube della parrocchia, sarà possibile seguire il Rosario meditato alla piccola grotta di Lourdes nel giardino parrocchiale; al termine è prevista la preghiera a Maria di Papa Francesco e un breve messaggio di monsignor Ricciardi che, alle 18.30, presiederà poi la Messa, sempre trasmessa in streaming via web.
Sul sito del Centro della Pastorale Sanitaria, https://www.diocesidiroma.it/sanitaria/ , si può trovare del materiale per l’animazione della giornata mensile. Se qualcuno vuole aderire all’impegno di recitare un Rosario al mese per chi soffre e ci si offre, può scrivere all’indirizzo segreteria.sanitaria@diocesidiroma.it. «Crediamo che sia ancora più opportuno, in questo momento – dice il vescovo –, rilanciare e diffondere il senso di questa giornata mensile, invitando le nostre comunità a pregare per i malati, a visitare i malati, a conoscere le storie di chi soffre e di chi si offre».
5 maggio 2020

Raddoppiate le persone che, in tutta Italia, si sono rivolte ai Centri di ascolto e ai servizi delle Caritas diocesane: l’incremento è del 105 %. Ma nello stesso tempo è cresciuto quello dei volontari disposti a prendersi cura di loro. Sono i dati evidenziati da Caritas Italiana che, dal 9 al 24 aprile, ha effettuato un monitoraggio su 101 Caritas diocesane, tra cui quella di Roma.
«Si conferma da nord a sud del Paese un incremento delle situazioni di povertà e di disagio economico, quindi un aumento di famiglie che sperimentano difficoltà materiali legate alla totale o parziale assenza di reddito – sottolinea all’Agenzia Sir della Conferenza episcopale Federica De Lauso, dell’Ufficio Studi della Caritas italiana –. Il dato non sorprende troppo, se si pensa che in Italia, secondo l’Istat, il 62% delle famiglie non riesce a risparmiare ed accantonare alcunché a fine mese e che il 36% dei nuclei non è in grado di far fronte ad una spesa imprevista di 800 euro circa. L’attuale emergenza sanitaria mette poi a dura prova, inevitabilmente, anche l’occupazione».
Ci sono quindi 38.580 “nuovi poveri” rispetto a prima dell’inizio della pandemia da Covid-19. Queste persone chiedono beni di prima necessità, viveri e pasti a domicilio, ma anche aiuto economico nel pagamento delle bollette o dell’affitto.
Ma davanti a questo dato drammatico ce n’è uno più confortante: cresce anche il numero dei volontari. Secondo i dati raccolti da Caritas Italiana, nel 59,4% delle Caritas sono aumentati i volontari giovani, under 34, impegnati nelle attività e nei servizi, che hanno consentito di far fronte al calo degli over 65 rimasti inattivi per motivi precauzionali. Tra gli interventi messi in campo, servizi di ascolto e accompagnamento telefonico o anche in presenza negli ospedali e nelle Rsa; fornitura di pasti da asporto e consegne a domicilio; la fornitura di dispositivi di protezione individuale e di igienizzanti; le attività di sostegno per nomadi, giostrai e circensi costretti alla stanzialità; l’acquisto di farmaci e prodotti sanitari; la rimodulazione dei servizi per i senza dimora; e molto altro ancora.
«In questo momento ognuno deve fare la sua parte – è l’appello che il direttore della Caritas diocesana, don Benoni Ambarus, ha lanciato ieri dalle colonne di Roma Sette –. Non deve calare il contagio della solidarietà, altrimenti diminuirà il numero di persone disposto a prendersi in carico un numero crescente di famiglie bisognose».
4 maggio 2020
Cento bambini e adolescenti romani maggiormente a rischio di isolamento avranno a disposizione un tablet e una connessione a internet per seguire le videolezioni scolastiche. È l’iniziativa promossa dalla Caritas di Roma in collaborazione con Amazon Italia.
La prolungata chiusura delle scuole per l’emergenza sanitaria, infatti, ha portato alla diffusione dell’e-learning, con la necessità da parte degli studenti di utilizzare dispositivi elettronici che consentano loro di partecipare alle lezioni online. Dalle richieste giunte ai Centri di ascolto delle parrocchie romane – attualmente sono 127 quelli attivi per la distribuzione straordinaria di generi alimentari – è emersa la necessità per molte famiglie, in particolare di quelle con più figli adolescenti, spiegano dalla Caritas, oltre che di generi alimentari anche di dispositivi che consentano il collegamento. Altre famiglie, pur avendo a disposizione telefoni o computer, necessitano invece di una connessione a internet stabile e veloce.
