19 Giugno 2026

Quattro nuovi parroci nelle comunità dei vescovi ausiliari

Quattro nuovi parroci sono arrivati nei giorni scorsi alla guida di altrettante parrocchie romane, dopo le recenti nomine dei vescovi ausiliari e la Messa con le ordinazioni episcopali, presieduta da Papa Leone XIV lo scorso 2 maggio nella basilica di San Giovanni in Laterano. A San Basilio, nel quartiere omonimo, dove era parroco monsignor Stefano Sparapani (ora ausiliare per il settore Ovest), è giunto don Paolo Maria Vittorio Iacovelli. Monsignor Alessandro Zenobbi (ora ausiliare per il settore Est) era invece a Santa Lucia, al quartiere Della Vittoria, il nuovo parroco è don Simone Carosi. All’Appio Latino, nella parrocchia di San Giovanni Battista de Rossi, il precedente parroco era monsignor Andrea Carlevale (nuovo ausiliare per il settore Sud), del quale ha preso il posto don Emilio Cenani. Infine, nella parrocchia della Trasfigurazione di Nostro Signore Gesù Cristo, a Monteverde, c’era monsignor Marco Valenti (attuale ausiliare per il settore Nord), mentre ora il parroco è don Paolo Salvini.

8 maggio 2026

Quattro documentari Caritas per la Giornata del Rifugiato

Celebrazione eucaristica in rito zairese presieduta dal Santo Padre Francesco in occasione del 25.mo anniversario della nascita della Cappellania cattolica congolese di Roma. Basilica di san Pietro, domenica 1 dicembre 2019

Il 20 giugno si celebra la Giornata Mondiale del Rifugiato, appuntamento annuale sancito dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite per sensibilizzare l’opinione pubblica sulla condizione di oltre 70 milioni di rifugiati, richiedenti asilo e sfollati nel mondo che, costretti a fuggire da guerre e persecuzioni, lasciano i propri affetti, la propria casa e tutto ciò che un tempo era la loro vita per cercare salvezza altrove.

Il 6 settembre 2015 Papa Francesco ha rivolto un appello alle parrocchie e alle comunità religiose ad accogliere una famiglia di profughi come gesto concreto in preparazione del Giubileo della Misericordia. A partire dalle parole del Papa, la Caritas di Roma ha avviato l’esperienza di accoglienza diffusa per richiedenti e titolari di protezione internazionale intesa come ospitalità di prossimità ai territori.

Hanno aderito all’iniziativa 43 comunità parrocchiali e 3 famiglie che, in questi anni, hanno accolto e integrato 246 richiedenti asilo e protetti interinazioni Sono stati promossi percorsi di inserimento sociale e lavorativo: scuola di italiano, formazione professionale, accompagnamento all’autonomia abitativa, inserimento scolastico e universitario.

In occasione della Giornata mondiale del Rifugiato 2021 la Caritas propone una rassegna di quattro brevi documentari per raccontare questa esperienza. Le opere sono state realizzate da Louie ann Malazan, giovane regista di origine filippina, nell’ambito del programma Torno Subito promosso dalla Regione Lazio. Per vederli, http://www.caritasroma.it/.

7 giugno 2021

Quattro chef per la Caritas

Foto da Pexels

Martedì 20 giugno torna l’appuntamento di “Quattro chef per la Caritas”, l’iniziativa di solidarietà promossa dal giornalista enogastronomico Luigi Cremona e Witaly a sostegno delle iniziative promosse dall’organismo diocesano. Una manifestazione giunta all’ottava edizione che riprende dopo la lunga sosta per il Covid-19.

Gli chef «stellati» Gennaro Esposito, Anthony Genovese, Giovanni Solofra e Roberta Merolli, Pietro Piazzoli, saranno protagonisti di un doppio appuntamento nei centri della Caritas romana. Alle ore 12 cureranno un menù d’eccezione, preparato sul posto, per gli ospiti della Mensa «Giovanni Paolo II» a Colle Oppio (via delle Sette Sale, 30).

Alle ore 20, nel complesso Marchiafava, presso le case famiglia nel parco di Villa Glori, cureranno una cena di beneficenza, a invito, in cui la Caritas di Roma presenterà le line generali del progetto sociale e la campagna di raccolta fondi per la riqualificazione del complesso. Finora dedicate esclusivamente all’accoglienza per i malati di Aids, le quattro strutture principali del complesso di Villa Glori diventeranno un «Polo Sanitario per l’accoglienza di persone emarginate con fragilità complesse socio-sanitarie».

