21 Giugno 2026

Papa Francesco incontra i sacerdoti fino a 10 anni di ordinazione

Foto Diocesi di Roma / Gennari

Oggi, 29 maggio 2024, alle ore 15.30, Papa Francesco si recherà presso la Casa delle Suore Pie Discepole del Divin Maestro (via Portuense, 739) e incontrerà i sacerdoti fino a 10 anni di ordinazione. In tutto parteciperanno una novantina di presbiteri e saranno presenti anche il vescovo Baldo Reina, vicegerente della diocesi di Roma, e il vescovo Michele Di Tolve, delegato dell’Ambito per la cura del diaconato, del clero e della vita religiosa. Dopo l’appuntamento dello scorso 14 maggio con i sacerdoti più adulti della diocesi, proseguono i momenti di ascolto e dialogo con il clero; nel pomeriggio di martedì 11 giugno, inoltre, il Pontefice incontrerà i preti dall’undicesimo al trentanovesimo anno di ordinazione, nell’Aula Magna della Università Pontificia Salesiana.

«Questo appuntamento conferma l’attenzione del Santo Padre nei confronti dei sacerdoti – osserva il vescovo Reina –, che ha incontrato nei diversi settori, attraverso i prefetti; tutti insieme lo scorso 13 gennaio a San Giovanni in Laterano; e sta proseguendo con i gruppi di presbiteri suddivisi in base all’anno di ordinazione. Si tratta di un segno di attenzione molto bello, un atteggiamento di ascolto e di confronto sulle problematiche di natura pastorale ed esistenziale».

«Il Papa, nell’incontro di oggi, vedrà i preti più giovani della diocesi, almeno dal punto di vista della data di ordinazione – spiega monsignor Di Tolve –. Se è vero che un prete diventa tale nell’atto dell’ordinazione presbiterale, in realtà “diventa” davvero prete nell’esercizio del ministero presbiterale, nel contesto ecclesiale a cui è stato assegnato. Si tratta di un processo che si realizza nel ministero, uno sviluppo e una crescita dentro un territorio che è quello in cui vive la comunità parrocchiale. Il Santo Padre si porrà in dimensione di ascolto e di dialogo con loro».

29 maggio 2024

Papa Francesco incontra i sacerdoti dai 40 anni di ordinazione

Foto Diocesi di Roma / Gennari

Oggi, 14 maggio 2024, alle ore 15.30, Papa Francesco si recherà nella parrocchia di San Giuseppe al Trionfale (via Bernardino Telesio, 4/b) e incontrerà i sacerdoti dai 40 anni di ordinazione in su. In tutto parteciperanno una sessantina di sacerdoti e saranno presenti anche il vescovo Baldo Reina, vicegerente della diocesi di Roma, e il vescovo Michele Di Tolve, delegato dell’Ambito per la cura del diaconato, del clero e della vita religiosa. Quindi, mercoledì 29 maggio, sempre alle 15.30, il Pontefice incontrerà i preti ordinati tra il 2024 e il 2014, cioè nei primi dieci anni di ordinazione; l’appuntamento sarà presso la Casa delle Suore Pie Discepole del Divin Maestro (via Portuense, 739). Successivamente incontrerà anche i sacerdoti dagli 11 ai 39 anni di ordinazione.

«È desiderio del Santo Padre, dopo aver concluso il giro dei settori della diocesi di Roma, di incontrate tutti i preti per annata di ordinazione presbiterale. È suo desidero continuare a mantenere un dialogo diretto con i preti della sua diocesi». A spiegarlo è monsignor Di Tolve, che aggiunge: «Il Papa comincia questo giro incontrando i preti più maturi, coloro che hanno attraversato varie stagioni della vita della diocesi di Roma. La recente pubblicazione della Bolla di indizione del Giubileo sarà uno degli argomenti di dialogo e di confronto».

