Si è concluso con un bilancio «assolutamente positivo» il campo estivo per 180 adolescenti promosso dall’Ufficio per la pastorale giovanile della diocesi di Roma. I ragazzi, appartenenti a parrocchie di tutti i settori, sono rientrati domenica 5 luglio da Cavareno, in Trentino, dopo una settimana di escursioni, catechesi, condivisioni. «Fatiche belle, sane» dice il direttore dell’Ufficio don Alfredo Tedesco, che è stato affiancato da animatori, seminaristi, sacerdoti, diaconi, suore.
Il campo estivo under 18 «nasce per aiutare le comunità che non riescono a proporre campi, offrendo un’esperienza di Chiesa più ampia e variegata», ricorda don Alfredo il quale sottolinea che le proposte della Pastorale giovanile seguono una precisa scansione anagrafica: il mese di giugno è tradizionalmente dedicato ai più piccoli con le attività dell’oratorio e poi, man mano, il target di età cresce con esperienze diverse. Filo conduttore del campo è stato il tema della pace che «parte dal cuore e dalle situazioni personali». Al rientro, la parola che il sacerdote porta con sé è “ristoro”, legata al Vangelo di domenica scorsa. «Se da una parte i ragazzi hanno portato i loro carichi – spiega –, dall’altra ho avvertito il piacere di portarli insieme a loro nella bellezza di una comunità».
Il tempo di sistemare gli zaini e la Pastorale giovanile partirà per la prossima tappa. Dal 27 luglio al 3 agosto, 50 ragazzi dai 18 anni in su parteciperanno al Cammino di Santiago. Percorreranno 105 chilometri dell’itinerario portoghese, da Vigo, in Galizia, a Compostela. A coordinare il pellegrinaggio è don Ciro Dell’Ova, vicario parrocchiale di Sant’Atanasio e referente di Pastorale giovanile per la XII prefettura. Evidenzia la collaborazione con l’Opera romana pellegrinaggi che «si è interessata dell’aspetto logistico», e il ruolo della diocesi che, «come accaduto con altre iniziative che la Pastorale giovanile sta proponendo, aiuterà i giovani con un sostegno economico notevole. È un grandissimo segno di attenzione verso i ragazzi».
Per il sacerdote, il pellegrinaggio a piedi esige motivazioni autentiche. «Il cammino costringe a fare verità con sé stessi e i propri limiti – afferma –. Si sperimentano la Provvidenza, la corresponsabilità, la complicità, un senso di appartenenza e la certezza che le difficoltà si superano. Se un giovane parte con motivazioni superficiali, difficilmente affronta la fatica. Se c’è una motivazione profonda, l’esperienza diventa un tesoro prezioso per la vita». Tra i cinquanta che si metteranno in cammino c’è Cristian, 20 anni, studente di Economia e finanza a Tor Vergata, della parrocchia dell’Ascensione di Nostro Signore Gesù Cristo al Quarticciolo. È «molto emozionato» e spiega di aver scelto il Cammino di Santiago perché le esperienze passate a Lourdes e alle Gmg lo hanno «sempre arricchito spiritualmente. Santiago è il tassello che manca. Mi aspetto tanta fatica, ma quella che ripaga e accresce l’animo». Si dice certo che durante il pellegrinaggio capirà tante cose. «Il Signore saprà ascoltare il mio cuore prima ancora che io pensi qualcosa».
Dal 27 agosto al 1° settembre i giovani parteciperanno poi al pellegrinaggio diocesano a Lourdes «con una formula interamente pensata per loro – afferma don Alfredo Tedesco –. Lourdes è una salvezza continua: i pesi dei ragazzi trovano un vero conforto». E intanto già si pensa alla «Giornata mondiale della gioventù in Corea del prossimo anno. C’è grande attesa per Seul».
12 luglio 2026