Un’opera di ristrutturazione e riqualificazione dei padiglioni – uno dei quali coinvolto nel progetto del Piano nazionale di ripresa e resilienza per l’housing first e stazione di posta – per la quale la Caritas di Roma avvierà una raccolta fondi tra fondazioni, imprese, sponsor e comunità. Durante la cena, a cui insieme agli ospiti delle case prenderanno parte rappresentanti delle Istituzioni e sostenitori, verrà illustrato il progetto del nuovo Polo integrato socio-sanitario.

L’iniziativa – che avrà il supporto dell’Associazione dei Tartufai Italiani – vedrà anche un’asta di beneficenza, in presenza e online, curata da Ansuini Aste, con la proposta di vari oggetti di pregio, provenienti dal progetto di economia circolare “Valori ritrovati”, nato dalla collaborazione tra Caritas di Roma e Poste Italiane.

19 giugno 2023

Quarticciolo, un incontro pubblico per raccontare esperienze di comunità e di pace

Roma, quartiere Quarticciolo

Venerdì 20 marzo alle ore 18.30, a via Trani 1, si terrà un incontro pubblico per conoscere da vicino l’esperienza dei ragazzi del Quarticciolo. Interverranno Daniele, Fiamma, Emanuele e Pietro, che racconteranno il lavoro avviato nel quartiere e le prospettive future del loro impegno.

L’iniziativa nasce dal desiderio di dare spazio a un percorso che si è sviluppato dentro un contesto complesso, scegliendo con convinzione la strada della nonviolenza e della partecipazione attiva. «Ci sono esperienze che sentiamo necessarie perché nascono, si sviluppano e crescono con le persone e tra le persone. Questo è un dono perché si interrogano sui fatti e rispondono con una visione inclusiva e solidale. Sono necessarie come l’aria», afferma monsignor Francesco Pesce, direttore dell’Ufficio per la pastorale sociale, del lavoro e della custodia del creato del Vicariato di Roma.

L’esperienza del Quarticciolo si caratterizza per un approccio concreto ai problemi del territorio: «Affronta le difficoltà chiamandole per nome e le gestisce attraverso un percorso politico orientato a trasformare la lettura delle criticità in progetti capaci di avviare processi», sottolinea il sacerdote.

Al centro dell’incontro ci sarà il tema della pace intesa come pratica quotidiana. «La pace è fatta di partecipazione attiva e di capacità di gestire i conflitti», osserva Oliviero Bettinelli, vice direttore dell’Ufficio. E ancora: «Le seconde chance non sono un regalo occasionale, ma possono diventare semi di futuro solo se sono impastate di idee, di intelligenza e di solidarietà».

All’appuntamento interverrà anche padre Daniele Canali, parroco dell’Ascensione di Nostro Signore Gesù Cristo, parrocchia che ha da poco ricevuto la visita di Leone XIV e da sempre in prima linea nella lotta alle povertà del quartiere.

 

16 marzo 2026

Quarta meditazione quaresimale: Salmo 103

Quaresimali: Franco Nembrini riflette sul Cantico delle creature

Foto diocesidiroma/Gennari

Si terrà questa sera, 11 marzo, alle ore 19, nella Basilica di San Giovanni in Laterano, il terzo appuntamento dei Quaresimali 2026 dedicati a San Francesco d’Assisi.

L’incontro, dal titolo “La luna, non il dito!”, sarà guidato come di consueto da Franco Nembrini e da don Fabio Rosini. Le conclusioni, questa volta, saranno affidate a monsignor Andrea Lonardo, direttore dell’Ufficio per la cultura del Vicariato di Roma.

Al centro della riflessione il Cantico delle Creature, testo composto da San Francesco intorno al 1224.

Qui è possibile consultare il testo del Cantico.

Segui la diretta streaming sul canale YouTube della Diocesi di Roma

Quaresimali: “La paternità di Francesco” con Franco Nembrini e don Fabio Rosini

Si terrà questa sera, 4 marzo, alle ore 19, nella Basilica di San Giovanni in Laterano, il secondo appuntamento dei Quaresimali 2026 dedicati a San Francesco d’Assisi.