14 maggio 2024

Papa Francesco incontra i sacerdoti al Centro pastorale Santa Gianna Beretta Molla

Oggi, giovedì 21 dicembre 2023, poco prima delle 16.30, Papa Francesco si è recato presso il Centro pastorale Santa Gianna Beretta Molla, in via Amedeo Bocchi 169, della parrocchia di San Giorgio, ad Acilia Sud. Qui ha incontrato la comunità dei Figli della Carità – Canossiani, a cui sono affidate sia la parrocchia che il Centro pastorale; i sacerdoti della XXVII prefettura; i parroci prefetti del settore Sud della diocesi di Roma. In tutto circa una trentina di sacerdoti. Ad accogliere il Santo Padre, il vescovo del settore Sud monsignor Dario Gervasi, il parroco di San Giorgio padre Antonio Romeo Vettorato e il prefetto don Angelo Compagnoni, parroco di San Timoteo.

Quello del vescovo di Roma con i suoi sacerdoti è stato un «incontro bellissimo e anche commovente», commenta il vescovo Gervasi. «Il dialogo è durato circa due ore – racconta il presule –; dopo aver parlato con i presbiteri, Papa Francesco ha salutato i volontari della struttura. C’era un’atmosfera molto cordiale, umana e affettuosa. Anche il colloquio con i preti è stato amichevole e affettuoso, ci siamo sentiti come i figli che stanno intorno al padre e vengono da lui incoraggiati. C’è stato spazio per le domande e siamo andati via felici». Tra i temi toccati, prosegue il vescovo, «la nostra esperienza di sacerdoti, l’accoglienza, la vicinanza al popolo, la sinodalità e il processo sinodale che è il modo in cui la Chiesa si sta muovendo verso il futuro».

La struttura dove si è svolto l’incontro è un luogo sussidiario di culto della parrocchia di San Giorgio, di cui ospita anche tutte le attività caritative e di solidarietà. È nata su impulso della sorella di santa Gianna Beretta Molla, suor Virginia, canossiana, che operava nella parrocchia di Acilia. «Ogni mattina iniziamo con la distribuzione del “Pane quotidiano” – racconta padre Vettorato –: la sera un gruppo di volontari fa il giro dei forni della zona che ci regalano pane e pizza invenduti, e la mattina seguente distribuiamo a chi ha bisogno quanto raccolto. Centrale, tra le varie attività che portiamo avanti, è il “Progetto mamma”, che assiste le mamme e i bambini dal concepimento fino ai 3 anni di età; al momento sono seguite un centinaio di mamme in difficoltà economica, quasi tutte single, quasi tutte straniere. Due volte a settimana possono ritirare generi alimentari, vestiario, beni di prima necessità, ma vediamo anche se hanno bisogno di una mano per visite specialistiche o altro». A supporto del “Progetto mamma” è nato, quest’anno, lo “Spazio mamma”, dove alcuni volontari aiutano a far interagire e a conoscersi le diverse donne che frequentano il Centro. Ancora, nella struttura dedicata a Santa Gianna Beretta Molla trovano posto «la Caritas parrocchiale con centro di ascolto, accoglienza e distribuzione dei pacchi viveri, che segue circa 300 famiglie – ricorda il parroco – e la “boutique di abbigliamento”, tramite la quale raccogliamo vestiti, li laviamo, sistemiamo e rendiamo disponibili per le persone che hanno bisogno, grazie a un gruppo di volontarie».

21 dicembre 2023

Papa Francesco incontra i sacerdoti a Santa Maria Madre dell’Ospitalità

Oggi, giovedì 16 novembre 2023, poco dopo le ore 16, Papa Francesco è arrivato nella parrocchia di Santa Maria Madre dell’Ospitalità, in via del Torraccio 270, nel quartiere di Villa Verde, periferia Est della Capitale, per un incontro con una quarantina di sacerdoti, tra presbiteri della XVII prefettura, parroci prefetti del settore Est della diocesi di Roma, cappellani ospedalieri e universitari. Ad accoglierlo, il vescovo ausiliare per quella porzione di territorio diocesano, il settore Est, monsignor Riccardo Lamba, e il parroco di Santa Maria Madre dell’Ospitalità, don Rocco Massimiliano Caliandro. Dopo il dialogo con i presbiteri, il Santo Padre ha visitato il Villaggio dell’Ospitalità, un complesso di dodici appartamenti attigui alla parrocchia dove sono vivono nuclei familiari in emergenza abitativa, sia italiani che stranieri. Tra gli altri, anche una famiglia fuggita dall’Ucraina a causa della guerra. Attorno alle 18.10 Papa Francesco ha lasciato la parrocchia per fare ritorno in Vaticano.

