12 Giugno 2026

Il Papa nella Veglia di Pentecoste: «Ascoltiamo il grido della città»

«Quanto vorrei che la gente che abita a Roma riconoscesse la Chiesa, ci riconoscesse per questo di più di misericordia – non per altre cose –, per questo di più di umanità e di tenerezza, di cui c’è tanto bisogno! Si sentirebbe come a casa, la “casa materna” dove si è sempre benvenuti e dove si può sempre ritornare. Si sentirebbe sempre accolta, ascoltata, ben interpretata, aiutata a fare un passo avanti nella direzione del regno di Dio…. Come sa fare una madre, anche con i figli diventati ormai grandi». Papa Francesco, ieri (sabato 8 giugno) alle ore 18, ha celebrato la Messa vespertina nella vigilia di Pentecoste sul sagrato della basilica di San Pietro. In piazza, oltre 50 mila persone: i fedeli della diocesi di Roma, i partecipanti alla Conferenza internazionale dei Carismatici, ricevuti in mattinata dal Pontefice, e i membri di tante realtà ecclesiali.

«Lasciamoci prendere per mano dallo Spirito – ha detto ancora il Santo Padre nell’omelia – e portare in mezzo al cuore della città per ascoltarne il grido, il gemito». E per metterci davvero in ascolto, ha proseguito, «abbiamo bisogno che il Signore ci prenda per mano e ci faccia “scendere”, scendere dalle nostre posizioni, scendere in mezzo ai fratelli che abitano nella nostra città, per ascoltare il loro bisogno di salvezza, il grido che arriva fino a Lui e che noi abitualmente non udiamo». Si tratta, ha aggiunto, «di aprire occhi e orecchie, ma soprattutto il cuore».

L’appello del Papa è stato ripreso dal cardinale vicario Angelo De Donatis, nella preghiera conclusiva della celebrazione. «O Signore che ti fai Dono d’amore per noi, nel tuo Spirito, guarda oggi questa tua Chiesa di Roma, riunita per celebrare una rinnovata Pentecoste. È una Chiesa che accoglie di nuovo l’impeto dello Spirito Santo, per uscire, come gli Apostoli, ad annunciare la Gioia del Vangelo. È una Chiesa che, come Madre accogliente, vuole continuare a generare alla fede nuovi figli in una città dove nessuno si senta straniero. È una Chiesa ricca di memoria, ricolma di santità, fatta di gente generosa, vivace, creativa, che non vuole cedere al pessimismo, all’accidia, all’indifferenza».

Leggi l’omelia completa

Leggi la preghiera completa del cardinale vicario

9 giugno 2019

Celebra la Messa nella parrocchia di San Giustino

Celebra la Messa nella parrocchia di San Giustino

Pentecoste

Pentecoste

In piazza San Pietro partecipa alla Veglia diocesana di Pentecoste presieduta da Papa Francesco e al termine riaccompagna processionalmente l’icona della Madonna del Divino Amore

In piazza San Pietro partecipa alla Veglia diocesana di Pentecoste presieduta da Papa Francesco e al termine riaccompagna processionalmente l’icona della Madonna del Divino Amore.

Si è spento oggi Don Gabriele Zuccarini del Clero Romano

Il Cardinale Vicario Angelo De Donatis,
il Consiglio Episcopale e il Presbiterio della Diocesi di Roma,

annunciano che è entrato nella luce della Resurrezione 

il Rev.do
Don Gabriele Zuccarini,
Parroco della Parrocchia San Luigi Gonzaga dal 1998 al 2009

e, ricordandone il generoso e fecondo ministero pastorale,
lo affidano all’abbraccio misericordioso di Dio
e alla preghiera di suffragio dei fedeli che tanto lo hanno amato,
invocando la pace e la gioia del Signore.

I funerali si svolgeranno lunedì, 10 giugno 2019, alle ore 15.00,
presso l’Istituto delle Suore Oblate del Sacro Cuore di Gesù
(Via del Casaletto, 128)

8 giugno 2019

Veglia diocesana di Pentecoste a piazza San Pietro

Veglia diocesana di Pentecoste al piazza San Pietro

Incontro annuale per i catechisti dei Battesimi

Incontro annuale per i catechisti dei Battesimi, a cura dell’Ufficio catechistico.

E’ entrato nella luce della Resurrezione   il Rev.do Padre Bruno Secondin, O.Carm

Il Cardinale Vicario Angelo De Donatis,
il Consiglio Episcopale e il Presbiterio della Diocesi di Roma,
annunciano che è entrato nella luce della Resurrezione
 
il Rev.do Padre Bruno Secondin, O.Carm
Professore emerito di Spiritualità alla Pontificia Università Gregoriana
Fondatore dell’esperienza di Lectio Divina a Santa Maria in Traspontina
e, ricordandone il generoso e lungo ministero intellettuale e pastorale,
lo affidano all’abbraccio misericordioso di Dio.

I funerali si svolgeranno domani, sabato 8 giugno 2019 alle ore 16.00,
nella Parrocchia di Santa Maria in Traspontina

Incontra la comunità e celebra la Messa nel Monastero Agostiniano di Santa Lucia

Incontra la comunità e celebra la Messa nel Monastero Agostiniano di Santa Lucia.

E’ entrata nella luce della Resurrezione Elena, mamma del vescovo Ruzza

Il Cardinale Vicario Angelo De Donatis,
il Consiglio Episcopale, il Presbiterio della Diocesi di Roma
e tutta la famiglia del Vicariato di Roma

sono vicini al dolore di S.E. Mons. Gianrico Ruzza,
Vescovo Ausiliare per il Settore Sud,
per la morte della sua cara mamma

Elena

e, assicurando preghiere di suffragio, invocano il Signore Dio,
ricco di misericordia, perché conceda ad Elena il premio
della vita eterna e dia conforto ai suoi familiari.