«Si tratta di un primo intervento di emergenza che si affianca alla distribuzione di alimenti – ha detto don Benoni Ambarus, direttore della Caritas romana – a cui seguirà, nelle prossime settimane, un vasto programma di aiuti per quelle famiglie che sono escluse dalle misure messe in campo dalle istituzioni». Per il sacerdote «attraverso la rete dei Centri di ascolto delle parrocchie romane, stiamo intercettando situazioni di disagio estremo, di famiglie che finora vivevano in modo precario e sono precipitate nella povertà più assoluta. Quando, come nel caso dell’istruzione, questa emergenza riguarda bambini e ragazzi, dovremmo veramente scuoterci tutti quanti».
4 maggio 2020
Il Cardinale Vicario Angelo De Donatis,
il Consiglio Episcopale e il Presbiterio della Diocesi di Roma,
annunciano che
è entrato nella luce della Resurrezione
il Rev.do Don Roberto Cavalli
di anni 82
per molti anni Vicario Parrocchiale della Parrocchia
Santa Maria Maggiore in San Vito e
Cappellano della Casa di Risposo “Roma 2”,
e, ricordandone il generoso e fecondo servizio pastorale,
lo affidano all’abbraccio misericordioso di Dio
e alla preghiera di suffragio dei fedeli,
invocando la pace e la gioia del Signore.
I funerali si svolgeranno lunedì 4 maggio, alle ore 11.00,
nella Parrocchia di San Remigio
(Piazza Colleverde 9 – 00012 Guidonia Roma)
La salma di Don Roberto sarà tumulata
presso il Cimitero di Mentana (Roma)
2 maggio 2020
Il Cardinale Vicario Angelo De Donatis,
il Consiglio Episcopale e il Presbiterio della Diocesi di Roma,
sono vicini al dolore di Mons. Michele Baudena,
Vicario Cooperatore della Parrocchia di San Girolamo a Corviale,
già Parroco della Parrocchia di S. Maria Consolatrice e
della Parrocchia di S. Emerenziana,
per la perdita della sua cara mamma
Michela
assicurando preghiere di suffragio invocano il Signore Dio,
ricco di misericordia, perché le conceda il premio della vita eterna e dia conforto ai suoi familiari.
1 maggio 2020
Il cammino della pastorale giovanile della diocesi di Roma riprende on line, tramite videoconferenze suddivise per settori. Si comincia lunedì 4 maggio con il settore Nord e si prosegue fino al 7 con gli altri settori diocesani. «Nella riunione “virtuale” – anticipa il direttore del Servizio per la pastorale giovanile diocesana don Antonio Magnotta – proveremo a raccontarci, con la possibilità che abbiamo, come stiamo vivendo la relazione con i ragazzi, quali passi fatti, quali attese, quali bisogni e quali domande e proveremo a condividere qualche proposta anche estiva maturata in équipe diocesana che vorremmo valutare e costruire con voi». Ad ogni appuntamento sarà presente uno dei quattro vescovi ausiliari: «Hanno sempre sostenuto il lavoro formativo nelle prefetture e la loro presenza è sicuramente segno di incoraggiamento e fiducia verso il vostro servizio».
“Pit stop” è il nome dell’iniziativa, a cui don Magnotta ha invitato tutti gli educatori a partecipare, con una lettera inviata nei giorni scorsi. «Nessuno di noi è leader solitario – scrive tra l’altro il sacerdote –, ma è dentro il grembo materno della Chiesa che diamo futuro al nostro stare con gli adolescenti. La situazione difficile e delicata che stiamo vivendo ha fatto emergere questa verità con chiara evidenza, pur nella distanza e nell’ assenza del nostro incontrarci. La comunità rimane sempre il soggetto della pastorale giovanile e su questo non ci stancheremo mai di insistere».