Quello del vescovo di Roma con i suoi sacerdoti è stato «un dialogo molto aperto, cordiale e familiare», racconta il vescovo Lamba. Il Papa «ha incoraggiato a proseguire tutti con l’opera di bene che già fanno – prosegue il vescovo ausiliare del settore Est –, a proseguire con lo stare in mezzo alle persone, a proporre continuamente il Vangelo anche se ci sono delle difficoltà. Ha detto di continuare ad avere questo stile sinodale nelle parrocchie, che è implica una collaborazione continua tra laici e sacerdoti». Tanti i temi in oltre un’ora e mezza di incontro, «dall’evangelizzazione alla pastorale delle famiglie passando per i sacramenti», riferisce ancora. Dopo l’incontro con i sacerdoti, Papa Francesco ha visitato il Villaggio dell’Ospitalità, «salutando amorevolmente uno per uno gli ospiti, tra i quali numerosi bambini e alcune persone con disabilità», aggiunge monsignor Lamba.

«Al momento, nel Villaggio vivono sette famiglie e poi persone in attesa di ricongiungersi con mariti, moglie o figli, per un totale di 12 appartamenti – spiega don Caliandro –, che sono stati costruiti quando è sorto il complesso parrocchiale. Ci sono anche molti bambini, che frequentano le scuole del territorio. Con l’aiuto di un gruppo di volontari e con il sostegno di tutta la comunità, proviamo a stare vicino a queste famiglie sia umanamente che materialmente, offrendo loro non solo l’alloggio ma anche la possibilità di prendere viveri da un magazzino che abbiamo qui in parrocchia. Ci teniamo però che conservino la propria dignità, per questo chiediamo un contributo simbolico per le spese dell’energia o di manutenzione. Non tutti possono darlo e non è un problema…. Aiutiamo anche qualcuno di loro a trovare lavoro. La vicinanza del Papa ci ha incoraggiato». Il Papa «ha fatto risuonare una parola in riferimento a tutti i temi toccati nell’incontro con noi preti – commenta ancora il parroco – ed è “rischiare”, compromettersi con la gente, facendo sempre prevalere l’attenzione alle persone».

16 novembre 2023

Papa Francesco incontra i sacerdoti a Santa Croce in Gerusalemme

Foto Vatican Media

Oggi, alle ore 16, Papa Francesco è arrivato nella parrocchia di Santa Croce in Gerusalemme (al civico 12 della piazza omonima) e ha incontrato un centinaio di sacerdoti: i parroci del settore Centro della diocesi di Roma, i viceparroci del settore, un gruppo di rettori di chiese del centro storico, diversi cappellani ospedalieri. Hanno accolto il Santo Padre il vescovo Baldo Reina, vicegerente della diocesi di Roma; monsignor Francesco Pesce, coordinatore pastorale del settore Centro della diocesi di Roma; e don Alessandro Pugiotto, parroco di Santa Croce in Gerusalemme.

Dopo un breve saluto da parte del vicegerente e la recita di un salmo, c’è stato spazio per il dialogo con i presbiteri. L’incontro è durato poco più di due ore; quindi il Pontefice ha salutato tutti i presenti, uno a uno, e ha fatto ritorno in Vaticano.

Lo definisce un «incontro molto cordiale» il vescovo Reina. «Il Papa – prosegue – ha espresso tutta la sua paternità nei confronti dei sacerdoti ma anche la sua peculiarità pastorale. È stato un pastore che ha raccontato la sua esperienza, ha dato dei consigli molto utili per la situazione pastorale del centro storico. I sacerdoti erano tutti molto contenti. Ringraziamo il Santo Padre per il tempo che ci ha dedicato».