L’incontro, dal titolo “La paternità di Francesco”, sarà guidato da Franco Nembrini e Fabio Rosini, con le conclusioni affidate al cardinale vicario Baldo Reina.

Al centro della riflessione, la “strategia educativa” del Poverello di Assisi e la sua cura misericordiosa della vita: una paternità che non esercita controllo, ma genera libertà, accompagna il cammino e custodisce anche nella fragilità.

Durante la serata sarà possibile seguire e consultare il testo della “Lettera a un ministro”, documento in cui Francesco invita chi guida a mettere la misericordia prima della durezza, ricordando che l’autorità cristiana è servizio e custodia del fratello.

Qui il testo della “Lettera a un ministro” per la consultazione durante l’incontro.

Segui la diretta streaming sul canale YouTube della Diocesi di Roma

 

4 marzo 2026

Quaresimali, Franco Nembrini legge la “perfetta letizia”

Quarto appuntamento con i quaresimali 2026 a San Giovanni in Laterano. Franco Nembrini e don Fabio Rosini racconteranno la figura di San Francesco attraverso il capitolo ottavo dei Fioretti; quello della perfetta letizia. Le conclusioni sono affidati al cardinale vicario Baldo Reina.

Leggi il brano qui.

Guarda la diretta YouTube

Quaresimali su Leopardi, stasera la conclusione – scarica il testo

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Si conclude questa sera l’iniziativa promossa dalla diocesi di Roma per la Quaresima: ogni mercoledì, a cominciare dal primo marzo, la basilica di San Giovanni in Laterano, dalle ore 19, ha ospitato cinque incontri dedicati ai capolavori di Giacomo Leopardi per vivere insieme il cammino quaresimale. “Ed io che sono?” è il nome della proposta, che ha visto protagonista Franco Nembrini, professore e saggista; l’introduzione di ogni serata è stata affidata a don Fabio Rosini, direttore dell’Ufficio diocesano per le vocazioni, mentre le conclusioni al cardinale vicario Angelo De Donatis. Ogni incontro è trasmesso in diretta su Telepace e sul canale YouTube della diocesi di Roma (@diocesidiromaofficial).

«È l’occasione per riflettere alla luce di alcune pagine tra le più espressive della nostra letteratura, e vivere più consapevolmente il nostro cammino di preparazione verso la Pasqua», per il cardinale De Donatis.

La conclusione il 29 marzo, con “Questo, d’ignoto amante, inno ricevi”, dalla poesia “Alla sua donna”, che Nembrini definisce «l’incredibile profezia al vertice della poesia di Leopardi: la soluzione al male, la vittoria sul male sarebbe che l’eterno accettasse di incarnarsi e diventare compagno di cammino per l’uomo».

Scarica qui il testo

29 marzo 2023

Quaresimali con Franco Nembrini, i testi della terza serata

Scarica i testi della terza serata

“L’Infinito” e “Il  passero solitario”, su questi due celeberrimi componimenti di Giacomo Leopardi, Franco Nembrini, professore e saggista, si soffermerà nella terza serata del ciclo di meditazioni quaresimali “Ed io che sono?”, questa sera (mercoledì 15 marzo) nella basilica di San Giovanni in Laterano. Come di consueto, l’appuntamento sarà aperto da una introduzione di don Fabio Rosini, direttore dell’Ufficio per le vocazioni della diocesi di Roma, e verrà concluso da una riflessione del cardinale vicario Angelo De Donatis.

L’infinito

«Sempre caro mi fu quest’ermo colle,
e questa siepe, che da tanta parte
dell’ultimo orizzonte il guardo esclude.
Ma sedendo e mirando, interminati
spazi di là da quella, e sovrumani
silenzi, e profondissima quïete
io nel pensier mi fingo, ove per poco
il cor non si spaura. E come il vento
odo stormir tra queste piante, io quello
infinito silenzio a questa voce
vo comparando: e mi sovvien l’eterno,
e le morte stagioni, e la presente
e viva, e il suon di lei. Così tra questa
immensità s’annega il pensier mio:
e il naufragar m’è dolce in questo mare.»