I funerali si svolgeranno venerdì 7 giugno 2019 alle ore 15.00,
presso la Parrocchia di Santa Francesca Cabrini
(Piazza Massa Carrara, 15)

6 giugno 2019

Lettera ai fedeli delle diocesi laziali

In occasione della solennità di Pentecoste, i vescovi del Lazio hanno indirizzato una lettera a tutti i fedeli delle diocesi laziali, che verrà letta durante le varie Messe del giorno. Di seguito il testo integrale

Carissimi fedeli delle diocesi del Lazio,
desideriamo offrirvi alcune riflessioni in occasione della solennità di Pentecoste che ci mostra l’icona dell’annunzio a Gerusalemme ascoltato in molte lingue: pensiamolo come il segno del pacifico e gioioso incontro fra i popoli che attualizza l’invito del Risorto ad annunciare la vita e l’amore.

Purtroppo nei mesi trascorsi le tensioni sociali all’interno dei nostri territori, legate alla crescita preoccupante della povertà e delle diseguaglianze, hanno raggiunto livelli preoccupanti. Desideriamo essere accanto a tutti coloro che vivono in condizioni di povertà: giovani, anziani, famiglie, diversamente abili, disagiati psichici, disoccupati e lavoratori precari, vittime delle tante dipendenze dei nostri tempi.

Sappiamo bene che in tutte queste dimensioni di sofferenza non c’è alcuna differenza: italiani o stranieri, tutti soffrono allo stesso modo. È proprio a costoro che va l’attenzione del cuore dei credenti e – vogliate crederlo – dell’opzione di fondo delle nostre preoccupazioni pastorali.

Vorremmo invitarvi ad una rinnovata presa di coscienza: ogni povero – da qualunque paese, cultura, etnia provenga – è un figlio di Dio. I bambini, i giovani, le famiglie, gli anziani da soccorrere non possono essere distinti in virtù di un “prima” o di un “dopo” sulla base dell’appartenenza nazionale.

Da certe affermazioni che appaiono essere “di moda” potrebbero nascere germi di intolleranza e di razzismo che, in quanto discepoli del Risorto, dobbiamo poter respingere con forza. Chi è straniero è come noi, è un altro “noi”: l’altro è un dono. È questa la bellezza del Vangelo consegnatoci da Gesù: non permettiamo che nessuno possa scalfire questa granitica certezza.

Desideriamo invitarvi, pertanto, a proseguire il nostro cammino di comunità credenti, sia con la preghiera che con atteggiamenti di servizio nella testimonianza di una virtù che ha sempre caratterizzato il nostro Paese: l’accoglienza verso l’altro, soprattutto quando si trovi nel bisogno. Proviamo a vivere così la sfida dell’integrazione che l’ineluttabile fenomeno migratorio pone dinanzi al nostro cuore: non lasciamo che ci sovrasti una “paura che fa impazzire” come ha detto Papa Francesco, una paura che non coglie la realtà; riconosciamo che il male che attenta alla nostra sicurezza proviene di fatto da ogni parte e va combattuto attraverso la collaborazione di tutte le forze buone della società, sia italiane che straniere.

Le nostre diocesi, attraverso i centri di ascolto della Caritas e tante altre realtà di solidarietà e di prossimità, danno quotidianamente il proprio contributo per alleviare le situazioni dei poveri che bussano alla nostra porta, accogliendo il loro disagio. Tanto è stato fatto e tanto ancora desideriamo fare, affinché l’accoglienza sia davvero la risposta ad una situazione complessa e non una soluzione di comodo (o peggio interessata). Desideriamo che tutte le nostre comunità – con spirito di discernimento – possano promuovere una cultura dell’accoglienza e dell’integrazione, respingendo accenti e toni che negano i diritti fondamentali dell’uomo, riconosciuti dagli accordi internazionali e – soprattutto – originati dalla Parola evangelica.

Non intendiamo certo nascondere la presenza di molte problematiche legate al tema dell’accoglienza dei migranti, così come sappiamo di alcune istituzioni che pensavamo si occupassero di accoglienza, e che invece non hanno dato la testimonianza che ci si poteva aspettare. Desideriamo, tuttavia, ricordare che quando le norme diventano più rigide e restrittive e il riconoscimento dei diritti della persona è reso più complesso, aumentano esponenzialmente le situazioni difficili, la presenza dei clandestini, le persone allo sbando e si configura il rischio dell’aumento di situazioni illegali e di insicurezza sociale.

Pertanto, carissime sorelle e carissimi fratelli, sentiamo il dovere di rivolgere a tutti voi un appello accorato affinché nelle nostre comunità non abbia alcun diritto la cultura dello scarto e del rifiuto, ma si affermi una cultura “nuova” fatta di incontro, di ricerca solidale del bene comune, di custodia dei beni della terra, di lotta condivisa alla povertà. Invochiamo per tutti noi il dono incessante dello Spirito, che converta i nostri cuori per renderli solleciti nel testimoniare un’accoglienza profondamente evangelica e la gioia della fraternità, frutto concreto della Pentecoste.

I Vescovi delle diocesi del Lazio

7 giugno 2019

Al Pontificio Seminario Romano Maggiore presiede il Consiglio Affari Economici

Al Pontificio Seminario Romano Maggiore presiede il Consiglio Affari Economici.

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