«È stata una grande gioia per i sacerdoti del settore poter incontrare il vescovo della nostra diocesi – dichiara monsignor Pesce –; abbiamo cercato di raccontare al Santo Padre, prendendo in prestito le parole di Amoris Laetitia, la “meravigliosa complicatezza” di questa porzione della Chiesa di Roma, dove tutto il mondo è rappresentato, e che sarà la porta d’ingresso del Giubileo. L’emozione di questo incontro si è trasformata subito in gratitudine e preghiera per il Papa. È stato un grande momento di comunione, un tratto di strada percorso fianco a fianco che ci dà nuovo slancio per il nostro servizio non solo ai cattolici del centro storico ma al mondo intero, che qui incontriamo ogni giorno nei volti dei turisti e dei pellegrini». Non sono molti «i residenti nel centro storico – prosegue il coordinatore pastorale, che è anche parroco di Santa Maria ai Monti – ma la maggior parte dei romani viene a lavorare qui. E sebbene non ci siano tanti giovani nelle nostre parrocchie, la sera i giovani di Roma sono tutti nel centro storico».

«Abbiamo parlato di potenzialità delle chiese del centro storico, non delle problematiche – osserva don Pugiotto –, con uno sguardo al futuro, al Giubileo, all’accoglienza dei pellegrini, dei romani che vengono qui per lavorare…. Le potenzialità delle chiese del centro, che non sono morte, ma vive e viventi. Veramente un incontro bellissimo, in cui il Papa ci ha aiutato tantissimo a guardare il positivo, il bello».

3 maggio 2024

Papa Francesco in visita alla Cittadella della carità

Papa Francesco torna in visita alla Caritas di Roma. Dopo l’apertura della Porta Santa della Carità all’Ostello “Don Luigi Di Liegro” all’inizio del Giubileo della Misericordia, un’altra occasione speciale – il 40° anniversario di istituzione – porta il vescovo di Roma ad incontrare gli ospiti e i volontari dell’organismo diocesano. L’appuntamento è per venerdì prossimo, 29 novembre alle ore 16, alla Cittadella della carità (via Casilina vecchia, 19). Il Santo Padre, accompagnato dal cardinale Angelo De Donatis e dal vescovo Gianpiero Palmieri, visiterà la struttura della Caritas e incontrerà le varie realtà che sono al suo interno: il Centro odontoiatrico, la Casa di accoglienza “Santa Giacinta”, l’Emporio della solidarietà e la Mensa.

Successivamente Papa Francesco verrà accolto nel salone dei convegni da 220 ospiti e volontari in rappresentanza di tutte le opere-segno diocesane e delle Caritas parrocchiali. Qui, dopo l’intervento del direttore don Benoni Ambarus e le testimonianze dei alcuni dei presenti, ci sarà il saluto del Pontefice.

«La visita del Papa – spiega don Ambarus – si inserisce nell’ambito delle celebrazioni per il 40° anniversario di istituzione della Caritas nella Chiesa di Roma. Viviamo questo evento, insieme al nostro vescovo, con una memoria di gratitudine al Signore per averci scelto servi e collaboratori».
Per il direttore, la Caritas che arriva a questo anniversario sta vivendo un nuovo slancio profetico. «Grazie anche alla forza evangelica di Papa Francesco – ha detto -, le comunità vivono un risveglio di attenzione verso gli ultimi. Nascono piccole luci di carità evangelica che vorremmo mettere insieme per condividere esperienze e forze». Il luogo scelto per l’incontro, la Cittadella della carità, «aspira ad essere un luogo testimonianza verso la città e la Chiesa» con un insieme di opere-segno in cui ogni anno passano migliaia di ospiti e volontari.

L’itinerario della visita inizierà nella chiesa di “Santa Giacinta”, cuore del complesso in cui si sviluppano e crescono risposte sociali differenziate, aderenti ai bisogni che si colgono nell’attualità. Gli immobili sono stati dati in comodato d’uso dal Comune di Roma e si trovano in un contesto di pregio storico e ambientale, dove l’intervento di recupero e di ristrutturazione degli edifici risalenti al diciannovesimo secolo è stato portato avanti con accuratezza. Il Papa vedrà inizialmente la sede del Centro Odontoiatrico, «luogo dove restituiamo il sorriso». Qui, oltre 40 dentisti volontari, hanno in cura più di 350 pazienti, il 17% dei quali sono minori. Solo lo scorso anno vi sono state erogate 2.064 prestazioni sanitarie.