Le videoconferenze proseguono idealmente il percorso iniziato a febbraio nelle diverse prefetture; una settantina gli incontri che si sono già svolti e che hanno toccato temi come formazione, relazione, condivisione, ma anche i linguaggi dell’annuncio, l’animazione di un gruppo, il profilo dell’educatore, la programmazione di un itinerario. Adesso, riflette il direttore della pastorale giovanile, è il «momento di ascoltare ciò che stiamo vivendo. Non è, almeno a me pare, il tempo di interpretare, insegnare come vivere, quali risposte dare… ma metterci insieme con umiltà dietro il Signore e ascoltare lo Spirito Santo che ci suggerisce i passi da compiere. Siamo certi della tenerezza forte con cui il Signore Risorto attraversa con noi lo smarrimento davanti a tanti fratelli che hanno sperimentato, nella solitudine, la sofferenza e la morte».
28 aprile 2020
«Quali sono i gesti con i quali accompagnare una profezia che necessariamente si fa denuncia, si fa indicazione profetica del destino dell’uomo? Io credo che questi segni siano quelli della comunione, declinata in tutte le sue forme: nella solidarietà materiale, laddove ci sono delle esigenze alle quali rispondere senza indugio, ma anche soprattutto la carità di concorrere a un pensiero comune per maturare nuove e diverse convinzioni». Lo ha detto questa mattina (venerdì primo maggio) il vescovo ausiliare del settore Centro monsignor Daniele Libanori, che ha presieduto la Messa per i lavoratori nella chiesa di Santa Maria in Portico in Campitelli, concelebrata dal parroco padre Davide Carbonaro e dall’incaricato dell’Ufficio per la pastorale sociale della diocesi di Roma, don Francesco Pesce. Al termine della celebrazione – organizzata dall’Ufficio diocesano per la pastorale sociale e dalle Acli provinciali di Roma – è stato inaugurato presso la parrocchia un presidio solidale delle Acli, dove raccogliere aiuti alimentari per aiutare tante famiglie in difficoltà, in questo periodo di emergenza economica oltre che sanitaria.
«In occasione della Festa dei lavoratori, le Acli di Roma rivolgono un pensiero colmo di gratitudine a tutti quei lavoratori che con coraggio e abnegazione si stanno prendendo cura del nostro Paese – ha detto la presidente delle Acli di Roma Lidia Borzì –. Ma questo primo maggio non ha il sapere della festa. Sentiamo forte il grido di dolore di chi il lavoro l’ha perso a causa di questa emergenza, avendo sempre fatto i conti con il precariato e le basse tutele e ora si trova fuori dalle misure di sostegno previste; ma pensiamo anche ai lavoratori autonomi e agli artigiani che a causa del coronavirus rischiano di non poter più aprire la saracinesca delle proprie attività. Un grido a cui non possiamo essere sordi».
1 maggio 2020
«Carissimi catecumeni eletti e catechisti, abbiamo deciso di dedicare due tempi di ascolto e preghiera alle Consegne prebattesimali: Credo e Padre Nostro. La celebrazione vera e propria della consegna, come già accennato, verrà fatta più avanti, in parrocchia, prima di ricevere il battesimo». Suor Pina Ester De Prisco, responsabile diocesana del catecumenato, e don Andrea Cavallini, direttore dell’Ufficio catechistico diocesano, scrivono ai catecumeni per invitarli a partecipare alla prossima tappa del cammino di iniziazione cristiana: la consegna del Credo, che avverrà in forma “virtuale” domenica 3 maggio.
Come accaduto nelle scorse settimane, infatti, catecumeni eletti e catechisti sono invitati a guardare un video caricato sul canale YouTube dell’Ufficio catechistico diocesano; quindi a sentirsi telefonicamente per condividere opinioni e impressioni. L’appuntamento successivo è per il 17 maggio con la consegna, sempre “virtuale”, del Padre Nostro.
1 maggio 2020
Misurare la temperatura corporea ai partecipanti alle cerimonie funebri e bloccare l’accesso a chi ha più di 37,5° C. Evitare spostamenti durante la distribuzione dell’Eucarestia. E ancora mascherina obbligatoria per il sacerdote e sanificazione e igienizzazione dei luoghi di culto, anche se si specifica che è da prendere in considerazione la celebrazione all’aperto. Sono alcune delle disposizioni contenute in una nota diffusa dalla Conferenza episcopale italiana e firmata dal segretario generale monsignor Stefano Russo, a complemento delle decisioni del Ministero dell’Interno, che saranno in vigore da lunedì 4 maggio, data in cui si potrà riprendere a celebrare i funerali.
