10 Maggio 2026

La consolazione al centro della Giornata per l’approfondimento e lo sviluppo del dialogo tra cattolici ed ebrei

Rav Riccardo Di Segni (foto diocesidiroma/Gennari)

La Giornata per l’approfondimento e lo sviluppo del dialogo tra cattolici ed ebrei, in programma il prossimo 17 gennaio, alle 17.30, nella Sala Tiberiade del Seminario Romano sarà incentrata sul messaggio profetico di Isaia, al capitolo 40, “Consolate, consolate il mio popolo”. Il tema sarà approfondito dal rabbino capo della Comunità ebraica di Roma Riccardo Di Segni e dalla biblista Rosanna Virgili, docente di esegesi all’Istituto teologico marchigiano. Sarà possibile partecipare all’evento “in presenza”, ma verrà anche trasmesso in diretta streaming sul canale YouTube della diocesi di Roma.

In questo anno pastorale, la Giornata del 17 gennaio non si esaurisce in un singolo evento, ma è accompagnata da un cammino di fraternità, partito lo scorso novembre e organizzato da Comunità Ebraica di Roma e diocesi di Roma. “Comprendere il tempo alla luce della bibbia ebraica” è il tema che fa da filo conduttore ai diversi incontri in programma.

«Siamo in una fase felice dei rapporti con la comunità ebraica romana – sottolinea il vescovo delegato diocesano per l’ecumenismo e il dialogo interreligioso, monsignor Riccardo Lamba – che, come sapete, è presente non solo nel quartiere ebraico ove sorge il Tempio Maggiore, ma anche nel territorio, a volte con piccole sinagoghe locali».

«Il brano di Isaia scelto per questa Giornata – spiega monsignor Marco Gnavi, responsabile dell’Ufficio per l’ecumenismo, il dialogo interreligioso e i nuovi culti della diocesi di Roma – affronta un tema preciso e apre lo sguardo ai momenti drammatici vissuti dal popolo eletto di Israele. La consolazione donata da Dio e, una volta ricevuta dagli uomini, da questi offerta ai propri simili, nell’obbedienza all’Alleanza».

La Giornata ha radici nelle indicazioni del Concilio Ecumenico Vaticano II e nel Decreto Nostra Aetate. In questo spirito, la Conferenza episcopale italiana nel settembre 1989, volle istituirla dandole cadenza annuale il 17 gennaio, alla vigilia della “Settimana di preghiere per l’unità dei cristiani”; intendeva così rimarcare la radice primigenia della loro stessa identità. Scopo della Giornata è quello di sensibilizzare i cristiani verso il rispetto, il dialogo e la conoscenza della tradizione ebraica, aprendoli ai doni e alle suggestioni del popolo dell’“Alleanza mai revocata”, in un incontro fraterno che arricchisca anche i fratelli e sorelle ebrei di una conoscenza nuova dei cattolici e della loro vita. Nelle differenze di ciascuno è cresciuta una lettura più profonda delle Sacre Scritture e, allo stesso tempo, ci si è trovati più vicini nell’affrontare le sfide del tempo, in vista del bene comune dell’umanità.

La consegna del Premio don Andrea Santoro

Aldo Morrone in Etiopia

Sono passati sedici anni dalla morte di don Andrea Santoro, il sacerdote fidei donum ucciso in Turchia mentre pregava, con la Bibbia tra le mani. Ma la sua memoria è più viva che mai. Tanti sono coloro che, spinti dal suo esempio, decidono di dedicare la propria vita alla missione. Quattro di loro riceveranno sabato prossimo il Premio Don Santoro, riconoscimento istituito dal Centro missionario diocesano, che sarà consegnato nel corso di una cerimonia dalle 10.30 nella Sala Tiberiade del Pontificio Seminario Romano Maggiore.

«Trovo molto bello che venga premiato qualcuno nel nome di don Andrea Santoro – osserva suor Elisa Kidane, direttrice del Centro diocesano –; è una iniziativa eccellente che dà modo alla nostra diocesi di ricordare, in questo modo, tutti i missionari che ci sono in giro per il mondo. Questa è una memoria che deve mantenere aperto il nostro cuore: c’è sempre la possibilità di lasciare tutto e partire per portare il Vangelo nel mondo». Ricordare il sacerdote assassinato a Trabzon «non deve essere un momento soltanto celebrativo – sottolinea ancora la religiosa –, ma ci deve interrogare: la sua vita è come lievito che è caduto in quella terra. Noi non sappiamo ancora tutto il bene che la sua testimonianza sta portando, ma siamo certi che è un seme che sta producendo molti frutti».

