Di seguito il testo integrale dell’omelia pronunciata dal cardinale vicario
L’annuale ricordo del martirio di San Giovanni Battista ci aiuta a riflettere su quale sia davvero la postura del cristiano di fronte alle prove della vita e alle tante tentazioni di compromesso alle quali siamo quotidianamente esposti. L’episodio lo conosciamo e la riflessione che vorrei condividere prende le mosse dal tentativo di accostarci ai diversi protagonisti del racconto per coglierne luci e ombre. È una storia che si ripete. Ci sono delle opacità nella vita di Erode come nella vita di ognuno di noi. Delle situazioni nelle quali ci siamo imbattuti e che poco alla volta sono diventate le nostre prigioni. È accaduto nel momento in cui abbiamo smesso di dare ascolto alla Parola esigente di Dio e alla nostra coscienza e abbiamo iniziato a pensare che alcune cose si potevano fare perché noi ritenevamo che si potessero fare.
Il Battista, a fronte delle nostre visioni accomodanti, rende manifesta la voce scomoda di Dio, quella linea che – lungi dal voler essere moralista o rigida – semplicemente ci ricorda che alcune scelte non sono lecite, alcune abitudini non sono buoni, alcune relazioni non sono sane. Il Battista anche in questa occasione, come al tempo del battesimo di conversione e all’inizio della sua predicazione è chiaro, diretto, coerente. Lo è perché si è fatto discepolo della Verità e ha imparato quel che Gesù avrebbe detto verso la fine del suo ministero pubblico: “La verità vi farà liberi”. Non teme nulla davanti all’amore per la verità. Si è opposto al re Erode, uomo potente e violento. Sa bene i rischi che corre e che già lo hanno portato a stare in prigione. Sa di essere un uomo scomodo, forse deriso da tanti, lasciato da solo; ma non smette di farsi eco della Parola di Dio che è pur sempre “spada a doppio taglio”. “Non ti è lecito tenere con te Erodiade, moglie di tuo fratello”. Una parola lucida, puntuale, netta che va dritto al cuore dell’interessato. A questo punto si scatena una vera e propria macchina da guerra fatte di complotti, di tranelli, di piccoli e grandi cedimenti. Il contesto di festa si tramuta in un tribunale che sommariamente decide che l’uomo che Erode ascoltava volentieri deve essere fatto fuori. La forza della coerenza contro la forza brutale della menzogna. Umanamente sembra vincere la seconda. Erode, e noi come lui, è tratto in inganno da se stesso, dalle sue false promesse, dall’illusione del piacere di un istante. A Giovanni è tagliata la testa. Deve essere messo a tacere. Deve essere tolto di mezzo. Faranno lo stesso con Gesù appendendolo a una croce. E la storia si ripeterà tante volte, dai martiri dei primi secoli ai tanti cristiani che in diverse parti del mondo ogni giorno vengono uccisi solo perché scomodi e perché ancora credono nella forza disarmante dell’amore.
A questo punto una domanda si impone a noi che abbiamo ascoltato questa Parola e che oggi ci troviamo all’interno di questa grotta dove la Vergine Santissima è apparsa: noi da che parte vogliamo stare? Se guardiamo alla nostra storia personale e alle tante volte in cui abbiamo pensato di poterci accontentare delle mezze verità dobbiamo riconoscere che ci siamo ritrovati con un in mano un pugno di mosche. Vale la pena chiedere l’intercessione del Battista per invocare il coraggio della verità, la forza della coerenza, l’amore per una parola franca e sempre illuminante, la determinazione ad andare avanti anche in mezzo a persecuzioni e a trame di morte. Ci aiuti la Vergine Santissima. Donne forte, donna che nell’umiltà ha sempre camminato a testa alta, donna che è rimasta in piedi sotto la croce mentre tutti scappavano per la paura, donna fedele che ha saputo vedere la vera vita anche davanti alla morte del Figlio. Interceda per tutti noi, interceda per i tanti cristiani che ogni giorno vivono in contesti di guerra e di persecuzione, interceda per i tanti cristiani che si lasciano avvolgere dalla paura perché da figli liberi possiamo quotidianamente intonare il Magnificat e riconoscere che il Signore ha rovesciato i potenti dai troni e ha innalzato gli umili.
Amen
29 agosto 2026













