Nella mattinata del 16 giugno, intorno alle 10, è stato scoperto il furto del tabernacolo custodito nella cappella della casa di cura polispecialistica Aurelia Hospital di Roma. Ad accorgersi dell’accaduto è stato il cappellano ospedaliero. Il tabernacolo, di notevole peso e contenente particole consacrate, è stato rimosso dal proprio piedistallo a cui era ancorato e portato via. Sono state inoltre sottratte le offerte contenute nei candelieri votivi presenti nella cappella. Di seguito la lettera del cardinale vicario Baldassare Reina con le preghiere di riparazione per questo grave atto sacrilego
Carissimi,
con profondo dolore desidero raggiungervi a seguito del grave episodio avvenuto ieri presso la cappella dell’Aurelia Hospital, dove è stato sottratto il tabernacolo contenente le Sacre Specie.
Non siamo dinanzi soltanto a un furto commesso in un luogo sacro, ma a un atto sacrilego che offende il Signore presente nel Santissimo Sacramento dell’Eucaristia e ferisce profondamente la fede del popolo cristiano.
Il dolore è reso ancora più acuto dal fatto che tale sacrilegio sia avvenuto in una cappella ospedaliera, luogo nel quale molti malati, familiari, medici, infermieri e operatori sanitari trovano consolazione, silenzio, preghiera e speranza. A questa comunità desidero esprimere la vicinanza affettuosa della Chiesa di Roma.
Dinanzi a un fatto così grave non possiamo limitarci allo sdegno. Come popolo di Dio siamo chiamati anzitutto alla preghiera e alla riparazione. Ogni offesa arrecata all’Eucaristia ci chiede di rinnovare la nostra fede nella presenza reale del Signore, di purificare il nostro modo di celebrare e adorare, di custodire con maggiore vigilanza e amore i luoghi santi e di lasciarci ricondurre al centro della nostra vita cristiana: Gesù Cristo, vivo e presente nel Sacramento dell’altare.
Il nostro pensiero si rivolge anche a chi ha commesso questo sacrilegio. Senza attenuare in nulla la gravità del gesto, chiediamo che il Signore tocchi il suo cuore, perché possa riconoscere il male commesso, pentirsi sinceramente, intraprendere un cammino di conversione e compiere quanto è necessario per riparare l’offesa arrecata a Dio e alla comunità ecclesiale.
Vi chiedo pertanto che in tutte le parrocchie, rettorie e comunità della Diocesi, nelle Messe di domenica prossima, 21 giugno 2026, il popolo santo di Dio sia invitato a vivere un momento di preghiera e di riparazione per questo sacrilegio. Si inserisca una particolare intenzione nella preghiera dei fedeli e, e prima della benedizione finale, si reciti la preghiera di riparazione qui sotto riportata.
Auspico inoltre che, nel corso della prossima settimana, in ogni comunità si celebri un’ora di Adorazione Eucaristica per la medesima intenzione.
Affidiamo al Signore la comunità dell’Aurelia Hospital, i malati e tutti coloro che in quella cappella trovano conforto. Chiediamo che la Chiesa di Roma da questa ferita sia capace di far scaturire un amore più grande per l’Eucaristia, una fede più viva e un rinnovato desiderio di santità.
La Vergine Maria, Salus Populi Romani, accompagni il nostro cammino di conversione e di riparazione.
Preghiera di riparazione.
Signore Gesù Cristo,
presente nel Santissimo Sacramento dell’altare,
con fede viva
adoriamo la tua presenza eucaristica
e ti chiediamo perdono
per ogni offesa arrecata.
Sii misericordioso con il tuo popolo, o Signore,
perdona tutti i nostri peccati
e nella tua bontà
converti i cuori di coloro che, con parole e gesti,
offendono il tuo Santissimo Corpo.
Rafforza in tutti noi l’amore per l’Eucaristia,
Pane della vita eterna,
perché, celebrando sempre il mistero della nostra salvezza,
diventiamo partecipi della redenzione eterna
che tu ci hai acquistato con la tua Pasqua.
Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli.
Amen.
Intenzione di preghiera.
Per la Chiesa di Roma:
la profanazione del Santissimo Sacramento,
che ferisce profondamente il popolo di Dio,
ravvivi in tutti noi la fede nella presenza reale di Cristo nell’Eucaristia,
affinché, nutriti del Pane della vita,
camminiamo nella speranza della risurrezione
e siamo nel mondo testimoni credibili del suo amore.
Preghiamo.
La lettera del cardinale vicario
19 giugno 2026