Come hanno piantato semi di bene in diverse parti del mondo le cinque persone che saranno premiate sabato prossimo. Il primo è Aldo Morrone, infettivologo di fama mondiale e direttore scientifico dell’Istituto San Gallicano. Esperto nelle patologie tropicali e malattie della povertà, negli ultimi 30 anni si è occupato di medicina transculturale, contribuendo a focalizzare l’attenzione del pubblico e delle istituzioni sulla salute dei migranti e delle fasce a rischio di emarginazione sociale. Durante il periodo più duro della pandemia ha detto: «Le persone dimostrano di essere più solidali di quello immaginavamo. Da questa emergenza usciremo solo se metteremo insieme scienza e solidarietà. Nessuno guarisce da solo».

Sarà premiata anche Mariolina Marchetti, volontaria romana della parrocchia dei Santi Martiri Canadesi e appartenente all’Associazione Fraternità Internazionale (Afi), classe 1941; a 24 anni, nel 1965, prende il volo per la Palestina dove lavora nelle scuole materne locali. Lì trascorre tutta la sua vita e arrivata agli 80 anni Mariolina è ancora là, perché non riesce ad immaginare come potrebbe essere la sua vita lontana dalla Palestina e dai suoi amici palestinesi. Adesso che le energie cominciano a mancare sono loro che la sostengono, l’aiutano, le sono vicini.

Il riconoscimento va anche a padre Germain Plakoo-Mlapa, sacerdote salesiano originario del Togo, impegnato nel suo Paese e in Burkina Faso. Il 17 maggio del 2019 il missionario salesiano padre Fernando Hernández viene sgozzato nell’opera salesiana di Bobo Dioulasso (Burkina Faso) da un ex cuoco del centro e nell’aggressione viene ferito anche padre Germain, che tentava di difendere il suo confratello, riportando gravi ferite per le pugnalate ricevute. Nella strada verso l’ospedale, ripeteva: «Ditegli che io l’ho già perdonato». Per completare le cure, padre Germain arriva anche a Roma. Ma una volta guarito torna in Africa, e subito va a visitare in carcere l’assassino di padre Hernández, colui che ha tentato di ucciderlo, offrendo il suo perdono e cercando di capire cosa lo abbia spinto a un tale gesto. Ora è stato destinato come missionario in Angola.

L’ultimo premio va alla memoria di Maria Teresa Marassi, scomparsa il 6 dicembre del 2020. «Per circa vent’anni – ricordano dal Centro missionario diocesano – Maria Teresa ha svolto il suo servizio presso il Centro missionario diocesano, con grande amore, attenzione, puntualità e dedizione, senza dimenticare mai la propria vocazione missionaria ad gentes e rimanendo con tutte le energie spirituali e intellettuali sempre rivolte all’Africa, pur nel compimento dei doveri lavorativi e di servizio comunitario. Aperta al mutare dei tempi e delle situazioni, era dedita al suo lavoro e lo svolgeva con vero spirito missionario, che trasmetteva nei contatti con gli operatori parrocchiali, nella cura del gruppo delle Zelatrici Romane, nelle mostre organizzate per raccogliere oggetti necessari per il culto liturgico da destinare ai missionari».

25 marzo 2022

La consegna del Padre Nostro ai catecumeni

Si tratta di «pazientare ancora un po’», ma poi i catecumeni potranno ricevere i sacramenti: nell’attesa, scrivono loro suor Pina Ester De Prisco, responsabile diocesana del catecumenato, e don Andrea Cavallini, direttore dell’Ufficio catechistico diocesano, che li hanno accompagnati anche in questi mesi della “fase 1” con lettere e video.

«Come sapete – si legge nella lettera –, dal 18 maggio sarà di nuovo possibile celebrare pubblicamente la messa, sebbene con attenzioni igieniche particolari. Sarà bello tornare a vivere la celebrazione, anche perché domenica 24 e domenica 31 maggio sono le ultime due feste del Tempo di Pasqua: l’Ascensione e la Pentecoste. Vi invitiamo a tornare a messa insieme alla comunità e a riprendere contatto diretto con il vostro parroco, nel caso in cui in questo periodo abbiate sentito solo i catechisti».