La diocesi di Roma le ha comunicate a tutti i sacerdoti. «Roma Capitale, in collaborazione con altri Enti e Istituzioni statali, d’intesa con il Vicariato di Roma – fa sapere il prelato segretario generale monsignor Pierangelo Pedretti – ha confermato la disponibilità a sanificare i luoghi cittadini di probabile aggregazione, nonché le aree antistanti i luoghi di culto. Per quanto riguarda la sanificazione degli spazi interni, il Comune ci ha assicurato che contatterà direttamente i parroci per un intervento una tantum». La diocesi ha inoltre prenotato un termometro digitale per ogni parrocchia, che sarà recapitato al più presto.
Prima dell’accesso in chiesa dei partecipanti alle esequie funebri – indica la Cei –, occorre che «sia garantita da un addetto alla sicurezza la misurazione della temperatura corporea, attraverso un termometro digitale o un termo-scanner». Una disposizione che è richiesta anche per le celebrazioni all’aperto. «Venga bloccato l’accesso a chi risulti avere una temperatura corporea superiore ai 37,5 °C». Vista la possibilità di celebrare le esequie anche con la Messa, la Cei indica che «nel momento della distribuzione della Comunione eucaristica si evitino spostamenti». «Sia il celebrante a recarsi ai posti, dove i fedeli – al massimo quindici – sono disposti nel rispetto della distanza sanitaria». Il sacerdote dovrà indossare la mascherina e mantenere la distanza di sicurezza. «La distribuzione dell’Eucarestia avvenga dopo che il celebrante abbia curato l’igiene delle proprie mani – altra indicazione –; lo stesso abbia cura di offrire l’ostia porgendola sulle mani dei fedeli, senza venire a contatto fisico con esse».
Quanto alla sanificazione, «la chiesa sia igienizzata regolarmente, mediante pulizia delle superfici e degli arredi con idonei detergenti ad azione antisettica». Al termine di ogni celebrazione sia inoltre favorito il ricambio dell’aria. Suggerita la celebrazione delle esequie all’aperto, con il rispetto delle distanze di sicurezza e delle altre indicazioni, nei casi in cui «siano presenti spazi idonei, contigui alla chiesa», o ancora all’aperto nelle aree cimiteriali, laddove gli spazi lo consentano.
Leggi la nota del Ministero dell’Interno
30 aprile 2020
Raccogliendo la proposta e la sollecitazione di tanti fedeli, la Conferenza episcopale italiana affida l’intero Paese alla protezione della Madre di Dio come segno di salvezza e di speranza. Lo farà venerdì 1° Maggio, alle ore 21, con un momento di preghiera, nella basilica di Santa Maria del Fonte presso Caravaggio (diocesi di Cremona, provincia di Bergamo). Sarà possibile partecipare al rito seguendolo in diretta su Tv2000 e su InBlu Radio.
«La scelta della data e del luogo è estremamente simbolica – si legge in una nota della Cei -. Maggio è, infatti, il mese tradizionalmente dedicato alla Madonna, tempo scandito dalla preghiera del Rosario, dai pellegrinaggi ai santuari, dal bisogno di rivolgersi con preghiere speciali all’intercessione della Vergine». Iniziare questo mese con l’Atto di Affidamento a Maria, nella situazione attuale, spiegano infatti i vescovi, acquista un significato molto particolare per tutta l’Italia.
Il luogo, Caravaggio, situato nella diocesi di Cremona e provincia di Bergamo, «racchiude in sé la sofferenza e il dolore vissuti in una terra duramente provata dall’emergenza sanitaria»; in Lombardia si è infatti registrato il maggior numero di contagiati e di vittime del Covid-19. Alla Madonna la Chiesa affida i malati, gli operatori sanitari e i medici, le famiglie, i defunti.
Ma la Chiesa italiana ha un pensiero anche per i lavoratori, nella festa di San Giuseppe lavoratore; verranno affidati tutti alla Vergine, con la consapevolezza «delle preoccupazioni e dei timori con cui tanti guardano al futuro».
30 aprile 2020