VI DOMENICA DI PASQUA
Festa della Mamma della Comunità Ucraina
Festa della Mamma della Comunità Ucraina – (Uff. Migrantes per la pastorale della mobilità umana)
Incontro presso la parrocchia Santa Margherita Maria Alacoque
Incontro presso la parrocchia Santa Margherita Maria Alacoque.
Pontificio Seminario Romano Maggiore – Convegno di Musica sacra per cori diocesani
Pontificio Seminario Romano Maggiore – Convegno di Musica sacra per cori diocesani
Musica e canto nella liturgia
L’incontro diocesano dal titolo “Musica e canto nella liturgia” si terrà sabato 9 maggio, dalle ore 10 alle 18.30, presso il Pontificio Seminario Romano Maggiore, con l’intervento del cardinale Baldo Reina, rivolto a direttori di coro, coristi, organisti e strumentisti.
Giornata di formazione per animatori culturali di parrocchia – Creare percorsi culturali attraverso la storia e l’arte a Roma
Giornata di formazione per animatori culturali di parrocchia – Creare percorsi culturali attraverso la storia e l’arte a Roma
Corso di Formazione Missionaria 2026
Corso di Formazione Missionaria 2026
(Uff. per la cooperazione missionaria tra le chiese)
La fede come “porto sicuro”: i nuovi italiani trovano identità in parrocchia
Si sentono italiani tanto quanto si sentono legati alle proprie origini, e non vivono questa doppia appartenenza come un conflitto ma come una condizione stabile e strutturale. È questo uno dei dati più rilevanti della ricerca “I nuovi italiani nelle diocesi del Lazio”, condotta dall’Istituto di Ricerche Internazionali Archivio Disarmo – IRIAD e promossa dalla Conferenza episcopale laziale, presentata ieri sera, venerdì 8 maggio, nella parrocchia del Santissimo Redentore a Val Melaina, dopo la celebrazione eucaristica presieduta dal cardinale vicario Baldo Reina; tra i concelebranti anche il vescovo monsignor Stefano Sparapani e i direttori degli Uffici Migrantes delle diocesi del Lazio. A moderare l’incontro di presentazione è stato invece don Pietro Guerini, direttore dell’Ufficio Migrantes della diocesi; erano presenti oltre 200 persone, tra cui tantissimi giovani.
Lo studio — seconda fase di un lavoro avviato nel 2024 dalla Diocesi di Roma — ha coinvolto 1.083 giovani tra i 12 e i 19 anni nelle scuole secondarie di tutto il Lazio, di cui 353 con background migratorio. “Seconde generazioni” che non sono però un blocco uniforme: i figli di coppie miste (un solo genitore straniero) mostrano infatti valori, pratiche linguistiche e reti relazionali molto vicini a quelli dei coetanei di famiglia italiana. E se proprio la famiglia è il riferimento centrale per tutti i gruppi, è la religione l’area di massima distanza: importante per il 60% fra i figli di stranieri e solo per il 22% fra quelli degli italiani, con tassi di pratica religiosa più che tripli per i primi.
Lo studio – illustrato dai ricercatori Francesca Farruggia e Fabrizio Battistelli davanti ad un’ampia platea con tanti dei ragazzi coinvolti – mostra che le famiglie straniere trasmettono soprattutto valori quali la fede religiosa, la tradizione e l’impegno (con una responsabilizzazione precoce dei loro figli): ragazzi che sono fieri di tali principi, ma al tempo stesso ambiscono anche ai valori più ricercati dai loro pari italiani (il benessere, la libertà, l’amore). La scuola è l’istituzione più inclusiva, luogo di formazione delle amicizie per oltre l’83% dei giovani in tutti i gruppi, ma anche l’ambiente in cui il 30% dei giovani con background migratorio dichiara di aver subito trattamenti discriminatori, con il picco alle scuole medie. Le reti amicali dei figli di stranieri sono le più aperte, distribuite equamente tra italiani, coetanei di altre origini e connazionali, mentre gli italiani frequentano in larga misura solo altri italiani.
Per chi è nato in contesto migratorio la vera frattura – hanno sottolineato i ricercatori – emerge quando si passa dall’auto-percezione al riconoscimento esterno: molti si sentono italiani sul piano culturale e relazionale, ma non sono riconosciuti come tali dalla norma giuridica (quasi il 50% non possiede la cittadinanza italiana) e vengono percepiti come stranieri dalla società. Uno scarto che trasforma una risorsa in una fonte di tensione.
In questa società complessa, i “nuovi italiani” vivono la parrocchia, la moschea o il centro comunitario come “porti sicuri” dove la loro identità non è messa in discussione. Per loro la comunità religiosa non è solo luogo di culto, ma spazio di riconoscimento e protezione; la fede non è un retaggio del passato, ma una bussola per orientarsi nella complessità del presente. Essa in pratica funge da antidoto potente alla frammentazione identitaria e alla solitudine sociale, offrendo un quadro etico che stabilizza il percorso di crescita dell’adolescente.
In modo particolare, i giovanissimi “nuovi italiani” cattolici avvertono che la condivisione dello stesso credo abbatte le barriere nazionali e favorisce l’incontro con i coetanei autoctoni su un piano di parità: la parrocchia – come rimarcato anche dal cardinale Reina nel suo intervento conclusivo – è un prezioso canale di integrazione “dal basso” che accompagna una generazione capace di arricchire con i suoi valori una società che a volte appare stanca o priva di slancio ideale.