Oltre all’invito a riprendere a frequentare la parrocchia, i due responsabili diocesani ricordano l’appuntamento con la consegna del Padre Nostro. Come fatto nelle ultime settimane, sul canale YouTube dell’Ufficio catechistico diocesano domenica 17, sarà caricato il video per la consegna del Padre nostro, che va guardato sia dal catecumeno eletto che dal catechista; i due dovranno poi sentirsi telefonicamente per un momento di condivisione. «La celebrazione vera e propria della consegna – ricordano suor Pina Ester De Prisco e don Andrea Cavallini – verrà fatta in parrocchia, prima di ricevere il Battesimo».

15 maggio 2020

La consegna del mandato ai diaconi permanenti

«I diaconi permanenti sono ordinati per il servizio al popolo di Dio in un legame di obbedienza al vescovo di collaborazione con i presbiteri, quindi il vescovo a nome di tutta la Chiesa li invia a servire una determinata realtà, precisando l’ambito di servizio del ministero di questi diaconi». L’arcivescovo Gianpiero Palmieri, vicegerente della diocesi e delegato per il Diaconato permanente, spiega così la celebrazione che avrà luogo sabato 17 aprile alle ore 17.30 nella basilica di San Giovanni in Laterano e trasmessa sui canali Facebook e Youtube dela Diocesi di Roma. Nella Messa, infatti, il cardinale vicario Angelo De Donatis conferirà ufficialmente il mandato ai diaconi permanenti, che rinnoveranno le loro promesse.

Sono 136 gli ordinati per questo ministero nella diocesi di Roma, mentre attualmente una cinquantina stanno portando avanti la formazione per diventarlo. Si tratta di uomini per la maggior parte sposati; alla cerimonia di sabato saranno presenti in 112, accompagnati quasi tutti dalle loro spose.

15 aprile 2021

La consegna del Credo ai catecumeni

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«Carissimi catecumeni eletti e catechisti, abbiamo deciso di dedicare due tempi di ascolto e preghiera alle Consegne prebattesimali: Credo e Padre Nostro. La celebrazione vera e propria della consegna, come già accennato, verrà fatta più avanti, in parrocchia, prima di ricevere il battesimo». Suor Pina Ester De Prisco, responsabile diocesana del catecumenato, e don Andrea Cavallini, direttore dell’Ufficio catechistico diocesano, scrivono ai catecumeni per invitarli a partecipare alla prossima tappa del cammino di iniziazione cristiana: la consegna del Credo, che avverrà in forma “virtuale” domenica 3 maggio.

Come accaduto nelle scorse settimane, infatti, catecumeni eletti e catechisti sono invitati a guardare un video caricato sul canale YouTube dell’Ufficio catechistico diocesano; quindi a sentirsi telefonicamente per condividere opinioni e impressioni. L’appuntamento successivo è per il 17 maggio con la consegna, sempre “virtuale”, del Padre Nostro.

1 maggio 2020

La confessione per «rinnovare la carta di identità cristiana»

È dedicata alla riconciliazione la Messa con cui si apre la seconda giornata del pellegrinaggio diocesano a Lourdes, quella di oggi, martedì 28 agosto. Nella Grotta di Massabielle, davanti a centinaia di fedeli, il cardinale vicario Angelo De Donatis presiede la celebrazione eucaristica. La Vergine Maria che aveva chiesto a Bernadette “penitenza, penitenza, penitenza”, «oggi è davanti a noi – dice il porporato nell’omelia –, come una madre, per invitarci a riconoscere che solo se torniamo veramente a Dio siamo felici».

«Se noi siamo a Lourdes quest’anno – continua – non è solo per prendere un po’ di acqua o per fare un bagno di purificazione, ma perché Maria ci invita a diventare santi. Sì, perché la santità è la chiamata di tutti, non di pochi eletti, come ci ha ricordato il Papa nella recente esortazione Gaudete et exsultate».

Nell’esortazione apostolica, il Santo Padre definisce le Beatitudini come “la carta di identità del cristiano”. De Donatis riprende la metafora, ed esorta i presenti al sacramento della riconciliazione: «Se vuoi rinnovare la tua carta di identità cristiana – è l’invito del cardinale vicario – approfitta oggi del dono della confessione e chiedi di essere d’ora in poi persona di misericordia. (…) La misericordia è lì, già scorre in te. Questa sorgente non si esaurisce mai, neanche nelle notti della tua vita. Dio è amore. Dio è misericordia infinita. Dio non ti lascia solo mai. Ne è prova il fatto che ci ha dato Maria come madre, che in questo luogo ci aspettava da tempo, per ridonarci pace».

