Il cuore parla al cuore: il 3° Meeting nazionale promosso dalla Cei

Se una sola parola dovesse racchiudere il senso e la bellezza dei tre giorni di studio e riflessione del 3° Meeting nazionale degli Idr, promosso e organizzato a Roma dalla Cei dal 23 al 25 aprile, non potrebbe che essere “cuore”. Non tanto e non solo perché il tema scelto per l’evento, ispirato dalle parole del co-patrono del mondo educativo san John Henry Newman, è stato “Il cuore parla al cuore. L’Irc laboratorio di cultura e dialogo”, ma anche e soprattutto perché con il cuore è stato vissuto da tutti i partecipanti.

Papa Leone XIV, nel corso dell’udienza in Aula Paolo VI sabato mattina, ha esortato tutti i docenti e i responsabili degli Uffici diocesani ad avere cura della dimensione umana, propria e di coloro che vengono loro affidati. «I vostri alunni non hanno bisogno di risposte preconfezionate, ma di vicinanza e onestà da parte di adulti che li affianchino con autorevolezza e responsabilità, mentre affrontano le grandi domande della vita», ha detto il Pontefice.

Ancora, evidenziando la necessità di «aiutare i ragazzi a riconoscere una voce che in realtà già risuona in loro, a non seppellirla, né a confonderla con i rumori che li circondano», consapevoli che viviamo «costantemente assediati da stimoli di ogni genere» e che «ridurre al silenzio quella voce è facilissimo», il Papa ha invitato a «educare a sentirla o a ritrovarla: uno dei doni più grandi che si possano fare alle nuove generazioni». Questo perché «l’uomo non può vivere senza verità e significati autentici, e i giovani, anche se a volte sembrano apatici o insensibili, dietro una facciata di apparente indifferenza, in realtà spesso nascondono l’inquietudine e la sofferenza di chi “sente troppo” e in modo troppo intenso, senza riuscire a dare un nome a ciò che sperimenta», sono ancora le parole di Leone.

Per il direttore dell’Ufficio scuola della diocesi di Roma, Rosario Chiarazzo, Papa Leone «con il suo discorso ha infuso coraggio, dinamismo e speranza a tutti i docenti, dimostrandosi particolarmente riconoscente per il loro lavoro quotidiano, che ha detto essere impegnativo, spesso silenzioso e non appariscente, e nondimeno molto importante per la crescita di tanti bambini, ragazzi e giovani». Per loro, come sottolinea anche la Nota pastorale Cei del dicembre 2025, «la dimensione religiosa è un elemento costitutivo dell’esperienza umana e non può essere marginalizzata nel processo formativo delle nuove generazioni». Si tratta, quindi, di educare con il cuore alla verità, preparandosi a essere capaci di accogliere le domande dei più giovani e accompagnandoli verso le risposte con autorevolezza.

In questo senso ha offerto una riflessione anche il cardinale vicario Baldo Reina che, venerdì sera, nella Basilica di San Giovanni in Laterano, ha presieduto una solenne celebrazione, rivolgendosi a docenti e responsabili diocesani e incoraggiandoli nella «delicata opera educativa affidata dalla Chiesa alle diocesi», affinché bambini, ragazzi e giovani «scoprano che la carne di Cristo è il vero cibo e non abbiano bisogno di surrogati e, poco alla volta, si aprano alla Verità».

In particolare, il porporato ha riconosciuto il valore della «missione preziosissima di parlare al cuore dei più giovani, senza mai screditarli o farli sentire sbagliati, ma, invece, amati da Dio e dalla Chiesa». Si tratta, quindi, di «parlare al cuore, intercettando un desiderio profondo, quello legato alla ricerca della verità», ha concluso il vicario del Papa.

Da parte sua, monsignor Carlo Maria Polvani, segretario del Dicastero per la cultura e l’educazione, intervenendo venerdì mattina in uno dei panel del convegno, con parole appassionate e appassionanti ha sottolineato il valore del lavoro degli Idr con bambini e ragazzi. «Voi li prendete al momento più critico, quando definiscono chi sono, e dal vostro successo o dal vostro fallimento determinate la loro vita», ha affermato. Questo non significa «che chiediamo a voi dei miracoli, non possiamo farlo – sono ancora le parole del presule – ma possiamo almeno essere grati per quello che fate e per la grandezza del vostro impatto: il bene che voi fate è immensamente più grande di quello che non riuscite a fare e per questo vengo solo qui per dirvi “grazie”».

Grato per le giornate di studio e riflessione «perché abbiamo ascoltato dei testimoni che hanno motivato gli insegnanti nel loro impegno quotidiano, dando speranza nel potersi confrontare con i ragazzi e le ragazze», anche don Alberto Gastaldi, responsabile del Servizio nazionale per l’insegnamento della religione cattolica della Cei, che ha espresso «il desiderio che la Chiesa italiana possa stare accanto per sostenere questa esperienza dell’ora di religione».

Don Giacomo Pompei, aiutante di studio dello stesso Ufficio, ha voluto invece esprimere gratitudine ai 70 volontari, Idr della diocesi di Roma, che hanno dato il loro sostegno alla buona riuscita dell’evento. «Se entrate in classe con l’entusiasmo che avete mostrato in queste giornate, siamo sicuri che il vostro lavoro è fatto davvero bene e col cuore», ha affermato.

Vero entusiasmo si è visto nei sorrisi e nella voglia di esserci di tutti i volontari. Inna, originaria della Lettonia ma in Italia da 13 anni e Idr da 5, parla di «un’esperienza di formazione, da un lato, ma anche spirituale per l’incoraggiamento ricevuto e la possibilità di stare insieme, dando un contributo nella Chiesa di Roma». Suor Marievic, filippina delle Suore dell’Incoronata, sottolinea la bellezza «di essere stati insieme tra noi insegnanti di religione, lavorando con tanti colleghi ora diventati amici. E questa è una cosa bellissima: inizia da qui la testimonianza dell’essere Chiesa che poi noi portiamo in classe con i bambini e i ragazzi».

Tanti gli “strumenti” che gli Idr hanno acquisito in queste giornate di studio e approfondimento, anche sul fronte della relazione umana. Una proposta significativa è il cortometraggio Ora libera, presentato sabato mattina prima dell’udienza con il Papa in Aula Nervi. Prodotto da Rai Cinema e One More Pictures, il progetto, che intende offrire «una presentazione positiva dell’Idr nell’immaginario collettivo», nasce da un’idea di Claudia Caneva, preside dell’Istituto Superiore di Scienze Religiose Ecclesia Mater della diocesi di Roma, e vede la sinergia dello stesso Istituto con l’Ufficio della pastorale scolastica – IrC del Vicariato. Il cortometraggio racconta il primo giorno di scuola di un professore di religione e lo scontro, che diventa poi incontro, tra un docente e uno studente di un liceo romano. Le riprese si sono svolte presso il Liceo De Sanctis di Roma. (M.Altoviti)

Il Papa: «I giovani spesso nascondono l’inquietudine di chi “sente troppo”»

Il discorso di Papa Leone XIV

Vatican News