La visita continuerà all’Emporio della solidarietà, il primo supermercato gratuito nato in Italia. Struttura fondata nel 2008 che, ogni anno, accoglie circa 1.500 famiglie. Durante il solo 2018 vi sono stati distribuiti prodotti alimentari per oltre 490 tonnellate per un valore stimato di 770mila euro. Francesco vedrà in seguito la Casa di Accoglienza “Santa Giacinta” che ospita 82 persone ultracinquantenni in gravi condizioni di disagio socio-economico.

Nella sala mensa incontrerà circa 50 persone che vivono dei diversi centri di accoglienza: ostelli, case famiglia, strutture per rifugiati, case per mamme con bambini e minori stranieri non accompagnati. Infine nel salone grande avverrà il momento assembleare con ospiti, volontari e operatori in rappresentanza delle parrocchie e dei centri diocesani. «Tante persone – spiega don Ambarus – che desiderano incontrare il proprio vescovo per ascoltare da lui, in modo aperto e docile, come trasmettere la memoria dei 40 anni».

Oggi la Caritas conta a Roma 52 opere–segno, che comprendono mense, ostelli, comunità e case famiglia, 157 centri di ascolto parrocchiali in rete tra loro, 5 empori territoriali. In 40 anni la città ha cambiato volto e l’organismo diocesano ha affrontato sfide sempre grandi ma diverse con il tempo. Il desiderio, secondo il direttore «è quello di creare comunità con l’auspicio di far nascere opere– segno in ogni prefettura e avviare una fase di responsabilizzazione delle realtà parrocchiali grazie anche al crescente numero di persone che, pur non vivendo una particolare appartenenza ecclesiale, è molto sensibile alle difficoltà dei più fragili».

Quella di venerdì sarà la quinta visita di un Papa alla Caritas di Roma. A iniziare è stato Giovanni Paolo II alla Mensa di Colle Oppio il 20 dicembre 1992. A distanza di 15 anni, il 4 gennaio 2007, Benedetto XVI ha varcato le soglie della stessa mensa. Il Papa emerito è stato poi alle strutture Caritas di Via Marsala – Ostello, Mensa e Poliambulatorio – il 10 febbraio 2010 in occasione dell’Anno europeo di lotta alla povertà. Sempre a via Marsala, infine, papa Francesco ha aperto la Porta Santa della carità il 18 dicembre 2015.

di Alberto Colaiacomo

 

La diretta video della visita:

 

25 novembre 2019

Papa Francesco in Campidoglio

Durerà circa due ore la visita che questa mattina Papa Francesco farà in Campidoglio. Al suo arrivo in auto, nell’area di Sisto IV, alle 10.30, il Santo Padre sarà accolto dal sindaco Virginia Raggi; poi, all’interno del Palazzo Senatorio, nella Sala dell’Orologio, incontrerà brevemente i familiari della prima cittadina con la quale, poi, avrà un colloquio privato, nel suo studio. Ne dà notizia la Sala Stampa vaticana. Al termine, nella Sala dell’Arazzo l’incontro con il presidente dell’assemblea capitolina, il vice sindaco, i presidenti dei gruppi consiliari e i dirigenti capitolini. A ciascuno il Papa consegnerà una copia del libro “Ripensare il futuro” con i suoi discorsi sull’Europa. Poi, nella Sala delle Bandiere, incontrerà gli assessori capitolini e i presidenti di Municipio. Qui il Pontefice firmerà il Libro d’Oro Capitolino.

Il discorso del Papa si terrà nell’Aula Giulio Cesare. Poi Virginia Raggi annuncerà l’istituzione di una borsa di studio e l’intitolazione della Sala della Piccola Protomoteca alla “Laudato si’”. Prima del rientro in Vaticano sono infine previsti lo scambio dei doni e il saluto del Papa ad una rappresentanza di dipendenti capitolini.

Francesco è il quarto Pontefice, dopo San Paolo VI, San Giovanni Paolo II e Benedetto XVI, a visitare il Campidoglio. L’ultimo fu Benedetto XVI, dieci anni fa, il 9 marzo del 2009.