Leggi l’omelia completa

28 agosto 2018

La confessione oggi: seminario per laici della Penitenzieria

Un seminario di formazione sul sacramento della riconciliazione pensato per tutti i fedeli, in particolare i laici. Ecco la novità presentata dalla Penitenzieria Apostolica – che abitualmente propone occasioni formative riservate a sacerdoti e seminaristi –, che si terrà nei giorni 13 e 14 ottobre, presso il Palazzo della Cancelleria, in modalità mista.

“Ti sono perdonati i peccati (Mc 2,5). Celebrare il sacramento della confessione oggi” è il titolo del seminario, «pensato per rispondere ad alcune difficoltà che si possono sperimentare nell’accostarsi al confessionale – spiegano dalla Penitenzieria Apostolica – e ribadire la bellezza liberante dell’incontro sacramentale con il Padre misericordioso, anche attraverso la voce di chi ha sperimentato in prima persona la gioia del perdono».

L’apertura è prevista giovedì 13 ottobre alle ore 15.30, con il saluto e la lectio magistralis del cardinale Mauro Piacenza, penitenziere maggiore. Quindi interverrà don Fabio Rosini, direttore del Servizio diocesano per le vocazioni, con una relazione dal titolo “Il ministero del perdono da Gesù ai suoi discepoli”. Parlerà poi il professor Mauro Polia, storico e antropologo, di “Coscienza della colpa e aspirazione al perdono, dall’esperienza umana al suo compimento teologico”. Al termine ci sarà spazio per il dibattito. Modererà il pomeriggio la giornalista e scrittrice Costanza Miriano.

Il giorno seguente, invece, i lavori della mattinata saranno moderati da Paolo Ruffini, prefetto del Dicastero per la Comunicazione. In programma gli interventi di monsignor Krysztof Nykiel, reggente della Penitenzieria Apostolica; di Angel Garcia Ibanez, docente alla Pontificia Università della Santa Croce; di don Marco Panero, prelato consigliere della Penitenzieria Apostolica. Dopo una pausa per il pranzo, si ricomincerà alle 15.30 con padre Emilio Gonzalez Magaña della Pontificia Università Gregoriana; dell’attrice Beatrice Fazi; di Valentina Cason e Ilaria Tedde della Comunità Nuovi Orizzonti. Modererà la giornalista Angela Ambrogetti.

La partecipazione è gratuita. Per iscrizioni contattare la Penitenzieria Apostolica: 06.69887526; www.penitenzieria.va.

27 settembre 2022

La conferenza stampa di presentazione dell’attività realizzata dal Fondo Gesù Divino Lavoratore

Il Fondo Gesù Divino Lavoratore, nato nel luglio del 2020 dall’iniziativa di Papa Francesco per sostenere quanti sono stati maggiormente colpiti dalla crisi economica dovuta alla pandemia da coronavirus, al quale hanno aderito la Regione Lazio e Roma Capitale con l’Alleanza per Roma, ha concluso la prima fase di attività. Le iniziative promosse e realizzate con il coordinamento dalla Caritas diocesana verranno presentate alla stampa martedì 3 agosto, alle ore 10, nella Sala degli Imperatori, al primo piano del Palazzo Apostolico Lateranense (piazza San Giovanni in Laterano 6/a – piazza Giovanni Paolo II, 1).

Saranno presenti l’arcivescovo Gianpiero Palmieri, vicegerente della diocesi di Roma; il vescovo Benoni Ambarus, delegato diocesano per la Carità e già direttore della Caritas diocesana; il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti; e la sindaca di Roma Capitale Virginia Raggi.

Al termine della presentazione i relatori saranno disponibili per le interviste. La presentazione verrà trasmessa in streaming sulla pagina Facebook della diocesi di Roma.

28 luglio 2021

La conclusione del corso del Tribunale

La vita quotidiana pone sempre più spesso interrogativi e sfide su istituti che forse non avremmo mai pensato fossero messi in discussione. E così gli incontri di formazione organizzati per il 2023 dal Tribunale Interdiocesano di Prima Istanza presso il Vicariato di Roma e dal Coetus Advocatorum, mettono al centro “Il matrimonio tra diritto canonico e diritto italiano”, affrontando tematiche che coinvolgono valori e prospettive dell’uomo di oggi.