 

Il passero solitario

D’in su la vetta della torre antica,
Passero solitario, alla campagna
Cantando vai finchè non more il giorno;
Ed erra l’armonia per questa valle.
Primavera dintorno
Brilla nell’aria, e per li campi esulta,
Sì ch’a mirarla intenerisce il core.
Odi greggi belar, muggire armenti;
Gli altri augelli contenti, a gara insieme
Per lo libero ciel fan mille giri,
Pur festeggiando il lor tempo migliore:
Tu pensoso in disparte il tutto miri;
Non compagni, non voli,
Non ti cal d’allegria, schivi gli spassi;
Canti, e così trapassi
Dell’anno e di tua vita il più bel fiore.

Oimè, quanto somiglia
Al tuo costume il mio! Sollazzo e riso,
Della novella età dolce famiglia,
E te german di giovinezza, amore,
Sospiro acerbo de’ provetti giorni
Non curo, io non so come; anzi da loro
Quasi fuggo lontano;
Quasi romito, e strano
Al mio loco natio,
Passo del viver mio la primavera.
Questo giorno ch’omai cede alla sera,
Festeggiar si costuma al nostro borgo.
Odi per lo sereno un suon di squilla,
Odi spesso un tonar di ferree canne,
Che rimbomba lontan di villa in villa.
Tutta vestita a festa
La gioventù del loco
Lascia le case, e per le vie si spande;
E mira ed è mirata, e in cor s’allegra.
Io solitario in questa
Rimota parte alla campagna uscendo,
Ogni diletto e gioco
Indugio in altro tempo: e intanto il guardo
Steso nell’aria aprica
Mi fere il Sol che tra lontani monti,
Dopo il giorno sereno,
Cadendo si dilegua, e par che dica
Che la beata gioventù vien meno.

Tu, solingo augellin, venuto a sera
Del viver che daranno a te le stelle,
Certo del tuo costume
Non ti dorrai; che di natura è frutto
Ogni vostra vaghezza.
A me, se di vecchiezza
La detestata soglia
Evitar non impetro,
Quando muti questi occhi all’altrui core,
E lor fia voto il mondo, e il dì futuro
Del dì presente più noioso e tetro,
Che parrà di tal voglia?
Che di quest’anni miei? che di me stesso?
Ahi pentirommi, e spesso,
Ma sconsolato, volgerommi indietro.

 

L’incontro, in diretta streaming, potrà essere seguito anche sul nostro canale YouTube

Scarica i testi della terza serata

 

15 marzo 2023

 

 

Quaresimali con Franco Nembrini, i testi della quarta serata

Scarica il testo

Il Canto notturno di un pastore errante dell’Asia sarà al centro della riflessione del quarto appuntamento dei Quaresimali 2023 a San Giovanni in Laterano con Franco Nembrini. Introduce l’incontro don Fabio Rosini, conclude con una meditazione il cardinale vicario Angelo De Donatis. Diretta streaming sul nostro canale YouTube dalle ore 19 del 22 marzo.

 

Canto notturno di un pastore errante dell’Asia

Che fai tu, luna, in ciel? dimmi, che fai,
Silenziosa luna?
Sorgi la sera, e vai,
Contemplando i deserti; indi ti posi.
Ancor non sei tu paga
Di riandare i sempiterni calli?
Ancor non prendi a schivo, ancor sei vaga
Di mirar queste valli?
Somiglia alla tua vita
La vita del pastore.
Sorge in sul primo albore
Move la greggia oltre pel campo, e vede
Greggi, fontane ed erbe;
Poi stanco si riposa in su la sera:
Altro mai non ispera.
Dimmi, o luna: a che vale
Al pastor la sua vita,
La vostra vita a voi? dimmi: ove tende
Questo vagar mio breve,
Il tuo corso immortale?

Vecchierel bianco, infermo,
Mezzo vestito e scalzo,
Con gravissimo fascio in su le spalle,
Per montagna e per valle,
Per sassi acuti, ed alta rena, e fratte,
Al vento, alla tempesta, e quando avvampa
L’ora, e quando poi gela,
Corre via, corre, anela,
Varca torrenti e stagni,
Cade, risorge, e più e più s’affretta,
Senza posa o ristoro,
Lacero, sanguinoso; infin ch’arriva
Colà dove la via
E dove il tanto affaticar fu volto:
Abisso orrido, immenso,
Ov’ei precipitando, il tutto obblia.
Vergine luna, tale
E’ la vita mortale.