Prima della visita, un fuori programma: Papa Francesco si è recato alla Pontificia Università Lateranense per la meditazione di Quaresima. «Nel progettare il futuro – ha detto agli studenti – conservate sempre la memoria di essere un popolo». La memoria, ha proseguito il Santo Padre, «è come le radici di un albero, come il succo che viene dalle radici e fa crescere e fiorire l’albero»

26 marzo 2019

Papa Francesco ha una polmonite bilaterale

«Gli esami di laboratorio, la radiografia del torace e le condizioni cliniche del Santo Padre continuano a presentare un quadro complesso. L’infezione polimicrobica, insorta su un quadro di bronchiectasie e bronchite asmatiforme, e che ha richiesto l’utilizzo di terapia cortisonica antibiotica, rende il trattamento terapeutico più complesso. La tac torace di controllo alla quale il Santo Padre è stato sottoposto questo pomeriggio, prescritta dall’equipe sanitaria vaticana e da quella medica della Fondazione Policlinico ‘A. Gemelli’, ha dimostrato l’insorgenza di una polmonite bilaterale che ha richiesto un’ulteriore terapia farmacologica. Ciononostante Papa Francesco è di umore buono. Questa mattina ha ricevuto l’eucarestia e, nel corso della giornata, ha alternato il riposo alla preghiera e alla lettura di testi. Ringrazia per la vicinanza che sente in questo momento e chiede, con animo grato, che si continui a pregare per lui».

Lo riferisce la Sala Stampa della Santa Sede in una nota diffusa la sera del 18 febbraio che aggiorna sulle condizioni di salute del Pontefice, ricoverato dallo scorso 14 febbraio.

Papa Francesco ha nominato un nuovo vescovo ausiliare: monsignor Michele Di Tolve

Il Santo Padre ha nominato nuovo vescovo ausiliare della diocesi di Roma monsignor Michele Di Tolve, del clero dell’arcidiocesi di Milano, finora parroco di San Giovanni Battista e di Sant’Ambrogio ad Nemus in Rho, assegnandogli la sede titolare di Orrea. L’annuncio della nomina del Pontefice è stato dato alle 12 di oggi (venerdì 26 maggio 2023) nel Palazzo Apostolico del Laterano, sede del Vicariato di Roma, in contemporanea con la Sala Stampa della Santa Sede. Monsignor Di Tolve sarà consacrato vescovo a Milano, in Duomo, sabato 2 settembre alle 10.30.

Monsignor Di Tolve è nato il 19 maggio 1963 a Milano, nell’omonima provincia ed arcidiocesi ed è stato ordinato presbitero il 10 giugno 1989. Ha ricoperto i seguenti incarichi: vicario parrocchiale dei Santi Martiri Gervaso e Protaso in Novate Milanese (1989-1996); vicario parrocchiale di Santa Maria Ausiliatrice in Cassina de’ Pecchi e responsabile di Pastorale giovanile di Sant’Agata V.M. in Sant’Agata Martesana di Cassina de’ Pecchi (1996-2007); responsabile del Servizio per l’Insegnamento della Religione Cattolica e del Servizio per la Pastorale Scolastica (2007-2014); delegato del supremo moderatore dell’Istituto Superiore di Scienze Religiose di Milano (2008-2014). Il 1° settembre 2014 è stato nominato rettore del Seminario Arcivescovile di Milano e rettore del Quadriennio teologico. Dal 3 settembre 2015 è Canonico Maggiore Onorario della Basilica Metropolitana. Dal settembre 2020 è parroco di San Giovanni Battista in Rho e di Sant’Ambrogio ad Nemus in Passirana di Rho.