Dopo le riflessioni sul matrimonio concordatario, le unioni civili, la fecondazione assistita, il percorso formativo si concluderà il prossimo 19 aprile. All’incontro interverranno Paolo Di Marzio e monsignor Andrea Ripa che affronteranno il tema sempre attuale della delibazione, rispettivamente con una relazione sulla “Delibazione della sentenza canonica di nullità di matrimonio” e “La specificità del matrimonio concordatario alla luce del decreto di esecutività della Segnatura Apostolica”.

L’appuntamento avrà luogo in presenza nell’aula del terzo piano del Palazzo Lateranense alle ore 15 ed è accreditato dall’Ordine degli Avvocati di Roma con due crediti a sessione.

11 aprile 2023

La comunità diocesana si stringe in preghiera attorno a Benedetto XVI

ROMA 01-04-2010 IL SANTO PADRE PAPA BENEDETTO XVI CELEBRA LA MESSA DEL GIOVEDI SANTO IN CENA DOMINI CON IL RITO DELLA LAVANDA DEI PIEDI PH: CRISTIAN GENNARI

Accogliendo l’invito del nostro vescovo Papa Francesco al termine dell’udienza generale di questa mattina, 28 dicembre, come comunità diocesana di Roma con affetto ci stringiamo in preghiera attorno a Papa Benedetto XVI, le cui condizioni di salute si sono improvvisamente aggravate, a motivo dell’avanzare dell’età.

Le comunità parrocchiali, le cappellanie, le religiose e i religiosi: tutti i fedeli della diocesi e tutti gli uomini e le donne di buona volontà che vivono in Roma, ricordando con gratitudine il tratto di strada percorso insieme al nostro vescovo emerito, lo accompagnano in questo momento di sofferenza e di prova, pregando il Signore perché «lo consoli e lo sostenga in questa testimonianza di amore alla Chiesa fino alla fine», come ha chiesto questa mattina Papa Francesco.

28 dicembre 2022

La comunità di San Giulio accoglie Papa Francesco

Torna nella sua chiesa, rinnovata e consolidata, la comunità di San Giulio, dopo tre anni trascorsi in una tensostruttura a causa di un cedimento del solaio: a celebrare la prima Messa nell’aula liturgica, al termine dei lavori, sarà Papa Francesco, domenica 7 aprile, che presiederà il rito di dedicazione dell’altare. Ad accoglierlo, attorno alle 15.45 in via Francesco Maidalchini, 17, ci saranno il cardinale vicario Angelo De Donatis, il vescovo ausiliare del settore Ovest monsignor Paolo Selvadagi, il parroco padre Dario Frattini e padre Rinaldo Guarisco, superiore generale dei Canonici Regolari dell’Immacolata Concezione, ai quali è affidata la parrocchia.

Prima della Messa, il Santo Padre incontrerà i vari gruppi che compongono la comunità parrocchiale: innanzitutto gli ammalati, in una sala al piano terra. Quindi al piano superiore, nella canonica, si fermerà con quanti hanno contribuito alla realizzazione del presepe vivente, che negli ultimi due anni è stato allestito dai fedeli di San Giulio a Porta Asinaria, proprio con lo scopo di raccogliere fondi per i lavori. Papa Francesco vedrà poi i novelli sposi e quanti stanno frequentando i corsi di preparazione al matrimonio. Ancora, la realtà della Caritas, tra volontari e assistiti: tra questi, anche quattro senza dimora accolti dalla parrocchia durante l’emergenza freddo.

Il Pontefice si sposterà poi in oratorio: «Sotto il gazebo – anticipa il parroco padre Dario Frattini – incontrerà i membri dell’Ufficio edilizia di culto del Vicariato di Roma con l’impresa che ha portato avanti i lavori di ricostruzione e consolidamento e tutte le maestranze». Nella tensostruttura che per più di tre anni ha accolto i fedeli lo aspetteranno, invece, i gruppi di catechismo, per il Battesimo, la Comunione e la Cresima, con i familiari dei bambini, per un totale di oltre trecento persone. Poi saluterà i sacerdoti, confesserà alcuni fedeli e infine presiederà la Messa, con il rito di dedicazione dell’altare.

«Abbiamo preparato un dono speciale per il Papa, ricordando le parole che ha pronunciato all’incontro con il clero dello scorso 7 marzo – sottolinea il parroco –: tutte le offerte di queste domeniche di Quaresima verranno destinate al progetto della Caritas diocesana “Come in cielo così in strada” per i senza dimora. Consegneremo la somma raccolta direttamente nelle mani del Santo Padre».

