La solidarietà in circolo: le monete di Fontana di Trevi

Grazie al consolidato accordo tra Roma Capitale e la Diocesi di Roma, i sogni e i desideri affidati dai turisti alle acque della Fontana di Trevi si trasformano ogni anno in risposte concrete per le fasce più fragili della popolazione urbana. Questa relazione offre una sintesi dettagliata del quadriennio 2022-2025, illustrando come la Caritas Diocesana di Roma abbia interamente e capillarmente reinvestito i fondi raccolti — passati da circa 1,43 milioni di euro nel 2022 a un picco di quasi 1,97 milioni nel 2023, per poi assestarsi a 1,86 milioni nel 2025 — per contrastare le vecchie e nuove forme di povertà della Capitale.

Lotta alla povertà alimentare: il pilastro del sostegno essenziale
L’ambito alimentare si conferma la principale e più costante voce di intervento, assorbendo tra il 28% e il 32% delle risorse annue. Questo asse poggia su due pilastri fondamentali:

  • Le Mense Sociali: Nelle storiche Mense sociale “Giovanni Paolo II” a Colle Oppio, “Don Luigi Di Liegro” a Via Marsala e “Gabriele Castiglion” di Ostia sono stati distribuiti volumi imponenti di pasti. Complessivamente, nei quattro anni, sono state incontrate mediamente 12.300 persone ogni anno con un picco di 13.640 nel 2023. I pasti erogati sono stati in media 317 mila ogni anno, con una punta di 321 mila nel 2023. Il servizio è garantito principalmente in convenzione con Roma Capitale e integrato in modo significativo dai fondi di Fontana di Trevi.
  • Gli Empori della Solidarietà: Sei market solidali distribuiti sul territorio offrono un paniere di beni essenziali e dignità alle famiglie. Mediamente accolgono 1.700 nuclei familiari (6.000 persone totali, di cui il 12% minori).

Emergenza solitudine: un fenomeno in drammatica espansione
Il dato sociale più rilevante del quadriennio è l’impennata dei fondi destinati al contrasto delle solitudini e delle fragilità relazionali, passati dal il 7% nel 2022 (€96.150,25) al 23% nel 2025 (€435.565,60). Questo incremento riflette le dinamiche di marginalità sempre più diffuse nella Capitale:

  • La rete dei Centri di Ascolto: vero cuore pulsante della prossimità territoriale, la rete è capillarmente cresciuta da 185 centri attivi a fine 2022 (con 11.223 persone prese in carico) a ben 247 centri a fine 2025, arrivando a tutelare 12.558 persone (corrispondenti a circa 23 mila membri complessivi dei nuclei familiari).
  • Servizi di Prossimità ed Emergenza: Include il Servizio Notturno Itinerante, che vede ogni sera operatori e volontari supportare le persone senza dimora direttamente in strada, potenziando le équipe nei mesi invernali (Emergenza Freddo).
  • Assistenza domiciliare per gli anziani e i malati: nel 2025 è stata inoltre consolidata l’assistenza domiciliare per anziani e persone sole non autosufficienti, prendendo in carico ogni anno una media di 450 persone.
  • Quartieri solidali: un programma di sostegno e promozione sociale per le persone anziane, presente in 14 parrocchie di Roma, che coinvolge 400 anziani nelle attività ricreative e 240 anziani come volontari.
  • Contrasto alle dipendenze e al gioco d’azzardo: un programma strutturato che vede attività di sensibilizzazione, 1.700 gli studenti incontrati ogni anno, un Centro di ascolto dedicato ai malati e ai loro familiari, una rete di supporto per le conseguenze legali e debitorie dovute alla dipendenza.

Povertà sanitaria e polifragilità: risposte cliniche e multidisciplinari
Sono 3.500 i pazienti che ogni anno vengono visitati nei centri sanitari della Caritas diocesana – Poliambulatorio, Centro odontoiatrico, centro farmaceutico, Ambulatorio per vittime di tortura e stress post traumatico – per un totale di 21 mila prestazioni sanitarie.

Vi sono inoltre progetti ad alta specializzazione come Casa Wanda a Villa Glori, un centro diurno che assiste gratuitamente malati di Alzheimer di grado medio e grave attraverso percorsi di stimolazione cognitiva, arte-terapia e supporto psicologico ai familiari. Vi sono inoltre tre case-famiglia per malati di Aids che, nel tempo, si stanno rimodulando concentrandosi sulla “polifragilità”: situazioni complesse in cui il disagio sanitario cronico o psicologico si interseca con la marginalità economica e l’isolamento, richiedendo un’assistenza continuativa e personalizzata.

Povertà Abitativa e percorsi di autonomia
Sono 1.600 le persone che ogni anno trovano un tetto nei Centri di accoglienza promossi dalla Caritas di Roma (Ostelli, Comunità alloggio, Case-famiglia, Centri per rifugiati e protetti internazionali, Centri per donne vittime di violenza).

L’emergenza casa è però complessa, richiedendo risposte sempre più articolate. La risposta all’emergenza casa ha registrato un picco straordinario nel 2023, assorbendo il 25% del totale dei fondi di Fontana di Trevi (€488.818,65) a causa dell’acuirsi della crisi degli sfratti e della precarietà post-pandemica, per poi assestarsi al 13-14% nel biennio 2024-2025. Gli interventi prevedono sussidi diretti (Fondo accompagnamento famiglia, Fondo “Bolletta sospesa”, pagamenti di utenze, affitti e morosità immediate per evitare lo sfratto) e l’accoglienza in alloggi protetti.

Accanto alle 4 strutture di housing sociale storiche (che nel 2022 hanno ospitato 27 adulti e 18 neomaggiorenni ex minori non accompagnati), dal 2024 è nato il progetto di housing sociale “Don Roberto Sardelli”, che gestisce 15 appartamenti accompagnando 47 persone verso una progressiva autonomia lavorativa e abitativa attraverso percorsi di 24-48 mesi.

Povertà educativa e Sostegno all’infanzia e all’adolescenza
Rappresentando una quota stabile tra il 7% e il 12.5% delle risorse offerte dalle “monetine”, questi interventi hanno l’obiettivo di spezzare la trasmissione intergenerazionale della povertà:

  • Prima Infanzia (0-3 anni): I Centri diurni interculturali garantiscono l’accoglienza a bambini che non riescono ad accedere ai nidi pubblici, offrendo alle madri vulnerabili la possibilità di inserirsi nel mercato del lavoro e sostenendo le competenze genitoriali.
  • Adolescenza e Integrazione: iIl Centro di aggregazione giovanile al Tiburtino III rappresenta un presidio fondamentale in un quartiere periferico complesso. Accoglie 200 ragazzi, offrendo aule studio, una scuola di lingua italiana per minori stranieri, laboratori ricreativi (serigrafia, bijoux, cuoio) e corsi professionalizzanti (pizzeria), accanto a laboratori contro le discriminazioni e campi estivi solidali.
  • Inclusione e lingua: Ogni anno, nella Scuola di Italiano, si formano 400 studenti con una didattica mista – in presenza e online – e l’attivazione di corsi avanzati (B1).

Oneri di gestione
Tali oneri coprono le complesse e indispensabili operazioni logistiche e di sicurezza: il prelievo fisico delle monetine dalla vasca, il trasporto protetto, il lavaggio e la disinfezione, la selezione e la suddivisione per conio, e le commissioni di cambio per le valute estere non-euro gestite tramite operatori specializzati.