26 maggio 2023

Papa Francesco ha nominato tre nuovi vescovi ausiliari per la diocesi di Roma: Riccardo Lamba, Baldassare Reina e Daniele Salera

Foto di Cristian Gennari

Il Santo Padre Francesco ha nominato tre nuovi vescovi ausiliari per la diocesi di Roma: Riccardo Lamba, Baldassare Reina e Daniela Salera. Il cardinale Angelo De Donatis, vicario generale di Sua Santità per la diocesi di Roma, ha dato l’annuncio della nomina del Pontefice alle 12 di oggi (venerdì 27 maggio 2022), nell’Aula della Conciliazione del Palazzo Apostolico del Laterano, sede del Vicariato di Roma, in contemporanea con la Sala Stampa della Santa Sede. Erano presenti i vescovi ausiliari della diocesi, i parroci prefetti con molti sacerdoti e il personale del Vicariato di Roma. I tre sacerdoti saranno ordinati vescovi il prossimo 29 giugno, nel pomeriggio.

Don Riccardo Lamba è parroco di San Ponziano dal 2018. Nato a Caracas, in Venezuela, il 30 novembre 1956, si è poi trasferito a Roma con la famiglia. Dopo la laurea in medicina, è entrato al Pontificio Seminario Romano Maggiore ed è stato ordinato presbitero per la diocesi di Roma il 6 maggio 1989. A lungo impegnato nella pastorale vocazionale, qualificandosi attraverso il baccalaureato e poi la licenza in Psicologia alla Pontificia Università Gregoriana. Tra i vari incarichi ricoperti, ricordiamo quello di assistente nel Pontificio Seminario Romano Maggiore (1989-1991); assistente spirituale della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore (1991-2000); parroco a Sant’Anselmo alla Cecchignola (2000-2002); parroco di Gesù Divino Lavoratore (2002-2018); e infine, come detto, parroco di San Ponziano. «Sono stato prete con grande entusiasmo, e adesso mi aspetta questa nuova realtà. Confido nella grazia di Dio, nell’aiuto reciproco e nella comunione tra di noi – ha detto don Lamba –. Sarà un cammino bello, di gioia».

Appartiene al clero di Agrigento don Baldassare Reina. Originario di San Giovanni Gemini (Agrigento), dove è nato il 26 novembre 1970, è entrato in seminario nel 1981. Nel 1995 ha conseguito il baccellierato in Sacra Teologia e nel 1998 la licenza in Teologia Biblica presso la Pontificia Università Gregoriana a Roma; è stato ordinato sacerdote l’8 settembre 1995. Numerosi gli incarichi ricoperto nell’arcidiocesi di Agrigento: da assistente diocesano dell’Azione cattolica (1998-2001) a vicerettore del Seminario diocesano (1999-2001). Ancora, è stato parroco della Beata Vergine Maria dell’Itria di Favara dal 2001 al 2003; quindi, fino al 2009, prefetto degli studi dello Studio teologico San Gregorio Agrigentino. Dal 2009 al 2013 è stato vicario episcopale per la Pastorale e parroco di San Leone di Agrigento. Dal 2013 è stato rettore del Seminario Maggiore di Agrigento e attualmente presta servizio presso la Congregazione per il Clero. «Mi inserisco in una storia, quella della vostra diocesi, che non conosco, in un momento di particolare grazia per la Chiesa, che è quello del cammino sinodale. Inizio quindi anche io con il mettermi in ascolto», ha commentato don Reina, che ha voluto affidarsi in particolare «a un sacerdote siciliano, il Beato Pino Puglisi».

Don Daniele Salera è attualmente parroco di San Frumenzio ai Prati Fiscali, nonché assistente ecclesiastico presso la zona Centro Urbis dell’Agesci. Nato il 23 luglio 1970 a Roma, si è formato nel mondo dello scoutismo. Dopo aver frequentato il Seminario Romano è stato ordinato presbitero il 21 aprile 2002. Laureato in sociologia alla Sapienza di Roma, ha conseguito la licenza in Teologia Spirituale e ha frequentato il corso di Scienze della Formazioni per Formatori presso l’Isfo, affiliato alla Pontificia Università Gregoriana. Nel corso del suo ministero sacerdotale, è stato vicario parrocchiale a Santa Maria Madre del Redentore a Tor Bella Monaca (2002-2008); docente di religione cattolica; educatore presso il Seminario Romano Maggiore (2008-2014); incaricato presso l’Ufficio catechistico diocesano (2008-2014); vicerettore del Seminario Romano Maggiore (2014-2016). Per don Salera la nomina episcopale coincide con il ventesimo anniversario di ordinazione presbiterale: «Sarà bello ricevere l’ordinazione in tre, un invito a mettere da parte i personalismi e un bel segno di comunione, che rende lieve la vita. Abbiamo tutti bisogno di leggerezza e di sorrisi».