Risale al 1956 il progetto originario della parrocchia di San Giulio. Ma nel 2015 il solaio di copertura della chiesa «ha manifestato un’accentuata inflessione – spiegano dall’Ufficio edilizia di culto del Vicariato di Roma –, tale da renderne necessaria l’immediata messa in sicurezza. In seguito alle indagini svolte sulle strutture in cemento armato della chiesa, è stato redatto un articolato progetto di ristrutturazione e adeguamento sismico, che ha comportato il consolidamento di tutti i 24 pilastri, il rinforzo di alcune travi esistenti e la demolizione e realizzazione ex novo di due travi e del solaio della parte centrale dell’aula ecclesiale. L’intervento, nella sua organicità, garantisce i necessari margini di sicurezza e resistenza anche in occasione di eventuali fenomeni sismici». A seguito dell’intervento sulle strutture portanti, l’interno dell’aula ecclesiale è stata riqualificato anche per gli impianti e le finiture architettoniche. Il progetto degli arredi liturgici fissi è stato curato dall’architetto Emanuele Pozzilli. Per tutta la durata dei lavori, la parrocchia ha svolto le sue attività in una tensostruttura temporanea collocata sull’area dell’oratorio. La realizzazione di un progetto così esteso è stato possibile grazie al contributo dell’ottox1000 curato dall’Ufficio nazionale per i beni culturali e l’edilizia di culto della Conferenza episcopale italiana, del Vicariato di Roma e della parrocchia stessa, grazie all’iniziativa del presepe vivente a Porta Asinaria.

4 aprile 2019

La comunità di San Crispino da Viterbo accoglie Papa Francesco

Tutto è pronto nella parrocchia di San Crispino da Viterbo (via Offanengo, 6), a Labaro, nel settore Nord della diocesi, per accogliere Papa Francesco, che visiterà la comunità domenica 3 marzo. Il Santo Padre arriverà attorno alle 16 e sarà accolto dal cardinale vicario Angelo De Donatis, dal vescovo ausiliare di settore monsignor Guerino Di Tora, dal parroco don Luciano Cacciamani, dal viceparroco don Andrea Lamonaca e da tutti i sacerdoti che prestano servizio a San Crispino.

Il Pontefice, in una sala parrocchiale al primo piano, incontrerà dapprima tutto il settore giovanile, vale a dire i bambini che frequentano il catechismo di preparazione alla Comunione e alla Cresima, i ragazzi dei gruppi di post-Cresima e dell’oratorio: «I più piccoli lo accoglieranno con un canto e leggeranno una letterina preparata per l’occasione – anticipa don Cacciamani –, mentre i più grandi porranno al Santo Padre alcune domande, chiederanno consigli e proveranno a sciogliere dubbi». Ancora, in una sala attigua sempre al primo piano, PAPA FRANCESCO si intratterrà con i genitori dei bambini che hanno ricevuto o stanno per ricevere il sacramento del Battesimo.

Il Santo Padre si sposterà poi in una stanza al piano terra, dove si fermerà con una trentina di senza dimora e indigenti seguiti dalla Caritas parrocchiale e dalla Comunità di Sant’Egidio; con loro ci saranno anche diversi volontari. Quindi, incontrerà i malati e i disabili di San Crispino. Infine un saluto ai sacerdoti della comunità e spazio alle confessioni di alcuni fedeli. La conclusione della visita con la celebrazione della Messa. Per consentire ampia partecipazione, nello spazio davanti alla parrocchia sarà allestito un maxischermo.

«C’è molto fermento e un grande desiderio di incontrare il Papa – aggiunge il parroco –. Tutti stanno dando una mano, anche nelle pulizie e sistemazioni, per rendere la nostra casa più accogliente. Per noi è un segno di incoraggiamento a fare sempre di più e sempre meglio, a non sentirci isolati. Sarà anche una buona occasione per riavvicinare alla fede alcune persone che ne sono lontane». Per prepararsi alla visita, a San Crispino da Viterbo questa sera alle 19 si terrà una preghiera per la pace secondo le intenzioni di Papa Francesco, animata dalla Comunità di Sant’Egidio; venerdì primo marzo, invece, è in programma l’adorazione eucaristica orientata da alcuni brani scritti dal Santo Padre.

25 febbraio 2019

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