L’invito a custodire le relazioni e a ripartire con il Vangelo

Si è svolta questa mattina, nella basilica di San Giovanni in Laterano, la Messa di inizio anno per i dipendenti e i collaboratori del Vicariato. Nelle parole del cardinale c’è stato un invito a ripartire insieme, senza lasciarsi scoraggiare dalle fatiche e superando la tentazione della rassegnazione attraverso la luce del Vangelo odierno (Lc 6,27-38).

Il primato della fraternità e la custodia delle relazioni
«La prima cosa che chiese san Francesco ai suoi frati non è la povertà, ma è la fraternità. E li invita a stare accanto l’uno con l’altro». Con questa sana provocazione il cardinale vicario Baldo Reina ha richiamato la radice del nostro essere Chiesa, mettendo al centro la preziosità e fragilità delle relazioni che la Parola di Dio ci chiede di custodire.

Nasciamo tutti fratelli, ma la quotidianità porta con sé ferite, appiattimenti e incomprensioni stratificate. Dinanzi a queste difficoltà, il rischio è cedere all’abitudine e all’indifferenza, pensando che «tanto le cose non cambieranno mai». Il Vangelo irrompe per spezzare questa logica: non è un fardello, ma una forza viva capace di rinnovare i cuori.

Chiamati a fare diversamente

Per custodire la vita comunitaria occorre guardare agli altri superando la pura logica del contraccambio. «Proviamo a instaurare in ognuno di noi un desiderio: laddove siamo abituati a misurare le relazioni sulla base di ciò che riceviamo o abbiamo ricevuto, il Signore ci dice di provare ad avere una prospettiva diversa – ha sottolineato il cardinale nell’omelia -. Non migliori di altri, ma sentire il bisogno di essere diversi. Perché dice Gesù: “Se tu saluti quello che ti saluta, che cosa fai di straordinario? Lo fanno tutti. Se tu fai un prestito a chi te lo concede, cosa fai di straordinario? Tra voi non sia così”». Il “tra voi non sia così” diventa la regola d’oro per risanare ogni ambiente, sradicando divisioni e rancori per testimoniare uno stile autenticamente evangelico.

Lasciarsi provocare dalla Parola

L’esortazione rivolta ai presenti si è conclusa con un invito che idealmente possiamo estendere a tutta la diocesi per l’avvio di questo nuovo anno pastorale: «Lasciamoci punzecchiare, stimolare, graffiare da questa Parola, perché se ci sono delle cose che possiamo rivedere, migliorare, è per il bene di tutti». Mettendo in campo la nostra buona volontà quotidiana e camminando per piccoli passi sotto la protezione della Vergine Santissima, la nostra Chiesa potrà testimoniare con gioia un Vangelo vivo, crescendo nella comunione, nella verità e nella carità.

10 settembre 2026