27 maggio 2022

Papa Francesco ha nominato monsignor Tarantelli vescovo ausiliare per il settore Sud

Il Santo Padre ha nominato, il 25 novembre, monsignor Renato Tarantelli Baccari Vescovo Ausiliare per il settore Sud della Diocesi di Roma.

“Dopo aver nominato il nuovo Vicegerente – scrive nella nomina Papa Francesco – è opportuno, prima dell’inizio del nuovo Anno Liturgico, provvedere anche all’affidamento del Settore Sud della Diocesi di Roma”.

28 novembre 2024

Papa Francesco ha nominato monsignor Lojudice arcivescovo di Siena – Colle Val d’Elsa – Montalcino

Il Santo Padre Francesco ha nominato monsignor Augusto Paolo Lojudice, dal 2015 ausiliare del settore Sud della diocesi di Roma, arcivescovo metropolita di Siena – Colle di Val d’Elsa – Montalcino. Il cardinale Angelo De Donatis, vicario generale di Sua Santità per la diocesi di Roma ha dato l’annuncio della nomina del Pontefice alle 12 di oggi (lunedì 6 maggio 2019), nell’Aula della Conciliazione del Palazzo Apostolico del Laterano, sede del Vicariato di Roma, in contemporanea con la Sala Stampa della Santa Sede. Erano presenti i vescovi ausiliari della diocesi, i parroci prefetti con molti sacerdoti e il personale del Vicariato di Roma.

Il vescovo Lojudice è nato a Roma il primo luglio 1964 ed è stato ordinato sacerdote il 6 maggio 1989 a San Giovanni in Laterano. Eletto vescovo il 6 marzo 2015, è stato ordinato il successivo 23 maggio nella cattedrale di Roma. Per la diocesi di Roma ha ricoperto l’incarico di ausiliare per il Settore Sud e vicario generale della Diocesi suburbicaria di Ostia. Monsignor Lojudice è segretario della Commissione episcopale per le migrazioni della Conferenza episcopale italiana e presidente della stessa commissione per la Conferenza episcopale del Lazio. Appena ordinato sacerdote, ha ricoperto gli incarichi di vicario parrocchiale a Santa Maria del Buon Consiglio (1989 – 1992) e a San Vigilio (1992 – 1997). È stato poi parroco di Santa Maria Madre del Redentore dal 1997 al 2005 e direttore spirituale del Pontificio Seminario Romano Maggiore dal 2005 al 2014. Dal primo settembre 2014 al 23 maggio 2015 è stato parroco a San Luca Evangelista.

Nel comunicare la nomina, il cardinale De Donatis ha «ringraziato il Signore» per tutti gli anni che «don Paolo ha vissuto nella chiesa di Roma»; ne ha ricordato «lo spirito spiccatamente romano» , l’«attenzione alla dimensione caritativa» e alla «realtà missionaria»; «il rapporto molto vivo con i sacerdoti e le comunità», lo «stile fatto di presenza, tenacia, realismo».

«Il Signore mi fa la sua chiamata, ancora una volta», ha commentato monsignor Lojudice, che ha poi ricordato i tanti «provvidenziali motivi e spunti di comunione» tra Roma e Siena, fin dalle origini delle due città. «Siamo fatti tutti di una comune umanità – ha osservato ancora -. Questa consapevolezza mi ha spinto sempre più a superare e a far superare barriere, ostacoli, muri che spesso si ergono tra le persone; a capire che la nostra vocazione e la nostra vita sacerdotale sono “impastate” con quella della gente a cui siamo mandati, che non sono prima alcuni o prima altri, vicino o lontani, bianchi o neri, ma tutti… A comprendere e a far comprendere che noi preti per primi dobbiamo scendere dai “piedistalli di argilla” dove qualche volta saliamo con il rischio di precipitare rovinosamente a terra, per servire prima di essere serviti».

6 maggio 2019

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