«Noi li chiamiamo ‘nuovi italiani’ – ha affermato il cardinale vicario – ma questi giovanissimi sono coloro che stanno contribuendo a rendere nuova l’Italia: li vediamo in parrocchia, a scuola, nelle piazze, e mostrano il volto bello del nostro paese. Ci hanno insegnato che l’incontro non è difficile da realizzare, e loro lo fanno con spontaneità e semplicità. Sarebbe un ottimo risultato se cancellassimo dal vocabolario la parola ‘stranieri’ e utilizzassimo ‘amici’, perché così tutti noi ci sentiamo».
L’auspicio finale a livello sociale è un riconoscimento pieno delle identità composite di questi giovani, perché non appaiano come un problema burocratico da gestire, ma come ciò che in realtà sono: una risorsa vitale di questo Paese. (di Stefano Caredda da Roma Sette)
Il testo integrale della Ricerca
9 maggio 2026
Pubblicata la graduatoria del Bando Spesa Corrente 2026 per gli oratori
Sul Bur – Bollettino Ufficiale Regionale è stata pubblicata la graduatoria con gli esiti della partecipazione al Bando regionale avente come oggetto: “Attuazione D.G.R. 45 del 12 febbraio 2026, D.G.R. 80 del 19 febbraio 2026 e determinazione n. G02295 del 23 febbraio 2026 – Avviso Pubblico per il “Riconoscimento della funzione sociale ed educativa degli oratori”, Legge regionale 13 giugno 2001, n. 13 e s.m.i, Annualità 2026”.
Nel file allegato è presente l’elenco dei:
– “Programmi idonei e finanziabili” di cui all’Allegato “1” che forma parte integrante e sostanziale del presente provvedimento;
– “Programmi idonei ma non finanziabili per esaurimento delle risorse finanziarie disponibili”, di cui all’Allegato “2” che forma parte integrante e sostanziale del presente provvedimento;
– “Programmi inammissibili” di cui all’Allegato “3” che forma parte integrante e sostanziale del presente provvedimento.
In attuazione del sopracitato Avviso Pubblico, la Direzione regionale Affari della Presidenza, Turismo, Cinema, Audiovisivo e Sport, invierà (successivamente alla pubblicazione) esclusivamente tramite piattaforma ai richiedenti dei programmi idonei e finanziabili all’indirizzo e-mail indicato in sede di presentazione della domanda, la notifica della determinazione di approvazione della graduatoria, con la richiesta di scaricare dalla piattaforma, compilare e sottoscrivere:
a) l’“Atto di impegno” completo di dichiarazioni di legge, e tabella riassuntiva;
b) la polizza fidejussoria (non da scaricare ma da attivare su carta libera presso soggetto abilitato, ad es. banca, assicurazione, ecc.) che coprirà l’intero importo secondo l’arco temporale di rendicontazione quietanzata.
All’Art 3 comma 1 “Programma annuale degli interventi”, la legge 13/2001 prevede l’approvazione di un “Programma” unico “degli interventi concernenti le attività di oratorio o attività similari di cui all’articolo 1”.
Ai fini della tracciabilità della spesa, sarà necessario, come previsto dall’Avviso, di cui alla Det. G02295/26, Art. 5, che:
a) la documentazione contabile sia univocamente riconducibile al beneficiario e alle attività progettuali indicando su ognuno degli stessi la dicitura: “Avviso Oratori spesa corrente 2026 Regione Lazio DGR 45/26” e il CUP n. F84G26000010002;
b) essere pagate con mezzi di pagamento tracciabili (a titolo esemplificativo e non esaustivo: bonifico bancario, carta di credito, assegno circolare, etc.) e la dicitura: “Avviso Oratori spesa corrente 2026 Regione Lazio, DGR 45/2026” e il CUP n. F84G26000010002.
Le attività finanziate dal Bando dovranno concludersi entro il 31.12.2026.
La trasmissione di detta documentazione deve avvenire secondo le modalità previste dall’Avviso stesso:
1) acquisizione del nuovo Atto di Impegno (da scaricare, compilare e firmare) sulla stessa piattaforma dove è stata presentata la domanda;
2) caricamento del nuovo atto di impegno (scaricato sulla piattaforma, compilato e firmato, approvato come Allegato “4” al presente Atto) e della fidejussione che copra l’intero importo richiesto per l’intero arco temporale fino alla approvazione della rendicontazione, tramite la medesima piattaforma informatica utilizzata per la presentazione finale entro dieci giorni consecutivi dalla notifica della determinazione di approvazione della graduatoria da parte della piattaforma.
5 maggio 2026
Ritiro Ministri Lettori/Accoliti Istituendi
Ritiro Ministri Lettori/Accoliti Istituendi (Ufficio per la formazione liturgica e la celebrazione dei Sacramenti)
Santa Messa nella parrocchia Santissimo Redentore a Val Melaina; a seguire presentazione della ricerca “I Nuovi Italiani”
Santa Messa nella parrocchia Santissimo Redentore a Val Melaina; a seguire presentazione della ricerca “I Nuovi Italiani”