Nasce l’uomo a fatica,
Ed è rischio di morte il nascimento.
Prova pena e tormento
Per prima cosa; e in sul principio stesso
La madre e il genitore
Il prende a consolar dell’esser nato.
Poi che crescendo viene,
L’uno e l’altro il sostiene, e via pur sempre
Con atti e con parole
Studiasi fargli core,
E consolarlo dell’umano stato:
Altro ufficio più grato
Non si fa da parenti alla lor prole.
Ma perchè dare al sole,
Perchè reggere in vita
Chi poi di quella consolar convenga?
Se la vita è sventura,
Perchè da noi si dura?
Intatta luna, tale
E’ lo stato mortale.
Ma tu mortal non sei,
E forse del mio dir poco ti cale.

Pur tu, solinga, eterna peregrina,
Che sì pensosa sei, tu forse intendi,
Questo viver terreno,
Il patir nostro, il sospirar, che sia;
Che sia questo morir, questo supremo
Scolorar del sembiante,
E perir dalla terra, e venir meno
Ad ogni usata, amante compagnia.
E tu certo comprendi
Il perchè delle cose, e vedi il frutto
Del mattin, della sera,
Del tacito, infinito andar del tempo.
Tu sai, tu certo, a qual suo dolce amore
Rida la primavera,
A chi giovi l’ardore, e che procacci
Il verno co’ suoi ghiacci.
Mille cose sai tu, mille discopri,
Che son celate al semplice pastore.
Spesso quand’io ti miro
Star così muta in sul deserto piano,
Che, in suo giro lontano, al ciel confina;
Ovver con la mia greggia
Seguirmi viaggiando a mano a mano;
E quando miro in cielo arder le stelle;
Dico fra me pensando:
A che tante facelle?
Che fa l’aria infinita, e quel profondo
Infinito Seren? che vuol dir questa
Solitudine immensa? ed io che sono?
Così meco ragiono: e della stanza
Smisurata e superba,
E dell’innumerabile famiglia;
Poi di tanto adoprar, di tanti moti
D’ogni celeste, ogni terrena cosa,
Girando senza posa,
Per tornar sempre là donde son mosse;
Uso alcuno, alcun frutto
Indovinar non so. Ma tu per certo,
Giovinetta immortal, conosci il tutto.
Questo io conosco e sento,
Che degli eterni giri,
Che dell’esser mio frale,
Qualche bene o contento
Avrà fors’altri; a me la vita è male.

O greggia mia che posi, oh te beata,
Che la miseria tua, credo, non sai!
Quanta invidia ti porto!
Non sol perchè d’affanno
Quasi libera vai;
Ch’ogni stento, ogni danno,
Ogni estremo timor subito scordi;
Ma più perchè giammai tedio non provi.
Quando tu siedi all’ombra, sovra l’erbe,
Tu se’ queta e contenta;
E gran parte dell’anno
Senza noia consumi in quello stato.
Ed io pur seggo sovra l’erbe, all’ombra,
E un fastidio m’ingombra
La mente, ed uno spron quasi mi punge
Sì che, sedendo, più che mai son lunge
Da trovar pace o loco.
E pur nulla non bramo,
E non ho fino a qui cagion di pianto.
Quel che tu goda o quanto,
Non so già dir; ma fortunata sei.
Ed io godo ancor poco,
O greggia mia, nè di ciò sol mi lagno.
Se tu parlar sapessi, io chiederei:
Dimmi: perchè giacendo
A bell’agio, ozioso,
S’appaga ogni animale;
Me, s’io giaccio in riposo, il tedio assale?

Forse s’avess’io l’ale
Da volar su le nubi,
E noverar le stelle ad una ad una,
O come il tuono errar di giogo in giogo,
Più felice sarei, dolce mia greggia,
Più felice sarei, candida luna.
O forse erra dal vero,
Mirando all’altrui sorte, il mio pensiero:
Forse in qual forma, in quale
Stato che sia, dentro covile o cuna,
E’ funesto a chi nasce il dì natale.

 

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Quaresimale su san Francesco nella basilica di San Giovanni in Laterano

Quaresimale su san Francesco nella basilica di San Giovanni in Laterano

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